Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Archive for gennaio 2009

Le invenzioni nascono dai giochi

Pubblicato da janejacobs su gennaio 30, 2009

Possiamo dire che i cambiamenti derivati da nuove invenzioni come l’agricoltura, o l’auto generano nuovi problemi come l’impoverimento del suolo o le piogge acide. Tali problemi generano nuove soluzioni che danno vita a nuove invenzioni, nuovi problemi, nuove soluzioni, e cosi’ via.

I termini: strategie industriali e obiettivi sono termini che esprimono un modo di pensare militaresco. Dietro a questo modo di pensare c’e’ spesso a livello piu’ o meno inconscio l’ipotesi che la vita economica possa essere conquistata e mobilitata come si puo’ conquistare e mobilitare eserciti, ma non quando ci si dirige verso lo sviluppo e l’espansione economica.

Un professore emerito del Massachussets Institute of Technology, Cyril Stanley Smith, fa notare che storicamente non e’ stata  la necessita’ a partorire nuove invenzioni; piuttosto la necessita’ ha opportunisticamente preso invenzioni gia’ esistenti ed ha improvvisato miglioramenti su di esse e ha creato nuovi usi per essa. Ma le radici delle invenzioni devono essere ricercate altrove, in motivi speciali ed in una specie di “curiosita’ estetica” come la definisce Smith. La stessa metallurgia, Smith ci ricorda, inizio’ con il martellare il rame all’interno di collane e altri ornamenti molto prima che fossero utilizzati per coltelli ed armi di rame e di bronzo. La formazione di leghe metalliche inizio’ molto prima nel mondo della gioielleria e della scultura che della produzione economica e militare. I pigmenti (che incidentalmente, furono il primo uso dei minerali ferrosi), la porcellana ed altre ceramiche, il vetro e la pratica di saldare iniziarono storicamente come beni di lusso e decorativi. Forse anche la ruota inizio’ ad essere usata in modo “frivolo”; le ruote piu’ antiche a noi conosciute erano parti di giocattoli. L’idraulica, la meccanica ed altre manifestazioni del genio umano furono sviluppate all’inizio per costruire giocattoli o come forme di intrattenimento. Il tornio fu inizialmente usato per produrre scatole porta-tabacco cent’anni prima che venisse usato nell’industria pesante. Il ferro battuto fu inizalmente utilizzato per scopi decorativi nella creazione dei cancelli dei palazzi. L’industria chimica si sviluppo’ dal bisogno di colorare o decolorare i tessuti ed il vetro. I blocchi per la riproduzione di immagini sono anteriori ai blocchi per la riproduzione di testo. La polvere da sparo venne utilizzata prima come forma di intrattenimento per i fuochi artificiali molto prima che fosse utilizzata per scopi militare o per conquistare lo spazio con i razzi. La prima ferrovia al mondo fu creata come forma di intratenimento a Londra. La plastica venne dapprima utilizzata per i giocattoli e per articoli da cucina, e per i tasti del piano forte come rimpiazzo a basso costo dell’avorio. Le racchette da tennis, le mazze da golf e le reti da pesca furono fra i primi articoli a sperimentare usi innovativi della plastica rinforzati con fibre di vetro e di carbonio; ora questi composti stanno iniziando a rimpiazzare i metalli in alcuni prodotti utilizzati nelle costruzioni, in alcuni tipi di molle, di tubature, di parti di automobili ed aeroplani. I videogiochi al computer hanno preceduto l’uso giornaliero dei computer nello spazio lavorativo. Per anni prima che voci artificiali fossero incorporate in vari macchinari per segnalare le temperatura di un tale macchinario o per avvisare di un qualche pericolo, esse sono state utilizzate in vari giocattoli per bambini e sono state inizialmente snobbate dagli ingegneri piu’ “seri” come marchingegni “carini, ma inutili”. Il riscaldamento con i pannelli solari e’ iniziato come un hobby per appassionati di fai da te , cosi’ come l’irrigazione a goccia, che fa risparmiare, fatica, fertilizzanti, acqua e spazio per il giardinaggio.

