Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

La Cenerentola d’Europa

Pubblicato da janejacobs su aprile 26, 2009

 

Milano si e’ sempre auto-definita la capitale mondiale del design. Milano e’ la sede di grandi case di moda come Prada, Armani e Versace e di accessori e design per la casa come Poltrona Frau e Alessi. Anche se di fatto non fosse la capitale mondiale del design, certamente e’ una delle capitali. Quest’anno ottata due societa’ hanno organizzato passerelle durante la settimana dell moda mentre il Salone Internazionale del Mobile, la pi’ grande fiera di arredamento del mondo che inizierà questa settimana, attrae 350mila visitatori all’anno.

Tuttavia, Milano ha grosse carenze rispetto a Parigi e a New York e rispetto ad altre citta’ di dimensioni minori: la mancanza di pianificazione urbana. Mentre citta’ come Lisbona o Lione hanno ristrutturato gli orribili edifici post bellici del loro sviluppo industriale, migliorato lo spazio pubblico ed i progetti di trasporto, Milano e’ rimasta a guardare – Milano, Cenerentola d’Europa.

Nonostante la sua industriosità, la sua ricchezza ed il suo ruolo centrale nell’economia Italiana, Milano rimane appesantita da un’architettura brutta e vecchia, dalla mancanza di verde pubblico, da vecchie barriere architettoniche, da un traffico intrattabile e da una qualita’ dell’aria tra le piu’ irrespirabili d’Europa. La situazione e’ cosi’ difficile che il famoso direttore d’orchestra, il Milanese Claudio Abbado ha detto che tornera’ a dirigere un concerto alla scala solo se la citta’ piantera’ 90,000 nel territorio urbano. Le abitazioni di Milano sono o troppo vecchie o troppo brutte, mai con meno di trent’anni.

Ma un cambiamento sta arrivando. Mentre la crisi finanziaria e la stagnazione del mercato immobiliare stanno allontanando le gru delle nuove costruzioni nella maggior parte delle citta’ Europee, le stelle sembra si stiano allineando a Milano per un completo sviluppo del piano urbano, che e’ in ritardo di decenni. Tale sviluppo del piano include una risistemazione del sistema di trasporto urbano per un importo di tredici milioni di euro in vista dell’Esposizione Nazionale del 2015 e  forse un cambiamento del sistema di regole urbane che hanno impedito lo sviluppo di una citta’ multicentrica ben connessa da sistemi di trasporto pubblico e circondata da una folta cintura di verde. Una serie di regole obsolete hanno impedito a Milano di iconvertire in tempi accettabili gli edifici industriali in lofts come ad esempio e’ accaduto a Soho (New York).

Carlo Masseroli, Assessore allo sviluppo del territorio dice che Milano sta vivendo un momento magico, perche’ si sta riconvertendo e sta ripensando allo suo sviluppo territoriale in maniera integrata, un processo che non avveniva dal 1954. Masseroli ha trascorso parecchie settimane a cercare di persuadere veri gruppi di interesse che il suo nuovo Piano di Governo del Territorio puo’ trasformare Milano da una citta’ a collo di bottiglia, dove tutto si imbottiglia e si blocca nel suo centro, ad una citta con almeno ventiquattro epicentri di attivita’, ognuno dotato di attivita’ commerciali, servizi pubblici come l=biblioteche e scuole, parchi e trasporti.

Il suo piano triplicherebbe il verde cittadino dai 12 metri quadri per abitante ai trenta metri quadri per abitante anche se la popolazione potrebbe aumentare dagli attuali milione e trecentomila ai due milioni. Il piano e; in fase avanzata. Il piano propone il recupero di vecchie linee tranviarie in disuso e altri siti obsoleti – raddoppiando l’area del centro storico – in centri residenziali e commerciali piu’ vivibili.

Ma Milano ha sempre fatto fatica negli ultimi ad attrarre capitali per progetti ambiziosi. Gli investitori, soprattutto se non Milanesi (per non parlare degli stranieri) hanno sempre trovato grandissime difficolta’ ad operare a Milano a causa dell’importanza dei vincoli personali con politici locali, una caratteristica che impedisce di preparare ed eseguire progetti trasparenti e competitivi. A Milano i progetti sono vecchi ancora prima di venire alla luce. L’ottenimento del permesso di costruzione di un grande progetto richiede circa cinquanta nove mesi.

