Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

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Le aree metropolitane

Posted by janejacobs su aprile 1, 2008

Nei sobborghi di alcune citta’ si aggrovigliano luoghi di lavoro rurali, industriali e commmerciali. Questi sobborghi sono unici e sono le zone piu’ ricche, piu’ dense di costruzioni e piu’ intricate, ad eccezione delle citta’ stesse.

Le  Aree Metropolitane non sono definite da confini naturali, perche’ sono il prodotto della costruzione dell’uomo. Le citta’ costutituiscono il nucleo naturale di tali aree.

I confini si espandono o si fermano a seconda dell‘energia economica delle citta’. Oggi la piu’ grande area metropolitana al mondo e’ Tokyo. Tokyo e’ cresciuta negli anni fino a raggiungere montagne addirittura impervie che hanno richiesto capolavori di ingegneria civile per la cotruzione di strade e ferrovie.

 

Tokyo

La citta’ metropolitana di Toronto e’ confinata per un lato dai Grandi Laghi, ma in altre diriezioni si estende progressivamente sino a declinare per decine di chilometri nella pianura circostane.

Boston e’ una citta’ metropolitana che estende le sue attivita’ economiche nella parte meridionale dello stato del New Hampshire. Questo fatto esaspera gli amministratori locali del New Hampshire perche’ vorrebbero vedere un’attivita’ economica omogenea in tutto lo Stato del New Hampshire e non solo nell’area vicina a Boston. Gli amministratori del New Hampshire cercano continuamente di fornire incentivi agli imprenditori di Boston per spostarsi nella parte Nord del New Hampshire, dove c’e’ piu’ disoccupazione e cercano di scoraggiare le imprese ad operare nella parte meridionale del New Hampshire, che e’ gia’ prospera. Ma gli amministratori non capiscono il processo di energia delle citta’ e sperperano risorse economiche. Il New Hampshire del Sud e’ la zona piu’ a Nord che l’espansione di Boston riesce a raggiungere. Piu’ su non ce la fa.

Non tutte le citta’ generano aree metropolitane. Ad esempio. Glasgow non ha mai generato un’area metropolitana, nonostante alla fine dell’ottocento fosse una citta’ all’avanguardia nello sviluppo dell’industria e della tecnologia e nonostante i suoi ingegneri e i suoi macchinari fossero ricercati in tutto il mondo. Cinquanta miglia piu’ ad Est di Glasgow c’e’ Edimburgo, il centro culturale e commerciale della Scozia: Edimburgo ha avuto momenti di forte espansione economica, ma non e’ riuscita a generare una citta’ metropolitana. Nemmeno le economie sommate delle due citta’, che non sono poi cosi’ distanti, sono riuscite a creare un sistema denso e ricco di attivita’ economiche in grado di creare una citta’ metropolitana, ma il territorio fra le due piu’ importanti citta’ Scozzesi e’ rimasto agricolo.

Marsiglia e’ il porto piu’ importante della Francia e ha costruito importanti industrie oltre alle industrie legate all’attivita’ portuale. Ma Marsiglia non ha un’area metropolitana.

Napoli nel cinquecento era la piu’ grande citta’ di tutta la Cristianita’. Aveva una posizione di primo piano nell’esportazione di tessuti, in particolare seta , biancheria ed altri tessuti ricamati a mano. In quel periodo citta’ come Milano, Parigi, Londra e Amsterdam stavano ancora cercando di formare le loro aree metropolitane.

L’area attorno a Roma e’ increbilmente poco costruita considerate la dimensione delle citta’.

Copenhagen ha generato una area metropolitana, Dublino, Belfast e Cardiff, Liverpool, Madrid, Zagabria e Mosca no.

San Paolo ha un’area metropolitana, ma non Rio de Janeiro, Buenos Aires o Montevideo no.

Havana e Santiago de Cuba non hanno generato un’area metropolitana, ne’ prima o ne’ dopo il regime di Castro.