“Tutte le cose grandi nascono da cose piccole” diceva Smith aggiungendo cautamente “ma le nuove piccole cose sono distrutte dai loro ambienti a meno che non siano tenute da conto per ragioni piu’ di apprezzamento estetico che di utilita’ pratica.” Parole simili all’estetica del cambiamento di Umesao.

 

Continua…

Pubblicato in: n. Il cambiamento | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

Penetrazione della banda larga

Pubblicato da janejacobs su gennaio 30, 2009

Secondo un recente studio condotto per conto del Governo Inglese, questa e’ la penetrazione della banda larga in alcuni Paesi:

  2002 2007
Regno Unito 5% 60%
Francia 7% 58%
Germania 9% 50%
Italia 5% 40%
Spagna 10% 50%
USA 16% 61%

Pubblicato in: tecnologia | Contrassegnato da tag: , | 1 Comment »

Minuti trascorsi online

Pubblicato da janejacobs su gennaio 30, 2009

Secondo un recente studio condotto per conto del Governo Inglese, questi sono i minuti trascorsi in media davanti a Internet in alcuni paesi:

  2004 2008
Regno Unito 385 839
Francia 491 794
Germania 350 573
Italia 271 523
Spagna 318 449
USA 712 913

Pubblicato in: tecnologia | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Cina e India

Pubblicato da janejacobs su gennaio 29, 2009

Cina e India stanno ritornando alla posizione che hanno avuto per secoli. Fino a due secoli fa la Cina produceva circa il 30% della ricchezza mondiale e l’India produceva circa il 15% della ricchezza mondiale.

Cina e India sono, per la prima volta dal 18esmio secolo, pronte per occupare nuovamente la posizione di maggiori produttori della ricchezza mondiale.

Cina e  India entro il 2025 potrebbero superare la prododuzione di ricchezza di tutti i paesi ad esclusione degli Stati Uniti e del Giappone, ma resteranno indietro di decenni per quanto riguarda la produzione di reddito per abitante. Gli anni attorno al 2025 saranno caratterizzati dalla duplice entita’ di giganti asiatici che saranno potenti a livello nazionale, ma relativamente poveri a livello individuale.

 

Pubblicato in: Economia | Contrassegnato da tag: , | 2 Comments »

Mussulmani d’Europa

Pubblicato da janejacobs su gennaio 28, 2009

 

La popolazione Mussulmana in Europa ha raggiunto un numero compreso fra i 15 ed i 18 milioni. La maggiore proporzione di Mussulmani – fra il 6% e l8% – si trova in Francia ed in Olanda, seguita da Germania, Danimarca, Austria e Svizzera, che hanno una percentuale di mussulmani fra il 4% ed il 6%. In Inghilterra i Mussulmani sono il 3%  della popolazione ed in Italia ci sono un milione di Mussulmani, il 2% della popolazione Italiana.

Se i Mussulmani continueranno ad emigrare in Europa in simili proporzioni e a riprodursi in misura simile a quanto hanno fatto finora, essi arrivernno ad un numero fra i 25 ed i 30 milioni entro il 2025.

I Paesi con un numero crescente di Mussulmani vedra’ un forte cambiamento della composizione etnica soprattutto all’interno delle proprie citta’. Tali citta’ potrebbero attraversare problemi di assimilazione e di integrazione.

Le opportunita’ economiche saranno maggiori nelle aree urbane, ma in assenza di crescita economica e di lavori, una maggiore concentrazione di Mussulmani in aree limitate potrebbe portare a situazioni instabili simili a quelle sperimentate a Parigi con le rivolte delle banlieues.

La regolamentazione del mercato del lavoro ed il razzismo che spesso si sperimenta in Europa potrebbero esasperare questa situazione nonostante l’Europa abbia bisogno di manodopera giovane per pagare le pensioni ad una popolazione sempre piu’ vecchia. Se a questo si somma un minor livello di educazione della popolazione Mussulmana in Europa, potremmo assistere ad un inasprimento del conflitto etnico-religioso.

Nonostante ci sia un gran numero di Mussulmani perfettamente integrati nel tessuto sociale Europeo un senso di alienzaione crescente alberga in una grande fascia della popolazione Mussulmana d’Europa.