Il problema dello sviluppo urbano risiederebbe in regole degli anni cinquanta che sarebbero poco idonee alle esigenze dello sviluppo moderno della citta’. La soluzione di Masseroli e’ piuttosto radicale e spera di vedere approvata tale soluzione dalla giunta comunale entro la fine dell’anno. Si tratta dello sviluppo di diritti di costruzione negoziabili, simile alle azioni di borsa o ai diritti di emissione di gas serra del protocollo di Kyoto.

La citta’ si dividerebbe in aree per la conservazione e aree per la costruzione, ma tutte le proprieta’ avrebbero il diritto ad espandersi. Questi diritti ad espandersi non potrebbero essere utilizzati dagli edifici nelle aree per la conservazione, ma potrebbero essere comunque venduti dai proprietari di quelle aree (privati o enti pubblici) ai proprietari di aree per la costruzione. I costruttori potrebbero ammassare i diritti a creare strutture molto piu’ grandi rispetto alle strutture oggi consentite, fino ad un limite che deve ancora essere deciso. Ogni diritto che venisse venduto diverrebbe proprieta’ pubblica, permettendo alla citta’ di guadagnare spazio senza doverlo pagare o doverlo confiscare.

Gli immobiliaristi, soprattutto quelli stranieri, paiono soddisfatti perche’ un simile meccanismo fornirebbe chiarezza la’ dove e’ sempre mancata.

Tuttavia non mancano perplessita’ riguardo a questo nuovo piano. Matteo Bocolan, un urbanista del Politecnico di Milano ritiene il piano interessante, ma molto complicato dal punto di vista tecnico ed operativo. Molti scettici temono che il pieno portera’ piu’ traffico e piu’ cemento. Ma Masseroli dice che i nuovi residenti e le nuove costruzioni alimenteranno un rinnovamento urbano, incoraggiando la conservazione si spazi pubblici ed aiutando il Comune a trovare risorse economiche per lo sviluppo di nuovi servizi e di nuove infrastrutture. Masseroli dice che Milano ha spazio per crescere: Parigi e’ tre volte piu’ densamente popolata di Milano, Barcellona e’ due volte piu’ densamente popolata di Milano e Londra e’ una volta e mezza piu’ densamente popolata di Milano.

Milano dovra’ anche lavorare molto per attrarre i necessari investimenti privati previsti dal piano. La buona notizia e’ che la vittoria per la gare dell’Expo 2015  impone un termine per la realizzazione di infrastrutture che sono piu’ che mai necessarie. Il governo cittadino e il Governo Italiano hanno promesso tredici miliardi di euro, inoltre ci sono gia’ dieci miliardi di soldi pubblici gia’ promessi, che per’ sono rimasti inutilizzati per quasi vent’anni. Oltre alla costruzione del sito dell’Expo, Milano raddoppiera’ la le linee della metro e investira’ in tre linee di connessione leggere e migliorera’ le sue ferrovie. Ma le preparazioni dell’Expo sono gia’ in ritardo di un anno per litigi vari sulle poltrone ed i soldi promessi cominciano a scarseggiare.

Il grande problema per Milano e’ sempre lo stesso da quarant’anni: il trasporto. Miglioramenti nel trasporto urbano potrebbero modificare anche il mercato immobiliare cittadino in quanto il costo delle case e degli appartamenti non sarebbe determinato solo dalla posizione centrale o piu’ vicina al centro, ma dalla qualita’ dell’immobile, anche se non si trova a due minuti dal centro. Questo e’ in qualche modo gia’ capitato in zone come i Navigli, a Maciachini e alla Bovisa, che un tempo erano zone povere e depresse e oggi attraggono professionisti, accademici e scienziati. Entro il 2015 sono in progetto la riconversione del quartiere di Porta Nuova ed il cosiddetto City Life. Ma molti dei progetti in corso in altre aree di Milano, come quelli del costruttore Zunino oberato dai debiti, stanno per saltare.

L’enorme quantita’ di investimenti pubblici, poi, non e’ necessariamente una garanzia per la creazione duratura di ricchezza in una citta’: Siviglia, Hanover hanno perso centinaia di euro. Ma se Milano sapra’ giocare bene le sue carte, l’Expo potra’ essere un’opportunita’ per attrarre investimenti internazionali anche in questa difficile situazione economica e trasformare la Cenerentola d’Europa in qualcosa di piu’ bello.

Fonte: Emily Backus

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