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Un nuovo modo di vedere l’economia

Archivio per 20 Giugno 2008

La desertificazione del lago Aral

Pubblicato da janejacobs su Giugno 20, 2008

 

Cosa ci fa una nave in un deserto?

Hussein ricorda che quando era bambino camminava dalla sua casa ad Aralsk nel sud del Kazakhstan per andare a pescare sul lago Aral.

Ora il lago e’ a piu’ di 40 km di distanza ed il porto di Aralsk , che una volta possedeva una fiorente industria ittica ed un porto fiorente per il commercio del cotone e dell’olio ora e’ un deserto sporco dove magri cammelli pascolano fra i relitti di navi arrugginite adagiate sulla sabbia.

“La gente si chiede dove sia andato a finire il lago” dice Hussein, che ora e’ in pensione. “Alcuni pensano sia sprofondato sotto a sabbia, altri pensano che sia semplicemente scomparso.”

Questo mese, una nuova impresa ittica a forma di fenice, riaprira’. Questo vorrebbe segnalare il riscatto di Aralsk.

La riduzione delle acque del lago Aral incomincio’ dopo che l’Unione Sovietica negli anni ’60 inizio’ grandiosi piani per rendere coltivabile la steppa Asiatica. I grandi fiumi del Kyrgykistan e del Tajikistan furono incanalati per irrigare i campi di cotone e di riso e quindi l’acqua dei fiumi arrivava ai campi ma non arrivava al lago Aral.

Dopo che l‘Unione Sovietica si dissolse, arrivarono in soccorso donatori internazionali. La costruzione di una diga per trattenere l’acqua alla bocca del fiume Syr Darya ha aiutato a trattenere acqua nella parte settentrionale del lago e a ridurre la salinita’ che aveva distrutto la popolazione ittica del lago.

Ma gli sforzi internazionali per effettuare uno schema di cooperazione negli anni ‘90 sono stati abbandonati. Il Kazakhstan, che e’ alla fine della catena degli stati attraversati dal Syr Darya e’ l’unico stato dell’Asia Centrale ad aver firmato una legge internazionalde sui fiumi transfrontalieri.

“Se gli Europei si accordarono sul Dniestr e gli Indocinesi si accordarono sul Mekong, peche’ i Paesi dell’Asia Centrale non possono accordarsi su come suddividere i loro fiumi?” Si chiede Serikbai Smailov, un membro del comitato governativo dell’agricoltura nel Kazakhstan. “Ogni anno ci sono incontri intergovernativi ad alto livello sull’acqua – i ministri si accordano e si congratulano l’uno co l’altro, poi vanno a casa e le cose rimangono come prima.”

Un approcio piu’ realistico potrebbe essere quello di iniziare a formare progetti nazionali, come quello a Nord del Lago Aral, che e’ stato effettivamente realizzato.

Idrisov Kuttykohza, governatore di una regione Meridionale del Kazhakstan ritiene che la parte del Lago confinate con l’Uzbekistan sia senza speranza. “Presto sara’ un deserto” dice.

I venti che trasportano il sale ed i fertilizzanti chimici provenienti dal letto inaridito del lago sono una minaccia mortale per l’agricoltura della regione.

La maggior parte delle guerre si combatte per dominare le scarse risorse naturali e c’e’ un forte rischio di conflitto in quelle zone.

  Fonte: Isabel Gorst

 

 

 

Continua…

 

 

 

 

 

 

 

 

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Playa del Carmen

Pubblicato da janejacobs su Giugno 20, 2008

Vent’anni fa a Playa del Carmen non c’erano strade asfaltate, si potevano lasciare aperte le porte di casa e si poteva andare ovunque in bicicletta. Oggi c’e’ traffico dappertutto e la vita non e’ piu’ cosi’ libera ed informale.

Playa del Carmen sta crescendo ad un ritmo esorbitante in una delle regioni del Messico piu’ dinamiche dal punto di vista del turistismo. Playa del Carmen sta in una fascia di costa di meno di 100 chilometri tra Cancun ed il sito archeologico di Tulum. Questo pezzo di costa e’ chiamato la Riviera dei Maya.

