Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Taiwan: quando le industrie portano ricchezza

Posted by janejacobs su maggio 5, 2008

Taipei 101 - The World Tallest

Taipei

  E’ possibile costruire un’economia armoniosa ed autosufficiente dopo avervi impiantato fabbriche dall’esterno? L’esperienza suggerirebbe che non e’ possibile poiche’ le piu’ vigorose citta’ si sono formate in regioni fornitrici di materie prime. Al contrario, poche citta’ economicamente prospere si sono formate in regioni in cui venivano impiantate fabbriche, anche se tali impianti risalgono sin dai tempi del Rinascimento, quando le ricche citta’ facevano svolgere le attivita’ di filatura e tessitura a piccoli villaggi circostanti. Ai nostri tempi, l’esperienza di Taiwan ci dimostra che non e’ impossibile sviluppare una citta’ dinamica attraverso il trapianto di fabbriche.

 I successo di Taiwan risale al 1956, quando il governo locale inizio’ una riforma agraria con lo scopo di trasferire la proprietà del suolo agricolo dai padroni tradizionali ai contadini che lavoravano la terra. Il governo ripago’ i padroni del terreno in un modo singolare facendo si’ che tali proprietari terrieri, simili ai latofondisti di tipo feudale, si trasformassero in capitalisti cittadini. Il governo di Taiwan vincolava i latofondisti che vendevano le loro terre ad investire il ricavato in investimenti industriali nell’isola di Taiwan. Il posto che la maggior parte degli investitori scelse fu Taipei, la sua piu’ grande citta’: una scelta giusta, visto che Taipei ospitava il maggior numero di lavoratori e consumatori ed il maggior numero di produttori di beni e servizi.

 A quel tempo Taiwan riceveva trapianti di impianti industriali leggeri dagli Stati Uniti grazie al suo basso costo della manodopera. Taiwan continuo’ a ricevere tali impianti in abbondanza, ma allo stesso tempo qualcos’altro stava accadendo.

 I Taiwanesi che avevano lavori nelle industrie impiantate dall’estero avevano imparato da quell’esperienza come costituire e come condurre una fabbrica, cosi’ come gli uomini di Napizaro  avevano imparato dalla loro eperienza di Los Angeles a condurre una fabbrica tessile. Ma a Taipei, venivano ora portate assieme a queste competenze anche capitali locali; gli uomini di Taipei acquistavano esperenza nelle fabbriche e le imprese di Taipei riuscivano ad attrarre capitali grazie alla riforma agricola. Alcune imprese iniziavano a prendere commesse dagli esportatori di Hong Kong. Altre iniziavano a fare concorrenza alle imprese impiantate dalle multinazionali straniere. Poiche’ le imprese di Taipei non erano completamente autosufficienti iniziavano ad improvvisare assumendo manodopera locale per aiutarli. In questo modo non solo assunsero maggiore forza lavoro locale, ma crearono nuove competenze che si diversificarono e si moltiplicarono. E in questo modo, mentre si aprivano nuove nicchie di produzione, Taipei sviluppava delle solide fondamenta per una produzione simbiotica e versatile per i propri bisogni economici. I sistemi di imprese simbiotiche divennero capaci non solo di aiutarsi l’un l’altro, ma anche di rimpiazzare con la loro produzione alcuni dei beni che venivano importati per la produzione e per il consumo locale.

Taipei ebbe una splendida fioritura economica per circa quindici anni. Come ogni citta’ in grado di rimpiazzare le importazioni, Taipei inizio’ a generare una propria area metropolitana, e come ogni citta’ in grado di rimpiazzare le importazioni inizio’ a generare una grande quantita’ di capitale. Non solo lo sviluppo economico ripagava gli investimenti che erano stati fatti negli anni precedenti, ma generava un surplus. Parte di quael surplus permise a Taiwan di finanziare la propria industria pesante nalla citta’ di Kaohsiung – la quale aveva inziato essa stessa a rimpiazzare le importazioni, incluse quelle provenienti da Taipei.

