Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Le basi militari producono poverta’

Posted by janejacobs su ottobre 14, 2008

A Camp Lejeune, la grande base militare dei Marines Americani in North Carolina, c’e’ un continuo andirivieni di enormi convogli carichi di provviste di burro d’arachidi, macchine per ufficio, macchine per dentisti, materassi, scarpe, archivi, lampadine, detergenti, utensili per le cucine, spaghetti ecc. C’e’ anche una linea ferroviaria per trasportare giorno dopo giorno, anno dopo anno, decennio dopo decennio una produzione che diventa irrimediabilmente inutile per stimolare il processo di rimpiazzo delle importazioni, visto che i militari non producono nulla.

 

Non ha importanza quanto tali importazioni siano diverse o abbondanti o per quanto tempo durino. Le guarnigioni non hanno la funzione di rimpiazzare le importazioni; ottenere beni importati non aiuta a costruire versatilita’ nella produzione che accadrebbe se le importazioni fossero destinate a citta’ dinamiche che si guadagnano con il loro lavoro le importazioni.

 

La citta’ vicina alla base militare di Camp Lejeune e’ Jacksonville. Nemmeno Jacksonville e’ un insediamento che rimpiazza le importazioni. La strada dritta di cinque miglia tra Jacksonville e il portone del campo militare e’ piena di bar, night clubs, ristoranti, ma cio’ non vuol dire che Jacksonville sia in grado di produrre tubi di neon, vernici rosse e gialle, raffreddatori di birra, tavoli, sedie o strumenti musicali. La citta’ ha alcuni negozi di tatuaggi, ma non produce gli aghi elettrici per fare tatuaggi o l’inchiostro, bensi’ li importa da New York.

 

Camp Lejeune, fra le altre cose, ha un Centro Postale che opera vari negozi per il personale militare Americano e le loro famiglie. La paga di chi serve in tali negozi e’ finanziata dai contribuenti che generalmente risiedono nelle citta’, i beni sugli scaffali e nei magazzini dei negozi del Campo sono importazioni guadagnate dalle citta’ che le citta’ hanno perso. Nel 1970, tale catena di centri postali era diventata il terzo piu’ grande distributore di merci al mondo: molta produzione pertanto veniva sottratta al processo di generazione della ricchezza per via della sua destinazione.

 

Naturalmente, questi beni rappresentano una piccola frazione di cio’ che occorre per mantenere molte guarnigioni.

Le armi sono la principale voce di costo degli astronimici ed incomprensibili bilanci del dipartimento militare: il costo di svluppare e produrre carri armati, missili, bombe nucleari, testate, artigleria, fucili, munizioni, bombardieri, aerei da combattimento, aerei spia, aerei che intercettino missili, elicotteri per il trasporto di militari, macchinari per gli aeroporti militari, satelliti spia lanciati nelo spazio, lanciatori di razzi, navi da guerra, barche da ricognizione, navi portaerei, mine, sottomarini, sistemi radar…

 

L’inutilita’ ai fini del processo economico delle importazioni di viveri e vettovaglie per i militari si applica in misura ancor piu’ ovvia e macroscopica per le armi. Le armi sono totalmente inutili per sviluppare la vita economica. Sia che la destinaione delle armi siano i magazzini, le stazioni di allerta, i campi di addestramento, i campi di manovra, le basi navali o militari, il fatto e’ che le armi sono importate in questi posti e che i locali non sono in grado di rimpiazzare questi beni con produzione locale anche se volessero. L’unica eccezione a questa regola sono i casi in cui i produttori di armi acquistano altri produttori di armi, dopo aver importato armi da altri paesi. Ma negli abitanti la cui produzione economica e’ incentrata attorno a basi militari ed armi, l’economia si spegne presto, perche’ la produzione militare diviene presto sterile per il processo di rimpiazzo delle importazioni. Naturalmente quello fin qui detto per l’esercito USA vale anche per gli eserciti e le guarnigioni di altri paesi.

 

Insomma, quando i guadagni delle citta’ aiutano la produzione militare continua, essi sottraggono alle citta’ le importazioni che si sono guadagnate e trasferiscono questi guadagni nella produzione di insediamenti che non sanno e non possono rimpiazzare le importazioni. Alcune citta’ ottengono un grande cliente (l’esercito) a cui esportare, ma per sostenere l’esercito di una nazione o di un impero le citta’ devono continuamente sacrificare le loro importazioni, o piuttosto il loro equivalente in ricchezza. Questo le rende piu’ povere e deboli nel processo di rimpiazzo delle importazioni, una debolezza che minaccia la loro capacita’ di generare nuovi tipi di beni e servizi e le loro capacita’ di affrontare e risolvere problemi o altre esportazioni innovative dove una citta’ impara dall’altra.

 

Piu’ le citta’ di una nazione o di un impero perdono i loro guadagni a causa dell’espansione della spesa militare continua, piu’ pesantemente devono dipendere dai militari per ricevere sussidi economici dall’esercito, un esercito che li rende deboli e dipendenti.

 

Continua…

 

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