Anche se le comunita’ di immigrati probabilmente non raggiungeranno una rappresentazione nei parlamenti tale da dettere la loro agenda domestica o estera entro il 2025, ci sara’ una sempre maggiore attenzione ai problemi dei Mussulmani.

Le tensioni sociali e politiche sull’integrazione Mussulmana renderanno i leader politici Europei sempre piu’ sensibili alle ripercussioni domestiche nelle loro politiche verso il Medio Oriente, in particolare quando tali politche andranno a favorire Israele.

Pubblicato in: Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

L’estetica del cambiamento

Pubblicato da janejacobs su gennaio 28, 2009

Un antropologo Giapponese, Tadao Umesao, ha notato come storicamente il Giappone abbia avuto sempre piu’ successo quando si e’ evoluto in maniera pratica ed empirica (“Anche durante la rivoluzione Meiji, non c’erano obiettivi precisi, nessuno sapeva quale cambiamento sarebbe avvenuto dopo”) rispetto a quando i Paese ha cercato di operare con “propositi risolutivi” e con “volonta’ ferrea”. Questo e’ vero anche per altri popoli, anche se Umesao crede che cio’ che chiama “l’estetica del cambiamento” e’ una caratteristica distintamente Giapponese che differenzia la cultura Giapponese dalle culture Occidentali. Se Umesao avesse osservato l’Europa e l’America nel passato piuttosto che nel presente, Umesao avrebbe osservato che un’estetica del cambiamento e’ presente anche nelle culture Occidentali e funziona meglio dei “propositi risolutivi” e della “volonta’ ferrea”.

Uno sviluppo economico di successo, per essere tale, ha bisogno di essere aperto al cambiamento piuttosto che orientato a raggiungere particolari obiettivi, e deve rendersi aperto all’esperienza e all’empirismo. Infatti, da un lato esistono sempre problemi allo sviluppo economico. Le prime genti che hanno sviluppato l’agricoltura, non hanno previsto l’impoverimento del suolo. Gli inventori delle automobili non hanno provesito le piogge acide e il riscaldamento del pianeta. Lo sviluppo economico e’ un processo di continua improvvisazione in un contesto che rende possibile iniettare improvvisazioni ed invenzioni all’interno della vita quotidiana.

 

Continua…

 

Pubblicato in: n. Il cambiamento | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Un’occasione mancata per le citta’

Pubblicato da janejacobs su gennaio 27, 2009

Per secoli il progresso economico e’ stato sviluppato delle citta‘.

In questa recessione le citta‘ con ampio capitale umano e con un’economia che armonizza diversi settori industriali e di servizi saranno le citta‘ vincenti. Al contratio, le citta‘ con ampia esposizione ai settori della finanza e immobiliare saranno le citta‘ che soffriranno di piu‘.

Le decisioni prese dai governi e da una moltitudine di enti locali spesso in conflitto fra loro non hanno aiutato lo svilppo delle citta‘. Al contrario, hanno avviluppate le citta’ in una burocrazie asfissiante lontana dal loro svluppo economico naturale ed autonomo e tesa ad interessi dettati dall’avidità di una parte o di un’altra.

Lo sviluppo urbano si e’ focalizzzato sullo stato dell’ambiente fisico ed e’ stato dominato da architetti e da urbanisti. Affidare lo sviluppo cittadino a urbanisti ha portato all’arrivo dei palazzinari che hanno voluto costruire palazzi ed uffici sempre piu‘ rivolti verso l’alto e hanno ridotto spazi verdi e campi che hanno una forte importanza per l’ambiente.

Ma ancor piu‘ importante dal punto di vista economico e’ il fatto che la maggior parte degli urbanisti non si intendono di economia urbana. Le politiche urbanistiche non sono politiche per le citta‘, ma politiche per fornire aiuti assistenzialisti alle citta‘ in difficolta‘.

L’economia raramente e’ una risposta in se’, ma una maggiore attenzione all’economia urbana avrebbe portato i politici a chiedersi non solo quali sono le cause dell’insuccesso delle citta‘ fallite, ma anche quali sono le cause che portano le citta‘ al successo. Porsi queste domande avrebbe portato la classe dirigente a chiedersi quali sono i legami fra impegno delle associazioni dei cittadini, sviluppo di ambienti urbani piu‘ “verdi” e crescita economica.

