Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

La diga nello Stato di Al Gore

Pubblicato da janejacobs su giugno 16, 2008

Al Gore

Il Premio Nobel ePremio Oscar Al Gore

Al Gore nacque a Washington D.C. e trascorse gli inverni della sua infanzia negli alberghi della capitale Americana dove suo padre serviva da senatore, metre trascorreva le vacanze estive nello Stato del Tennessee, lo stato da cui proveniva la sua famiglia. Al Gore e’ forse l’ecologista piu’ famoso del pianeta per la sua campagna sul riscaldamento globale. Ed e’ interessante che proprio il suo Stato sia stato vittima di uno dei disastri ambientali generati dall’uomo nella Storia del Nord America. Tale disastro ha un nome: Tennessee Valley Authority.

La pianificazione economica della regione e del finanziamento delle infrastrutture della Tennessee Valley Authority sono un buon esempio di come non finanziare un programma di infrastrutture. Eppure lo schema della Tennessee Valley Authority non era un piano di emergenza per ovviare a instabilita’ politica o violenza. La Tennessee Valley Authority non era frutto di corruzione, di ritardi culturali o di ostacoli sociali. I fallimenti di questa regione non risultarono da difficolta’ gratuite o da sfortunate coincidenze. La Tennessee Valley Authority non era il Ghana – ma fu il triste modello a cui la grande diga del Ghana si ispiro’.

La Tennessee Valley Authority, o TVA e’ un ente pubblico del governo Americano creato per la costruzione, il finanziamento e l’amministrazione di una grande diga. I fondi furono in parte prestati dal Governo Americano e in parte presi a prestito direttamente dall’ente pubblico TVA. Tale ente prendeva il suo nome dal piu’ grande fiume della regione, il Tennessee, un affluente del Mississipi. La valle del Tennessee non e’ una regione metropolitana, ma un’entita’ geografica, di dimendioni paragonabile ad una piccola nazione ed era definita dalla valle del fiume e dai suoi affluenti che provenivano da sette Stati del Sud Est degli Stati Uniti: Tennessee, Kentucky, Virginia, Carolina del Nord, Georgia, Alabama e Mississipi.

La natura era stata generosa con questa regione, cosi’ come era stata generosa con la contea vicina di Pickens descritta da Henry Grady. Le risorse naturali erano abbondanti: magnifiche vie d’acqua, un clima caldo ma temperato con una lunga stagione per i raccolti, molte piogge, suolo fertile, legname, minerali, ampie miniere di carbone, una straordinaria bellezza naturale e un territorio variegato. La regione non era tenuta sotto il giogo di qualche latifondista ne’ aveva particolari tensioni sociali. La proporzione di famiglie contadine che possedevano le loro terre variava da zona a zona, ma per la maggior parte era una proporzione adeguata, perche’ storicamente queste terre non erano mai state lavorate da schiavi africani. La gente aveva una tradizionale indipendenza ed una forte etica del lavoro. Gli abitanti della regione erano orgogliosi della loro tradizione di cordialita’ ed ospitalita’. Essi avevano per lo piu’ una tradizione politica Democratica, e i loro rappresentanti a Washington erano per lo piu’ del Partito Democratico, incluso il padre di Al Gore. Gli abitdanti della zona discutevano molto di politica anche nei piccoli villaggi. Insomma, la cultura e la natura sembravano avere in questa valle una solida e prospera vita economica.

Ma in realta’, l’economia era compromessa e la situazione si stava lentamente aggravando. Nel 1930, chiunque avrebbe potuto presentarsi ad un funerale in tutta la regione e proferire una litania simile a quella che Henry Grady aveva proferito decenni addietro nella Contea di Pickens. Secondo ogni misura statistica di benessere – tasso di mortalita’ infantile, alfabetizzazione, redditi – la regione era in fondo alle classifiche dell’economia Americana.

