Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Archivio per la categoria ‘salute’

Nuovi antibiotici

Pubblicato da janejacobs su settembre 8, 2009

Nuove ricerche sul comportamento dei batteri hanno scoperto che essi attaccano un organismo solo quando raggiungono certo numero.

I batteri comunicano fra di loro usando un linguaggio “chimico” che permette loro di contarsi e di sferrare un attacco ad un organismo quando il loro numero e’ sufficientemente elevato perche’ l’attacco abbia successo.

Se si troveranno medicine in grado di “bloccare” questi sistemi di comunicazione chimici tra batteri, si potranno creare sostituti degli antibiotici in grado di sconfiggere un attacco batterico in maniera meno dannosa per l’organismo umano.

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Elisir di lunga vita

Pubblicato da janejacobs su luglio 11, 2009

Il mito dell’elisir di lunga vita e’ esistito da sempre. Grazie ai recenti progressi della medicina ci stiamo avvicinando sempre piu’ al raggiungimento di stili di vita e medicine per vivere piu’ a lungo.

Mangiare meno. Il primo modo per allungare la propria vita sarebbe anche il piu’ economico in quanto si tratta di ridurre del 70% il nostro consumo giornaliero di calorie. Un simile sistema e’ stato sperimentato con successo su un gruppo di 76 scimpanze’ per un periodo di 20 anni. Questi scimpanze’ sono stati divisi in due gruppi. Al primo gruppo si e’ fornita una alimentazione abbondante, al secondo gruppo invece e’ stata fornita un’alimentazione ai limiti della sopravvivenza. Gli scimpanze’ del secondo gruppo sono sopravvissuti piu’ a lungo, in media, di quelli del primo gruppo e hanno riportato casi inferiori di malattie cardiovascolari, diabete e cancro. Potrebbe una simile dieta forzata funzionare anche per gli uomini?

Rapamicina. Un secondo elisir di lunga vita potrebbe essere la rapamicina, una sostanza che si trova nell’Isola di Pasqua che influenza alcune proteine chiamate sertuine, un gruppo di enzimi che si sono rivelati utili ad allungare la vita in alcuni organismi invertebrati. Assumendo la rapamicina, sarebbe possibile inibire il meccanismo di ricambio delle cellule, e con esso il processo di invecchiamento. La rapamicina e’ stata sperimentata su un gruppo di topi di una specie che ha  una vita media di mille giorni. All’eta’ di 600 giorni ad un gruppo di questi topi, diciamo l’equivalente di 60 anni per un essere umano, i topi sotto rapamicina sono vissuti fino a 1,245 giorni per le femmine e a 1,179 per i maschi. Pare che la rapamicina usata sui topi influisca sugli stessi meccanismi su cui influisca la dieta degli scimpanze’ di cui abbiamo parlato sopra. Purtroppo questa sostanza influisce sul sistema immunitario e chiunque dovesse usare questa medicina si troverebbe a forte rischi di contrarre infezioni. Tuttavia, la scoperta degli effetti benefici della rapamicina e’ molto promettente per la creazione di un vero elisir di lunga vita. Per maggiori informazioni cliccare qui e qui.

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Influenza suina, alcune riflessioni

Pubblicato da janejacobs su maggio 6, 2009

Circa ogni cent’anni il genere umano si trova alle prese con una nuova epidemia di influenza. L’ultima grande epidemia di influenza fu la cosiddetta Spagnola che fra il 1918 ed il 1919 infetto’ centinaia di milioni di persone e uccise circa cento milioni di persone. L’influenza Asiatica del 1957 uccise due milioni di persone, mentre quella del 1968 ne uccise un milione. Ci sono stati anche vari falsi allarmi come l’influenza suina del 1976 che netli Stati Uniti porto’ alla vaccinazione di 40 milioni di Americani e alla morte per vaccinazione di 30 persone, piu’ di quelle effettivamente uccise da quell virus.

