Il video qui sotto mostra il tentativo la creazione di un impianto energetico utilizando l’energia delle onde nell’Oceano Pacifico presso la Hawaii. Tale creazione risale al 1980.
L’impianto consisteva in un lungo tubo di polietliene, in grado di generare energia dai complessi movimenti dell’Oceano. Il tubo e’ stato installato anche grazie all’aiuto dei sub delle Hawaii. L’impianto non produceva alcun inquinamento e non richiedeva alcun combustibile per funzionare all’infuori della forza dell’Oceano.
Non mi e’ chiaro perche’ una simile costruzione sia fallita. Costi troppo alti? Complicazioni di tipo ingegneristico? Scarsa produzione di energia al di sotto delle aspettative? Intralci dalle lobbies del petrolio e dell’energia nucleare?
A New York presso la Mediamath.com ci sono decine di analisti che spendono tutta la giornata di fronte a schermi di computer, ma anziche’ analizzare l’andamento dei titoli azionari, analizzano il mercato della pubblicita’ su Internet.
Essi misurano l’attivita’ nelle borse della pubblicita’ dove le societa’ fanno offerte per piazzare gli spazi pubblicitari disponibili sui siti web dei vari quotidiani e TV online o dei siti che attraggono il maggio numero di lettori.
Per ora la Mediamath commercia banner online solo quando sono disponibili sul momento, ma la societa’ sta lavorando anche a strategie piu’ complesse utilizzando derivati, opzioni e mercati secondari, prendendo a prestito dalla finanza molte delle sue strategice che ha intenzione di lanciare.
I grandi siti web di quotidiani e TV online non sempre riescono a vendere tutti i banner ai prezzi che vogliono, pertanto, quando hanno un inventario di banner troppo elevato si rivolgono ad intermediari come Mediamath.com che compra al prezzo di $1 dei banner che normalmente sarebbero venduto a $20 cercando di lucrare un guadagno.
A differenza pero’ degli intermediari pubblicitari tradizionali, Mediamath.com e’ una vera e propria borsa della pubblicita’ online, hanno costi di intermediazione inferiori e consentono di analizzare il rendimento (numero di visitatori, numero di click, ecc.) di ogni singolo banner.
Le maggiori societa’ di internet possiedono gia’ borse della pubblicita’ online: Yahoo possiede Right Media, Google possiede DoubleClick; Microsoft possiede AdECN.
Sta iniziando anche a sorgere un piccolo gruppo di individui che cercano di speculare individualmente sulla pubblicita’, un po’ come i bagarini fanno con i biglietti della partita allo stadio o come coloro che giocano in borsa.
La crescita di queste nuove borse va senz’altro a portare benefici ai pubblicitari, i quali possono provare molti tipi diversi di pubblicita’ avendo risposte in breve tempo e quindi minimizzando i tempi di risposta del pubblico senza le costose indagini di mercato tradizionali. Esse inoltre aiutano i siti di giornali e TV online a smaltire in breve tempo gli inventari di banner invenduti.
Qui sotto una lista delle principali borse della pubblicita’. Molte di esse sono alla ricerca di personale qualificato.
Una grossa compagnia petrolifera ha lanciato un videogame gratuito (immagine qui sopra) per stimolare il dibattito su come fornire energia alle nostre citta’ in futuro.
E’ anche possibile fornire commenti. Il link e’ qui.
Per giocare fare click su Play Energyville > in basso a destra.