La terra stessa era in processo di essere distrutta. Il rendimento dei raccolti si era gradualmente impoverito per colpa di metodi di coltivazione antiquati che progressivamente diminuirono la fertilita’ del suolo. Le colline mostravano profonde crepe di erosione. I contadini erano disperatamente alla ricerca di nuove terre fertili da coltivare, ma non conoscevano la pratica del terrazzamento e pertanto deforestavano le loro montagne. Pratiche agricole distruttive come questa fecero si’ che gli allagamenti aumentavano e diventavano peggio di anno in anno. Anche industrie piu’ semplici. L’esempio piu’ lampante era quello di una fonderia di rame nel villaggio dell’Alabama di Ducktown, dove i suoi fumi avevano ucciso ogni traccia di vegetazione per migliaia di acri.

A parte le fattorie ed i piccoli villaggi, la regione conteneva una serie di piccoli mercatini e paesi con semplici servizi e poche piccole cittadine che avevano una funzione amministrativa, educativa e di immagazzinamento dei beni. Queste citta’ producevano ben poco. A parte le rare fonderie, segherie o fabbriche di tessuti e di arredamenti impiantate dal Nord, c’era pochissima industria. L’industria che c’era impiegava poche persone, che tendevano ad essere poco esperte di nuove tecnologie ed erano pagate poco.

Ne’ la poverta’ dell’economia ne’ la sua arretratezza erano sorprendenti, considerato il fatto che l’intera regione non aveva citta’ in grado di rimpiazzare le importazioni.

Nel 1933, TVA inizio’ la sua attivita’ con grande efficienza. Al cuore della sua pianificazione c’era la costruzione di dighe: per controllare le alluvioni, per migliorare la navigazione dei fiumi, per produrre elettricita’ ed in secondo luogo per creare graziosi laghetti che avrebbero fatto la felicita’ dei pescatori e dei turisti.

L’elettricita’ doveva essere usata, fra le altre cose, per produrre fertilizzanti e per fornire elettricita’ alle fabbriche. Presi assieme, fertilizzani ed elettricita’ eranoservivano ad aumentare i rendimenti dell’agricolutra, aumentando che la nutrizione, guadagnandoo denaro e permettendo alle coltivazioni meno promettenti di essere sostituite da foreste. L’elettricita’ avrebbe anche dovuto attrarre investimenti per ovviare al problema dello sbilancio fra industria ed agricoltura.

Gli amministratori della TVA erano professionisti esperti ed onesti. Lavoravano con grande professionalita’. Non erano un’accozzaglia di corrotti amministratori pubblici, come spesso capita in progetti di tale portata. Vi erano fra loro esperti di agricoltura che cercavano contadini fossero disponibli a provare nuove colture per dare maggiore fertilita’ al suolo. Per incentivare i contadini, la TVA forniva il fertilizzante gratuitamente ed educava i contadini sulle dosi e le modalita’ d’uso dei fertilizzanti per i nuovi raccolti. La TVA incoraggiava lo svilupo di cooperative di agricoltori. Non appena l’elettricita divenne disponibile, si formarono cooperative rurali per l’acquisto di energia e per la sua distribuzione nelle nelle fattorie e nei villaggi. La gente era aiutata a formare dei comitati per l’apprendimento post-scolastico in tema di nutrizione, impacchettamento del cibo e artigianato; la popolazione era educata alla moderne norme di salute, igiene. La TVA apriva biblioteche e gruppi sportivi.

Nei primi anni di attivita’ della TVA il suolo torno’ in breve tempo alla sua originaria fertilita’ e le colline erose e denudate furono riforestate. Le alluvioni furono riportate sotto controllo, furono costruite strade, fu sradicata la malaria , si costruirono nuove scuole e un sistema di trasporti che permettesse a tutti gli studenti di raggiungere le scuole, furono creati parchi pubblici per il campeggio, la pesca, il nuoto, furono costruite case modello, sistemi di irrigazionie e acquedotti. Anche la strategia industriale funziono’. Non appena le localita’ della regione furono raggiunte dall’elettricita’, la TVA inizio’ a ricercare industrie che potessero voler trapiantare i loro impianti in quella regione. Le industrie che piu’ voracemente usavano elettricita’ come le raffinerie di alluminio, le industrie chimiche e di fertilizzanti erano le prime ad arrivare nella regione; allo scoppiare della Seconda Guerra Mondiale, si trapiantarono fabriche di armamenti e di esplosivi e prima che la seconda guerra mondiale finisse si costrui’ Oak Ridge, una citta’ modello con una fabbrica di armi atomiche. Il lavoro nelle costruzioni, nelle fabbriche e nell’aministrazione pubblica combinato alla crescente prosperita’nelle fattorie, beneficiava le citta’ e i villaggi. La genta stava bene.