Un maggiore localismo favorisce l’innovazione e aiuta ogni citta‘ ad affrontare le proprie sfide economiche. E ribadisce il concetto dell’importanza di provvedere un’adeguata infrastruttura nei trasporti .

Per maggiori informazioni: Centre for Cities

Pubblicato in: ambiente, citta' | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La secessione di Singapore

Pubblicato da janejacobs su gennaio 26, 2009

La separazione di Singapore dalla Malesia e’ un altro piccolo esempio di divisione come alternativa a transazioni del declino. Tale divisione e’ occorsa prima che lo stato della Malesia si impegolasse in un processo di tansazioni del declino. La separazione, come abbiamo visto, ha creato una citta’ da un piccolo porticciolo che aveva principalmente una funzione di deposito; questo ha permesso di evitare che Singapore diventasse come Montevideo e che la Malesia Rurale divenisse una vittima di un sistema iniquo di tariffe per evitare tale anomalia. Questo piccolo esempio di approccio pratico ad un grande problema e’ stato ignorato. Ad esempio gli stati imitatori ignorano i parlamenti dell’Islanda e dell’Isola di Man, ma si affrettano ad imitare il parlamento britannico.

Se un popolo dovesse davvero sperimentare una divisione di sovranita’ abbastanza larga da attrarre l’attenzione del mondo, questi pionieri dovrebbero avere una forte coscienza della propria cultura e delle proprie capacita’, abbastanza per fare a meno del controllo centralizzato e della risoluzione dei problemi a livello centralizzato. Per definizione, questo popolo dovrebbe anche avere una forte inventiva politica e dovrebbe essere capace di evolvere le proprie istituzioni in maniera originale. Senza dubbio, se un simile modello dovesse emergere, influenzerebbe societa’ meno originali e culture con minore coscienza di se’. Se poi riuscisse a funzionare come effettiva alternativa alle transazioni del declino, ne avrebbe ogni merito.

Prima o poi, in qualche luogo del mondo, un simile tentativo verra’ provato. Nel frattempo dobbiamo arrenderci allo stato attuale delle cose e vivere nel miglior modo possibile con questo dilemma mortale.

 

 Continua…

Pubblicato in: secessione | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

White lies, Death

Pubblicato da janejacobs su gennaio 25, 2009

Dal primo album dei White Lies, il video di Death mischia la musica pop anni ’80 e l’attrazione per la morte di Edgar Allan Poe. Segue il testo.

I love the feeling when we lift up
watching the world so small below
I love the dreaming when I think of
the safety in the clouds out my window
I wonder what keeps us so high up
could there be a love beneath these wings
if we suddenly fall should I scream out
or keep very quite and cling to my mouth as i’m crying
so frightened of dying
relax yes i’m trying
this fears got a hold on me

yes, this fears got a hold on me

I love the quite of the night time
when the sun in the deathly sea
I can feel my heart beating as I speed from
then sense of time catching up with me
the sky set out like a pathway
but who decides which path we take
as people drift into a dream world
I close my eyes as my hands shake and when i see a new day
who’s driving this anyway
I picture my own grave
cause fears got a hold on me

yes this fears got a hold on me

Floating neither up or down I wonder when I’ll hit the ground
well the earth beneath my body shake
and cast your sleeping hearts awake
could it tremble stars from moon light skies
could it drag a tear from your cold eyes
I live on the right side I sleep in the left
that’s why everything’s got to be love or death

yes this fears got a hold on me

Pubblicato in: Musica di citta' | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Il Milionario delle baraccopoli

Pubblicato da janejacobs su gennaio 24, 2009

Lo spezzone del film qui sotto e’ una favola che racconta come ogni momento fondante della storia di un giovane delle baraccopoli di Bombay si trasforma in una risposta vincente alle domende del programma televisivo “Chi vuol essere milionario”. Il film e’ candidato a 10 Oscar ed e’ splendido (nonostante il pulcioso articolo di stampo scandalistico che vi dedica il Corriere della Sera).

