Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

La Casa di San Giorgio

Posted by janejacobs su aprile 24, 2009

File:Palazzo San Georgio Genova W.jpg

La Casa di San Giorgio

Il 2 Marzo del 1408, otto uomini si ritrovarono nel salone della Casa di San Giorgio un edificio commerciale che si trovava in quella che allora era la strada  principale di Genova, a pochi metri dal Mar Ligure. Questi uomini erano ricchi e potenti mercanti locali che rappresentavano le famiglie piu’ influenti di Genova, e si incontravano per discutere una questione di gravissima importanza. Quella che un tempo era la gloriosa repubblica di Genova stava attraversando momenti difficilissimi. Dopo anni di Guerra con Venezia e dopo la terribile sconfitta del 1381 a Chioggia, la Repubblica di Genova era praticamente in bancarotta. Il compito di questi ricchi e potenti mercanti era quello di salvare le finanze della citta’.

Il Consiglio degli Anziani aveva da poco autorizzato la Casa di San Giorgio ad operare come banca per facilita re il ripagamento dei debiti di Guerra in cambio di un interesse del 7% e della possibilita’ di raccogliere tasse e dazi dovuti alla citta’. Il fine di quell’incontro del 2 Marzo del 1408 era di dichiarare il Banco di San Giorgio pronto ad operare.

File:Saint george raphael.jpg

San Giorgio secondo Raffaello

La grande sala della Casa di San Giorgio, una sala enorme al primo piano, e’ parte dell’edificio originale che e’ rimasto intatto fino ai nostri giorni. La sala e’ decorata da gallerie di statue dei fondatori del Banco e dei loro successori che di fatto furono i primi banchieri d’affari della Storia. Era proprio in quel momento che i mercanti si stavano trasformando in Banchieri. Almeno uno di loro, Rabella de Grimaldi, era il membro di una dinastia che sopravvive fino ad oggi. Nel giro di breve tempo, il Banco di San Giorgio sarebbe diventato potente come la Repubblica di Genova, anzi, secondo Niccolo’ Machiavelli, anche piu’ potente. Il Banco sarebbe sopravvissuto per quasi quattrocento anni. Sarebbe diventato al prima banca centrale moderna, non solo un precursore della Banca d’Inghilterra, ma il suo modello. Dal quindicesimo al diciottesimo secolo le sue casse si sarebbero riempite delle ricchezze dei capitalisti Genovesi raccolte in tutta Europa. Lo stesso Cristiforo Colombo, il piu’ illustre figlio della citta’, era un cliente del Banco.

Viste le sue origini, le sue finalita’ e la sua longevita’ ci si potrebbe aspettare che il Banco di San Giorgio venisse celebrato con maggiore entusiasmo dai libri di storia. Tuttavia, quasi nessuno sa cosa facesse, o che fosse esistito. Nella storia della finanza moderna, il ruolo pionieristico dell’Italia e’ riconosciuto all’unanimita’ e la citta’ di Genova e’ una delle tre grandi capitali finanziarie del Rinascimento assieme a Firenze e Venezia. Ma il ruolo del Banco di San Giorgio viene nominato raramente. In The Ascent of Money, Niall Ferguson si riferisce una volta sola al Banco di San Giorgio. Tim Parks, autore di Medici Money, un racconto sulla nascita e la caduta della dinastia Medicea e del suo impero finanziario nella Firenze del quindicesimo secolo, non nomina per nulla al Banco di San Giorgio. E nemmeno J.K. Galbraith nomina il Banco di San Giorgio nel suo A history of Economics.

San Giorgio secondo Donatello

Ci sono almeno due ragioni per questa lacuna. La piu’ importante risiede nel fatto che gli archivi del Banco di San Giorgio sono sparsi in diversi edifici e non sono stati accessibili agli storici per almeno due secoli. Questi archivi – migliaia di libri e rendiconti che testimoniano ogni transazione fatta dal Banco di San Giorgio dal 1407, quando fu fondato al 1805, quando fu chiuso – sono scritti in Latino in un bellissimo stile calligrafico che e’ rimasto pressoche’ immutato per quattrocento anni. Le parti piu’ interessanti ed illuminanti di questo archivio – inclusa una lettera del 1502 di Colombo agli uffici del Banco – sono rinchiusi in un bellissimo edificio, adibito prima a convento e poi ad archivio storico della storia Genovese. La maggior parte degli archivi invece riieded in un magazzino in periferia.

