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Archivio per 13 Settembre 2008

LHC e adesso cosa succedera’?

Pubblicato da janejacobs su Settembre 13, 2008

Albert Einstein

Dopo la partenza del primo esperimento del 10 Settembre, l’acceleratore LHC del CERN fara’ ruotare le particelle ad una velocita’ molto vicina a quella della luce. Questa velocita’ e’ la piu’ alta velocita’ possibile nell’universo e viaggia a 299,792 chilometri al secondo.

La potenza degli acceleratori e’ stata aumentata piu’ di mille volte a partire dagli anni sessanta e circa un milione di volte da quando il primo ciclotrone, di circa 30 centrimetri di circonferenza fu lanciato nel 1931 all’Universita’ di California, Berkeley.

L’idea di base dietro al primordiale ciclotrone californiano e’ la stessa dietro all’LHC del CERN. Una combinazione di elettricita’ e forze magnetiche accelerano i protoni e li carica di energia. Poi li porta ad un arresto improvviso con qualcos’altro e a quel punto l’energia si converte in massa, creando nuove partielle, secondo la famosa teoria di Einstein E=mc2. La piu’ grande differenza fra il ciclotrone e l’LHC e’ che il ciclotrone “spara” le particelle contro un “obiettivo” statico, mentre l’LHC usa raggi contro-rotatori per raggiungere uno “scontro frontale di particelle”.

Lo scorso 10 Settembre l’LHC e’ stato semplicemente acceso per la prima volta, ma non ha ancora scoperto nulla. L’acceleratore sara’ messo in funzione numerose volte nei prossimi mesi e gli scienziati si augurano di scoprire queste famose particelle. Ma quando scopriranno questo qualcosa? Le scoperte scientifiche non sempre sono dei lampi di genio dove il famoso scienziato-archimete esclama eureka!, ho trovato. Ma piu’ spesso gli scienziati passano molto tempo a raccogliere dati nei loro esperimenti, li riguardano, li catalogano, li analizzano dal punto di vista statistico, e poi spesso ricominciano da capo. Alla fine, se tutto andra’ bene, emergera’ un risultato chiaro. E allora tale risultato sara’ rivisto da molti scienziati con occhio critico, sara’ criticato e pubblicato in un giornale scientifico.

Vista l’importanza dell’esperimento dell’LHC il processo dovrebbe essere piu’ breve poiche’ molti scienziati stanno lavorando contemporaneamente. Se poi si dovessero davvero scoprire i bosoni di Higgs, e’ probabile che il risultato verra’ rivelato alla stampa prima di venire scritto formalmente su un giornale scientifico.

I fisici stanno cercando con questa impressionante accelerazione i bosoni di Higgs, le famose particelle richieste dalla teoria fisica per spiegare l’esistenza della massa. Se si troveranno questi bosoni, i fisici potranno allora fare un passo avanti per cercare di comprendere i misteri della gravita’, raddoppiando il numero di particelle base con il meccanismo della supersimmetria e arrivando a generare piccoli buchi neri.

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Rischio Vesuvio

Pubblicato da janejacobs su Settembre 13, 2008

Pompeii the last day 1.jpg

L’eruzione del Vesuvio a Pompei

Una recente ricerca mette in guardia gli abitanti di Napoli dalla possibilita’ di un’imminente eruzione del Vesuvio. Una sua eruzione potrebbe mettere a rischio la vita di quasi un milione di persone

Il Professor Bruno Scaillet dell’ Universita’ di Orleans ed il Professor Raffaello Cioni dell’ Universita’ di Pisa hanno studiato le proporzioni e i tipi di rocce cristalline emesse dalle eruzioni del Vesuvio in quattro circostanze:7800 anni fa, 3600 anni fa, 1929 anni fa (durante la celebre eruzione di Pompei nella foto qui sopra) e 1536 anni fa.

Questo studio ha permesso loro di stimare la pressione e quindi la profondita’ a cui ogni campione si e’ cristallizzato. Combinando questi risultati con ricerche effettuate in precedenza, Scaillet e Cioni hanno mostrato che la camera magmatica del Vesuvio si e’ alzata dalla profondita’ media di 10 chilometri in cui si e’ trovata per circa 22,000 anni. Non e’ chiaro perche’ la camera magmatica si sia spostata, ma le possibili cause comprendono i cambiamenti nella forma e nelle dimensioni della bocca del Vesuvio, una riduzione della densita’ del magma e i movimenti tellurici dovuti ai terremoti.

In generale, minore e’ la profondita della camera magmatica, minore e’ il rischio: il magma a bassa pressione erutta in maniera meno esplosiva e meno distruttiva. Tuttavia, se la densita’ del magma e’ diminuita perche’ contiene piu’ acqua, esso diventerebbe piu’ volatile, rendendo il Vesuvio a rischio di provocare un’eruzione esplosiva come quella di Pompei.

Citta’ come Napoli sono inevitabilmente esposte a cataclismi naturali. Certo bisogna prevenire la perdita di vite umane costruendo almeno le nuove case secondo antisismici. Ma realisticamente bisogna anche programmare una reazione ad un probabile e imminente cataclisma. Ce la farebbe Napoli a reagire al risveglio del Vesuvio?

Continua…

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