La bomba sotto la Mercedes di Nino Princi e’ eplosa non appena stava cercando di entrare in macchina. La polizia ha detto che l’ordigno era piccolo ma ben piazzato e aveva lo scopo di uccidere Princi, non di di lasciarlo senza gambe, senza braccia e senza vista. Per la ‘Ndrangheta l’uso di un’autombomba non si vedeva dalla seconda guerra di ‘Ndrangheta degli anni ‘80.
Gli investigatori credono che la bomba serviva a mandare un forte messaggio e che Princi sia stato coinvolto in una guerra tra clan per il controllo di Gioia Tauro, il porto piu’ trafficato del Mediterraneo per numero di container scarivati e porta di ingresso in Europa per la cocaina colombiana.
Un recente rapporto della commissione antimafia sostiene che la ‘Ndrangheta e’ l’organizzazione mafiosa piu’ potente d’Italia e controlla, attraverso collegamenti con la massoneria deviata e la politica di Roma, il porto di Gioia Tauro per i suoi traffici illeciti.
Il porto e’ diventato una prospettiva economicamente piu’ attraente grazie al ritorno di Silvio Berlusconi al governo e al suo programma di fare il ponte sullo stretto di Messina. Un piano proposto da una societa’ di consulenza internazionale ha previsto un invesitimento di un miliardo e mezzo di euro per il porto di Gioia Tauro, incluso un rigassificatore.
Una settimana dopo aver perso le elezioni parlamentari, il governo uscente di centro sinistra ha sciolto il Comune di Gioia Tauro per infiltrazioni mafiose. Nella vicina citta’ di Reggio Calabria, i magistrati anti-Mafia stentano a trattenere l’aumento della violenza della ‘Ndrangheta in una crisi di faide interne.
Recentemente e’ stata trovata una microspia in uno dei corridioi dell’ufficio della magristratura Calabrese, uffici che generalmente sono ben sorvegliati dalla polizia. La porta dell’ufficio del nuovo magistrato anti-’Ndrangheta, che generalmente e’ chiusa a chiave, e’ stata trovata aperta, un chiaro segno di intimidazione. Lettere anonime hanno ricattato i magistrati anti-Mafia di rivelare particolari intimi delle loro vite private. Ora magistrati stanno investigado altri magistrati mentre si prepara l’istruttoria in importanti processi contro la ‘Ndrangheta. “Quest’ufficio e’ in crisi” dice un ufficiale. “La ‘Ndrangheta vuole gettare scompiglio.”
Non si sa chi sia dietro le microspie e le lettere. Comunque, gli investigatori sostengono che la ‘Ndrangheta, che –attraverso la massoneria deviata- ha penetrato la vita politica , i giornali e i media e preferisce demolire i propri oppositori attraverso sotterfugi piuttosto che attraverso l’eliminazione fisica.
La magistratura si e’ anche trovata in imbarazzo quando e’ trapelata una conversazione tra due boss, uno della ‘Ndrangheta e uno di Cosa Nostra. Mentre discutevano le elezioni nazionali del 13 e 14 Aprile, entrambi i boss si sono trovati d’accordo nell’esprimere le loro preferenze per il centro-destra.
I magistrati dicono che la ‘Ndrangheta non ha preferenze ideologiche o politiche e che sostiene il partito che di volta in volta si alliena ai propri interessi. Fra le inchieste che la magistratura sta preparando in Calabria ci sono casi di senatori del centro-destra che stanno organizzando vendite di beni di proprieta’ statali alla Mafia e inchieste sui brogli elettorali dei voti degli Italiani all’estero.
Archivio per 8 Maggio 2008
‘Ndrangheta a Gioia Tauro e Reggio Calabria
Pubblicato da janejacobs su Maggio 8, 2008
Pubblicato su citta' | Contrassegnato da tag: 'Ndrangheta, mafia | 3 Commenti »