Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Archivio per 6 Giugno 2008

Fattorie del vento anche in Puglia

Pubblicato da janejacobs su Giugno 6, 2008

 Per gli appassionati di energia eolica, mostro qui sotto due filmati prodotti dalla Vestas, societa’ Danese che produce impianti eolici. Il primo filmato (4 minuti) presenta gli impianti eolici a “raggi x” e mostra la base degli impianti eolici, le sezioni delle loro pale, le casse con i trasformatori, i sistemi di bilanciamento e di lubrificazione automatica.

Il secondo filmato (9 minuti) mostra alcuni impianti eolici nel Mare del Nord fuori dalle coste della Danimarca, nel deserto Egiziano, sui pascoli Scozzesi, sulle Alpi Austriache, sulle montagne dell’isola di Creta e al largo delle coste del Galles. Il filmato mostra anche alcune fasi di installazione degli impianti eolici ed il loro funzionamento anche a basse temperature, come nel Quebec, in Canada o nell’isola di Lolland in Danimarca. Buona visione.

 

Gli impianti eolici al largo delle coste sono particolarmente produttivi in quanto il vento al largo delle coste soffia piu’ forte che sulla terra e le turbine eoliche possono produrre fino al doppio dell’energia elettrica che produrrebbero sulla terra. Certo, costruire impianti al largo costerebbe circa il 50% in piu’ che costruirli sulla terra, perche’ bisogna ancorare le turbine a delle basi di cemento e a profondita’ superiori ai 40 metri, i costi aumentano notevolmente. Tuttavia, oggi si stanno sperimentando nuove tecnologie per costruire turbine eoliche galleggianti.

Con tecnologie simili a quelle sperimentate per alcune piattaforme petrolifere galleggianti, un professore del Massachussets Institute of Technology, finanziato dai petrolieri della ConocoPhillips, sta sviluppando una piattaforma eolica galleggiante. Questa nuova industria dovrebbe decollare fra circa 5 anni. Il motivo di tale decollo sta nel fatto che le turbine a terra danno fastidio e le turbine vicine alle coste hanno spazi limitati. Inoltre, le turbine saranno sempre piu’ grandi e richiederanno sempre maggiori spazi, si prevede che in futuro non si potranno installare piu’ di due turbine per chilometro quadrato.

La societa’ Norvegese SWAY ha raccolto circa 15 milioni di euro in finanziamenti dai petrolieri della Statoil e produrra’ la prima piattaforma galleggiante per turbine a energia eolica nel 2010.

Lo scorso Dicembre una societa’ olandese chiamata Blue H Technologies ha piazzato le sue turbine a 20km al largo delle coste della Puglia in acque profonde circa 100 metri (il filmato della costruzione del prototipo e’ a questo link). La societa’ aveva preventivamente assicurato l’agenzia di certificazione navale Italiana che l’impianto  puo’ sopportare onde alte fino a 10 metri. Il vento soffia piu’ forte nel mare e questo puo’ presentare anche una opportunita’ per chi ha le giuste competenze, per chi sa realizzare i nuovi impianti ad energia eolica e per chi ha voglia di rischiare.

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Link: Alberona, Fantascienza, Mondoelettrico

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Fattoria del vento a Shelburne, Canada

Pubblicato da janejacobs su Giugno 6, 2008

Nella localita’ agricola di Shelburne e’ stato costruito da poco il primo impianto di generazione eolica in Ontario. Shelburne e’ una bella pianura adatta alla coltivazione e i 45 generatori di energia eolica non disturbano l’attivita’ agricola. L’impianto di Shelburne produce energia elettrica per circa 20,000 famiglie.

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Globalizzazione nelle citta’ Slovacche

Pubblicato da janejacobs su Giugno 6, 2008

 

 Samorin

Dieci anni fa Samorin, una cittadina della Slovacchia, era un buon punto di osservazione per osservare gli effetti della globalizzazione nell’Europa dell’Est. La citta’ era piena di lavoratori qualificati in cerca di lavoro ed il tasso di disoccupazione era del 20%. Gli investitori stranieri arrivarono puntualmente. La Samsonite, un produttore di valigie, trapianto’ uno dei suoi impianti produttivi a Samorin.

Samorin e’ vicina al confine tra Slovacchia, Austria, Ungheria e Repubblica Ceca, e quindi collegata benissimo con le grandi autostrade e con gli aeroporti del Centro Europa.

I lavoratori, i sindacalisti e i politici dell’Europa Occidentale si sono lamentati che la fabbriche si trasferivano ad Est. Ma i burocrati ti Bruxelles, i politici ed i sindacalisti, e sotto sotto anche i lavoratori, hanno sempre saputo che questo sarebbe successo.

Dieci anni dopo, anche se nuovi investimenti e lavori stanno ancora arrivando in Slovacchia, Samorin ha gia’ perso molte delle fabbriche che aveva attratto dieci anni fa. La Samsonite ha chiuso il suo impianto nel 2006 licenziando 350 lavoratori e spostando la sua produzione in Cina.

Gli stipendi dei lavoratori Slovacchi sono cresciuti in fretta e molti sono emigrati in Europa Occidentale. A Samorin, un operaio non specializzato guadagna fra i 380 e i 480 euro al mese. Samorin e’ una triste realta’ di come la globalizzazione abbia frammentato il sistema delle forniture in frazioni sempre piu’ piccole, creando lavori in tutto il mondo, ma castrando il processo di rimpiazzo delle importazioni che permette alle comunita’ locali di creare ricchezza.

Lo stabilitmento della Samsonite in Slovacchia era lo specchio dello stabilimento della Samsonite in Belgio, che la Samsonite operava prima di aprire lo stabiimento a Samorin. Se licenziavano 100 dipendenti in Belgio, ne assumevano 100 a Samorin. Ma a Samorin non c’erano problemi con i sindacati, di piu’, non c’erano sindacati. I proprietari della Samsonite non erano persone avide o senza scrupoli. Essi pagavano i loro dipendenti a Samorin piu’ della media. Anche se i costi in Asia erano ancora piu’ bassi, vi era una convenienza geografica nel produrre in Europa perche’ in tal modo si diminuivano i costi di trasporto.  Il ruolo dallo stabilimento della Samsonite a Samorin era di far fronte alla domanda di bagagli di alta fascia, quando  vi erano picchi di domanda nella stagione delle vacanze. Cio’ che ha ucciso l’impianto era l’effetto dei piu’ alti costi di lavoro dei fornitori della Samsonite a Samorin, i quali si erano progressivamente trasferiti in Asia. Alla fine, la fabbrica doveva far arrivare i componenti per i suoi bagagli (cerniere, tessuti, ecc.) dall’Asia con conseguenti forti aumenti delle spese di trasporto.

La Samsonite risiedette in Belgio per 30 anni e solo 9 anni a Samorin. Tutto si sta facendo piu’ veloce.

A Samorin ora arrivano lavoratori dalle parti piu’ orientali della Slovacchia, ma gli abitanti si sentono molto diversi e migliori di loro. Spesso gli immigrati della Slovacchia dell’Est si ubriacano e scatenano risse. Alcuni abitanti danno la colpa agli immigrati per l’aumento di criminalita’ e dei furti. Spesso gli immigrati che arrivano a Samorin lavorano per qualche anno negli stabilimenti rimasti in citta’ e poi partono alla volta della Gran Bretagna o dell’Irlanda dove arrivano a guadagnare fino a tre volte piu’ che a Samorin.

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Fonte: Economist

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