La recente influenza suina ha mietuto relativamente poche vittime fino ad oggi. Ma e’ troppo presto per cantare vittoria, perche’ questa influenza, come le altre, potrebbe espandersi a fasi alterne e le fasi successive potrebbero essere molto piu’ devastanti di quella attuale. Qualunque sara’ l’esito di questa influenza suina, gli esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’ sono convinti che e’ solo una questione di tempo prima che un’epidemia di influenza di grosse proporzioni colpisca il pianeta.

L’influenza Spagnola del 1918-1919 uccise circa il 3% della popolazione mondiale. Se pensiamo a quanto cara abbiamo la vita dei nostri figli, coniugi, genitori e familiari e che centinaia di milioni di figli, coniugi, genitori e familiari potrebbero morire, il mondo si troverebbe a perdite incalcolabili dal punto di vista economico oltre che affettivo.

Alcuni esperti sostengono che una moderna influenza di portata simile all’influenza Spagnola ucciderebbe meno persone, e che le morti sarebbero concentrate soprattutto nei paesi poveri. Importanti sviluppi nel mondo della medicina potrebbero abbassare il numero di morti. Tuttavia, l’esplosione della popolazione negli ultimi cent’anni, la crescita delle citta’ a spese delle campagne e lo sviluppo degli spostamenti aerei di persone e merci potrebbe facilitare notevolmente la contaminazione.

Per questo si ritiene che non sia possible sbarrare le frontiere o limitare la liberta’ di movimento a merci e persone per arginare l’influenza e che la cura piu’ giusta per evitare un’ecatombe sia la vaccinazione conto i nuovi virus ed il Tamiflu. Naturalmente potrebbero presto emergere nuovi virus contro cui non ci si possa vaccinare o contro cui non si possa usare con efficacia il Tamiflu. Tuttavia le societa’ farmaceutiche in questo momento hanno a disposizione notevoli risorse scientifiche e di capitale umano per studiare velocemente rimedi a queste nuove influenze.

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Cos’e’ l’influenza suina

Pubblicato da janejacobs su aprile 27, 2009

Cos’e’ l’iinfluenza suina?

L’influenza suina e’ una malattia respiratoria che infetta i maiali. Tale influenza e’ causata dall’influenza di tipo A e colpisce a intervalli piuttosto regolari i maiali. Questa influenza causa febbre alta, ma e’ raramente mortale. Generalmente circola in Autunno ed in Inverno, ma puo’ circolare per tutto l’anno. Ci sono molti tipi diversi di influenza suina e umana ed i virus di queste influenze mutano continuamente.

 

L’influenza suina puo’ contagiare l’uomo?

L’influenza suina normalmente non contagia gli uomini. Quando questo accade, generalmente contagia le persone che allevano i maiali. Ci sono stati anche rari casi in cui l’influenza suina e’ stata trasmessa da uomo a uomo. Si pensa che il contagio da uomo a uomo avvenga per via aerea (starnuti, tosse, ecc.).

 

L’epidemia di influenza suina nel Messico viene trasmessa da uomo a uomo. Questo e’ un nuovo tipo di influenza?

L’Organizzazione Mondiale della sanita’ ha confermato che almeno in alcuni casi il viru dell’influenza suina che sta colpendo il Messico e gli Stati Uniti non e’ mai stato visto prima. Questo virus e’ una versione del virus H1N1, un virus tipico dell’influenza che generalmente colpisce gli uomini, ma con un materiale genetico leggermente diverso. I virus influenzali generalmente mutano materiale genetico e questo nuovo virus sembra possa infettare sia animali che uomini.

 

Che pericolo c’e’?

I sintomi dell’influenza suina negli uomini sono simili a quelli dell’influenza normale. Tra questi ci sono febbre, tosse, dolore alle ossa, brividi e stanchezza. In molti casi l’influenza non ha destato preoccupazioni, ma in Messico si e’ rivelata mortale per alcune persone.

 

Si puo’ mangiare carne di maiale?

Si. Non c’e’ nessuna prova che l’influenza si trasmetta mangiando carne di animali infetti. Tuttavia, e’ necessario cuocere la carne almeno a 70 gradi, una temperatura in grado di uccidere ogni virus.

 

C’e’ da avere paura?

