Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Archive for 22 luglio 2008

Computer e gas serra

Posted by janejacobs su luglio 22, 2008

Quanta capacita’ computazionale si puo’ permettere il genere umano? Questa e’ una domanda che le industrie di computer e di telecomunicazioni (ICT) odiano sentirsi fare. Queste industrie non si sentono inquinanti come i costruttori di auto, che producono molti gas serra, ma pensano di essere parte della soluzione.

Un gruppo di societa’ tecnologiche chiamato GESI (Global e-Sustainability Initiative) ha cercato di giocare d’anticipo fondando un movimento non a fini di lucro per esaminare come l’industria dell’informatica e della comunicazione abbiano un impatto sui cambiamenti climatici. La loro ricerca conferma il fatto che queste industrie potrebbero fare molto per ridurre i gas serra.

Per quanto riguarda le emissioni, le industrie della comunicazione e della tecnologia emettono quanto l’industria aeronautica. Nel 2007 gli apparecchi elettronici (PC, periferiche, reti di telecomunicationi e centri dati che raggruppano i  computer necessari al funzionamento di Internet) hanno prodotto 830 milioni di tonnellate di CO2, circa il 2% delle emissioni totali emesse dagli uomini. Anche se i computer iniziassero a dotarsi di dispositivi piu’ efficienti, queste emissioni sono destinate ad aumentare fino a 1.4 miliardi entro il 2020 ripartiti egualmente in telefoni cellulari e PC da un lato e centri dati dall’altro.

Questi numeri, pero’, risultano meno spaventosi se si pensa che l’industria dei computer e delle telecomunicazioni puo’ ridurre le emissioni di altre industrie per circa 7.8 miliardi di tonnellate di CO2 entro il 2020.

Fra questi effetti ci potrebbe essere la riduzione di viaggi di lavoro che richiedono la produzione di gas serra per spostamenti in auto, treno o aereo. Tali viaggi di lavoro potrebbero essere rimpiazzati da videoconferenze. L’eliminazione di tali viaggi gioverebbe probabilmente anche alle molte persone stressate che viaggiano costantemente per lavoro. Lo studio stima che la riduzione dei gas serra dovuta all’effetto videoconferenza potrebbe arrivare a 220 milioni di tonnellate.

L’utilizzo dei computer per migliorare la logistica (ad esempio la pianificazione delle rotte e degli itinerari per i veicoli che consegnano merci) potrebbe risparmiare al mondo la produzione di 1.5 miliardi di tonnellate di gas serra; l’utilizzo di una rete dati all’interno di una rete elettrica intelligente potrebbe ridurre i gas serra di altri 2 miliardi di tonnellate; e edifici intelligenti in cui luci e condizionatori si accendono e spengono automaticamente potrebbero risparmiare altri 1.7 miliardi di tonnellate di gas serra.

Nessuno di questi progetti sara’ facile. L’industria puo’ fornire programmi software, macchinari e computer, ma il problema maggiore sono le persone, l’economia e la politica. Inoltre, le competenze in questo settore sono scarse e gli incentivi per investire in un tecnologia che riduca i gas serra sono bassi.

Sono necessari nuovi standard tecnologici. Affinche’ il trasporto, per le reti elettriche e gli edifici diventino intelligenti, devono esserci regole precise su come, ad esempio, i frigoriferi debbano comunicare con i contatori ed i caloriferi debbano comunicare con gli impianti di riscaldamento.

Internet dimostra che quando si accettano standard comuni, cose meravigliose possono accadere.  

