Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

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Le cinque forze della citta’

Posted by janejacobs su aprile 1, 2008

 

Ogni insedimaneto urbano che riesce a rimpiazzare le importazioni diventa una citta’. Ogni citta’ che sperimenta di tanto in tanto episodi di esplosioni di rimpiazzi di importazioni mantiene la propria economia al passo con i tempi e competitiva. Tra un’esplosione di innovazione ed un’altra, la citta’ riuscira’ a mantenere la sua ricchezza attraverso le esportazioni. Ma perche’ parliamo di esplosione e di episodi? Nella vita reale, ogni volta che il rimpazzo delle importazioni avviene, non avviene come in un flusso continuo, ma avviene in maniera episodica ed esplosiva e funziona come una reazione a catena.

Il processo si alimenta da se’ e, una volta innescato, non si estingue fino a che non si realizzano ulteriori rimpiazzi di importazioni.

Quando il rimpiazzo delle importazioni inizia per un prodotto esso stimola altri rimpiazzi. Quando questi episodi terminano, una citta’ dovra’ iniziera’ ad importare nuovi beni da altre citta’ e se la citta’ mantiene la sua vitailta’, ptrea’ sperimentare un’altra esplosione di innovazione. Questo processo allarga le economie cittadine e le diversifica, e fa si che le citta’ crescano in maniera irregolare e – se vogliamo- caotica. Ma la crescita non e’ un processo continuo. Molta parte del processo di rimpiazzo delle importazioni, specialmente nelle grandi citta’, si accompagana alla perdita di posti di lavoro in settori in declino. Le citta’ hanno sempre perso i lavori obsoleti; qualche volta perche’ le loro citta’ clienti si mettono a rimpiazzare le loro esportazioni e diventano piu’ competitivi nel produrre cio’ che prima importavano; qualche volta perche’ imprese di successo, dopo essersi sviluppate nel nido intricato delle citta’, trasportano le loro operazioni in posti piu’ isolati; altre volte perche’ alcuni prodotti ed alcune competenze diventano obsolete.

Quando una citta’ rimpiazza le importazioni con la propria produzione, altre citta’ subscono perdite nelle loro esportazioni. Tuttavia, altri insediamenti guadagnano un vaolre equivalente di nuovo lavoro dalle esportazioni. Questo perche’ una citta’ che rimpiazza le importazioni non riduce generalmente le importazioni, ma inizia ad acquistare altri e nuovi beni. La vita eonomica nel suo complesso si e’ espansa al punto che le citta’ che rimpiazzano le importazioni hanno tutto quello che avevano prima ed in piu’ hanno altri prodotti a complemento di nuove e differenti importazioni.

Il rimpiazzo delle importazioni e’ la radice dell’espanzione economica.

Per capire i concetti di crescita e declino economico, e’ importante utiizzare un linguaggio piu’ preciso. L’espansione che deriva dal processo di rimpiazzo delle importazioni consiste in cinque specifiche forme di espansione:

(1)  espansione dei mercati cittadini per nuove e diverse importazioni;

(2) espansione delle competenze dei lavoratori;

(3) espansione delle unita’ produttive al di fuori dei confini cittadini;

(4) espansione tecnologica per aumentare produzione e produttivita’;

(5) espansione del capitale

Queste cinque forze esercitano effetti che si riverberano al di fuori e all’interno delle citta’ fino ai posti piu’ remoti come Bardou .

Henry Grady vide gia’ piu’ di un secolo fa che c’era una grossa mancanza nelle economie colpite dalla poverta’ e dall’arretratezza, e cioe’ che non erano in grado di produrre i beni di cui avevano bisogno. Ma non capi’ la connessione fra bisogno di beni e rimpiazzo delle importazioni da parte delle citta’.

A dire il vero, questa connessione non l’avevano capita nemmeno gli esperti dello sviluppo di questo secolo con tutta la loro statistica,  le loro teorie,  i loro grafici e le loro curve . Cio’ che Grady aveva pensato in termini di economie regionali, loro lo pensavano in termini di economie nazionali, commettendo lo stesso errore.

Pensando in termini di economie nazionali, gli economisti ritenevano che il rimpiazzo delle importaizioni coinvolgesse solo paesi stranieri senza capire che la citta’ importano da altre citta’ anche se si trovano negli stessi confini nazionali e sono protette dagli stessi eserciti.

L’economia di una citta’ che non sappia rimpiazzare le importazioni con la propria produzione e’, alla meglio, debole e incapace di uscire dall’arretratezza in cui si trova.

Questo concetto pare misterioso anche se la realta’ dei fatti ce lo presenta davanti agli occhi. Nel normale funzionamento dell’economia di una citta’ non fa nessuna differenza quale delle use importazioni origini nella sua nazione o in altre nazioni, e lo stesso e’ vero per le destinazioni delle esportazioni.Qualunque sia la fonte delle importazioni, la conseguenza di rimpiazzarle che il processo del rimpiazzo genera le cinque grandi forze dell’espansione economica elencate sopra.

Un’altra sfortunata conseguenza della preoccupazione per le economie nazionali e’ che gli esperti di sviluppo non pensano al impiazzo delle importazioni come ad un processo cittadino. Ma pensano che sia un processo a livello nazionale e quindi difendono l’idea che fabbriche e industrie completamente sviluppate siano spostati arbitrariamente in piccole citta’ di campagna, generalmente dove c’e molta disoccupazione.

Tutto questo, sebbene ricada sotto il nome di rimpiazzo delle importazioni, e’ lontano dalla sue realta’; questi schemi hanno portato alla bancarotta di molte nazioni invece di aiutarle a prosperare.  Queste sono conseguenze che ricadono indirettamente anche su di noi che ascoltiamo i consigli di persone intelligenti ed istruite, ma che non non si sono prese la briga di verificare ipotesi che risalgono alla teoria mercantilista e al suo peccato originale, quello di sostenere che le nazioni sono la misura esenziale dell’attivita’ economica.

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