L’imperatore Costantino
Nel terzo secolo dopo Cristo, l’Impero Romano era in crisi. Nel 260 l’imperatore Valeriano mori’ imprigionato dai Persiani dopo una sanguinosa guerra in quello che e’ oggi l’Iraq. L’impero romano era di fatto diviso in tre imperi ed al suo interno vi erano una serie di crisi e lotte interne.
Nel 274 l’imperatore Aureliano era determinato a riportare stabilita’ all’impero e inizio’ con una riforma del conio romano. Purtroppo, secondo il Professor Rathbone, del King’s College di Londra, il risultato di questa riforma fu una cronica inflazione.
Aureliano miglioro’ il conio, aumentando la qualita’ delle nuove monete d’argento e cosi’ facendo, fece si’ che gli esattori delle tasse accettassero solo nuove monete. Pero’ in realta la gente riceveva salari pagati in vecchie monete svalutate, ma a loro veniva richiesto di pagare le tasse attraverso le nuove monete che avevano maggior valore. Mentre coloro che avevano le loro ricchezze in oro e argento puro erano immuni dall’inflazione, coloro che avevano monete diluite di bronzo e argento soffrivano gli effetti dell’inflazione. I piu’ danneggiati erano i soldati.
A quel tempo, i meccanismi dell’economia non erano compresi bene da molti e spesso aspetti morali si inserivano nelle equazioni monetarie. Molti realizzarono che se non si fosse velocemente coniata una grande quantita’ di monete, i tassi di interesse sarebbero scesi. E questo fenomeno non solo era negativo per l’economia, ma l’utilizzo di monete diluite veniva considerato moralmente spregevole.
Questi problemi furono parzialmente ridotti dall’imperatore Diocleziano ma non furono definitivamente risolti fino a che l’imperatore Costantino nel quarto secolo emise i primo “solidus” d’oro (da qui la parola “soldo“). La lezione imparata dagli imperatori fu che il signoraggio era qualcosa che doveva essere utilizzato con molta prudenza per garantire stabilita’ all’impero.