 Tutto questo sviluppo e questa grande espansione gradualmente rese Taiwan un luogo meno attraente per impiantare la produzione da parte di citta’ lontane. Il proprietario di un’industria di giocattoli americana che si era impiantata a Taiwan aveva detto ad un giornale canadese nel 1979: “abbiamo impiantato una fabbrica e abbiamo lavorato a Taiwan con successo per circa un decennio, ma abbiamo dovuto chiudere perche’ non trovavamo piu’ nessuno disposto a lavorare per noi. Taiwan era diventata troppo industrializzata e i dipendenti chiedevano salari troppo alti.”

 Nel frattempo, i contadini che avevano ricevuto appezzamenti di terreno con la riforma agraria avevano beneficiato dalla vicinanza di due aree metropolitane a cui rivolgere le proprie esportazioni e a cui inviare l’eccesso di lavoratori. “La gente da tutta Taiwan si riversa a Kaohsiung alla ricerca di una vita migliore – lavori, alloggi, servizi, negozi, scuole, ospedali e molto altro – tutte cose che erano molto ben sviluppate, specialmente considerando gli standard asiatici dell’epoca. Ad un osservatore occidentale, Kaohsiung poteva sembrare caotica, senza una particolare storia e senza particolari attrattive, ma era senz’altro un posto in cui vi era una forte mobilita’ sociale verso l’alto, un posto dove i figli degli agricoltori potevano fare un salto di qualita’ nel loro stile di vita che i loro antenati legati alla terra non avevano potuto fare in piu’ di mille anni.

Invece di vincolare i latifondisti espropriati ad investire in fabbriche, il governo avrebbe naturalmente potuto farlo da se’. Ma se cosi’ avesse fatto, avrebbe tolto la possibilita’ ai cittadini di Taiwan di arricchirsi grazie alla loro capacita’ di improvvisazione, alla loro felssibilita’ e alla loro diversita’. Se il governo avesse accentrato lo sforzo industriale, probabilmente non sarebbero sorte nuove scuole formate da ex operai specializzati che avevano accumulato esperienza e che avevano scoperto nuove nicchie produttive.

Forse quello che accadde a Taiwan non puo’ essere replicato in altri posti. Forse l’improvvisazione del capitale cittadino che era stato messo in pratica la Taiwan, non poteva essere messo in pratica altrove. Me questa e’ la natura dell’improvvisazione economica e del successo economico; se l’improvvisazione funziona, il motivo del suo successo non e’ teorico, ma pratico. E’ il frutto dell’applicazione pratica dell’innovazione in quel tempo, in quel luogo e con le risorse e le opportunita’ disponibili. Le improvvisazioni danno spesso bellissime sorprese alla vita economica.

Anche se tale successo e’ difficilmente replicabile altrove, mi sembra che i principi base dietro all’esperienza Taiwanese possano in qualche modo essere trasferibili. Potrebbero essere cosi’ riassunti:

“Se la nostra manodopera a basso costo puo’ essere utilizzata dagli stranieri, dovremmo essere in grado di utilizzarla noi stessi”; e “se i trapianti di industrie multinazionali ci danno esperienza e competenze, possiamo utilizzare tale esperienza e tali competenze nel modo che preferiamo.”

Alcuni si chiedono, ad esempio, cosa avrebbe potuto raggiungere Porto Rico se, ai trapianti nell’isola delle multinazionali il governo di Porto Rico avesse trovato un modo per fare arrivare del capitale nelle mani dei suoi abitanti. Fra qualche tempo, vedremo probabilmente che a Porto Rico si insedieranno  multinazionali provenienti da Taipei e da Kaohsiung. Continua…

 

Una Risposta to “Taiwan: quando le industrie portano ricchezza”

  1. Hai ragione, è un esempio molto significativo e tanto conta l’intelligenza umana, con un occhio sempre vigile, però, alla sostenibilità ed all’impatto ambientale e sociale dei provvedimenti che mirano allo sviluppo eocnomico. Grazie per i post illuminanti: sono una finestra aperta sul mondo e sul suo divenire!

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