Giuseppe Felloni ha trascorso gli ultimi trent’anni a studiare gli archivi del Banco di San Giorgio – riscoprendo e catalogando i 40,000 libri che riportano le operazioni del Banco giorno per giorno. Felloni parla bene il latino, riesce a leggere la bellissima, ma difficile calligrafia dei libri bancari e comprende la logica impenetrabile delle transazioni. E ora che il suo compito di studioso e’ quasi terminato, Felloni vuole restituire al Banco di San Giorgio l’importanza che merita sui libri di storia.

Felloni ritiene che il suo lavoro su questi archivi trasformera’ la nostra conoscienza sulle origini della finanza moderna e forse anche sulle origini del capitalismo. Molti dei concetti e delle pratiche che sono comuni oggi, secondo Felloni, furono inventate o migliorate dal Banco di San Giorgio. Fra di esse ci sono l’emissione e la gestione di buoni del tesoro, la partita doppia, i fondi di ammortamento – fondi in cui i pagamenti venivano fatti al fine di ripagare un debito -, la stanza di compensazione, che venne adottata in Inghilterra solo nel diciottesimo secolo e l’organizzazione e la conduzione delle lotterie.

Il Banco di San Giorgio non fu la prima Banca d’Europa. Banche piu’ primordiali operavano a Genova e nel resto d’Italia gia’ dal dodicesimo secolo. Nel 1401, una banca la Taula de la Ciutat veniva fondata a Barcellona, ed in effetti agi’ come tesoro del governo della Catalogna. Nel mondo anglosassone i Medici sono ritenuti la summa raggiunta dalla finanza medievale Italiana. Ma secondo Felloni gli storici dovrebbero rivisitare il ruolo del Banco di San Giorgio e riscivere i libri di storia riconoscendo il ruolo di primato del Banco di San Giorgio nella finanza Rinascimentale.

Giuseppe Felloni ha compiuto 80 anni a Marzo. Magro e alto, capelli grigi, dai modi squisiti, Felloni e’ Professore emerito dell’Universita’ di Genova dove insegna storia dell’economia. Nel 2004 ha pubblicato le sue scoprete in un libro che ha pubblicato assieme al suo collaboratore Guido Laura e che si intitola, un po’ timidamente “Genova e la Storia della Finanza: una serie di primati?” Questo libro si puo’ scaricare gratuitamente sul suo sito personale http://www.giuseppefelloni.it. Felloni ha anche creato un altro sito che si propone di offrire un tour virtuale delle piu’ impressionanti figure dell’archivio.

“Naturalmente, si puo ‘scrivere la storia della finanza moderna senza visitare gli archivi del Banco di San Giorgio, e questo in realta’ e’ proprio quello che e’ gia’ fatto” dice Felloni. “Gli Inglesi hanno scirtto sui loro libri di storia di essere stati gli inventori dei fondi di ammortamento. Ma Genova aveva usato tali fondi fino a 400 anni prima che fossero usati dagli Inglesi. Il Banco di San Giorgio ha inventato molti degli strumenti finanziari che vengono ancora usati oggi e gli archivi Genovesi lo dimostrano.”

Ma Felloni appare un po’ troppo timido. Secondo il suo collaboratore Guido Laura Felloni dovrebbe riscrivere la storia delle origini della finanza. Laura e’ un uomo d’affari che divide il suo tempo tra Genova e Londra. Ma Felloni non vuole riscrivere la storia della finanza, ma solo completarla.

Felloni ha la stessa preoccupazione di altri storici Italiani, cioe’ che la storiografia Anglosassone non si preoccupi troppo di spiegare le origini diverse e variegate della finanza in Italia e che diano troppo poco credito a Genova e ne diano troppo a Firenze. Felloni ritiene che Venezia e Genova fossero centri finanziari molto piu’ importanti di Firenze nel quindicesimo secolo.

