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Archivio per 9 Settembre 2008

Acceleratore di particelle: esperimento in diretta

Pubblicato da janejacobs su Settembre 9, 2008

 

Mercoledì 10 Settembre alle 9,30 a.m. nell’acceleratore di particelle LHC del laboratorio europeo del CERN di Ginevra, girerà per la prima volta un fascio di particelle per l’intero circuito di 27 chilometri.

L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ha organizzato una conferenza stampa per i giornalisti nella sede
della Presidenza nazionale a Roma.

Per il pubblico sarà possibile seguire in streaming su questo sito:
http://webcast.cern.ch/
l’evento dalle 9 del mattino sino al tardo pomeriggio

Descrizione e programma della giornata

Indirizzo della trasmissione via satellite

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La fisica nucleare con gli acceleratori

Pubblicato da janejacobs su Settembre 9, 2008

 

Dal sito dell’Istituto Italiano di Fisica Nucleare:

“I primi decenni del ‘900 videro un’intensa attività nello studio della struttura dell’atomo. L’osservazione dei decadimenti radioattivi e l’interazione di fasci di particelle con la materia permisero ai fisici di effettuare scoperte fondamentali. Contemporaneamente, grazie allo studio della radiazione cosmica fu possibile osservare particelle fino a quel momento sconosciute. Lo sviluppo tecnologico facilitò successivamente la costruzione di acceleratori, macchine che aumentano l’energia delle particelle facendole viaggiare a velocità prossime a quelle della luce, la massima velocità possibile per qualunque corpo. L’uso di acceleratori ha consentito di esplorare i costituenti fondamentali dei nuclei atomici e di creare nuove forme di materia. Negli acceleratori lineari le particelle vengono fatte urtare contro un bersaglio fisso, mentre negli acceleratori circolari due fasci di particelle accelerati in versi opposti collidono tra loro. Le quantità di energia che le particelle hanno acquistato prima dell’urto vengono convertite, grazie all’interazione, in altre forme di materia rendendo così possibile l’osservazione di nuove particelle.
Il tipo di acceleratore concettualmente più elegante e più affermato, AdA (Anello di Annichilazione), fu progettato e realizzato a Frascati negli anni ‘60, nel primo Laboratorio nazionale dell’Infn. In AdA, il cui diametro era di circa un metro, due fasci, uno costituito da elettroni e l’altro di positroni (cioè elettroni con carica elettrica positiva), collidevano tra loro. Alle macchine di questo tipo, che fanno collidere particelle di materia e di antimateria, si deve la maggior parte delle scoperte ottenute negli ultimi trent’anni nel campo della fisica delle particelle e la verifica dettagliata della maggior parte delle previsioni teoriche. Per studiare il comportamento delle particelle ad energie sempre più elevate sono stati costruiti, negli anni, acceleratori sempre più grandi e si è passati dai circa 3 m di circonferenza di AdA ai 27 km dell’anello sotterraneo LEP (Large Electron Positron collider), utilizzato al CERN di Ginevra dall’89. L’uso di tale acceleratore ha permesso di studiare le particelle W e Z, responsabili del decadimento radioattivo, avvalorando il modello teorico sul quale oggi si basa la descrizione del mondo subnucleare: il Modello Standard. Le ricerche effettuate al LEP hanno aperto la strada a una nuova generazione di esperimenti volti a scoprire l’ultimo tassello mancante di questa teoria: la particella di Higgs. Sarà LHC (Large Hadron Collider), il nuovo acceleratore in corso di costruzione a Ginevra, a prendere il posto di LEP in questa ricerca. LHC verrà utilizzato anche per studiare un altro grande problema della fisica delle particelle, la asimmetria tra materia e antimateria, il fenomeno nel quale alcune particelle di materia e le rispettive particelle di antimateria si comportano in natura in modo inaspettatamente diverso. Questo tipo di comportamento potrebbe contribuire a spiegare perché l’Universo sembra attualmente costituito solo da materia. Il nuovo acceleratore contribuirà dunque a far luce su aspetti fondamentali della formazione e dell’evoluzione del cosmo.”