Una favola di determinazione, furbizia e amore, raccontata da Dan Boyle, regista di Trainspotting.

Una favola piena di energia immersa nel fascino e nelle contraddizioni dell’India moderna che fa riflettere e che alla fine, come in tutte le favole, ci fa sentire bene.

Pubblicato in: arte | Contrassegnato da tag: , , | 1 Comment »

Debito Paesi Europei

Pubblicato da janejacobs su gennaio 23, 2009

Le proiezioni di una importante banca internazionale riportano il debito dei piu’ grandi paesi Europei in percentuale alla ricchezza prodotta. Il debito di questi paesi si divide in debito del Governo, delle famiglie, delle imprese e delle banche.

 

Segue un resoconto dei precedenti fallimenti di governo mondiale….

 

Pubblicato in: Economia | Contrassegnato da tag: , , , , , | Leave a Comment »

La secessione della Norvegia

Pubblicato da janejacobs su gennaio 23, 2009

 

Nessuna nazione modello e’ attualmente predisposta alla possibilita’ teorica della moltiplicazione di sovranita’ come alternativa alle transazioni del declino. La separazione della Norvegia dalla Svezia nel 1905 era un passo parziale in quella direzione perche’ Svezia e Norvegia non erano ancora impaludate in un sistema di transazioni del declino.

 

Quella scelta non dipese dalla Svezia, ma dalla Norvegia del diciannovesimo secolo, che era allora un paese molto povero e rifiuto’ ogni assistenzialismo dalla piu’ ricca Svezia e insistette per supportarsi solo con le proprie risorse finanziarie.

 

La Svezia, per parte sua, anche se non accetto’ di buon grado la separazione della Norvegia, non ricorse alla forza militare pre prevenire tale separazione; e in seguito, mentre la Norvegia si sviluppo’ economicamente, commercio’ con essa senza erigere barriere o limitazioni protezioniste. Tuttavia, la Svezia non continuo’ l’esperienza di sucesso della Norvegia con altre divisioni e separazioni come alternative a diverse transazioni del declino.

 

Al contrario: ironicamente, nella misura in cui la Svezia e’ diventata uno stato modello, cio’ che e’ stato copiato non e’ stato il modello di aver sperimentato, almeno per una volta nella sua storia, un’ alternativa ad una transazione del declino, ma piuttosto le transazioni assistenzialiste al suo interno.

 

La Svezia promuove il commercio fra nazioni avanzate e nazioni arretrate fornendo regalie, prestiti a fondo perduto e continui investimenti in regioni forntrici di beni primari attraverso le sue multinazionali.

 

Continua…

Pubblicato in: m. Il dilemma | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Stati Modello Comunisti e leader militari

Pubblicato da janejacobs su gennaio 22, 2009

Gli stati modello del passato sono stati cosi’ insoddisfacenti in tutte le loro varie manifestazioni, che oggi, per attrarre il favore popolare, basta promettere un nuovo modello di Stato, senza spiegare come questo modello permettera’ di raggiungere prosperita’.

 

Per questo motivo la Cina Maoista attraverso’ un breve periodo di popolarita’ fra i paesi in via dei Sviluppo del Terzo Mondo, anche se il suo ruolo di stato modello era semplicemente basato su desideri di uguaglianza, retorica e zelo, non su politiche di sviluppo che si dimostrassero realizzabili almeno per un breve periodo. Mao era un leader militare di enorme successo ma come economista fu un disastro, cosi’ come numerosi leader militari furono un disastro dal punto di vista economico perche’ vedevano l’economia come un esercito comandabile dall’alto o dal centro, non come un organismo che si sviluppa secondo dinamiche intrinsecamente naturali.

 

Forse e’ per questo che le arti militari derivano dalla caccia e dalla distruzione della vita, mentre l’economia deriva dalla creazione e dallo scambio. Molte ipotesi, intuizioni e virtu’ che funzionano molto bene in guerra, sono dannose all’economia, e viceversa.

 

L’Unione Sovietica e la Cina di Mao hanno dimostrato come i governi che dipendono esageratamente da transazioni del declino fanno fatica a restare uniti. Qualunque ricchezza le citta’ Sovietiche e Cinesi creavano venivano prontamente trasferite per fornire sussidi ad altre parti della nazione. 

