Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Archivio per 28 Giugno 2009

Disastri climatici prossimi venturi

Pubblicato da janejacobs su Giugno 28, 2009

Nel 2027, a trent’anni dalla ratifica del trattato di Kyoto, Matthew Glass si immagina il mondo cosi’:

* Il Sud Europa e’ un deserto assediato da flotte di immigrati civili Africani. Gli Eserciti del Sud Europa, controllati da regimi sempre piu’ xenofobi, tentano di affondare tali flotte

* L’Amazzonia brucia da ormai quattro anni senza che nesuno possa farci nulla

* La Groenlandia non ha piu’ ghiacciai

* Siria e Iraq sono in guerra per il controllo delle risorse idriche dell’Eufrate

* Le riserve di CO2 immagazzinata nelle riserve sub-oceaniche stanno scoppianto

* Ogni Nazione con una costa ha accettato il fatto di dover far emigrare milioni di cittadini verso l’entroterra a costi insostenibili

* Tutte le nazioni barano sul rispetto delle quote di emissioni del trattato di Kyoto (e dei trattati ad esso successivi).

Per chi ama questo argomento, oltre al libro di Glass, consiglio questa rassegna cinematografica.

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Michael Jackson, Don’t stop till you get enough

Pubblicato da janejacobs su Giugno 28, 2009

Il video qui sotto rappresenta il mio Michael Jackson preferito.   Al video segue il testo.

Lovely Is The Feelin’ Now
Fever, Temperatures Risin’ Now
Power (Ah Power) Is The Force The Vow
That Makes It Happen It Asks No Questions Why (Ooh)
So Get Closer (Closer Now)
To My Body Now Just Love Me
‘Til You Don’t Know How (Ooh)

Keep On With The Force Don’t Stop
Don’t Stop ‘Til You Get Enough

Touch Me And I Feel On Fire
Ain’t Nothin’ Like A Love Desire (Ooh)
I’m Melting (I’m Melting)
Like Hot Candle Wax Sensation (Ah Sensation)
Lovely Where We’re At (Ooh)
So Let Love Take Us Through The Hours
I Won’t Be Complanin’
‘Cause This Is Love Power (Ooh)

Keep On With The Force Don’t Stop
Don’t Stop ‘Til You Get Enough

Heartbreak Enemy Despise
Eternal (Ah Eternal)
Love Shines In My Eyes (Ooh)
So Let Love Take Us Through The Hours
I Won’t Be Complanin’ (No No)
‘Cause Your Love Is Alright, Alright

Keep On With The Force Don’t Stop
Don’t Stop ‘Til You Get Enough

Lovely Is The Feeling Now I Won’t Be Complanin’ (Ooh Ooh)
The Force Is Love Power

Keep On With The Force Don’t Stop
Don’t Stop ‘Til You Get Enough

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Nuovi siti UNESCO 2009

Pubblicato da janejacobs su Giugno 28, 2009

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Montreal

Pubblicato da janejacobs su Giugno 28, 2009

Per comprendere il motivo per cui il problema della sovranita’ sia emerso seriamente in Quebec, dobbiamo osservare due citta’: Montreal e Toronto. Queste due citta’ sono responsabili per cio’ che sta accadendo in Quebec. Entrambe hanno convertito il Quebec in qualcosa di simile ad una nuova nazione, anche se ha uno stato di capitale di una provincia. Nessuno aveva pianificato un simile esito. Nessuno si e’ reso conto di cosa stava trasformando il Quebec. Gli eventi che portarono alla trasformazione sono piuttosto recenti. Tali eventi risalgono piu’ o meno allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale nel 1939 e all’inizio dell’economia di guerra in Canada.

Iniziamo da Montreal, Fra il 1941 ed il 1971, Montreal ebbe un’enorme crescita economica. In quei trent’anni la citta’ raddoppio’ la sua popolazione, arrivando a due milioni di abitanti. Gli immigranti provenienti da altre nazioni contribuirono alla crescita di Montreal; allo stesso modo contribuirono anche gli immigranti provenienti da altre parti del Canada. Parte della crescita era dovuta anche all’aumento delle nascite della popolazione locale di Montreal. Ma la maggior parte dell’aumento delle popolazione fu determinato da un influsso di persone dalle aree rurali e dalle piccole citta’ del Quebec.

Gli abitanti delle zone rurali e delle piccole citta’ del Quebec avevano gia’ una storia di emigrazione. Alcuni di loro si erano gia’ trasferiti a Montreal, a Quebec City e nel New England, ma l’emigrazione verso Montreal ebbe una radicale impennata fra il 1941 ed il 1971.

