Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Archivio per la categoria ‘ambiente’

I piu’ grandi inquinatori d’Europa

Pubblicato da janejacobs su Ottobre 1, 2009

Questa lista e’ incompleta, perche’ moltissime multinazionali non forniscono dati sulle proprie emissioni di anidride carbonica. Tuttavi puo’ dare un’idea di chi inquina di piu’, anche se non lo dice.

Nome Paese Tonnellate emesse di CO2 Indirizzo web
BP PLC GB 9200 www.bp.com
AIR LIQUIDE SA FR 7952 www.airliquide.com
STORA ENSO OYJ-R SHS FI 5100 www.storaenso.com
ASML HOLDING NV NE 4038 www.asml.com
AKZO NOBEL NE 2400 www.akzonobel.com
TELEFONICA SA SP 1668 www.telefonica.es
CRH PLC IR 1500 www.crh.com
TITAN CEMENT CO. S.A. GR 1300 www.titan.gr
A P MOLLER – MAERSK A/S – B DE 1128 www.maersk.com
BAYERISCHE MOTOREN WERKE AG GE 931 www.bmw.com
HSBC HOLDINGS PLC GB 788 www.hsbc.com
ALCATEL-LUCENT FR 604 www.alcatel.com
DANISCO A/S DE 495 www.danisco.com/
KONINKLIJKE KPN NV NE 489 www.kpn.com
TUI TRAVEL PLC GB 459 www.tuitravelplc.com
WOLSELEY PLC GB 458 www.wolseley.com
STAGECOACH GROUP PLC GB 372 www.stagecoachgroup.com
PEUGEOT SA FR 367 www.psa.fr
COCA-COLA HELLENIC BOTTLING GR 362 www.coca-colahbc.com
SANDVIK AB SW 316 www.sandvik.com
ALSTOM FR 280 www.alstom.com
MAN SE GE 276 www.man.de
FRAPORT AG GE 254 www.fraport.com
HENNES & MAURITZ AB-B SHS SW 173 www.hm.com
FOMENTO DE CONSTRUC Y CONTRA SP 159 www.fcc.es
ABERTIS INFRAESTRUCTURAS SA SP 152 www.abertis.com
L’OREAL FR 123 www.loreal.com
DIAGEO PLC GB 102 www.diageo.com
SAP AG GE 99 www.sap.com
SKANSKA AB-B SHS SW 88 www.skanska.com/
BELGACOM SA BE 88 www.belgacom.be
TECHNIP SA FR 78 www.technip.com
CHRISTIAN DIOR FR 64 www.dior.com
DANSKE BANK A/S DE 59 www.danskebank.dk
IBERIA LINEAS AER DE ESPANA SP 57 www.iberia.com/
TELEVISION FRANCAISE (T.F.1) FR 52 www.tf1finance.fr
SIG PLC GB 35 www.sigplc.co.uk
CINTRA CONCESIONES DE INFRAE SP 31 www.cintra.es
WPP PLC GB 30 www.wppinvestor.com
SNAM RETE GAS IT 28 www.snamretegas.it
BANCO SANTANDER SA SP 27 www.gruposantander.com
GAMESA CORP TECNOLOGICA SA SP 21 www.gamesa.es
BANKINTER SA SP 11 www.bankinter.es
BRISA-AUTO-ESTRADAS PORTUGAL PO 11 www.brisa.pt
BERKELEY GROUP HOLDINGS GB 6 www.berkeleygroup.com
PUMA AG GE 4 www.puma.com

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Catastrofe irreversibile

Pubblicato da janejacobs su Settembre 23, 2009

Il segreterio generale delle Nazioni Unite sostiene che il mancato successo delle negoziazioni di Copenhagen sarebbe ingiustificabile dal punto di vista morale, sarebbe limitante anche dal punto di vista economico e politicamente stupido.

Queste sono le linee guida  su cui stanno negoziando i Paesi dell’ONU:

* riduzione delle emissioni

* aiuto ai paesi poveri colpiti dai disastri ambientali

* incentivare tecnologie verdi

* finanziare i paesi poveri per dotarli di nuove tecnologie verdi

I due grandi imputati davanti al tribunale delle future generazioni sono USA e Cina, che assieme producono il 40% delle emissioni inquinanti e che sono piu’ preoccupati della loro crescita economica che del futuro del Pianeta.

