Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Archivio per 11 Giugno 2008

L’ Expo di Saragozza 2008

Pubblicato da janejacobs su Giugno 11, 2008

Il ponte-padiglione disegnato da Zaha Hadid per l’Expo 2008

Per secoli Saragozza ha voltato le spalle al fiume Ebro, il piu’ lungo della Spagna, che attraversa la citta’ e che sorge in Cantabria e sfocia nel Mediterraneo. Nessuno dei piu’ importanti edifici di Saragozza, inclusa la sua cattedrale, la Basilica barocca del Pilar, si affaccia sul fiume. Tuttavia, in occasione dell’Expo 2008, Saragozza intende mettere al centro dell’Esposizione il tema dell’acqua, e nel frattempo diventare una delle piu’ importanti citta’ della Spagna. Il tema dell’Expo 2008 e’: “Acqua e Sostenibilita’”, una scelta ispirata al clima arido della regione.

Tuttavia, il tema dell’acqua non e’ un tema solo locale, ma gli organizzatori dell’Expo 2008 intendono risvegliare il tema della scarsita’ d’acqua e di come gestire con responsabilita’ tale risorsa. Piu’ di 100 Paesi parteciperanno a Saragozza 2008, che apre i battenti questa settimana e gli organizzatori aspettano dai 6 ai 7 milioni di visitatori nei tre mesi di durata dell’Expo.

Saragozza e’ stata trascurata per decenni. Tuttavia, 25 anni fa il governo centrale Spagnolo e quello regionale dell’Aragona, di cui Saragozza e’ capitale, hanno sviluppato dei progetti per porre fine all’isolamento economico della citta’ e per rivitalizzare la regione. Il governo centrale e quello regionale hanno iniziato a considerare le caratteristiche della regione, una regione scarsamente popolata e con grandi spazi, con estati calde come l’inferno, con inverni gelidi -particolarmente vicino ai Pirenei- e con pianure ventose.

Il governo Spagnolo e quello Aragonese sono riusciti a trasformare in punti di forza queste condizioni climatiche ostili. Le fredde aree dei Pirenei al Nord sono diventate stazioni sciistiche , le pianure ventose sono diventate delle fattorie di impianti eolici ed il caldo torrenziale e’ stato trasformato in energia solare rinnovabile.

Tuttavia, il piu’ importante sviluppo dell’area e’ derivato dall’intuizione geografica che vede Saragozza ad un raggio di 300km dalle citta’ di Madrid, Bilbao, Barcellona, Valenza e Tolosa in Francia. Tale intuizione ha portato allo sviluppo del piu’ grande parco logistico d’Europa che si estende su 13km quadrati e che risale all’anno 2000.

La Inditex, il piu’ grande rivenditore Europeo di abbigliamento fa affidamento per il suo successo sull’efficienza della logistica e ha deciso di impiantare la sua base a Saragozza, altre grose multinazionali fra cui la DHL e la Barclays Bank hanno seguito la Inditex. Il Massachussets Institue of Technology ha fondato a Saragozza una facolta’ di logistica dove l’insegnamento si fa in mezzo alle attivita’ produttive del parco logistico di Saragozza. Tale facolta’ attrae studenti da tutto il mondo.

L’Expo dovrebbe essere un’altra occasione per migliorare l’aspetto ed aumentare la ricchezza di Saragozza, quando la citta’ ospitera’ professori ed esperti di risorse idriche che genereranno idee per migliorare i problemi derivanti dalla mancanza d’acqua.

Uno dei pezzi centrali dell’Expo sara’ il Ponte-Padiglione progettato da Zaha Hadid. Saragozza spera che questa struttura, che assomiglia ad un gladiolo, diventera’ un simbolo della citta’ come il Museo Guggenheim lo e’ diventato per la citta’ di Bilbao.

Nel 1992 Siviglia ospito’ un’Expo che si contraddistinse per sprechi, corruzione e per mancanza di pianificazione. A Saragozza, gli organizzatori giurano di aver imparato dagli errori di Siviglia e di aver costruito solo edifici che avranno un uso economicamente sostenibile anche dopo l’Expo. Saragozza e’ convinta che i benefici dell’Expo dureranno a lungo.

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OPEC o G8. Chi decide il prezzo del petrolio?

Pubblicato da janejacobs su Giugno 11, 2008

I paesi dell’OPEC

I ministri delle finanze dei Paesi del G8 (Gran Bretagna, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Russia e Stati Uniti) si incontreranno a Osaka questo fine settimana per discutere su come limitare i danni economici provenienti dall’aumento vertiginoso dei prezzi del petrolio.

Ma in realta’ i Paesi del G8 non possono fare molto per fermare la corsa del prezzo del petrolio e le intimazioni all’OPEC ad “aprire i rubinetti” della produzione petrolifera saranno probabilmente inascoltate.

I ministri dell’energia dei paesi del G8, piu’ quelli di Cina, India e Corea del Sud faranno un appello ai produttori di energia dell’OPEC per aumentare gli investimenti e soddisfare la crescente domanda di energia in tutto il mondo.

I produttori di petrolio dell’OPEC insistono che non c’e’ mancanza di petrolio in questo momento e che il forte aumento del suo prezzo e delle materie prime e’ dovuto principalmente alla speculazione e alla debolezza del dollaro.

Tuttavia, se gli speculatori pensassero che l’OPEC fosse seriamente intenzionata ad “aprire i rubinetti” della produzione del petrolio, forse non speculerebbero cosi’ tanto. Il prezzo del petrolio non lo decidono i G8, ma, in ultima analisi, i paesi dell’OPEC.

Fonte: khaleejtimes

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L’economia ai tempi di Oliver Twist

Pubblicato da janejacobs su Giugno 11, 2008

Oliver Twist in una casa d’accoglienza

Tra la fine del 1830 e l’inizio del 1840 la vita in Inghilterra era molto dura.

C’era forte instabilita’ politica dovuta alle rivolte degli attivisti contrari alla Legge dei cereali, che bandiva le importazioni di grano e cereali dagli altri paesi per proteggere i produttori Inglesi. Poi c’erano le rivolte ed i moti dei Ciartisti, un movimento politico che si batteva per il suffragio universale, per una equa ripartizione dei distretti elettorali, per il voto segreto e per dare uno stipendio ai parlamentari.

Dal punto di vista economico, la Gran Bretagna stava entrando in un forte periodo di recessione, secondo lo storico dell’Universita’ di Oxford Humprhreys.

Dopo la vittoria contro Napoleone ci fu un boom economico, ma le esportazioni furono in breve tempo ostacolate dalla sempre piu’ forte competizione del resto dell’Europa. I lavoratori del settore tessile, e in particolare quelli dei cotonifici, nella parte industriale del Nord dell’Inghilterra e della Scozia erano quelli che se la passavano peggio.

Intere comunita’ dipendevano da una sola industria e questa era una nuova esperienza dovuta all’industrializzazione. Prima di allora, se un’industria adava male, c’erano altri settori che compensavano. Ma dopo l’industrializzazione dell’Inghilterra intere comunita’ si erano dedicate a produrre solo una cosa.

C’era anche un problema di forte incremento demografico, che fece sentire ancora di piu’ il problema della disoccupazione. Il prezzo del ciboera alto per effetto del protezionismo della Corn Law, la legge suiCereali e i salari erano bassi. Per coloro che scivolavano nell’abisso economico, la vita era orribile e portava con se’ disocupazione, fame, freddo, mancanza di casa.

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