Nella parte centrale del Giappone, ci sono cosi’ tante aree metropolitane che molte sono ora intersecate tra loro; ma Sapporo, la capitale di Hokkaido, la piu’ grande isola del Giappone, non ha generato un’area metropolitana.

Atlanta, la citta’ di Grady non ha una rete di sobborghi attorno ad essa; al contrario, Los Angeles e San Francisco hanno fiorenti aree metropolitane, cosi’ come Boston e New York.

Le citta’ del Pacifico si sono rapidamente sviluppate e hanno creato regioni circostanti dense ed intricate: Singapore, Seoul, Taipei e Hong Kong. Ma Manila nelle Filippine non ha generato tale sviluppo. La citta’ metropolitana di Hong Kong si e’ allargata all’interno delle provincia adiacente di Guandong in Cina, ma la citta’ di Canton, antico nucleo di quella provincia, non ha generato da se’ un’area metropolitana.

Shanghai ha generato una regione metropolitana cosi’ come anche le citta’ della province di Hubei, Hangkow, Hanyang e Wuhan, ora accomunate dal nome Wuhan nella parte inferiore del fiume Yangtze.

Hankou, one of the 3 towns that compose Wuhan

Wuhan, Cina

Ovviamente, le citta’ che sanno produrre beni da esportare, o che sanno attrarre visitatori o che svolgono funzioni politiche, culturali o religiose non sempre generano aree metropolitane. Non basta esportare, non basta essere sede di importanti amministrazioni politiche. Ci vuole la capacita’ della citta’ di rimpiazzare continuamente e ripetitivamente le importazioni. Le citta’ che generano aree metropolitane sono in grado di rimpiazzare le importazioni. Le cinque forze che generano citta’ metropolitane sono:

(1)  espansione dei mercati cittadini per nuove e diverse importazioni;

(2) espansione delle competenze dei lavoratori;

(3) espansione delle unita’ produttive al di fuori dei confini cittadini;

(4) espansione tecnologica per aumentare produzione e produttivita’;

(5) espansione del capitale

Continua…

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Le cinque forze della citta’

Posted by janejacobs su aprile 1, 2008

 

Ogni insedimaneto urbano che riesce a rimpiazzare le importazioni diventa una citta’. Ogni citta’ che sperimenta di tanto in tanto episodi di esplosioni di rimpiazzi di importazioni mantiene la propria economia al passo con i tempi e competitiva. Tra un’esplosione di innovazione ed un’altra, la citta’ riuscira’ a mantenere la sua ricchezza attraverso le esportazioni. Ma perche’ parliamo di esplosione e di episodi? Nella vita reale, ogni volta che il rimpazzo delle importazioni avviene, non avviene come in un flusso continuo, ma avviene in maniera episodica ed esplosiva e funziona come una reazione a catena.

Il processo si alimenta da se’ e, una volta innescato, non si estingue fino a che non si realizzano ulteriori rimpiazzi di importazioni.

Quando il rimpiazzo delle importazioni inizia per un prodotto esso stimola altri rimpiazzi. Quando questi episodi terminano, una citta’ dovra’ iniziera’ ad importare nuovi beni da altre citta’ e se la citta’ mantiene la sua vitailta’, ptrea’ sperimentare un’altra esplosione di innovazione. Questo processo allarga le economie cittadine e le diversifica, e fa si che le citta’ crescano in maniera irregolare e – se vogliamo- caotica. Ma la crescita non e’ un processo continuo. Molta parte del processo di rimpiazzo delle importazioni, specialmente nelle grandi citta’, si accompagana alla perdita di posti di lavoro in settori in declino. Le citta’ hanno sempre perso i lavori obsoleti; qualche volta perche’ le loro citta’ clienti si mettono a rimpiazzare le loro esportazioni e diventano piu’ competitivi nel produrre cio’ che prima importavano; qualche volta perche’ imprese di successo, dopo essersi sviluppate nel nido intricato delle citta’, trasportano le loro operazioni in posti piu’ isolati; altre volte perche’ alcuni prodotti ed alcune competenze diventano obsolete.