Al centro di tutto questo c’era la piccola e placida cittadina di Knoxville, Tennessee, luogo diove risiedeva l’Universita’ del Tennessee e la sede centrale della TVA.

Nel giro di un decennio dall’inizio dei lavori, la regione possedeva nuove industrie, nuovi mercati – particolarmente nella porduzione di energia elettrica – nuovi lavori, nuove tecnologie e naturalmente nuovi capitali. Insomma, il piano della TVA aveva chiamato a se’ tutte le forze generate dalle citta’ e le ha usate armoniosamente. Per quanto era nelle loro possibilita’, i pianificatori hanno creato una regione metropolitana artificiale. Tutto quello che mancava era una citta’ in grado di rimpiazzare le importazioni perche’ ne’ Knoxville, ne’ altre citta’ della Valle erano in grado di rimpiazzare le molte importazioni con la loro produzione locale. La TVA ebbe molto successo solo nel primo decennio di attivita’.

E dal momento che la regione urbana era artificiale, l’area non funzionava come un’area metropolitana. La gente non immigrava nelle aree della TVA e non si creavano lavori cittadini. Nell’assenza di una citta’ in grado di rimpiazzare le importazioni non c’e’ modo di creare occupazione cittadina. Invece di produrre in maniera ampia e diversificata per i propri abitanti e per le esportazioni, la regiona continuava a dipendere dalle importazioni provenienti da altre regioni . Non poteva essere altrimenti, vista la mancanza di una citta’ in grado di rimpiazzare le importazioni. I mercati cittadini locali non spostavano i loro acquisti in modo significativo e non forzavano la diversificazione in ambito rurale, una diversificazione che poteva avvenire solo in presenza di una citta’. Dal momento che nuove imprese non venivano generate, vecchie industrie venivano attirate da altri luoghi. Non si creavano nuovi prodotti da esportare, se non quelli di industrie trapiantate da regioni lontane o da industrie militari. Quasi tutte queste industrie erano finanziate da capitali prodotti altrove.

Tutte queste omissioni economiche significavano che la TVA doveva dipendere sempre di piu’ da beni di cui non disponeva a causa dello sbilanciamento della sua economia dovuto alla mancanza di una citta’ in grado di rimpiazzare le importazioni. L’unico vera ricchezza della TVA era l’energia elettrica.

Anche se la TVA aveva raggiunto molto, molte altre cose rimanevano da fare. Visto che i miglioramenti nel decennio precedente erano stati cosi’ rapidi, si erano accampate molte scuse sul fatto che il programma di sviluppo era ancora recente; si dava piu’ o meno per scontato il fatto che la diversificazione e l’espansione economica sarebbe continuata con la stessa intensita’.

Questo non accadde. Alla mancanza di lavori cittadini si aggiunse la mancanza di produzione per uso locale e la sonnolenza dei mercati locali. Nel 1964 la gente delle campagne e dei poveri vilaggio vicino a Knoxville stavano cosi’ male che il Presidente Lyndon Johson fece un viaggio apposta in quell’area per dire loro che si rendeva conto della poverta’ di quella zona e che simpatizzava con i suoi abitanti e che avrebbe chiamato la regione area depressa affinche’ il governo federale potesse aumentare i trasferimenti pubblici in quella zona. Incredibilmente lo stesso Johnson annuncio’ un anno piu’ tardi che quando gli Stati Uniti avessero vinto la guerra in Vietnam, avrebbe ricostruito l’economia vietnamita con le stesse tecniche di progettazione della TVA. Nel 1970 un sondaggio sulle condizioni mediche degli USA, identifico’ l’area che va del Mississipi all’interno del territorio della TVA come la peggiore del Paese. Nel 1976, quando la General Motors costrui’ una fabbrica a Decatour Alabama, circa 40,000 persone fecero domanda per 1,400 posti di lavoro disponibili. Nel 1978 una battaglia ambientale su una diga a 25 miglia da Knoxville porto’ alla luce il fatto che la gente di questa area severamente depressa era ancora in favore della diga (non importa quanto fosse dannosa all’ambiente) perche’ vedevano nella diga l’ultima speranza di un trovare un posto di lavoro.