 

Continua…

Pubblicato in: m. Il dilemma | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Obama e la TAV Americana

Pubblicato da janejacobs su gennaio 21, 2009

Il Presidente Obama ha sorpreso molti per aver condotto una brillante campagna elettorale e per aver scelto persone molto competenti nel suo governo (e ha sorpreso me per aver compreso l’opera di Jane Jacobs).

 

Ma la crisi finanziaria americana ha infettato a tal punto l’economia reale che solo pochissimi provvedimenti seriranno a salvare imprese come la General Motors o a riparare le infrastrutture americane. I lobbisti americani sono in coda per avere una fetta della nuova torta degli aiuti pubblici, questi lobbisti includono i sindacalisti, gli industriali ed i palazzinari d’America.

 

Molte delle proposte dei lobbisti porteranno l’America indietro anziche’ avnti. Gli Stati Uniti non hanno bisogno di produrre piu’ SUVs o di costruire piu’ case. Dare aiuti per acquistare una nuova auto o una nuova casa non migliorera’ la situazione, ma mantera’ lo status quo e aumentera’ la mole del debito USA. Peggio, nessun produttore USA di auto al momento e’ in gradi di produrre auto “verdi” che prevengano l’inquinamento atmosferico.

 

Cio’ che gli USA dovrebbero fare ora e’ focalizzarsi su un obiettivo ovvio a tutti cosi’ che gli Americani possano concentrarsi su tale obiettivo e vere risultati.

 

Tale obiettivo dovrebbe offrire opportunita’ di lavoro immediate per un gran numero di americani, utilizzare la capacita’ manifatturiera americana e migliorare la posizione dell’america in termini di prevenzione dell’inquinamento.

 

Per fare cio, si potrebbe ricostruire il sistema ferroviario americano, cioe’ are un sistema di treni ad alta veocita’ (TAV) simile a quelli Europei ed Asiatici.

 

Un sistema di treni ad alta velocita’ intra e inter cittadino potrebbe risolvere molti di questi problemi economici e di inquinamento.

 

Sarebbe facile recuperare il materiale edile per la creazione del fondo per le ferrovie da tutti gli edifici fatiscenti nel centro e nelle periferie delle citta’ Americane. Inoltre, costruire una ferrovia costa molto meno che costruire autostrade.

 

C’e’ di piu’: e’ possibile installare con facilita’ una rete di fibra ottica a fianco del fondale per nuove ferrovie ad alta velocita’ senza aumentare i costi di scavo.

 

Un efficiente trasporto ferroviario usa il 17% in meno di energia per passeggero di un aeroplano per kilometro e riduce le emissioni di anidride carbonica del 60% rispetto ad un viaggio in auto.

 

Infine, un progetto cosi’ concreto di sviluppo del sistema dei trasporti e delle telecomunicazioni potrebbe dare al popolo americano la fiducia in se stessi che sotto George W. Bush hanno perso.

Pubblicato in: Economia | Leave a Comment »

The Killers, All these things that I’ve done

Pubblicato da janejacobs su gennaio 21, 2009

Questa canzone mischia rock, pop e gospel, e’ secondo me la piu’ bella dei Killers finora. Al video segue il testo.

When there’s nowhere else to run
Is there room for one more son
One more son
If you can hold on
If you can hold on, hold on
I wanna stand up, I wanna let go
You know, you know – no you don’t, you don’t
I wanna shine on in the hearts of men
I want a meaning from the back of my broken hand

Another head aches, another heart breaks
I am so much older than I can take
And my affection, well it comes and goes
I need direction to perfection, no no no no

Help me out
Yeah, you know you got to help me out
Yeah, oh don’t you put me on the blackburner
You know you got to help me out

And when there’s nowhere else to run
Is there room for one more son
These changes ain’t changing me
The cold-hearted boy I used to be

Yeah, you know you got to help me out
Yeah, oh don’t you put me on the blackburner
You know you got to help me out
You’re gonna bring yourself down
Yeah, you’re gonna bring yourself down
Yeah, you’re gonna bring yourself down

I got soul, but I’m not a soldier
I got soul, but I’m not a soldier

Yeah, you know you got to help me out
Yeah, oh don’t you put me on the blackburner
You know you got to help me out
You’re gonna bring yourself down
You’re gonna bring yourself down
Yeah, oh don’t you put me on the blackburner
Yeah, you’re gonna bring yourself down

Over and out, last call for sin
While everyone’s lost, the battle is won
With all these things that I’ve done
All these things that I’ve done
If you can hold on
If you can hold on

 Dedico questa canzone a Matteo, che mi ha recentement onorato con una citazione.

