Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

La battaglia per i Sussidi dell’Unione Europea

Posted by janejacobs su giugno 18, 2008

La crisi dell’aumento dei prezzi del cibo potrebbe portare l’Unione Europea a ripensare le sue politiche sui sui sussidi agricoli. L’UE spende €75 miliardi all’anno.

Mentre il costo della pasta e del pane, dovuti all’aumento del grano, sono saliti dell’87% rispetto allo scorso anno, stanno emergendo due fazioni nell’UE per la rinegoaizatione dei sussidi agricoli che dovrebbe risolversi entro il 2013.

La Francia, che prendera’ la presidenza dell’Unione Europea a Luglio, vuole tornare ad un vecchio sistema CEE in cui i sussidi erano legati alla produttivita’. Oggi i sussidi sono dati in base alla superficie, indpendentemente da quanti prodotti agricoli il suolo produce. Questo cambiamento, dicono i Francesi, dovrebbe far aumentare la produzione in tempi di prezzi crescenti come questi.

Invece, un gruppo di paesi guidati dalla Gran Bretagna, sta spingendo per un piano che vuole spostae i sussidi via dall’agricoltura. Il Regno Unito dice che il sistema dei sussidi attuale incoraggia troppe aziende agricole inefficienti a restare in attivita’. Un mercato meno distorto dovrebbe diventare piu’ produttivo, dicono gli ufficiali britannici.

In linea di principio, la fazione guidata dal Regno Unito vorrebbe abolire i sussidi agricoli, che occupano piu’ del 40% del budget annuale della UE. Ma un trattato del 2003, firmato sotto pressioni Francesi, dice che l’UE non puo’ abolire i sussidi agricoli fino al 2013. Cosi’ i Paesi Europei stanno cercando di decidere come spendere meglio questi soldi.

La Commissione Europea pubblichera’ alcune proposte che dovrebbero aumentare a 13% da 5% l’ammontare di aiuti he possono andare a progetti di sviluppo agricolo non legati alla produzione agricola. Sotto queste regole, i paesi possono offrire fondi Europei a societa’ che possono aiutare a mantere un’industria agricola in salute. La Danimarca sponsorizza maneggi. Il regno Unito sponsorizza fondi che preservano la flora e la fauna selvatica ed incoraggia le aziende agricole a piantare siepi anziche’ recinti.

Le politiche agricole dell’Unione Europea furono stabilite in tempi in cui mai si sarebbe pensato ad raddoppio del prezzo di prodotti agricoli. E l’aumento dei prezzi del cibo sta causando un grosso ripensamento. La Francia ha perso supporto dentro l’Unione Europea. I suoi unici alleati rimangono: Spagna, Lussemburgo, Portogallo e Belgio.

Fonte: WSJ

 

Continua…

5 Risposte to “La battaglia per i Sussidi dell’Unione Europea”

  1. Antonio said

    L’agricoltura nei paesi industrialmente avanzati come il nostro è stata appositamente sminuita fin dagli anni cinquanta, in più il processo di “globalizzazione” e di apertura dei mercati ha portato ad un abbassamento dei prezzi alquanto surreale per la nostra situazione, portando svantaggi per gli agricoltori Europei, ed in realtà pochi vantaggi per gli abitanti dei paesi in via di sviluppo quali l’India, l’est Europa od il sud America.
    In tempi recenti la comunità Europea ti dava soldi per abbattere gli alberi da frutto parlando di sovraproduzione e soldi per non coltivare i campi e metterli a riposo (set aside), inoltre si è creato un trend per il quale un prodotto (es: un asparago)che avesse una minima imperfezione perdeva più del 70% del suo valore.
    Si è creata inoltre una selezione dei prodotti orientata verso l’estetica facendo scomparire prodotti derivati da una filogenesi millenaria, che si sta riscoprendo solo in questi anni, avevano qualità nutritive ben maggiori rispetto a quello che si trova sul mercato, magari raccolto dall’altra parte del mondo ad uno stadio di maturazione derisibile. Nelle sue decisioni, la comunità Europea non può ignorare queste realtà, ma in linea di massima lo farà, dando ampio spazio alla bioingenieria e agli OGM che verranno visti come la panacea per i problemi del ventunesimo secolo.
    A questo punto, mi piacerebbe conoscere più tipologie di “progetti di sviluppo agricolo non legati alla produzione agricola” per capire di cosa stiamo parlando.

  2. janejacobs said

    Un esempio non troppo lontano nel tempo di uso dei fondi agricoli Europei in Gran Bretagna e’ in questo sito: http://www.guardian.co.uk/uk/2005/mar/23/eu.freedomofinformation1

  3. Antonio said

    L’articolo che mi hai postato è da rivolta, a quel punto io smetterei di pagare le tasse sul serio. Ho sempre considerato i no-global come fancazzisti che non sapevano niente di economia, ma ultimamente capisco che si è instaurato un circolo perverso.
    The largest export subsidy goes to Tate and Lyle, which over two years received £233m from the taxpayer to sell sugar overseas – way above the next company on the list.
    E’ questo il libero mercato? 233 milioni di sterline in due anni??? Per una ditta che guadagna 217 milioni di sterline all’anno direi che non c’è male.
    E’ poi logico dare milioni e milioni di sterline alla Nestlè che ha attività in 25 paradisi fiscali?

    Tu cosa ne pensi in merito?

  4. janejacobs said

    Sono d’accordo con te.

    E sono sicuro che schifezze di questo genere si ripetono in molti altri paesi a partire dalla Francia e dalla Spagna e passando per l’Italia della camorra e della ‘Ndrangheta.

    http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/politica/inchiesta-citta/potere-reggioc/potere-reggioc.html

  5. Antonio said

    Molto interessante il tuo link. Ho visto che sei un blogger molto prolifico non credo di poter seguirti in tutti i post che scrivi, ad ogni modo, mi permetto di aggiungerti ai link.
    Se hai qualcosa in contrario puoi comunicarmelo.

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