Gli emigranti di lingua Francese verso Montreal trascorsero gli anni ‘40 e gli anni ‘50 a ritrovarsi l’uno con l’altro. La “rivoluzione quieta” nacque dalla rete delle relazioni fra queste famiglie: nuove interazioni e comunita’ d’interesse nella citta’ di Montreal; nell’arte, nella politica, nella vita lavorativa e nell’educazione. La cultura Francese a Montreal era in un quieto fermento mentre la gente costruiva relazioni, ambizioni e idee che non avrebbero mai potuto cimentarsi in piccole citta’, anche nella piccola citta’ capitale di Quebec city.

Negli anni ‘60 l’evidenza di questo fermento si rivelo’ nella fioritura del teatro, del cinema, della televisione e dei film di lingua francese. IL talento ed il pubblico si ritrovarono l’un l’altro. C’era un crescente numero di lettori di libri e di periodici di lingua Francese nel Quebec; gli scrittori ed i lettori si ritrovavano l’un l’altro. Più o meno contemporaneamente, per una serie di ragioni, nuove opportunita’ si aprivano per gli abitanti Francesi del QUebec nel mondo delle professioni e del commercio. La piu’ importante di queste ragioni era la crescita di Montreal stimolata dalla produzione bellica e dai servizi ad essa connessi. poi dall’afflusso di impianti industriali riconvertiti dopo la guerra dalla crescita del commercio con altre parti del Canada e con gli Stati Uniti. Montreal mantenne una rapida crescita economica durante tutti gli anni ‘60 e mentenne un’espansione esuberante – o un’espansioe che sembrava tale – grazie ad eventi come l’Expo, le Olimpiadi ed una varieta’ di programmi per la crescita stimolati dal settore pubblico.

Fino alla fine degli anni ‘60 Montreal sembrava quella che era stata per circa due secoli: una citta’ Inglese che conteneva molti abitanti e lavoratori di lingua Francese. Ma in realta’ gia’ nel 1960 Montreal era diventata una citta’ Francese che conteneva molti lavoratori ed abitanti di lingua Inglese. Quando il Canada si rese conto della trasformazione di Montreal ormai tale trasformazione era stata completata.

Nel Quebec rurale, la roccaforte della cultura e delle tradizioni Francesi, un altro tipo di quieta rivoluzione stava prendendo piede. Dai villaggi agricoli e dalle piccole citta’ centinaia di migliaia di persone, specialmente giovani si riversavano verso Montreal in cerca di un futuro e di una vita migliore. Questa onda di Francesi verso Montreal porto’ con se i propri effetti sull’educazione e sulle aspirazioni dei Francesi. Coloro che erano in cerca di una vita migliore a Montreal avevano davanti a se’ opportunita’ che erano inimmaginabili per i propri genitori o per i propri nonni.

 La vita cambio’ anche per coloro che rimasero nei villaggi in campagna. Il mercato di Montreal per i beni agricoli si espanse rapidamente. Un milione in piu’ di cittadini dovevano mangiare e il bisogno di nutrire tutti questi nuovi cittadini aumento il commercio di Montreal con le campagne; molto piu’ denaro cittadino veniva investito e speso nelle campagne. Non solo in cibo, ma anche in materiale da costruzione, vacanze in campagna e altri beni e servizi dalle campagne del Quebec inondavano il mercato di Montreal.Con l’aumento del commercio fra le campagne del Quebec e Montreal aumentava il desiderio dei giovani di campagna di emigrare in citta’ e gli abitanti delle campagne rimasti cercavano di trovare modi per risparmiare la fatica del lavoro agricolo. Pertanto aumento’ il mercato di macchine agricole come trattori, trebbiatrici, irrigatori ed altre apparecchiature elettriche nei piccoli paesi dove fino a poco tempo prima non c’erano i soldi per comprare questi macchinari. Alcuni dei proventi del commercio con Montreal venivano spesi dagli agricoltori del Quebec per beni di consumo che poco prima sarebbero stati considerati un lusso irraggiungibile. Alcuni proventi vennero depositati in banca.

Questi cambiamenti ebbero un profondo effetto sulla vita religiosa del Quebec. Contrariamente a quanto molti ritenevano, la rivoluzione religiosa del Quebec che si verifico’ con la perdita di autorita’ della Chiesa Cattolica, non fu una causa dai cambiamenti rurali e cittadini di cui sopra, ma ne fu l’effetto. I preti non avevano piu’ l’ultima parola sulle cose del mondo quando ormai tutti avevano un parente o un conoscente che aveva ricevuto un’educazione secolare all’Universita’ di Montreal; o in insediamenti dove gli emigranti ritornavano per partecipare a matrimoni, funerali e riunioni familiari; in in insediamenti dove la gente vedeva film quando andavano in citta’ e sentivano la radio a casa, o addirittura iniziavano a guardare la televisione; o in insediamenti dove i cambiamenti della vita economica quotidiana ed i metodi lavorativi avevano distrutto i legami dei metodi tradizionali di produzione.