Pubblicato in: Musica di citta' | Contrassegnato da tag: , | 1 Comment »

Nazioni modello

Pubblicato da janejacobs su gennaio 20, 2009

Luigi XIV

Sa mai nuovi stati sovrani nasceranno dalla disgregazione di grandi stati nazionali essi dovranno avere al loro interno vigorose citta’ o regioni deposito o almeno qualche centro proto-urbano capace di diventare una citta’ in grado di rimpiazzare le importazioni.

Di tanto in tanto il mondo da vita a “stati modello”.

 

Sir George Clark, uno storico inglese specializzato in storia Europea del diciassetesimo secolo che noto’ che la monarchia di Francia sotto Luigi XIV divenne uno stato modello per gli altri stati Europei. Il modello di Luigi XIV fu adottato da Federico I, il primo re di  Prussia, quel regno che divenne il nucleo della moderna Germania dopo varie guerre di unificazione; e di Carlo II e Giacomo II della Gran Bretagna.

 

Dopo la Rivoluzione Gloriosa e l’esilio e la sconfitta degli Stuart, la Gran Bretagna divenne un nuovo influente stato modello ed il suo parlamento venne copiato in molte altre regioni. In realta’, i parlamenti di Islanda e dell’Isola di Man sono piu’ vecchi di quello britannico, ma queste unita’ politiche non fornirono un modello per altri stati.

 

La nascita degli Stati Uniti come una nuova e prospera repubblica ne fecero un influente stato modello, e sotto certi versi, e’ stato un modello anche per la creazione dell’Unione Europea, che al tempo della sua formazione venne spiegata alle sue popolazioni come “Stati Uniti d’Europa”. Fino a poco tempo fa, molte figure di spicco dell’America Latina o dell’Africa potevano guadagnarsi una reputazione di lungimiranti statisti prospettando gli Stati Uniti di questo o gli Stati Uniti di quello.

 

Il successo di Lenin e dei suoi seguaci nel rimuovere il vecchio regime zarista e nell’insediare un potente governo socialista, fece dell’Unione Sovietica un paese modello per quasi un secolo.

 

La Svezia, paese che ha uno straordinario sistema di trasferimenti pubblici e sussidi domestici, e’ per molti un altro stato modello.

 

 Continua…

 

 

Pubblicato in: citta', m. Il dilemma | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

La casa nel deserto ghiacciato

Pubblicato da janejacobs su gennaio 19, 2009

L’archietto Jan McFarland Cox ha speso quasi dieci anni per costruire la sua casa ideale in un deserto ghiacciato nell’Idhao.

Fonte: nyt

Pubblicato in: arte | Contrassegnato da tag: , , | 3 Comments »

Nazioni figlie della guerra e del sangue

Pubblicato da janejacobs su gennaio 19, 2009

Giuseppe Garibaldi

 

A parte qualche rarissima eccezione, le nazioni di oggi nacquero inizialmente tramite  sanguinosi interventi militari. Molte nazioni sono ancora tenute assieme solo grazie alla minaccia di un intervento militare. Per usare l’antica mitologia, possiamo dire che le nazioni di oggi non discendono dal dio fabbro Vulcano, o dal dio dell’informazione e delle medicina Mercurio, ne’ tanto meno dalla dea Cerere, madre della fertilita’ e dell’abbondanza e infatti esse non sono ne’ fertili ne’ producono risorse a sufficienza, anzi, i piu delle volte le distruggono.

Le nazioni si comportano tutt’al piu’ come discendenti di Marte, figlie della guerra e del sangue, e curiosamente molti dei loro cittadini adorano le loro nazioni per il fatto di essere figlie di Marte.

