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Un nuovo modo di vedere l’economia

Archivio per 31 Luglio 2008

Ma io quanti gas serra produco?

Pubblicato da janejacobs su Luglio 31, 2008

Il link qui sotto fornisce un sempice modo per calcolare il proprio contributo ai gas serra in ogni viaggio in auto o in aereo, dal consumo di elettricita’ o riscaldamento in casa.

Safe Climate

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Aumentare la produttivita’ dei gas serra

Pubblicato da janejacobs su Luglio 31, 2008

 

Le iniziative sul cambiamento climatico devono cercare di manetere due obiettivi: stabilizzare l’emissione di gas serra e mantenere la crescita economica. Per riconciliare questi due obiettivi e’ necessario aumentare la produttivita’ dei gas serra, cioe’ il PIL prodotto per ogni unita’ di gas serra emesso.

Per mantere parametri di crescita e di riduzione dei gas serra, la produttivita’ dei gas serra deve aumentare da $740 GDP per tonnellata di CO2e (*)oggi a $7,300 per tonnellata di CO2e entro il 2050. Un aumento di dieci volte. Tale aumento e’ simile a quello che si realizzo’ con la rivoluione industriale. Tuttavia, la “rivoluzione dei gas serra” deve avvenire in un terzo del tempo in cui e’ avvenuta la rivoluzione industriale se vogliamo mantenere lo stesso ritmo di crescita del PIL e ridurre i livelli di CO2e sotto le 500 parti per milione, un livello accettato da molti esperti come il massimo che si possa tollerare se si vogliono evitare catastrofi ambientali e climatiche irreversibili.

Il costo di questa rivoluzione ammonterebbe a circa l’1% del PIL da qui al 2030, ma sarebbeo soldi spesi bene. Visto che rappresentano una polizza assicurativa contro una catastrofe climatica globale. Alcuni ipotizzano che si potrebbero prendere a prestito oggi i soldi per ridurre il CO2e nei prossimi decenni, soldi che probabilmente i nostri pronipoti sarebbero felici di aver speso se saranno in grado di vivere in un pianeta simile a quello in cui viviamo oggi dal punto di vista ambientale (e non irrimediabilmente compromesso).

Se non riusciremo ad aumentare a produttivita’ dei gas serra che emettiamo, le conseguenze saranno grame. Gli esperti stimano che si debba abbattere l’emissione di CO2e per persona di circa 6 chili al giorno. A questi ritmi di produttivita’ dei gas serra, un essere umano dovrebbe scegliere fra un viaggio di 40km in un’auto con l’aria condizionata, l’acquisto di due magliette nuove (senza contare il viaggio al negozio), o mangiare due pasti. Pertanto, senza un aumento della produttivita’ dei gas serra, la stabilizzazione dell’inquinamento richiederebbe un drastrico cambiamento del nostro modo di vivere.

Tali cambiamenti avverranno solo se i governi e i leader mondiali collaboreranno insieme inseguendo un unico obiettivo, attraverso nuove politiche, nuovi regolamenti e risolvendo problemi di ripartizione delle risorse tra paesi sviluppati e meno sviluppati e tra diversi settori industriali.

 (*) Carbon dioxide equivalent, misura standard usata per misurare i gas serra

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Case automobilistiche Europee

Pubblicato da janejacobs su Luglio 31, 2008

La tabella qui sotto riporta le otto maggiori case automobilistiche Europee.

 

Societa’ Paese Numero dipendenti Vendite (€m) Profitti (€m) Debiti (€m)
Volkswagen Germania                             319,526              108,897                4,120            41,265
Daimler Germania                             274,999                99,399                3,979            42,868
Peugeot Francia                             207,800                60,613                   885            19,994
Fiat Italia                             190,208                58,529                1,953            11,187
Bmw Germania                             106,662                56,018                3,126            37,906
Renault Francia                             130,179                40,682                2,669            22,166
Audi Germania                               57,483                33,617                1,654 -            7,542
Scania Svezia                               35,892                  8,702                   881              3,216

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Popolo di vecchi

Pubblicato da janejacobs su Luglio 31, 2008

La generazione di chi e’ nato fra la fine della seconda querra mondiale fino agli anni ’60 e’ chiamata generazione baby boom, visto il boom delle nascite che si e’ registrato in quegli anni. Oggi questa generazione, negli Stati Uniti conta quasi 80 milioni di persone. Essi hanno raggiunto livelli record di redditi, generato un grande ammontare di ricchezza e crescita economica. Ma hanno anche speso a livelli record, non hanno risparmiato abbastanza e hanno accumulato livelli record di debiti. Ora la maggior parte di questi baby boomers che ha fra i 50 e i 60 anni e’ impreparato per la pensione perche’ non ha risparmiato abbastanza.

L’invecchiamento di questa proporzione numerosa di persone rappresentata da questa generazione portera’ ad una minore crescita economica per i prossimi decenni.

Una soluzione per fare in modo che i baby boomers non si impoveriscano troppo e’ quella di farli lavorare piu’ a lungo. Maggior lavoro procurerebbe piu’ ricchezza ai singoli individui e all’economia in generale.

Negli USA, l’85% dei baby boomers si aspetta di lavorare piu’ a lungo nel corso della propria vita. Tuttavia, spesso il sistema lavorativo non incentiva i lavoratori a restare piu’ a lungo nel mercato del lavoro, incluso il costo della sanita’, delle pensioni e la mentalita’ spesso ostile dei datori di lavoro verso gli impiegati piu’ anziani. Risolvere questi tre problemi aiuterebbe a migliorare le condizioni di vita delle generazioni che si affacciano alla pensione e alle generazioni future.

 

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