La grande forza della crescita di Montreal stava minacciando la vecchia cultura delle campagne e stava irradiando alle campagne una nuova cultura cittadina.

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Il ritorno del lavoro manuale

Pubblicato da janejacobs su Giugno 28, 2009

Il nostro lavoro sta diventando sempre piu’ surreale e sempre meno reale. Lavorando in un ufficio, spesso e’ difficile vedere i frutti concreti dei nostri sforzi. Cosa esattamente abbiamo realizzato giorno per giorno? quando la catena causa-effetto e’ sempre piu’ opaca e la responsabilita’ e’ sempre piu’ diffusa, la nostra esperienza vaga e surreale. Spesso ci sentiamo alienati. Esiste un’alternativa piu’ “reale”?

La scuola sta perdendo le competenze per insegnare materie pratiche. Al contrario la scuola insegna sempre piu’ materie teoriche visto che tutti oggi sembra che tutti vogliano fare lavoro intellettuale. Il sogno di tutti i genitori e’ di mandare i propri figli all’universita’ e poi a lavorare in qualche ufficio. Tale sogno e’ il frutto di una visione del mondo in cui lasciamo la realta’ materiale per una realta’ virtuale della nuova economia informatica. Tuttavia molti lavori “intellettuali” spesso sono piu’ snervanti dei lavori manuali e spesso ci ritroviamo ad ammirare le persone che sanno ancora usare la propria manualita’: meccanici, idraulici, muratori, parrucchieri, artisti.

Spesso idealizziamo questi lavoratori e li consideriamo piu’ “romantici” perche’ implicitamente riteniamo che i lavoratori che usano le proprie mani non abbiano alternative. Tali lavoratori corrono piu’ rischi di infortuni sul lavoro, ma forse i loro lavori rispondono a bisogni umani piu’ essenziali, i loro lavori manuali sono piu’ reali. E dietro alla nostra gratutidine ed ammirazione forse si nasconde anche un po’ d’invidia.

Nell’attuale crisi economica, i meccanici hanno visto aumentare i loro affari visto che la gente preferiva riparare la propria vecchia auto anziche’ comprarne una nuova. Certo l’attuale crisi prima o poi finira’, ma ci sono anche diversi cambiamenti in atto nell’economia che porteranno molti lavori manuali a prosperare. Gli idraulici, gli elettricisti, i meccanici diventeranno lavori sempre piu’ ricercati. Spesso idraulici, muratori e meccanici guadagnano molto piu’ di un impiegato d’ufficio.

Secondo alcuni esperti, in futuro la differenza cruciale nel mercato del lavoro emergera’ non tanto fra chi avra’ piu’ o meno educazione, ma fra chi potra’ offrire i propri servizi attraverso una connessione internet e chi dovra’ farlo di persona. Coloro che dovranno consegnare tali servizi di persona avranno una vita piu’ facile e piu’ al riparo dalla concorrenza. Dopotutto non si puo’ martellare un chiodo, smontare una marmitta o aggiustare un lavandino via Internet, bisogna farlo di persona. Un ingegnere residente all’estero puo’ risolvere molti problemi, ma non puo’ riparare l’auto del vicino sotto casa.

Se l’obiettivo e’ guadagnarsi da vivere forse non e’ proprio vero che un diciottenne debba per forza iscriversi all’universita’. Alcuni giovani sono forzati ad un’educazione universitaria contro la propria voglia e contro le proprie inclinazioni e spesso preferirebbero imparare a costruire o riparare cose materiali. Un giovane brillante che scegliesse di diventare un meccanico anziche’ accumulare credenziali accademiche e’ generalmente visto come un eccentrico o addirittura come qualcuno che voglia auto-distruggersi. I genitori sono ansiosi di far superare ai propri figli le varie porte del successo controllate da prestigiose istituzioni scolastiche e accademiche.

Alla fine e’ il nostro personale interesse e non l’umilta’ o la vocazione per gli altri a decidere se fare un lavoro intellettuale o un lavoro manuale. Una vita piena di soddisfazioni si puo’ realizzare in molti modi. La varieta’ dei modi in cui la pienezza della vita puo’ realizzarsi e’ spesso difficile da scorgere se rinchiudiamo le nostre aspirazioni solo in certi canali. Ma le perplessita’ che stanno sorgendo con questa crisi economica portano molte persone a farsi molte domande e forse ad allargare quegli orizzonti che prima parevano piu’ angusti. E cosi’ si riscopre il lavoro manuale e, attraverso esso, anche la bellezza e la varieta’ della vita.

Fonte: Shop class as soulcraft

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