L’Europa sta dando uno splendido esempio di leadership, ad esempio, con questo progetto che incarna le linee quida dell’ONU.

Il discorso di Obama alle nazioni Unite e’ stato bello, ma Obama non ha potere di portare avanti un negoziato, con un Senato USA pagato e agitato dalle lobby del Petrolio e del Carbone, dove Senatori come Inhofe negano  il riscaldamento del pianeta.

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Cielo arancione a Sidney

Pubblicato da janejacobs su Settembre 23, 2009

Oggi a Sidney il cielo era arancione. Causa una tempesta di sabbia e polvere con pesanti conseguenze sul traffico automobilistico, sul traffico aereo locale. Le scuole sono state chiuse e gli abitanti della citta’ hanno indossato una mascherrina per evitare di respirare polvere. Le chiamate ai vigili del fuoco si sono moltiplicate poiche’ la polvere ha innescato numrosi allarmi antincendio.

L’Australia si sta diversificando sempre di piu’ e qualche anno fa enormi superfici di verde e boschi sono bruciate.

Sidney in futuro assomigliera’ sempre piu’ a Dubai o Adu Dhabi?

E in Italia? Ci sono seri pericoli di desertificazione cause incendi e riscaldamento climatico?

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Le citta’ salveranno il clima

Pubblicato da janejacobs su Settembre 21, 2009

Sono le citta’ e non le nazioni ad avere il potere di mettere in moto politiche per la riduzione dei gas serra. A Dicembre ci sara’ un summit per discutere di politiche per ridurre i gas serra a Copenhagen. I ministri dei paesi di tutto il mondo negozieranno nuove norme per ridurre i gas serra e per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.

Le negoziazioni si terranno a livello nazionale, ma l’applicazione delle decisioni prese sara’ messa in pratica a livello locale. Le autorita’ cittadine della maggior parte delle nazioni hanno il potere chiave in materia di generazione di energia, trasporto e controllo dei regolamenti sull’inquinamento delle fabbriche. Secondo il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite le scelte compiute dai governi delle citta’ in materia di riduzione dei gas serra hanno un peso che va tra il 50% ed l’80% del totale. Pertanto ogni accordo che venisse preso a Copenhagen dai capi delle nazioni sarebbe inutile se non venissero coinvolte le citta’. Ed e’ quindi necessario che le autorita’ cittadine inseriscano vincoli alla produzione di gas serra quando si trovano a pianificare le politiche di mobilita’, energia e edilizia. I governi delle citta’ hanno un interesse ulteriore al successo di questi progetti. Poiche’ il riscaldamento del pianeta portera’ siccita’, alluvioni e danni alle infrastrutture, stara’ a loro riscattere queste operazioni mettendo in sicurezza le reti di trasporto, le abitazioni ed i servizi basilari contro questi rischi.

A Londra ad esempio, il sindaco sta esaminando la proposta di rialzare le barriere del Tamigi nel caso in cui il livello del fiume salga piu’ del previsto. Gli argini esistenti, costruiti negli anni ’60, sono stati utilizzati piu’ del previsto a causa di acque piu’ alte del previsto

Secondo the Climate Group  un’organizzazione che si perfigge di persuadere le grandi multinazionali a ridurre i gas serra le autorita’ locali sono gia’ consapevoli dei cambiamenti che devono operare. I sindaci delle citta’ di tutto il mondo hanno mostrato che e’ possibile muoversi velocemente per sviluppare strategie ambiziose per combattere il cambiamento climatico e politiche che non solo proteggeranno l’ambiente, ma che proteggeranno posti di lavoro.

Secondo un recente studio di Greenpeace si possono creare sette posti di lavoro nell’energia rinnovabile per ogni lavoro perso nelle industrie energetiche a combustibili fossili.

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Riduzione dei Gas Serra

Pubblicato da janejacobs su Settembre 10, 2009

Secondo il Premio Nobel Michael Spence il prossimo vertice sul clima che si terra’ a Dicembre a Copenhagen e’ destinato al fallimento perche’ i Paesi Ricchi cercheranno di forzare i Paesi Poveri a impegnarsi a ridurre i gas serra nei prossimi 40 anni.

I Paesi Poveri, che hanno una responsabilita’ di gran lunga inferiore nella produzione di gas serra non vogliono ridurre la loro crescita economica e quindi non firmeranno simili impegni.