A causa di queste difficili realta’ e a causa del fatto che la regione non era in grado di generare altri tipi di lavoro producendo prodotti da esportare, ma invece dovendo pesantemente importare, la TVA non aveva altra scelta che concentrarsi sulla vendita di energia elettrica. Sia direttamente che indirettamente, questa attivita’ sottolineava l’intera regione artificiale e la sua qualita’ della vita. QUindi, a partire dal 1945, la TVA si concentro’ sulla produzione di eletricita’ per tenere a bada la poverta’. Nel decennio dal 1945 al 1955 la produzione di energia elettrica raddoppio’. Raddoppio’ ancora nel decennio successivo e raddoppio’ ulteriormente nel decennio ancora successivo. Il piano del decennio 1975-1985 prevedeva un altro raddoppio della produzione di energia elettrica, ma questo non era piu’ possibile. Insomma, nel primo decennio di attivita’ della TVA, la regione aveva dato ;’illusoria impressione di essere un’economia ben bilanciata, ma in ogni decennio successivo, gli sbilanci della TVA peggioravano continuamente.

L’espansione della produzione di energia supero’ la capacita’ delle dighe della TVA. Pertanto l’autorita’ aggiunse immensi impianti di generazione elettrica operanti a carbone; nel 1970, l’80% dell’energia elettrica della TVA proveniva dal carbone. Tale espansione non poteva avvenire a costi competitivi e quindi la TVA inizio’ a produrre energia con impianti nucleari. Nel 1979, la TVA aveva sette impianti a generazione nucleare in costruzione, abbastanza per farne il piu’ grande produttore di energia nucleare degli Stati Uniti, questo si aggiungeva al fatto che la TVA era gia’ il piu’ grande produttore di energia idroelettrica e di energia a carbone degli Stati Uniti. I clienti di questa enorme produzione elettrica erano 50 cooperative rurali e 110 sistemi municipali che servivano, oltre ai loro cittadini, fabbriche trapiantate da regioni lontane, e 50 utenti speciali. Questi 50 utenti speciali erano all’origine del piano della TVA di raddoppiare la sua capacita’ produttiva di decennio in decennio. Il piu’ grande di questi utenti speciali erano la NASA, l’agenzia spaziale Americana e l’Alcoa il piu’ grosso produttore di alluminio degli Stati Uniti, seguiti dai piu’ grandi produttori di armi e apparecchiature militari.

A differnza della canna da zucchero o del nichel, l’elettricita’ puo’ essere prodotta ovunque. Per cui, il vantaggio competitivo della TVA non era tanto il fatto di produrre elettricita’, ma era che che costava poco. Il costo era il vero vantaggio competitivo della TVA. All’inizio, quando l’energia era prodotta solo dai fiumi, il costo dell’elettricita’ prodotta dalla TVA era solo la meta’ del costo medio dell’energia prodotta negli Stati Uniti, ed era meno della meta’ dell’energia prodotta nelle aree urbane degli Stati Uniti. Il basso costo dell’energia elettrica era il fattore che portava a trapiantare impianti industriali da regioni lontane. Le spese di acquisizione del terreno per le dighe e per le loro riserve acquifere e per la progettazione e la costruzione di tali dighe non venivano imputate all’aumento della produzione energetica, ma al costo di controllare alluvioni, migliorare le navigazione e di conservare la fertilita’ del suolo. Per tali fini, erano disponibili diversi finanziamenti. L’elettricita’ era vista come un prodotto finito e poteva essere venduto a basso prezzo grazie a trucchi contabili che alla fine si ripercuotevano sul territorio della TVA.