La banca dei Medici fu fondata nel 1397, qualche anno prima del Banco di San Giorgio e falli’ nel 1494. Ma la creazione piu’ duratura di questa famiglia e’ la leggenda che la circonda. I Medici non solo erano brillanri, ricchi, spregiudicati e potenti, ma erano anche una famiglia piena di drammi. Questo potrebbe spiegare il perche’ esiste una massa enorme di ricerca storica su di loro.

Il Banco di San Giorgio non era una famiglia. Era un’istituzione dominata da regole ben precise a cui mancava una personalita’ dominante. Gli uomini che guidavano questa istituzione erano quasi sempre figure pubbiche, anche se non si a molto delle loro vite. Il Banco di San Giorgio e’ il protagonista della sua storia.

Cio’ che si sa e’ che il Banco di San Giorgio e Genova in breve tempo divennero cosi’ interrelate che in breve tempo divennero una cosa sola. Machiavelli descrisse questa relazione come uno “stato nello stato”. Il Banco di San Giorgio ebbe una tale influenza che rimpiazzo’ i Fugger, la dinastia di banchieri tedeschi, come fonte di finanziamento per le grandi monarchie Europee sempre in Guerra fra loro.

Dopo centocinquant’anni dalla creazione del Banco di San Giorgio, Genova aveva restaurato la sua influenza in qualita’ di repubblica marittima e commerciale al punto che il periodo fra il 1550 ed il 1650 fu definito dallo storico Fernand Braudel (di cui Felloni fu studente) il Secolo dei Genovesi.

Il Banco fu in grado di fare questo perche’ operava nell’intersse della citta’ di Genova. Non erano le personalita’ a guidare il Banco di San Giorgio, ma l’interesse della Repubblica. Genova nel 1400 era un posto unico. Anche se era una repubblica, era guidata da aristocratici spesso in conflitto fra loro a differenza degli aristocratici che guidavano Firenze o Venezia. Pertanto il Banco di San Giorgio gradualmente fini’ questo stato di cose impadronendosi lentamente ed inesorabilmente della Repubblica.

Questo e’ cio’ che intendeva dire Machiavelli. E questo e’ il motivo per cui gli storici guardano con sospetto alla banca: il suo modo di operare corporativo tende ad oscurare ogni altro elemento. Ma secondo Felloni le scoperte dell’archivio dissiperanno la luce negativa con sui spesso e’ stato ritratto il Banco di San Giorgio. Felloni sostiene che l’evoluzione della banca in quell’entita’ che Machiavelli defini’ “stato nello stato” fu il modello della Compagnia dei Mari del Sud e della Compagnia delle Indie che sarebbero nate secoli dopo in Inghilterra. Le Compagnie coloniali inglesi presero a modello il Banco di San Giorgio che gestiva le Colonie Genovesi come la Corsica e che furono la molla per l’innovazione. Prima della nascita del Banco di San Giorgio, una banca era la prolunga di un ricco mercante, con il Banco di San Giorgio la banca divenne istituzione.

La genialita’ del Banco di San Giorgio, tuttavia, non gli consenti’ di vivere per sempre. Durante i suoi 398 anni di storia sopravvisse a numerose crisi, ma dovette arrendersi a Napoleone quando conquisto’ l’Italia, si approprio’ del tesoro delle sue casse per finanziare le sue campagne militari e soppresse ogni attivita’ bancaria indipendente.

Oggi l’ufficio della Casa di San Giorgio ospita l’autorita’ del Porto di Genova. I magnifici affreschi della facciata sfidano l’orribile sopraelevata che quasi va a tagliare la citta’ dal suo mare.

Fonte: Vincent Boland

Per maggiori informazioni:

www.giuseppefelloni.it

www.lacasadisangiorgio.it

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Una Risposta to “La Casa di San Giorgio”

  1. Arthur said

    Bell’aricolo, davvero interessante.

    Mi piacerebbe sapere chi guadagnava dall’emissione di moneta e se i mercanti che detenevano la banca avessero a cuore solo la Repubblica di Genova od altri interessi, cercherò sui siti che hai linkato.
    Sarebbe forse una buona cosa sapere come funzionava il sistema bancario dei Cavalieri Templari, e da chi essi appresero.

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