Quando un nuovo tipo di influenza animale riesce a trasmettersi da animale a uomo e da uomo a uomo, e’ necessario controllare gli sviluppi della situazione. Comunque ‘ il rischio di un’epidemia c’e’.

 

C’e’ una mappa che mi tenga aggiornato in tempo reale dei decessi e dei

casi di influenza suina?

Si, a questo link

 

Hai scritto altro riguardo all’influenza suina?

Si, qui

 

Fonte: Organizzazione Mondiale della Sanita’

 

 

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Il futuro della medicina

Pubblicato da janejacobs su aprile 18, 2009

Storicamente l’innovazione tecnologica e la medicina hanno camminato insieme. Nel 2750 a.C. gli antichi Egizi erano gia’ in grado di effettuare operazioni chirurgiche;  i Romani svilupparono apparecchi medici come il forcipe e l’ago da sutura. In tempi piu’ moderni la medicina e’ stata trasformata da ondate di innovazione che hanno generato scoperte come gli antibiotici, i vaccini e l’angioplastica.

Visto il livello di innovazione informatica contemporanea degli ultimi anni, dobbiamo constatare un certo ritardo nel settore della sanita’. Altri settori si sono computerizzati notevolmente a partire dagli anni ’80, mentre il rapporto tra medici e pazienti rimane ancora ancorata all’antico sistema della carta e della penna.

Ma ora la medicina pare stia per cambiare. Essa potrebbe presto essere trasformata dall’introduzione di cartelle mediche digitali che potrebbero essere inserite in grandi banche dati e costituire oggetto di ricerca da parte della comunita’ medica, fornendo una rete per il miglioramento della cura del paziente e per la ricerca farmaceutica. I Paesi in via di sviluppo gia’ stanno utilizzando i telefoni cellulari per mettere il dottore nelle tasche del paziente. Le apparecchiature mediche e la diagnostica si sta digitalizzando, avanzando verso il futuro della telemedicina, di apparecchiature mediche personalizzate per la casa e di pillole intelligenti.

La prima rivoluzione tecnologica della biologia moderna inizio’ con James Watson e Francis Crick che descrissero la struttura del DNA circa cinquant’anni fa. Watson e Crick fondarono il campo della biologia cellulare e molecolare, che permise la nascita dell’industria biotecnologica. Quasi dieci anni fa per la prima volta fu sequenziato il genoma umano gettando le premesse per illuminare una rivoluzione nella scoperta della origini di molte malattie.

Ora ci potrebbe essere una nuova rivoluzione nel mondo della medicina: la convergenza di biologia ed ingegneria. Un recente rapporto del Massachussets Institue of Technology (MIT) sostiene che le scienze sono gia’ state trasformate dall’adozione della tecnologia informatica, dallo studio di materiali avanzati, dalla formazione dell’immagine, dalla nanotecnologia e da modelli e simulazioni sofisticate. Il premio Nobel Phillip Sharp ritiene che queste innovazioni delle scienze presto verranno applicate anche alla medicina.

Robert Langer, un biochimico del MIT che possiede oltre 500 brevetti in biotecnologia e tecnologia medica e ha fatto da consigliere per la creazione di piu’ di 100 nuove imprese in quei campi, ritiene che l’innovazione nel campo della tecnologia medica stia per decollare. Menno Prins della multinazionale olandese Philips, spiegano che come accadde per la chimica oggi sta accadendo nella biologia una rivoluzione dove ci si muove da un mondo basato sull’alchimia e l’ignoranza ad un mondo di scienza ripetibile e prevedibile.” Ajay Royyuru dell’IBM, il gigante dell’informatica, ritiene che oggi sia in corso la trasformazione della biologia in una scienza informatica .”

Una buona parte di tutto questo ottimismo scientifico potrebbe essere fondata. Mentre i Paesi Ricchi invecchiano e si ammalano i Paesi Emergenti si arricchiscono ed ingrassano, il mercato per l’innovazione medica sembra destinato a crescere. Una tecnologia intelligente puo’ aiutare a risolvere i grandi problemi della sanita’: un eccesso di spesa nei Paesi Ricchi e una mancanza di risorse nei Paesi Poveri.

