Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Archivio per 23 Luglio 2008

Passaporto digitale per il cibo

Pubblicato da janejacobs su Luglio 23, 2008

 

Chi mangia una mela oggi sa che proviene dal negozio di frutta o dal supermercato sotto casa. Chi mangera’ una mela fra cinque anni sapra’ che proviene da un albero del Trentino di quinta generazione, raccolta il 6 luglio, mai trattata con pesticidi, trasportata in un camion con aria condizionata al mercato locale e che ha 65 calorie.

Usando dei codici a barre speciali, etichette digitali e sensori speciali si potranno ottenere infomazioni precise sul cibo che si acquista. Inotlre, sara’ possible sapere se la produzione del cibo ha avuto un impatto sull’ambiente e quanto questo impatto misura, il che dovrebbe avvantaggiare i prodotti piu’ sostenibili dal punto di vista dell’impatto ambientale.

Il carrello della spesa diverra’ piu’ intelligente. Quando si mettera’ un articolo nel carrello, esso leggera’ il passaporto digitale dell’articolo e controllera’ ad esempio se quell’articolo e’ compatibile con la propria dieta.

Le carte di fidelizzazione dei supermercati avviseranno iI consumatori attraverso e-mail, messaggi sms o chiamate al telefono, se alcuni articoli stanno scadendo marcendo nel proprio frigorifero.

Fonte: IBM

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Medici con super-poteri

Pubblicato da janejacobs su Luglio 23, 2008

 

Grazie alla rappresentazione del corpo umano in tre dimensioni sara’ possible visitare il proprio medico anziche’ con numerose cartelle cliniche con un avatar che cammina, parla e ha una rappresentazione umana del corpo umano.

Il dottore puo’ fare click su una parte specifica del corpo dell’avatar, come ad esempio il cuore, e vedere istantaneamente la storia medica, i test, i risultati delle diagnosi del paziente.

E’ anche possible accedere a visualizzazioni 3D e a registraioni audio del battito cardiaco in una scala e con una risoluzione maggiori a quelle di oggi. Il computer fara’ automaticamente confronti con le visuali e gli audio di centinaia di migliaia di pazienti con simili trascorsi medici, e le diagnosi ed i trattamenti saranno molto pui’ precisi.

L’esplosione di informazioni mediche e l’emergere di tecnologie di visualizzazione che un tempo erano un’esclusiva solo dei piu’ incalliti geni dei computer trasformeranno il modo con cui i medici faranno le loro diagnosi ed effettueranno le cure.

In effetti, i medici avranno dei super-poteri; delle tecnologie che consentiranno loro di avere una vista a raggi x, un udito in grado di ascoltare il battito cardiaco nei minimi dettagli, e modi di organizzare le informazioni su come effettuare i trattamenti e le cure usando il corpo umano come archivio dati.

Fonte: IBM

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Palestina terra perduta

Pubblicato da janejacobs su Luglio 23, 2008

 

E’ una triste ironia il fatto che una terra la cui bellezza senza tempo sia sopravvissuta senza grandi cambiamenti dai tempi della Bibbia sta per essere trasformata da un popolo che fonda sulla Bibbia la propria identia’. Gli insediamenti israeliani si espandono inarrestabili nella Cisgiordania; grandi strade “sfondano” le dolci colline terrazzate; le zone ancora selvagge sono diventate parchi nazionali a cui i palestinesi non hanno accesso; e i villaggi Arabi che un tempo si mescolavano armoniosamente al paesaggio circostante ora sono ghetti assediati.

Raja Shehadeh, un avvocato e scrittore di Ramallah, ha utilizzato la legge internazionale ed Israeliana per combattere l’esproprio della terra dei Palestinesi. Per anni ha lottato con forza e costanza in vari tribunali anche quando si rendeva conto che il governo Israeliano, determinato ad impossessarsi di territori vitali a Gerusalemme Est ed in Cisgiordania, non si curava delle sue critiche. In fin dei conti e’ stato il suo popolo che lo ha costretto a riconoscere la sconfitta: nel 1993 gli accordi di Oslo, secondo Shehadeh, hanno anteposto i principi di mutuo riconoscimento e di creazione di due stati separati al processo Israeliano di colonizzazione che stava tagliando in due uno dei due Stati.

Una consolazione per Shedaheh era passeggiare per le aree ancora non costruite. Il suo libro “Palestinian Walks”, un libro breve, ma scritto splendidamente, racconta sei passeggiate fra il 1978 ed il 2006. Il libro descrive le scene attorno a lui, il colore dei fiori selvatici, l’odore delle erbe, le gazzelle grige, le rocce che “sembra siano esplose dalla terra, piccole isole emerse da un mare verde” – ma ogni passeggiata porta il lettore con gentilezza attreverso le sue conversazioni con i suoi compagni, ai suoi ricordi, ai suoi incontri ad una tema specifico.

Questi temi spaziano dal ricordo di un vecchio e rozzo parente lontano quando ballava di gioia attorno alla sua casa si pietra appena costruita con l’aiuto della sua giovane moglie, alle frustrazioni delle sue battaglie legali, all’incontro con un colono israeliano che pappagalleggiava il gergo senza senso degli ufficiali israeliani ma che amava disperatamente quella la terra e che invitava lo scrittore a ripararsi dalla pioggia e condividere qualche tiro della  sua pipa.

