Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Gli impianti industriali del Portorico

Posted by janejacobs su aprile 27, 2008

 

Perche’ nuovi impianti industriali non hanno arricchito il Portorico?

  Il Portorico ha cercato di attrarre impianti da regioni lontane da molto meno tempo della Georgia , ma ha avuto molto piu’ successo. Per quarantacinque anni, il Governo del Portorico ha attratto industrie che richiedessero molta manodopera per fornire lavoro agli abitanti dell’isola e salari alla propria economia. Oltre al basso costo della manodopera, il Portrico poteva offrire porti efficienti, sconti fiscali, corsi di formazione finanziati dal governo e prestiti a tassi agevolati che potessero aiutare le imprese che volessero impiantarsi in Portorico per sopperire ai costi di trasferimento. Il territorio dell’isola ora e’ punteggiato da stabilimenti e fabbriche di grandi multinazionali e di produttori di magliette , giocattoli, microprocessori e altri prodotti dell’industria cosidetta “leggera”.

Ma quando questi impianti lascianorono il Porto Rico in cerca di manodopera ancora meno cara, come hanno fatto all’inizio degli anni ’70, lasciano dietro di se’ il vuoto, cosi’ come lo avevano lasciato in Georgia.

Tale vuoto e’ stato cosi’ descritto dal direttore del direttore del programma antipoverta’ della citta’ Portoricana di Ponce: “Non rimane alcun sistema di relazioni simbiotiche simile a quelli che si sviluppano nelle citta’ e nelle aree metropolitane quando alcune delle loro industrie si impiantano, si trasferiscono in posti lontani come il Portorico”.  Continua…

Una Risposta to “Gli impianti industriali del Portorico”

  1. emma said

    lo spunto di riflessione è interessante ma la risposta è a dir poco retorica.
    non conoscevo la realtà di portorico eppure conosco una persona di portorico che non ha mai fatto menzione di questa realtà, però guarda caso è andata a lavorare negli stati uniti e poi in europa.
    giustamente fai il paragone con la georgia o con qualunque territorio che sia stato sfruttato per un periodo che ad un certo punto diventa meno conveniente, ma tu non ravvisi la possibilità che in tempi più lunghi ci possa essere come una ciclicità dello sfruttamento? nel senso ritieni possibile che per assurdo il territorio abbandonato per un altro più conveniente venga ripreso in considerazione quando gli altri siano diventati meno convenienti, in una sorta di ciclo produttivo al ribasso?
    grazie per le riflessioni.

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