Ma questo processo richiedera’ tempo e sara’ piu’ una riforma che una rivoluzione. I sistemi sanitari dei Paesi Ricchi potrebbero fornire resistenza alle nuove tecnologia ed essere superati dai Paesi Poveri. A causa dell’aumento dei costi della sanita’, i sistemi di sanita’ nazionali e le assicurazioni potrebbero non volere adottare le nuove tecnologia meno che gli inventori dimostrino chiaramente che le nuove tecnologie offrono benefici tangibili e dimostrabili.

Se questi ostacoli verranno superati, il piu’ grande vincitore di questa riforma sara’ il paziente. In passato la medicina ha avuto un atteggiamento paternalistico con i medici erano i soli depositari della conoscenza e dispensano tale conoscenza dall’alto. Questo sistema e’ destinato ad essere superato. La digitalizzazione promette di connettere i dottori non solo con tutto cio’ che hanno bisogno di sapere sui loro pazienti, ma anche con altri dottori che hanno curato simili malattie.

La convergenza di biologia ed ingegneria sara’ guidata da nuove tecnologie informatiche, che in medicina significa digitalizzazione delle cartelle mediche e creazione di una rete intelligente e sicura per scambiarsi informazioni basate su banche dati di cartelle mediche. Questa riforma permettera’ ai pazienti di avere a disposizione queste informazioni e di assumere un ruolo piu’ attivo nella gestione della propria salute e delle proprie cure mediche. 

 Continua…

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Il cancro e le cellule staminali

Pubblicato da janejacobs su settembre 16, 2008

  Cellula cancerogena in metastasi

In questi ultimi anni, molti scienziati specializzati nella ricerca sul cancro stanno studiando l’ipotesi che il cancro provenga dalle cellule staminali allo stesso modo da esse provengono i nostri organi. Una cellula staminale ha la proprieta’ di dividersi producendo due cellule figlie uguali. Una di esse rimane una cellula staminale, mentre l’altra si moltiplica in ogni tipo di cellula richiesta dall’organo in cui si trova. Fino ad oggi tutte le cellule tumorali vengono viste e trattate allo stesso modo. Le terapie studiate per uccidere le cellule tumorali non fanno distinzione fra cellule tumorali staminali e cellule cancerocene “normali. I medici si ritengono soddisfatti quando eliminano il maggior numero possibile di cellule cancerogene, quindi le terapie di cura del cancro oggi si concentrano sulla massima distruzione delle cellule. Tuttavia, se tutto quello che le terapie fanno e’ uccidere i discendenti di cellule non staminali, il problema non verrebbe eliminato. Invece di attaccare le molte cellule figlie, e’ meglio attaccare le poche cellule madri, cioe’ le cellule staminali.

 

L’origine del cancro e’ una condizione intrinseca negli organismi multicelluari. All’inizio della vita sul nostro pianeta, quando le creature viventi erano costituite da una sola cellula, quella cellula si riproduceva da sola dividendosi a meta’ e raddoppiandosi. Nel corpo degli animali, invece, la maggior parte delle cellule hanno fatto un “voto di castita’” e delegano la riproduzione alle cellule sessuali.

La maggior parte delle cellule negli organismi pluricelulari sono cellule somatiche specializzate in alcuni compiti ben precisi ed hanno il compito di “comparse”, cioe’ di fare in modo che gli organismi funzionino in tutte le loro parti affinche’ le cellule sessuali rigenerino la vita degli organismi nelle generazioni future. Perche’ questo accada i geni delle cellule somatiche hanno dovuto mantenere questo “voto di castita’” in un processo evolutivo durato miliardi di anni. Solo allora le cellule somatiche possono fare la loro funzione ed essere presenti in un numero appropriato per la vita degli organismi pluricellulari.