Da quanto i primi turisti muniti di sacco a pelo sono arrivati dall’Europa, Playa del Carmen ha avuto uno sviluppo nella fascia turistica alta e oggi la sua strada principale, detta FIfth Avenue, ha boutiques, alberghi chic e negozi di lusso.

L’espanione del turismo ha creato migliaia di lavori, ha fatto aumentare i salari e ha creato un’ondata di immigrazione. Lo scorso anno, la popolazione della Riviera dei Maya e’ cresciuta del 22%, il tasso piu’ alto di crescita di ogni regione del Messico – e ora raggiunge una popolazione di 151,000 abitanti, circa 10 volte quella che aveva 20 anni fa.

Il boom di Playa del Carmen riflette il progresso del settore turistico messicano. Il Messico non ha mai avuto un numero cosi’ alto di turisti, quasi 22 milioni lo scorso anno. Il Messico e’ ora l’ottavo paese per numero di visitatori, ed il secondo paese fra i paesi in via di svilupo.

Cancun era stata costruita sulla costa vergine a Nord della riviera dei Maya alla fine degli anni ‘70, cosi’ come sono stae costruite in quello stesso periodo le citta’ di Zihuatanejo, Loreto e Los Cabos, che erano parte dello stesso piano di sviluppo del governo messicano.

L’agenzia del turismo Fonatur, ha da poco ricevuto nuovi poteri dal governo per dinanziare ulteriormente lo sviluppo turistico. Uno di questi risultati e’ stato il tentativo di rilanciare Huatulco, un centro turistico lanciato negli anni ‘80 che non ha avuto molto successo.

Le grandi catene di alberghi Spagnoli hanno investito $3.5 miliardi nel settore a partire dal 2007, un aumento dell’11% rispetto all’anno precedente. Nella Riviera dei Maya si stanno costruendo tre nuovi aeroporti per render l’accesso alle spiagge e agli alberghi piu’ agevole.

Ma il Messico sta anche beneficiando da una nuova tendenza demografica in Nord America. Negli ultimi anni, circa 1 milione di pensionati USA ha scelto di comprare una casa per le ferie e di passare almeno parte dell’anno in Messico.

Fonatur lo scorso hanno ha detto che si sono investiti circa $7 miliardi in 18,000 case di villeggiatura e si aspetta che questa cifra salga a $17 miliardi entro il 2012. Anche se gli USA stanno attraversando un momento di crisi, i Canadesi e gli Europei compensano tale crisi. E l’83% delle camere d’albergo ha almeno 4 stelle.

Il grande problema e’ se di questo passo lo sviluppo della zona sara’ sostenibile o se finira’ per implodere, promuovendo una forte crescita demografica, traffico ingestible e cementificazione selvaggia. Acapulco e Cancun sono state oggetto di critica da parte degli ambientalisti in passato perche’ l’immigrazione dell’entroterra ha superato la capacita’ delle citta’ di offrire servizi basilari come acqua, elettricita’ e trasporto. Sulla costa Caraibica, ci sono altre preoccupzioni relative alla vulnerabilita’ della zona agli uragani, come Wilma, che ha fatto pesanti danni tre anni fa.

Ma le cose sembrano andare meglio a Playa del Carmen. Le linee della corrente sono scavate sottoterra. Si privilegiano edifici bassi e hotel a bassa densita’ abitativa. A Tulum, le autorita’ stanno cercando di rendere gli standard sufficienti per la certificazione di sostenibilita’ ISO.

Non sara’ facile trovre un equilibrio fra quest’enorme sviluppo economico e sosteinibilita’. Il prezzo delle case nella Riviera dei Maya e’ aumentato di 4 volte negli ultimi 10 anni. Il problema e’ che a livello locale la percezione dei gruppi di popolazione a basso reddito e’ che tutti possono diventare ricchi. Tutti pensano che possedere un pezzo di terra equivalga a vincere alla lotteria.

Continua…

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