Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

I fondi pubblici non creano ricchezza, ma dipendenza

Pubblicato da janejacobs su giugno 24, 2008

Nuovi aiuti economici a Bari arriveranno attraverso il gasdotto proveniente dalla Russia

La storia ci dice che non e’ possibile sviluppare citta’ in grado di rimipazzare le importazioni attraverso l’elargizione di fondi pubblici. Il governo Italiano, a partire dagli anni ’50 ha riversato verso il Sud prestiti, fondi e sussidi per costruire strade, impianti elettrici, scuole, case, per attrarre industrie, fornire sussidi agricoli e cosi’ via. Dal Sud provenivano i protagonisti del film Pane e Cioccolata. In particolare i trapianti industriali si riversarono su Bari, sull’Adriatico e nelle vicinanze di Napoli – alcuni di questi impianti erano finanziati dall’IRI, un istituto governativo con l’intento di fornire aiuti economici a Bari e a Napoli. Lo scopo era quello di pianificare l’economia rurale ed urbana del Sud sul modello del prospero e urbanizzato Nord. Ma nonostannte tutti questi aiuti Napoli e Bari sono rimaste citta’ incapaci di guadagnare i soldi per comprare beni importati se non attraverso trasferimenti pubblici, mentre invece, per ironia della sorte, le citta’ del Nord diventavano ancora piu’ prospere e versatili.

Il giornalista e scrittore Luigi Barzini Jr ha descritto bene i risultati deludenti di queste politiche. Il Mezzogiorno Italiano ha ricevuto importanti benefici dai prestiti, dai sussidi e dai fondi pubblici in quanto e’ riuscito a comprare beni che importava da altre regioni o da altri paesi. Barzini parla di una sconcertante aria fantascientifica che aevano tutti i nuovi progetti per il mezzogiorno, accompagnati da una totale superficialita’ nel metterli in pratica:”…l’antica e disperata poverta, pero’ rimane. In molti villaggi vivono solo sventurati vecchi e bambini. La campagna e’ vuota”. Inoltre, anche se l’edilizia e le industrie trapiantate dalle regioni del Nord portano un po’ di occupazione alle regioni prima non offrivano posti di lavoro, il dislivello eonomico tra la parte ricca e la parte povera del paese non si e’ ridotto. Al contrario, si e’ allargato. Le politiche per il mezzogiorno rappresentano una sonora sconfitta… e, cosa ancor peggiore, un’opportunita’ storica persa per sempre.”

Nel Meridione ci fu un momento di speranza di miglioramento, ma esso fu seguito da una violenta ondata di ritorno alla realta’. Tutti, dice Barzini, inclusi coloro che pianificano gli aiuti per il Mezzogiorno, sono d’accordo sul fatto che la politica di aiuti economici sia stata un disastro. Nel cercare la causa di questo fallimento si discute su come i prestiti, i sussidi e i vari aiuti siano stati erogati e convessi e su come si sarebbero potuti erogare e concedere meglio. Probablimente, tutti i prestiti e i sussidi fecero tutto il bene che un prestito o un sussidio puo’ fare.

Il fatto che siano stato versati l’equivalente di centinaia di milardi di euro in aiuti per il Mezzogiorno e il fatto che dal Mezzogiorno c’e’ ancora forte emigrazione, significa che i due fatti non sono in contradizione, ma sono complementari.

E’ importante capire quello che gli aiuti economici possono produrre e quello che non possono produrre. Gli aiuti economici possono portare in breve tempo cambiamenti di cui c’era bisogno e produrre in breve tempo miglioramenti delle condizioni di vita quando vengono usati bene. Ma gli aiuti sono appunto degli aiuti ed il loro valore non supera mai l’ammontare versato. Il resto e’ un’ondata di ritorno, un “anti-climax”, un’inerzia che genera una profonda e continua dipendenza da forze espansionistiche e quindi inadeguate, da citta’ lontane.

Continua…

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Una Risposta a “I fondi pubblici non creano ricchezza, ma dipendenza”

  1. Arthur ha detto

    Mi pare logico il tuo ragionamento. Dare aiuti senza precisi business plans o senza preoccuparsi di come si comportano i beneficiari di tali somme è un comportamente che può fare più male che bene.

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