Arrivati alla sesta passeggiata, il protagonista inizia a camminare con molta piu’ circospezione, sapendo che rischia di essere arrestato dalla polizia o ferito dagli spari di un colone sospettoso. Si lamenta degli eventi che hanno reso i Palestinesi “stranieri sgraditi, insicuri e molestati nella propria terra”. I lettori che accompagnano lo scrittore in queste passeggiate e che tremano con lui davanti ai dirupi rocciosi (Shedahe soffre di vertigini) potrebbero trovarsi ad echeggiare il suo lamento per una terra bella e romantica che sta scomparendo

Il libro si puo’ ordinare qui.

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Lovanio, una citta’ per l’Universita’

Pubblicato da janejacobs su Luglio 23, 2008

Leuven-Oude-Markt.jpg

 Una breve descrizione del progetto architettonico della cittadella universitaria di Lovanio in una presentazione dell’architetto Michel Woitrin.

L’Università di Lovanio è stata creata nel 1425 dal papa Martino V, nella città di Lovanio, una regione di lingua olandese. Per diversi secoli, la lingua parlata all’Università era il latino. Dopo la Rivoluzione francese, l’Università venne chiusa. Nel 1834 viene riaperta dai vescovi belgi. La lingua parlata all’Università è in prima battuta il francese, inseguito il fiammingo. Dal 1963, e in particolare dopo il 1968 i fiamminghi più radicali esigono la partenza dei francofoni. Le autorità della sezione francofona dell’Università finiscono per accettare l’idea di lasciare Leuven in cambio di garanzie giuridiche e finanziarie.
Nasce allora il “sogno” o il “grande disegno” di costruire una piccola città universitaria il più possibile “normale” e non un “ghetto-campus-torre d’avorio” tanto in voga all’epoca.
L’ideazione della città prende forma nel corso di 5 anni dal 1963 al 1968 attraverso riflessioni, viaggi di studio, preparativi segreti. Si acquista un terreno libero, di 920 ettari, con i finanziamenti statali, a prezzo conveniente, appena a 30 Km di distanza da Bruxelles, nella regione francofona Brabant wallon,
situato tra la ferrovia Bruxelles-Namur e l’autostrada Bruxelles-Namur.
I 920 ettari sono suddivisi come segue:
-350 ettari per la città in senso stretto (compresa in un cerchio di raggio di 1 km corrispondente a una dimensione pedonale di una città del XII secolo)

-150 ettari, poi diventati 200 ettari, poi 250 ettari per il Parco scientifico (+ di 100 imprese, 4.000 occupati)

-200 ettari di foresta da conservare (18 cervi)

-una riserva di terreni per la realizzazione di progetti di espansione, o per correggere gli errori passati.
 
I principi del piano direttore del 1970:
1. una città a scala umana
2. il luogo rappresenta l’elemento generatore della città (la vallata, le piccole colline devono essere preservate e definire i futuri quartieri)
3. l’Università deve essere integrata nella città (mixité generalizzata)
4. l’Università è il motore della città
5. la città è pensata prima di tutto per i pedoni (per il dialogo)
6. realizzare fin dall’inizio un’atmosfera urbana
7. concepire un processo flessibile
8. immaginare un centro urbano dal “volto umano” (con diversi
tipi di animazione urbana)
9. una città integrata con l’ambiente (definita da un margine evidente)

  E’ difficile spiegare agli urbanisti che un’Università desideri realizzare non un campus-ghetto ma una città “vera”.   Ma oltre la programmazione in cifre era necessario “fare” urbanistica e architettura. A questo scopo l’Università crea il gruppo UA (Urbaniste et Architecture).

Lo dirige Raymond Lemaire professore universitario né urbanista, né architetto, né ingegnere ma docente di storia dell’arte all’

-città del dialogo (tra facoltà, tra gruppi sociali, tra gruppi di età diversa…), ovvero massima mixité in ogni quartiere della città

-rifiuto di un’urbanistica alla maniera di Le Corbusier.

-città ispirata alla città storica (dimensione, volumi, circolazione), lo spazio pubblico si articola in piccole piazze (“traboules” come i passaggi stretti di Lione); si parlava di un’atmosfera urbana italiana; una sorta di urbanistica neomedioevale (fatto salva l’area dell’aula magna realizzata in ferro e vetro)-la densità dei luoghi, lo spirito di dialogo che si respira nella città evocano un “braciere di anime”. Recentemente il Rettore di Bruxelles ha sottolineato la difficoltà di realizzare un “quartiere latino” in una grande città. 

-si tratta di una città artificiale (o meglio “volontariste” ovvero nata dalla volontà). L’espressione di questa volontà può arrivare fino a concepire quartieri di case unifamiliari per non-studenti.