Il fallimento di questa conferenza portera’ a conseguenze terribili per il clima e per l’economia.

 La tabella qui sotto riporta gli impegni di riduzione di gas serra:

 

 

 

Regione % popolazione mondiale % di produzione di gas serra mondiale Obiettivi di riduzione dei gas serra
USA 5% 18% Emissioni nel 2050 inferiori dell’83% rispetto alle emissioni del 2005. Emissioni nel 2030 inferiori del 42% rispetto a quelle del 2005, emissioni nel 2020 inferiori del 20% rispetto a quelle del 2005.
Giappone 2% 4% Emissioni  nel 2050 inferiori del 60-80% rispetto al 2008. Emissioni nel 2020 inferiori al 15% rispetto al 2005. Emissioni nel 2010  inferiori del 7.9% rispetto al 2005.
Europa 7% 13% Emissioni nel 2020 inferiori del 20% rispetto a quelle del 1990. 
Cina 20% 20% Intensita’ ddell’energia (rapporto tra energia e unita’ di PIL prodotto) inferiore del 20% nel 2010 rispetto al 2006. 
Mondo 100% 100% Emissioni fra il 2008 ed il 2010 inferiori almeno del 5% rispetto al 1990.

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Campi sui tetti di Brooklyn

Pubblicato da janejacobs su Settembre 2, 2009

A Brooklyn si iniziano a coltivare campi sui tetti dei palazzi.

Tra i vantaggi di questo innovativo modo di coltivare ci sono:

  • L’assorbimento dell’acqua piovana che potrebbe andare a danneggiare il palazzo con infiltrazioni
  • L’isolamento del palazzo ed il conseguente risparmio di spese di riscaldamento e aria condizionata
  • Il cibo prodotto localmente non richiede spese di trasporto con conseguente inquinamento
  • Riduzione dell’effetto “oasi urbana”, l’effetto per cui tutte le grandi citta’ piene di asfalto si riscaldano piu’ del normale.

I paesi Nordici hanno creato tetti d’erba per isolare le loro case, questi ragazzi di Brooklyn stanno facendo meglio. Buona fortuna!

 Fonte: NYT

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Thames Festival

Pubblicato da janejacobs su Agosto 27, 2009

Per chi si trovasse a Londra il 12 e 13 Settembre e volesse partecipare ad una serie di eventi culturali che promuovano la storia e la funzione del Fiume Tamigi, propongo di visitare questo sito per maggiori inormazioni.

 http://www.thamesfestival.org/weekend/highlights/.

 Un’idea da copiare.

 http://rivers.thamesfestival.org/

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Ripresa

Pubblicato da janejacobs su Agosto 14, 2009

Il 17 Settembre 2008 questo blog aveva previsto  (seguendo le indicazioni del Professor Roubini) che l’economia sarebbe crollata in una profonda crisi finanziaria ed economica che sarebbe finita nel 2010.

 Al 2010 ci siamo quasi arrivati e gia’ ora ci sono parecchi segnali che questa crisi finanziaria ed economica sta per finire, anche se ci sono sempre piu’ persone disoccupate, povere e senza lavoro. Queste persone sono spesso le persone piu’ deboli, anziane e con meno educazione.

 Ma la ripresa sta arrivando e ci sono alcuni modi per cavalcarla, soprattutto se si puntera’ su uno o piu’ dei fattori indicati qui sotto. Ad ognuno di questi fattori e’ collegato un link a post precedenti di questo blog che hanno trattato l’argomento.

 Paesi emergenti

 Aumento del numero dei lavoratori per eta’ e sesso 

 Nuove tecnologie

 Nuovi materiali

 Nuove energie

 Nuove medicine

 Genetica

 Robotica

 Nanotecnologie

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Agricoltura senz’acqua

Pubblicato da janejacobs su Agosto 13, 2009

Cosa succederebbe se i nostri campi smettessero di produrre cibo a causa di una crescente mancanza d’acqua? Purtroppo lo osserveremo presto seguendo la difficile situazione di carestia idrica che sta attraversando l’India.

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Russia e cambiamento climatico

Pubblicato da janejacobs su Luglio 29, 2009

La Russia sara’ la Nazione in grado di trarre i maggiori benefici dal riscaldamento del pianeta e dallo scioglimento dei ghiacci del Polo Nord.