Segue una lista di alcuni acceleratori di particelle funzionanti oggi in Italia e nel mondo fare click sul nome dell’acceleratore per collegarsi al relativo sito:

LHC, Ginevra

BABAR, California

ZEUS, Amburgo

Cavita’ superconduttive LNL, Legnaro

Fermilab, Chicago

Jefferson LAB, Virginia

Superconduttore Ciclotrone, Catania

KLOE e DAFNE, Frascati

Tsukuba, Giappone

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Plastica biodegradabile e chemiurgia

Pubblicato da janejacobs su Settembre 9, 2008

Gli anni ’60 sono stati il decennio della plastica grazie alle innovazioni prodotte nel settore petrolchimico. A quei tempi il petrolio costava poco e le risorse petrolifere sembravano infinite. Oggi che il petrolio costa tanto e che inizia a scarsegiare, il settore piu’ promettente sembra la chamiurgia.

La chemiurgia e’ un termine inventato negli anni ’30 per riferirsi ad una branca della chimica che trasforma i prodotti agricoli in prodotti di consumo industriali. Poiché le piante sono principalmente costituite da cellulosa, amido, zuccheri, oli e proteine, possono facilmente servire come materie prime per prodotti chimici e industriali.

Durante il secolo scorso, la chemiurgia ha avuto un certo successo. La cellulosa e’ stata utilizzata per costruire le spazzole dei pennelli e le pellicole per i film. Lo scienziato americano Carver ha sviluppato centinaia di brevtti per trasformare arachidi, patate ed altri prodotti agricoli in colla, sapone, vernici, coloranti ed altri prodotti indstriali.

Negli anni ’30 Henry Ford aveva in mente addirittura di costruire un’automobile interamente con i derivati della soia. Ma con la seconda guerra mondiale, le tecnologie militari hanno avuto bisogno di un rapido sviluppo che solo l’industria petrolchimica in quel momento poteva dare, grazie anche al basso costo del petrolio.

Oggi la chemiurgia sta tornando di moda sotto forma di moderni esperimenti biotecnologici. I progressi nella bioingegneria, le preoccupazioni sulla mancanza di biodegradabilita’ di molte plastiche e l’elevato prezzo del petrolio hanno rinnovato l’interesse in questa branca della chimica.

Oggi si possono costruire materiali con le stesse proprieta’ della plastica utilizzando prodotti agricoli, organici e biodegradabili.

Purtroppo, questa branca della chimica non ha ancora attratto molta attenzione (leggi investitori) al pari delle medicine biotecnologiche, della modificazione genetica o dei biocarburanti. Il principale problema per lo sviluppo di questo settore e’ che i polimeri derivati dal petrolio fanno molto bene il loro lavoro. La plastica biologica si scioglie in fretta (si pensi ai sacchetti di plastica per la spazzatua) o non riesce a mantenere le bevande gassate frizzanti al punto giusto (si pensi alle bottiglie di acqua frizzante).

Un altro possibile problema e’ che le industrie che hanno molto potere oggi nel petrolchimico (cioe’ le grandi compagnie petroliere) e nella chimica tradizionale cerceranno di limitare le nuove tecnologie. Tra le industrie Europee all’avanguardia nel settore ci sono la Danese Danisco e la tedesca BASF.

Ma il pericolo piu‘ grande per quest’industria e’ il possibile calo del prezzo del petrolio. Se il prezzo del petrolio dovesse scendere e rimanere basso come nella maggior parte degli anni ’90, allora l’industria sarebbe in pericolo.

 

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I.O.U.S.A.

Pubblicato da janejacobs su Settembre 9, 2008

 

 

 

In America sta avendo un certo successo un nuovo film documentario chiamato “I.O.U.S.A.”.

 

Se “Inconvenient Truth” di Al Gore ha scoperchiato il vaso di Pandora del riscaldamento gloale e “Sicko” di Michael Moore ha scoperchiato il vaso di Pandora della sanita’ USA, questo film si propone di scoperchiare il problema del debito USA, il piu’ grande del mondo.

 

Questo film si basa su un’intervista ai responsabili della commissione bilancio USA che porta lo spettatore in un viaggio nell’America del debito e della spesa facile e conclude che se il governo americano non ridurra’ la sua spesa, gli Stati Uniti andranno incontro ad una crisi finanziaria da cui non si riprenderanno piu’.

 

Sebbene il debito Americano rappresenti “solo” il 70% de PIL Americano (in Italia e’ superiore al 100% da molti anni), in America ci si sta rendendo conto che presto non si potranno piu’ pagare le pensioni e le cure sanitarie ad un numero sempre crescente di pensionati.

 

Oltre a criticare le forti spese del goveno americano, in particolare le spese militari, gli autori del film accusano anche la mentalita’ dei consumatori americani di spendere piu’ di quello che guadagnano.

 

 

 

 

 

 

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