Il misticismo delle nazioni e’ potente perche’ molto spesso si ispira al sacrificio di vite umane. Tradire una nazione e la sua unita’ sarebbe come tradire tutto il sangue versato in passato sarebbe come vanificare il sacrificio di molte vite umane; soprattutto rinnegare questi sacrifici solo per stare meglio dal punto di vista economico e le piu’ gloriose pagine della storia patria sembrerebbe una follia.

Tutti i governi nazionali e la maggior parte dei loro cittadini preferirebbero decadere e declinare uniti rispettosi dei sacrifici con cui la loro unita’ e’ stata vinta piuttosto che prosperare e svilupparsi disuniti.

Anche i separatisti, quando arrivano al potere nei governi nazionali, resistono aspramente ad ogni tentativo di secessione. Questo e’ il motivo per cui la secessione e’ un’alternativa al declino buona solo dal punto di vista teorico. Non esiste una formula magica che consente alle nazioni piccole o alle divisioni in piccoli stati di grandi stati nazionali di prosperare solo in virtu’ della loro piccola dimensione, in particolare quando tali divisioni sono l’ultima spiaggia dopo molti disturbi economici e politici. Il mondo e’ pieno di piccoli stati dalle economie stagnanti che sono frammenti ti imperi antichi e moderni andati in frantumi. La mia proposta di secessione e’ utopistica e non e’ sufficiente a sostituire il libero commercio che le citta’ devono abbracciare per poter accrescere le proprie economie e consentire ad altre citta’ di crescere. La secessione non e’ nemmeno un sostituto allo spirito creativo ed imprenditoriale delle citta’.

La secessione e’ una virtu’ piuttosto che potrebbe servire per prevenire o evadere il declino e la decadenza quando le nazioni restano tenute insieme solo grazie a transazioni del declino. Pertanto, una secessione dovrebbe essere invocata prima che le transazioni del declino abbiano incancrenito il tessuto economico nazionale al punto da non poter essere piu’ rimosse.

 

Continua…

 

Pubblicato in: m. Il dilemma | Contrassegnato da tag: , , , , | 1 Comment »

Presa in giro delle nazioni

Pubblicato da janejacobs su gennaio 14, 2009

Il governo di Praga ha commissionato una installazione artistica che prende in giro le nazioni Europee. La Germania e’ una grande autostrada a forma di svastica, la Francia e’ in sciopero, l’Inghilterra manca, l’Italia e’ un campo da calcio, la Polonia e’ rappresentata da un gruppo di preti gay, l’Olanda da una selva di minareti sott’acqua, la Bulgaria da una toilette Turca. Autore della divertente e controversa installazione e’ David Cerny.

Pubblicato in: citta' | Contrassegnato da tag: , | 2 Comments »

Migliori lavori

Pubblicato da janejacobs su gennaio 14, 2009

Secondo un recente studio americano, questi sono I migliori ed I peggiori lavori secondo cinque criteri: ambiente, reddito, prospettive per il futuro, fatica corporale e stress.

Cliccare qui per maggiori informazioni

 

Migliori Peggiori
1. Matematico 200. Boscaiolo
2. Attuario 199. Allevatore
3. Statistico 198. Taxista
4. Biologo 197. Marinaio
5. Programmatore di software  196. Medico nel pronto soccorso
6. Analista di sistemi di computer 195. Carpentiere
7. Storico 194. Spazzino
8. Sociologo 193. Saldatore
9. Industrial Designer 192. Mozzo
10. Contabile 191. Metalmeccanico
11. Economista 190. Lavoratore edile
12. Filosofo 189. Postino
13. Fisico 188. Operaio nella laminatura metallica
14. Avvocato 187. Operaio nel settore automobilistico
15. Meteorologo 186. Macellaio
16. Tecnico per l’analisi medica 185. Operaio nella decontaminazione nucleare
17. Assistente paralegale 184. Infermiere
18. Programmatore di computer 183. Imbianchino
19. Editore di film 182. Maestro d’asilo
20. Astronomo 181. Pompiere

Pubblicato in: Economia | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

 
Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.