 La Russia ha molte reserve di gas e petrolio in Siberia e nel circolo polare artico. Un clima piu’ mite renderebbe tali risorse piu’ facili ed economiche da sfruttare.

 Questo potrebbe essere un gran beneficio per la Russia visto che oggi l’80% delle sue esportazioni e il 32% delle entrate governative dipendono dall’energia e da materie prime.

 Inoltre, lo scioglimento del circolo polare artico fornirebbe alla Russia grossi vantaggi dal punti di vista dei trasporti. Tuttavia, alcune infrastrutture della Russia potrebbero essere dannegiate dallo scioglimento della tundra artica e sarebbero necessarie nuove tecnologie estrattive.

 Fonte: National Intelligence Council

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Petrolio in Brianza

Pubblicato da janejacobs su Luglio 20, 2009

Dopo la Basilicata, si scopre che anche la Brianza possiede petrolio. Per maggiori informazioni: Po Valley, Alfio Sironi, Valle della Nava.

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Calamari giganti

Pubblicato da janejacobs su Luglio 18, 2009

I californiani sono allarmati dall’invasione dei calamari giganti. Secondo alcuni la causa sarebbe un terremoto, secondo altri il cambiamento climatico.

I Neo Zelandesi hanno scoperto un calamaro gigante di 750 chili.

I Giapponesi i calamari giganti se li mangiano.

Secondo alcuni scienziati, la richiesta crescente di ika sushi e ika sashimi portera’ alla completa estinzione dei calamari giganti.

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Ministri dell’ambiente

Pubblicato da janejacobs su Luglio 3, 2009

In USA il ministro dell’ambiente e’ Steven Chu ed ha un premio Nobel. Nel programma di Chu, i punti piu’ importanti sono:

smaltimento delle scorie radioattive e tossiche

ammodername to della rete elettrica

sviluppo di energie rinnovabili

promozione dell’energia nucleare

sviluppo delle ricerca

In Italia il ministro dell’ambiente e’ Stefania Prestigiacomo ed e’ una politica di professione. Anche i predecessori del Ministro Prestigiacomo Alfonso Pecoraro Scanio ed Altero Matteoli sono politici di professione. Certo, non si puo’ mica pretendere di avere per forza un Premio Nobel come ministro dell’ambiente, soprattutto per un Paese piccolo ed ininfluente come l’Italia che non vince premi Nobel. Inoltre non e’ detto per forza che un politico di professione non possa essere un bravo ministro dell’ambiente. Pero’

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Promesse da marinaio al G8

Pubblicato da janejacobs su Luglio 1, 2009

Secondo la stampa Giapponese i Paesi del G8 intendono firmare a L’Aquila un documento per impegnarsi a ridurre le emissioni di gas serra dell’80% entro il 2050. Ci sono pero’ alcuni problemi:

* Quale anno di partenza si vuole usare per conteggiare la riduzione delle emissioni? Un conto e’ partire dal 1960 o dal 1970, quando le emissioni di gas serra erano basse, un altro e’ partire da anni piu’ recenti. Cosa dicono gli scienziati in proposito?

* I Paesi non G8 come Cina, India e Brasile che emettono tanti gas serra seguiranno il “buon esempio” o si sentiranno presi in giro visto che l’attuale inquinamento l’hanno causato i Paesi del G8?

* I Paesi del G8 potrebbero non rispettare i loro impegni negli anni a venire, come sta avvenendo in Canada, che non e’ in grado di rispettare il trattato di Kyoto.

Chi controllera’ nel 2050 gli impegni presi dai Paesi del G8? Forse i nostri nipoti si ricorderanno di verificare le promesse fatte dai Potenti del Mondo nel 2009. Ma una simile verifica e’ talmente lontana nel tempo (e lontano dalla possibile rielezione degli attuali leader del G8) da destare il sospetto che tali riduzioni siano promesse da marinaio.

Ma la cosa piu’ ironica e’ che secondo alcuni studi il Polo Nord potrebbe essere gia’ sparito nel 2049.

Perche’ non impegnarsi invece a ridurre le emissioni di gas serra di una certa percentuale nei prossimi tre anni?

Qui sotto un filmato sulla riduzione dei ghiacci del Polo Nord dal 1979 al 2007.