Continua…

 

 

 

 


Fonte: GESI

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Il futuro della nostra civilta’

Posted by janejacobs su luglio 22, 2008

 

Esiste un futuro per la nostra civilta’ o finiremo per annientarci tra noi? Il fisico Michio Kaku, un brillante divulgatore, prova a spiegarci le sue idee in materia in una brillante intervista che sembra sfociare nella fantascienza, ma che in fondo da un messaggio di pace e tollaranza. Qui sotto il video in Inglese dell’intervista a Kaku, segue la traduzione:

 

 

 

Quando i fisici guardano nello spazio alla ricerca di vita extraterrestre, non cercano piccoli uomini verdi, ma cercano civilta’ di tre tipi:

 

Tipo 1

Tipo 2

Tipo 3

 

Le civilta’ del Tipo 1 hanno raggiunto poteri planetari, controllano terremoti, controllano il clima, i vulcani, hanno citta’ negli oceani, ogni cosa che riguarda il loro pianeta, ce l’hanno sotto cotnrollo.

 

Le civilta’ del Tipo 2 sono stellari, Dopo aver esaurito il potere di un pianeta, prendono l’energia direttamente dalla loro stella madre, ma non usano l’energia solare per abbronzarsi, ma per far funzionare le loro enormi macchine.

 

Quando anche il potere della stella madre si esaurisce, le civilta’ possono diventare del Tipo 3, ovvero galattiche. Esse raccolgono il potere di miliardi di stelle all’interno di una galassia.

 

Ad esempio, il cartone di fantascienza Bud Rogers rappresenta una civilta’ del Tipo 1, una civilta’ planetaria, Star Treck e la confedereazione dei pianeti che hanno colonizzato due sistemi solari, rappresentano una civilta del Tipo 2 e l’Impero di guerre stellari rappresenta una civilta’ del terzo tipo.

 

Quindi, che tipo di civilta’ siamo noi esseri umani nel loro presente stato evolutivo?

 

Noi siamo una civilta’ di tipo zero.

 

Non esistiamo su questa scala. Non prendiamo energia dal nostro pianeta o dalle stelle, ma da piante morte milioni di anni fa sotto forma di petrolio e carbone. Possiamo pero’ calcolare quanto ci vorra’ a diventare una civilta’ del Tipo 1. Piu’ o meno, seguendo gli sviluppi della legge di Moore (vedi questo link) ci vorranno circa 100 anni. Leggendo i giornali appaiono evidenti segnali di transazione da civilta’ del tipo zero e civilta’ del tipo 1. E noi abbiamo il privilegio di essere vivi in questo momento di transizione epocale.

 

L’Unione Europea, il NAFTA e le altre organizzazioni internazionali sono nate sotto la spinta di una visione di un mondo inteso come civilta’ del Tipo 1. La formazione di blocchi regionali come l’Unione Europea, il NAFTA sono il principio della formazione di una societa’ del Tipo 1. E quale sara’ il linguaggio che si parlera’ in questa societa’ del Tipo 1? Ovunque nel mondo ormai le elites parlano inglese come seconda lingua. In futuro tutti sapranno parlare la propria lingua d’origine piu’ una seconda lingua, probabilmente l’Inglese. Ci sara’ anche una cultura del Tipo 1 e un sistema politico del Tipo 1. Oggi si puo’ viaggiare ovunque al mondo e si possono mostrare le fotografie di Madonna e Arnold Schwarzennegger e (quasi) tutti gli abitanti del pianeta sanno riconoscere questi individui. I flim di Hollywood, il rock & roll, il rap, ed i blue jeans sono parte di questa nuova cultura planetaria del pianeta terra.

 

E cos’e’ Internet? Internet e’ il principio di un sistema telefonico di Tipo 1.

Questa transizione e’ la transizione piu’ importante di tutti i tempi e molte persone non la vogliono. Hanno paura di una civilta’ planetaria tollerante di molte culture. Coloro che non vogliono un’integrazione planetaria sono i terroristi.  Questa transizione e’ anche molto importante perche’ non e’ chiaro se ce la faremo.

 

Quando guardiamo all’universo, non vediamo alcuna traccia di civilta’ del tpo 1, 2 o 3 in alcun luogo. La matematica dice che i dovrebbero esser migliaia di civilta’ del tipo 1, 2 o 3 nella nostra galassia, ma noi non le vediamo. Perche’?