Ma i trucchi contabili non venivano applicati ai generatori elettrici, per cui il costo dell’energia era senz’altro un prodotto finito. E nel tempo in cui furono costruiti impianti elettrici a carbone, la TVA poteva offrire ai suoi clienti prezzi che avevano solo un vantaggio di costo del 30%, cioe’ il margine combinato dei generatori a carbone e ad energie idroelettrica. L’energia nucleare divenne tutto fuorche’ conveniente. Era talmente cara che la TVA aveva differito a tempo indeterminato la costruzione di altri 8 impianti a generazione nucleare che aveva precedentemente pianificato.

Quando il vantaggio marginale di avere costi piu’ bassi inizio’ a diminuire, la TVA cerco’ di negare la realta’ dei fatti per mascherare il suo fallimento. Da un lato procedette a pianificare e a costruire piu’ dighe e a fornire piu’ finanziamenti, anche se in realta’ le dighe non avevano finalita’ e scopi ben precisi. Dall’altro andavano a distruggere terreni fertili di imprese agricole, legname e bellezze paesaggistiche senza altra giustificazione che produrre energia. Per trovare tale giustificazione, l’autorita – come ammesso dal suo amministratore delegato davanti a un tribunale – doveva falsificare i rendiconti sui danni ambientali degli effetti delle sue dighe. Il carbone comprato dall’autorita’ proveniva per lo piu’ da fornitori che minavano le terre del Kentucky e della West Virginia, le regioni a Nord Est della TVA. L’ampiezza e la crudelta’ con cui si riempivano di dinamite intere regioni per trovare carbone erano in linea con la prodigiosa produzione industriale alimentata dal carbone. Il suolo e le foreste venivano saccheggiati, intere valli venivano soffocate dai fumi del carbone. Le alluvioni divennero sempre piu’ forti e i danni da esse creati sempre piu’ gravi. I fornitori di carbone della TVA stavano raggiungendo in pochi anni lo stesso livello di rovina del territorio che i contadini loro predecessori avevano raggiunto 100 prima. La TVA cerco’ per quanto le fosse possiblie di resistere ad ogni provvedimento legislativo, ad ogni regolamento a ogni provvedimento giudiziario che intimasse ai suoi fornitori di risarcire i danni per le devastazioni del territorio; ogni reclamo avrebbe fatto salire il prezzo del carbone, quindi avrebbe fatto salire il prezzo dell’energia elettrica che la TVA forniva ai suoi clienti. Finalmente, dopo lunghissime battaglie legali, gli ambientalisti forzarono l’autorita’ della TVA a richiedere ai suoi fornitori degli standard minimi di rispetto dell’ambiente. Ma l’autorita’ non riusci’ a far rispettare questi standard e ne sequirono altre battaglie legali. Quando il governo federale obbligo’ l’uso di depuratori (al costo di $1 milione l’uno) per ridurre l’inquinamento, l’autorita’ cerco’ di non fare installare tali depuratori perche’ avrebbero aumentato il costo di produzione dell’energia elettrica e diminuito l’attrattivita’ per le imprese e quindi per l’occupazione. Anche se gli ambientalisti finirono col vincere la loro battaglia per i depuratori, la grottesca economia della TVA rimane un disastro da manuale.

L’economia della TVA rimaneva disastrosa perche’ non aveva nessuna citta’ che fosse in grado di rimpiazzare le improtazioni. Oggi la TVA non e’ piu’ in grado di attrarre capitali da regioni lontane, seducendole con un basso costo dell’energia elettrica. La prossima fase della sua storia probablimente sara’ una stagnazione e un graduale e inarrestabile impoverimento, anche se l’autorita’ della TVA adesso vede un futuro nell’esportare le sue “competenze” nelle regioni arretrate del terzo Mondo. Gli “esperti” della TVA hanno fornito consulenze per sviluppare le economie di Brasile, Turchia, Sudan, Indonesia, Egitto e Bangladesh.