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Danni dal riscaldamento globale

Pubblicato da janejacobs su Giugno 29, 2009

Un recente studio ha preso in considerazione gli effetti del riscaldamento globale su varie grandi citta’ portuali. Tali citta’ vedranno nei prossimi anni un aumento della popolazione e dell’urbanizzazione, ma per via del cambiamento climatico e dell’innalzamento dei mari subiranno anche maggiori inondazioni e uragani.

Oggi almeno quaranta milioni di persone e circa il 5% del PIL mondiale sono a rischio. Entro il 2070 almento centocinquanta milioni di persone e circa il 10% del PIL mondiale potrebbero essere a rischio. Ma le previsioni potrebbero non essere cosi’ rosee.

La tabella qui sotto mostra le 20 citta’ con maggior rischio per numero di abitanti oggi e nel 2070.

 

Posizione Nazione Citta’ Popolazione a rischio oggi Popolazione a rischio nel 2070
1 INDIA Kolkata (Calcutta) 1,929,000 14,014,000
2 INDIA Mumbai (Bombay) 2,787,000 11,418,000
3 BANGLADESH Dhaka 844,000 11,135,000
4 CHINA Guangzhou 2,718,000 10,333,000
5 VIETNAM Ho Chi Minh City 1,931,000 9,216,000
6 CHINA Shanghai 2,353,000 5,451,000
7 THAILAND Bangkok 907,000 5,138,000
8 MYANMAR Rangoon 510,000 4,965,000
9 USA Miami 2,003 4,795,000
10 VIETNAM Hai Phòng 794,000 4,711,000
11 EGYPT Alexandria 1,330 4,375,000
12 CHINA Tianjin 956,000 3,790,000
13 BANGLADESH Khulna 441,000 3,641,000
14 CHINA Ningbo 299,000 3,305,000
15 NIGERIA Lagos 357,000 3,229,000
16 CÔTE D’IVOIRE Abidjan 519,000 3,110,000
17 USA New York-Newark 1,540,000 2,931,000
18 BANGLADESH Chittagong 255,000 2,866,000
19 JAPAN Tokyo 1,110,000 2,521,000
20 INDONESIA Jakarta 513,000 2,248,000

 

La tabella qui sotto mostra il riscgio per la ricchezza delle citta’ costiere oggi e nel 2070.

 

Posizione Nazione Citta’ PIL a rischio oggi (Mld$) PIL a rischio nel 2070 (Mld $)
1 USA Miami 416 3,513
2 CHINA Guangzhou 84 3,358
3 USA New York-Newark 320 2,147
4 INDIA Kolkata (Calcutta) 32 1,961
5 CHINA Shanghai 73 1,771
6 INDIA Mumbai 46 1,598
7 CHINA Tianjin 30 1,231
8 JAPAN Tokyo 174 1,207
9 CHINA, Hong Kong 36 1,164
10 THAILAND Bangkok 39 1,118
11 CHINA Ningbo 9 1,074
12 USA New Orleans 234 1,013
13 JAPAN Osaka-Kobe 216 969
14 NETHERLANDS Amsterdam 128 844
15 NETHERLANDS Rotterdam 115 826
16 VIETNAM Ho Chi Minh City 27 653
17 JAPAN Nagoya 109 623
18 CHINA Qingdao 3 602
19 USA Virginia Beach 85 582
20 EGYPT Alexandria 28 563

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Disastri climatici prossimi venturi

Pubblicato da janejacobs su Giugno 28, 2009

Nel 2027, a trent’anni dalla ratifica del trattato di Kyoto, Matthew Glass si immagina il mondo cosi’:

* Il Sud Europa e’ un deserto assediato da flotte di immigrati civili Africani. Gli Eserciti del Sud Europa, controllati da regimi sempre piu’ xenofobi, tentano di affondare tali flotte

* L’Amazzonia brucia da ormai quattro anni senza che nesuno possa farci nulla

* La Groenlandia non ha piu’ ghiacciai

* Siria e Iraq sono in guerra per il controllo delle risorse idriche dell’Eufrate

* Le riserve di CO2 immagazzinata nelle riserve sub-oceaniche stanno scoppianto

* Ogni Nazione con una costa ha accettato il fatto di dover far emigrare milioni di cittadini verso l’entroterra a costi insostenibili

* Tutte le nazioni barano sul rispetto delle quote di emissioni del trattato di Kyoto (e dei trattati ad esso successivi).