Secondo gli studi tradizionali, la formazione di un tumore deriva dal fatto che le cellule somatiche si mutano lentamente in cellule tumorali. Qualche volta queste cellule violano il loro “voto di castita’” e si riproducono in punti dove non erano programmate. Se un numero sufficiente di cellule in un punto di uno organismo rompono questo “voto” allora si sviluppa un tumore o un cancro. Il cancro, quindi, rappresenterebbe un costo inevitabile di essere un organismo multicellulare.

La scoperta delle cellule staminali ha cambiato questa teoria in maniera molto sottile, ma molto importante. Le cellule staminali furono trovate per la prima volta molto tempo fa nel sangue, ma solo recentemente si e’ chiarito che tutti i tessuti organici contengono cellule staminali. L’istinto delle cellule staminali sta a meta’ fra quello delle cellule sessuali e quello delle cellule somatiche. Esse non smettono mai di riprodursi, ma non possono sperare di riprodursi in un altro individuo come le cellule sessuali, ma quando il corpo muore, muoiono anch’esse. Tuttavia, esse sono in numero inferiore, e poiche’ nella divisione cellulare solo la cellula figlia rimane una cellula staminale, allora il numero delle cellule staminali non cresce.

La divisione del lavoro puo’ anche essere un altro tipo di meccanismo anti-cancerogeno. Essa permette che vincoli riproduttivi siano impoti a cellule somatiche, tuttavia permette al tessuto di rinnovarsi. Senza le cellule staminali, tale rinnovamenteo dei tessuti sarebbe la provincia di ogni cellula somatica, una ricetta che il modello tradizionale porterebbe al disastro tumorale.  Se una cellula staminale si muta in qualcosa di maligno, e’ probabile che il risultato sia disastroso. Questa e’ l’ipotesi di cancro derivato dalle cellule staminali.

Recentemente il Professor Jeremy Rich, un neurologo dell’Universita’ di Duke a Durham nella Carolina del Nord, ha avuto un’idea. Ha impiantato in un topo il tessuto di un cancro al cervello umano e ha bombardato il topo di radiazioni, come si bombardano gli umani affetti da simile cancro. Rich ha scoperto che le cellule staminali del cancro avevano una probabilita’ di sopravvivenza maggiore delle altre cellule somatiche di quel cancro. Ne risulto’ che anche se tutte le cellule tumorali soffrivano di uguali danni al loro DNA dovuto alle radiazioni, le cellule staminali erano piu’ forti perche’ erano piu’ “brave” a riparare tali danni. Quando il Professor Rich ha trattato il topolino con una combinazione di radiazioni e di una droga che interferisce con la riparazione del DNA, tuttavia, le cellule staminali non avevano piu’ questo vantaggio. E pertanto venivano uccise assieme alle altre cellule.

Se questo risultato si applicasse anche agli esseri umani oltre che ai topi, questo aprirebbe una serie di cure. Infatti, il Dott Rich sta negoziando con varie case farmaceutiche con l’idea di fare dei test anche agli esseri umani. Ma questo non e’ facile. Gli esseri umani non sono topi.

In realta’, l’ipotesi delle cellule staminali e’ spesso criticata per essere stata provata solo negli animali. Alcuni ricercatori sono preoccupati che negli esperimenti usati per identificare quelle che si ritengono cellule staminali cancerogene sono troppo lontane dalla realta’ – le cellule del tumore umano non sopravvivono naturalmente nell’organismo dei topi – e questo potrebbe non riflettere la biologia del cancro umano.

Coloro che propongono l’ipotesi sono a conoscenza di quest’obiezione, ma pensano che dopo aver visto le caratteristiche in molti esperimenti, e’ difficile che si sbaglino del tutto. La vero prova del fuovo sara’ vedere se pazienti umani riusciranno a sopravvivere.

Al momento gli scienziati sono molto cauti. Essi hanno visto molte cure per il cancro che si credevano miracolose, svanire in una nuvola di delusione. La prova che questa cura avra’ successo arrivera’  da una piu’ lunga sopravvvenza dei malati di cancro. Ma se l’ipotesi delle cellule staminali e’ corretta, avra’ il grande pregvio di unificare e semplificare la comprensione di cos’e’ il cancro. E naturalmente di sperare che esso venga sconfitto.

 

 

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