Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Lo spopolamento della Romania

Pubblicato da janejacobs su maggio 20, 2008

 

L’uso di vernici come droga ed il suicidio aumenta fra i Rumeni lasciati indietro nella corsa all’inseguimento di lavori all’estero.

 

Il piccolo Andrei Ciurea ha subito un trauma quando sua  madre gli ha detto che tornava a lavorare in Italia dopo la sua prima visita di 10 settimane. Il ragazzino di 12 anni si e’ impiccato vicino al fiume che scorre presso il suo villaggio di Valea Danului. Prima di impiccarsi Andrei ha  scritto un biglietto alla sorellina incoraggiandola ad impegnarsi nello studio. L’esodo di lavoratori emigranti dai villaggi piu’ poveri della Romania sta stravolgendo la societa’ rurale dei villaggi. Il caso del piccolo Andrei non e’ isolato.

Akos Derzsi, sottosegretario del ministero per il lavoro e gli affari sociali dice che anche se non ci sono statistiche precise, i suicidi fra i minorenni sono aumentati negli ultimi anni a causa dell’abbandono dei figli da parte dei genitori che li lasciano a vivere con i nonni per andare in Italia o in Spagna a lavorare.

I dati ufficiali dicono che ci sono 2 milioni e mezzo di Rumeni che lavorano all’estero, anche se gli ufficiali del governo rumeno sono scettici. “Dieci anni fa la Romania aveva 24 milioni di abitanti, oggi credo che la popolazione sia di circa 20 milioni” dice Derzsi.

Mentre in Italia si percepisce l’immigrazione Rumena sopratutto per aver reso le periferie  delle citta’ Italiane simili alle favelas Brasiliane, Bucarest ha enormi difficolta’ a gestire i costi sociali ed economici dell’ emigrazione di massa che e’ iniziata dieci anni fa.

I villaggi spopolati nella parte meridionale ed orientale del paese sono delle vere e proprie tragedie sociali. In quei villaggi i bambini fanno usod di solventi come droga e abbandonano giovanissimi la scuola, creando le premesse per un totale spopolamento di quelle terre nel giro di qualche decennio.

Ciononostante, l’economia Rumena si sta espandendo grazie ai trapianti di fabbriche provenienti dall’Europa Occidentale che vogliono sfruttare il costo basso della  manodopera rumena. Tuttavia, la Banca per lo Sviluppo Europea ha avvertito che il Paese sta avendo difficolta’ dovute alla crisi finaziaria uin atto e le stimpe di pcrescita del PIL sono scese da 6.5% a 5%.

Per adesso, il mercato del lavoro rimane molto forte con livelli di disoccupazione molto bassi, in particolare nelle citta’ della Transilvania dove la disoccupazione e’ solo al 2%. Gli stipendi medi in Aprile sono aumentati del 5% rispetto Marzo.

In seguito allo scandalo lo scorso anno in cui uno zingaro Rumeno accusato di avere violentato e ucciso una donna di Roma, il governo di Bucarest ha iniziato a promuovere iniziative per ricordare ai suoi cittadini che ci sono molte opportunita’ di lavoro anche in patria.Il Governo Rumeno ha tenuto delle fiere del lavoro con gli emigrati Rumeni a Roma e a Castillon, una citta’ della Spagna, dove il 18% della popolazione e’ Rumena. Il sottosegretario Derszi dice che queste fiere del lavoro hanno convinto centiania di rumeni a tornare a casa, anche se i  numeri sono bassi rispetto al  milione di Rumeni che vivono tra Italia e Spagna.

Il forte rallentamento del settore delle costruioni in Spagna potrebbe portare al ritorno a casa di molti connazionali rumeni, dice Derzi, perche’ i Rumeni perderanno il lavoro prima degli Spagnoli.

Le misure contro l’immigrazione clandestina lanciate dal governo Italiano la scorsa settimana dovrebbero incoraggiare molti Rumeni residenti in Italia a tornare in patria.

Per ora c’e’ solo un segnale che i flussi migratori provenienti dalla Romania si stanno stabilizzando. Ma Cristina Preda, una Rumena che lavora per una societa’ di trasporti du Autobus basata in Spagna, dice che gli autobus di immigrati Rumeni sono meno pieni di un tempo. Oggi arrivano circa 50-100 rumeni per autobus, circa la meta’ di quelli che arrivavano nel 2007. Cristina Preda dice che sara’ difficile per lei tornare a casa. “Sono arrivata in Spagna per trovare una vita migliore e credo di averla trovata, anche se ho nostalgia di casa.” 

 Fonte: FT

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4 Risposte a “Lo spopolamento della Romania”

  1. emma ha detto

    non so come leggere questo tuo post, davvero: da un certo punto di vista ci sono argomentazioni interessanti sulle quali fondare anche una propria idea di base che dovrebbe essere sempre quella di aiutare i paesi meno evoluti a trovare un loro equilibrio e a tentare di incentivare le loro risorse interne.
    Dall’altro sento quasi una sorta di sottofondo musicale quasi di argomentazioni serie a supporto di quelle meno serie fatte dal governo in carica.
    Come se volessi trovare del serio nascosto anche in loro.
    Ma forse è una mia idea, e una mia lettura.
    Stimolante, comunque, come sempre.

  2. janejacobs ha detto

    Ciao Emma, il post qui sopra e’ la traduzione in Italiano di un articolo uscito oggi sul Financial Times scritto da Thomas Escritt. La traduzione e’ letterale e non esprime nessuna valutazione del traduttore (cioe’ mia) sul governo Italiano, Romeno o Spagnolo.

  3. emma ha detto

    beh non era chiara l’origine, quindi chiedo scusa.
    capisco quindi avendo chiara la fonte la necessità di rimanere equidistanti.
    grazie mille.

  4. janejacobs ha detto

    Emma, ho inserito la fonte. Grazie per la rilevazione

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