Per chi ama questo argomento, oltre al libro di Glass, consiglio questa rassegna cinematografica.

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Nuovi siti UNESCO 2009

Pubblicato da janejacobs su Giugno 28, 2009

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Nuovi impianti solari nel 2008

Pubblicato da janejacobs su Marzo 17, 2009

Secondo solarbuzz, la domanda di nuovi impianti solari e’ stata di 5.95 GW in tutto il mondo nel 2008. Di questi, 2.46 GW in Spagna, 1.86 GW in Germania, 0.36 GW in USA, 0.28 GW in Corea del Sud e 0.24 GW in Italia.

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Acqua, rifiuti, gas serra

Pubblicato da janejacobs su Marzo 4, 2009

Nei prossimi anni ci sara’ un sostanziale aumento della popolazione. Molto probabilmente saremo 8 miliardi entro 20 anni e 9.3 miliardi entro il 2050.

 

Questo aumento della popolazione avra’ un forte impatto sull’ambiente. In primo luogo ci sara’ forte scarsita’ d’acqua. Circa il 50% della popolazione non avra’ acqua a sufficienza.

 

Inoltre, i rifiuti domesici ed industriali aumenteranno considerevolmente. Ed infine, se non impareremo ad usare un’energia piu’ pulita, ci sara’ un forte aumento di anidride carbonica e gas serra nell’atmosfera.

 

Entro la fine del ventunesimo secolo, il consumo di energia sara’ piu’ del doppio di quello attuale, con il risultato che le emissioni di anidride carbonica aumenteranno considerevolmente. Per diminuire i gas serra del 20%, si dovra’ generare almeno la meta’ dell’energia da fonti rinnovabili.

 

Se coprissimo anche solo il 5% dei deserti del pianeta con pannelli solari e li collegassimo alle citta’ che consumano energia poremmo produrre electtricita’ sufficiente a soddisfare i bisogni de pianeta.

 

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Un’occasione mancata per le citta’

Pubblicato da janejacobs su Gennaio 27, 2009

Per secoli il progresso economico e’ stato sviluppato delle citta‘.

In questa recessione le citta‘ con ampio capitale umano e con un’economia che armonizza diversi settori industriali e di servizi saranno le citta‘ vincenti. Al contratio, le citta‘ con ampia esposizione ai settori della finanza e immobiliare saranno le citta‘ che soffriranno di piu‘.

Le decisioni prese dai governi e da una moltitudine di enti locali spesso in conflitto fra loro non hanno aiutato lo svilppo delle citta‘. Al contrario, hanno avviluppate le citta’ in una burocrazie asfissiante lontana dal loro svluppo economico naturale ed autonomo e tesa ad interessi dettati dall’avidità di una parte o di un’altra.

Lo sviluppo urbano si e’ focalizzzato sullo stato dell’ambiente fisico ed e’ stato dominato da architetti e da urbanisti. Affidare lo sviluppo cittadino a urbanisti ha portato all’arrivo dei palazzinari che hanno voluto costruire palazzi ed uffici sempre piu‘ rivolti verso l’alto e hanno ridotto spazi verdi e campi che hanno una forte importanza per l’ambiente.

Ma ancor piu‘ importante dal punto di vista economico e’ il fatto che la maggior parte degli urbanisti non si intendono di economia urbana. Le politiche urbanistiche non sono politiche per le citta‘, ma politiche per fornire aiuti assistenzialisti alle citta‘ in difficolta‘.

L’economia raramente e’ una risposta in se’, ma una maggiore attenzione all’economia urbana avrebbe portato i politici a chiedersi non solo quali sono le cause dell’insuccesso delle citta‘ fallite, ma anche quali sono le cause che portano le citta‘ al successo. Porsi queste domande avrebbe portato la classe dirigente a chiedersi quali sono i legami fra impegno delle associazioni dei cittadini, sviluppo di ambienti urbani piu‘ “verdi” e crescita economica.

Un maggiore localismo favorisce l’innovazione e aiuta ogni citta‘ ad affrontare le proprie sfide economiche. E ribadisce il concetto dell’importanza di provvedere un’adeguata infrastruttura nei trasporti .

Per maggiori informazioni: Centre for Cities

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