AI tempi in cui la TVA stava raggiungendo uno dei suoi apici durante gli anni ’70, il presidente della TVA era un uomo che aveva preso parte all’impresa dall’inizio ed era stato uno dei suoi primi dipendenti nel leggendario primo decennio della TVA, in cui tutte le cose andavano bene. Quando fu interrogato dal tribunale lui rispondeva: “non direi che stiamo facendo cose che non sono sbagliate, ma se lo stiamo facendo, non lo facciamo intenzionalmente”.

Quest’uomo era attanagliato da una trappola economica. Il suo compito, sin dall’inizio, era quello di debellare la poverta’ economica di quella regione. Egli aveva fatto del suo meglio con cio’ che la regioni poteva offrire, ma siccome la regione non aveva una citta’ in grado di rimpiazzare le importazioni, la regione aveva pochissimo. L’unica alternativa al corso disperato che gli eventi stavano prendendo sarebbe stato presiedere all’abbandono di quella terra da parte dei suoi abitanti verso le citta’ lontane (sempre ammesso che trovassero lavoro).

Ma come fu possibile che nessuna citta’ in grado di rimpiazzare le importazioni fu generata in una regione che godeva di tutto il capitale possibile che prestiti, sussidi e fondi USA potevano garantire?

In parte questo dipende dal ruolo che le importazioni giocano nelle zone dove sorgono citta’ in grado di rimpiazzare le importazioni. Ogni insediamento umano e’ in grado di usare le importazioni, sia che tale insediamento sia una citta’, sia che sia un piccolo villaggio.

Ma in tema di sviluppo delle economie, questo e’ il ruolo giocato o che dovrebbe essere giocato dalle citta’. Tali citta’ rappresentano anche cio’ che si guadagna dal lavoro usato per produrre beni da esportare. Il processo di rimpiazzare i beni che si importano sostituisce ed interiorizza il guadagno alle citta’, ma tale rimpiazzo si deve alla versatilita’ nel produrre e all’improvvisazione tipica delle citta’. Questo vuol dire che il processo di guadagno promuove e supporta i nidi simbiotici di fornitori di materie prime e di produttori che costituiscono il fulcro delle economie cittadine. Quando il lavoro dell’esportazione che una citta’ mette ad opera si ramifica e si diversifica, allora anche i produttori si ramificano e si diversificano, e cosi’ fanno anche le importazioni che la citta’ guadagna automaticamente quando serve al processo di diversificazione della produzione. Il processo di guadagnare le improtazioni e’ cruciale per portare una citta’ vigorosa a nascere e a svilupparsi e rimane cruciale per il suo sviluppo continuo nel tempo. Lo sviluppo non puo’ essere dato dall’esterno. Dev’essere fatto al suo interno. E’ un processo, non una collezione di beni capitali.

Il terzo ruolo che le importazioni giocano in una citta’ e’ naturalmente servire a rimpizzare i beni importati con i beni prodotti localmente. Maquesto non puo’ accadere in una maniera conveniente ed economica senza la versatilia’ di guadagnarsi le importazioni.

Enormi quantita’ di importazioni e vaste varieta’ di esser arrivarono nella regione della TVA durante il periodo in cui fu fatta. Ma nessuna varieta’ significativa di queste importazioni fu guadagnata da lavoro cittadino. Le importazioni erano regali finanziati dai sussidi statali o erano guadagnate atttrverso i prestiti che la societa’ si procurava. Anche i prestiti non erano garantiti da lavoro cittadino, le vendite di elettricita’ servivano a ripagare il capitale e gli interessi dei prestiti principali. I guadagni dell’agricoltura ripagavano altri prestiti. Insomma, i guadagni delle citta’ non potevano ripagare nulla, perche’ non c’erano o erano pochissimi.

 Continua…

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3 Risposte a “La diga nello Stato di Al Gore”

  1. Anonimo ha detto

    troppo accusativo

  2. [...] dall’Iran, diversamente dalle fabbriche finanziate da sussidi e prestiti come quelle della TVA , non erano state guadagnate da lavoro cittadino, e tali guadagni non avevano fatto nulla per [...]

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