 

Perhe’ la transizione da tipo zero a 1 e’ la piu’ delicata e non abbiamo molto tempo. E’ la transizione piu’ pericolosa. E’ una corsa contro il tempo. Da un lato ci sono le fore dell’integrazione, della tolleranza e c’e’ un tessuto multiculturale che sta emergendo davanti ai nostri occhi, d’altra parte ci sono armi di distruzione di massa, armi batteriologiche e nucleari ed il terrorismo internazionale che ostacolano il raggiungimento di una civilta’ del Tipo 1. Quindi molte delle migliaia di civilta’ simili alla nostra forse non sono mai riuscite ad arrivare a visitare altre simili civilta’ perche’ collassate sotto il proprio peso.

Quando poi si diventa civilta’ del tipo 2 si e’ praticamente immortali. Nulla che e’ conosciuto alla scieza puo’ distruggere una civilta’ del tipo 2. Nemmeno una supernova puo’ distruggere una civilta’ del tipo 2, perche’ tale civilta’ sposterebbe il proprio pianeta o fermerebbe l’esplosione dei fuochi nucleari della supernova.

Le societa’ del tipo 3, le societa’ galattiche, potrebbero avere l’abilita’ di controllare il fato della galassia stessa. Una civilta’ del tipo tre non esplorerebbe l’universo mandando in giro per i pianeti e sistemi solari il capitano Kirk sulla sua Enterprise, perche’ questo sistema richiederebbe milioni di anni. Tale civilta’ creerebbe un robot. Tale robot esplorerebbe le costellazioni e sarebbe programmato per costruire una fabbrica dove per replicarsi milioni di volte, perche’ vede che il pianeta e’ stabile. Dopodiche’, da questo pianeta invierebbe altri robot su altri pianeti e ciascuno userebbe la sua fabbrica per replicarsi e per colonizzare poi altri pianeti. In questo modo, attraverso l’invio di un robot, sarebbe possibile colonizzare un’intera galassia in un tempo relativamente ristretto.

Questo sistema e’ stato rappresentato nel film 2001 Odissea nello Spazio, un filme che rappresenta meglio di qualunque altro l’incontro tra una civilta’ del tipo 1 e de tipo 3. Stanley Kubrick intervisto’ molti astronomi e scienziati e decise di creare questo scenario. Purtroppo pero’ taglio’ la scena in cui si invia un robot sulle varie lune che creano una fabbrica che va a colonizzare altre lune ed il film diventa “super-mistico”. Tuttavia, si noti che il monolite e’ il segnale di una civilta’ del tipo 3 che aspetta he una civilta’ tipo zero diventi tipo 1.

Quanto ci vorra’ per avere una societa’ qui da noi in grado di intercettare tale monolite il nostro monolite? Probabimente 100 anni. La generazione in cui viviamo e quella dei nostri nipoti sono le piu’importanti della storia umana perche’ dipendera’ da noi se il pianeta sara’ distrutto dalla nsotra arroganza e intolleranza o se sapremo evolverci e conquistare l’eternita’.

 

Altri link: Think Quest, Lorenzofb

 

Link al libro di Michio Kaku qui

 

 

 

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Le maggiori societa’ farmaceutiche d’Europa

Posted by janejacobs su luglio 22, 2008

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Nome Paese Valore in borsa in miliardi di Euro Sito Web
Novartis Svizzera  96  www.novartis.com
Roche Svizzera  93  www.roche.com
Glaxosmithkline Regno Unito  79  www.gsk.com
Sanofi-Aventis Francia  60  www.sanofi-aventis.com
Astrazeneca Regno Unito  41  www.astrazeneca.com
Teva Israele  22  www.tevapharm.com
Bayer Germania  20  www.schering.de
Merck Germania  18  www.merck.de
Elan Irlanda  10  www.elan.ie
Celesio Germania  7  www.celesio.com

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