Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Banksy e consumismo

Posted by janejacobs su giugno 22, 2008

Due interpretazioni provocatorie del consumismo da parte di Banksy.

Qui sotto c’e’ il riadattamento di un quadro rinascimentale che mette a nudo il contrasto fra il senso del sacro (la morte del figlio di Dio sulla croce) con l’isteria collettiva della fine della stagione dei saldi. Un’isteria probabilmente tipica della moderna cultura consumista.

Qui sotto invece, si gioca con il senso della patria. Il senso della patria ha pervaso intere generazioni. Tale senso della patria, in paesi diversi, ha portato alla creazioni di inni nazionali, bandiere ecc. Oggi Banksy suggerisce che tale senso della patria non esiste piu’. Ai bambini e’ meglio insegnare la fedelta’ non a una idea di patria, ma al sacchetto della spesa di una catena di supermercati.

Vai a: Banksy e le telecamere spia

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3 Risposte to “Banksy e consumismo”

  1. L’importanza del senso della patria e aggiungerei di una lingua per uno Stato, una nazione, una civiltà è fondamentale. Che cosa sarebbe dell’Italia, della Francia o della Germania, se non esisterebbe il senso patriottico di essere italiano, francese, o tedesco? Questi paesi verrebbero a mancare di qualcosa di più di un semplice mezzo espressivo: verrebbero a mancare della loro stessa civiltà. Quando uno Stato nuovo, per esempio uno Stato africano, rinuncia alla propria identità e ne adotta una straniero, è come se in realtà rinunciasse alla propria identità, a se stesso. E ciò, che vi è di caratteristico, di peculiare in una civiltà, e che un’altra civiltà non possiede o possiede diversamente.

  2. atti84it said

    Mitico Banksy!! Adoro la sua genialità!!

  3. azar said

    Non per fare dei complimenti gratuiti al signor Banksy, ma a lui ed altri artisti (artisti nel senso piu’ nobile del termine) vorrei dire grazie per i loro messaggi,in un mondo ormai quasi del tutto despersonalizzato, vi sono ancora dei modi di esprimere liberamente la voglia di essere liberi e di essere se stssi.
    Non mi sono mai piaciute quelle persone che si definiscono artisti:definisciti tale e non hai capito nulla anche se magari vendi quadri o altro, e sprattuto se per arrivare a ciò devi conoscere le persone giuste come spesso succede in molti settori compreso il posto di lavoro per poter sopravivere, mentre in tv ti propinano tanti bei prodotti riservti a un sempre minor numero di persone. Il consumismo: un modo disumano per rinchiuderci tutti in una bella gabbia dorata; l’alternativa se non rientri tra coloro che possiedono ciò è l’uso della ragione che mi porta personalmente ad essere disgustata per usare un eufemismo, da certa gente che purtroppo abusa del proprio potere per fare solamente del male agli altri.
    Parole arrabbiate,purtroppo…… Delusione e alle volte disperazione.In momenti come questo sono felice che esistano menti come quella di B.

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