Lo Stato Federale belga, che per una decisione presa a maggioranza dal Parlamento ha deciso di cacciare l’Università francofona dalla città di Louvain, stabilisce di dare all’UCL l’opportunità di “risorgere” altrove su un luogo scelto liberamente dall’Università stessa.
Lo Stato garantisce prestiti all’1,25% per l’acquisto di terreni, la costruzione di laboratori, alcune migliaia di stanze per gli studenti, ospedali… (circa 15 miliardi di franchi belgi ossia 375 Mio di euro fin dalle prime richieste).
Tuttavia per realizzare una città “normale” è necessario attirare investimenti privati: residenti, laboratori privati, stanze per studenti date in affitto dai residenti…
Per attirare investimenti è necessario predisporre un progetto di qualità capace di attirare famiglie e investitori (e consentire l’emissione di certificati immobiliari “Immolouneuve”).
 L’Università conta 20.000 studenti.
 L’Università e la ricerca sono povere ma decise a trovare nuove strade di finanziamento.
 Le antiche fattorie (due del XII secolo) accolgono attività di teatro (J. Vilar) e musica (Biéreau)
L’atmosfera universitaria è minacciata dall’arrivo di investimenti privati dominanti (cinema nella grande place), gallerie commerciali (30.000m2 commercio/ ufficio, 22.000m2 residenziali)
Il cinema ha superato per importanza percettiva la Biblioteca centrale.
La civiltà dell’automobile minaccia il progetto urbano: si cerca di tenere sotto controllo la presenza delle auto almeno nel centro città. Sono andate perdute troppe occasioni di valorizzazione dello
spazio pubblico, specialmente delle piccole piazze. La piscina e la Hall des sports sono state localizzate male.
In futuro è necessario prevedere l’arrivo a LLN della rete RER per spingere i visitatori a utilizzare il trasporto su ferro è necessario pensare a lungo termine e correggere gli errori del passato. I terreni disponibili ci sono e sono sufficienti per prevedere sviluppi a lungo termine… è possibile ancora sognare su numerosi ettari!

 Fonte: abitare la citta’ 

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Maggiori compagnie aeree d’Europa

Pubblicato da janejacobs su Luglio 23, 2008

Nome   Paese   Numero dipendenti 2007   Fatturato 2007 (€m)   Utile 2007 (€m)   Indirizzo web
AEROFLOT   Russia   14700                   2,365                      190   www.aeroflot.ru
AIR FRANCE-KLM   Francia   104659                 24,114                      748   www.airfrance.com
BRITISH AIRWAYS    Regno Unito   45140                 10,941                      850   www.bashares.com
DEUTSCHE LUFTHANSA   Germania   106307                 22,420                   1,655   www.lufthansa.com
EASYJET    Regno Unito   5493                   2,247                      190   www.easyjet.com/
IBERIA    Spagna   21574                   5,304                      327   www.iberia.com/
RYANAIR    Irlanda   5262                   3,392                      488   www.ryanair.com
SAS    Svezia   24900                   5,620                        69   www.sasgroup.net

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Pietro il Grande

Pubblicato da janejacobs su Luglio 23, 2008

 

Lo Scia’ di Persia (link) non era il primo sovrano assoluto a pensare che si poteva acquistare lo sviluppo economico. Nella prima parte del diciotteesimo secolo, Pietro il Grande cerco’ di acquistare  un’economia sviluppata per la Russia attraverso l’acquisto di beni produzione provenienti dall’Olanda e da altre economia sviluppate dell’epoca. Assistito e consigliato da esperti dell’Europa Occidentale, i masachuseti della sua epoca, Pietro compro’ centinaia di fabbriche provenienti dall’Europa Occidentale, dalle fonderie alle chiuse dei canali, dalle fabbriche tessili e le importo’ tutte nella sua nuova citta’ modello a cui San Pietroburgo aspirava. Pietro era molto ammirato nei circoli intellettuali illuministi dell’Europa Occidentale per aver iniziato la modernizzazione della Russia, proprio come lo Scia’ era ammirato dagli Occidentali per aver iniziato la moderizzazione dell’Iran. Nel caso di Pietro, i soldi provenivano dalle tasse pagate dai suoi sudditi, in particolare dai contadini delle campagne, visto che la maggior parte della ricchezza delle Russia proveniva dall’agricolutra. Nonostante tutti soldi spesi per comprare queste fabbriche e trasportarle a San Pietroburgo, l’economia Russa non procedette nel modo in cui Pietro il Grande aveva previsto, cioe’ come le avanzate economie dell’Olanda e dell’Inghilterra di allora. Come lo Scia’, Pietro il Grande penso’ allo sviluppo come ad una collezione di mezzi di produzione, non come ad un processo di cambiamento. Il processo in se’ era qualcosa che Pietro non poteva comprare e che l’Europa Occidentale non poteva vendere. L’Europa Occidentale era coinvolta nei processi che continuavano a svilupparsi in molti e variegati modi, mentre la Russia, non avendo un’economia complessa, aveva una economie arretrata e poco efficace a creare ricchezza. Per cui, negli anni seguenti ai costosi acquisti di Pietro, il divario fra le economie dell’Europa Occidentale e della Russia anziche’ ridursi, si amplio’.

 Continua…

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