Quando una citta’ rimpiazza le importazioni con la propria produzione, altre citta’ subscono perdite nelle loro esportazioni. Tuttavia, altri insediamenti guadagnano un vaolre equivalente di nuovo lavoro dalle esportazioni. Questo perche’ una citta’ che rimpiazza le importazioni non riduce generalmente le importazioni, ma inizia ad acquistare altri e nuovi beni. La vita eonomica nel suo complesso si e’ espansa al punto che le citta’ che rimpiazzano le importazioni hanno tutto quello che avevano prima ed in piu’ hanno altri prodotti a complemento di nuove e differenti importazioni.

Il rimpiazzo delle importazioni e’ la radice dell’espanzione economica.

Per capire i concetti di crescita e declino economico, e’ importante utiizzare un linguaggio piu’ preciso. L’espansione che deriva dal processo di rimpiazzo delle importazioni consiste in cinque specifiche forme di espansione:

(1)  espansione dei mercati cittadini per nuove e diverse importazioni;

(2) espansione delle competenze dei lavoratori;

(3) espansione delle unita’ produttive al di fuori dei confini cittadini;

(4) espansione tecnologica per aumentare produzione e produttivita’;

(5) espansione del capitale

Queste cinque forze esercitano effetti che si riverberano al di fuori e all’interno delle citta’ fino ai posti piu’ remoti come Bardou .

Henry Grady vide gia’ piu’ di un secolo fa che c’era una grossa mancanza nelle economie colpite dalla poverta’ e dall’arretratezza, e cioe’ che non erano in grado di produrre i beni di cui avevano bisogno. Ma non capi’ la connessione fra bisogno di beni e rimpiazzo delle importazioni da parte delle citta’.

A dire il vero, questa connessione non l’avevano capita nemmeno gli esperti dello sviluppo di questo secolo con tutta la loro statistica,  le loro teorie,  i loro grafici e le loro curve . Cio’ che Grady aveva pensato in termini di economie regionali, loro lo pensavano in termini di economie nazionali, commettendo lo stesso errore.

Pensando in termini di economie nazionali, gli economisti ritenevano che il rimpiazzo delle importaizioni coinvolgesse solo paesi stranieri senza capire che la citta’ importano da altre citta’ anche se si trovano negli stessi confini nazionali e sono protette dagli stessi eserciti.

L’economia di una citta’ che non sappia rimpiazzare le importazioni con la propria produzione e’, alla meglio, debole e incapace di uscire dall’arretratezza in cui si trova.

Questo concetto pare misterioso anche se la realta’ dei fatti ce lo presenta davanti agli occhi. Nel normale funzionamento dell’economia di una citta’ non fa nessuna differenza quale delle use importazioni origini nella sua nazione o in altre nazioni, e lo stesso e’ vero per le destinazioni delle esportazioni.Qualunque sia la fonte delle importazioni, la conseguenza di rimpiazzarle che il processo del rimpiazzo genera le cinque grandi forze dell’espansione economica elencate sopra.

Un’altra sfortunata conseguenza della preoccupazione per le economie nazionali e’ che gli esperti di sviluppo non pensano al impiazzo delle importazioni come ad un processo cittadino. Ma pensano che sia un processo a livello nazionale e quindi difendono l’idea che fabbriche e industrie completamente sviluppate siano spostati arbitrariamente in piccole citta’ di campagna, generalmente dove c’e molta disoccupazione.

Tutto questo, sebbene ricada sotto il nome di rimpiazzo delle importazioni, e’ lontano dalla sue realta’; questi schemi hanno portato alla bancarotta di molte nazioni invece di aiutarle a prosperare.  Queste sono conseguenze che ricadono indirettamente anche su di noi che ascoltiamo i consigli di persone intelligenti ed istruite, ma che non non si sono prese la briga di verificare ipotesi che risalgono alla teoria mercantilista e al suo peccato originale, quello di sostenere che le nazioni sono la misura esenziale dell’attivita’ economica.

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