Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Aiuti ai petrolieri

Posted by janejacobs su giugno 28, 2008

La festa continua

I governi dei paesi asiatici sono in difficolta’. Con il prezzo del petrolio cosi’ alto, essi cercano di  calmierare il prezzo del petrolio, ma di fatto aumentano a dismisura la loro spesa pubblica che finisce nelle casse dei paesi produttori di petrolio. Gli economisti dicono che questi sussidi dovrebbero scomparire. Ma c’e’ un problema di tempistica.

Il costo della vita sta aumentando in tutto il mondo, sotto la spinta di un aumento dei prezzi del cibo e tutti si aspettano una forte inflazione. Pertanto, i paesi asiatici che cerano di calmierare il prezzo del petrolio potrebbero voler aspettare prima di abbandonare tali sussidi, perche’ questo sfarebbe ulteriormente aumentare il caro vita.

Un sondaggio del Fondo Monetario Internazionale indica che in 42 Paesi in via di Sviluppo circa tre quinti dell’aumento del prezzo del petrolio sono assorbiti dai governi e dalle raffinerie e solo 8 nazioni hanno permesso che il trasferimento del costo del carburante venisse interamente trasferito ai consumatori finali.

L’Indonesia ha aumentato il prezzo del petrolio lo scorso mese dopo averlo mantenuto fermo per tre anni. Il costo del petrolio e’ peranto aumentato per i consumatori indonesiani del 25%.  L’aumento ha causato forti proteste. Ma il governo indonesiano non aveva scelta. Se avesse mantenuto fisso il prezzo del petrolio, la valuta indonesiana si sarebbe notevolmente indebolita con conseguente aumento dell’inflazione e aumento dei prezzi dei beni primari che vanno a colpire soprattutto i poveri.

Il mercato del petrolio sta cercando di trovare un prezzo di “equilibrio”, un “punto di rottura” dove oltre a tale prezzo la domanda si petrolio diminuisca. Pero’ questo non puo’ avvenire perche’ molti paesi usano le loro riserve monetarie per mantenere bassi i prezzi del petrolio attraverso sussidi statali.

Secondo uno studio della societa’ di consulenza McKinsey, se tali sussidi venissero eliminati, la domanda di petrolio si ridurrebbe di 3 milioni di barili al giorno. Una riduzione molto maggiore della promessa dell’Arabia Saudita di aumentare la produzioe di petrolio di 300,000  barili al giorno.

In India, le raffinerie di petrolio che sono di proprieta’ statale perdono $140 milioni di barii al giorno peche’ il governo non consente loro di recuperare i costi di raffinazione. Dal Settembre del 2006 il prezzo ai distibutori di diesel in India e’ salito di soli 4 centesimi di dollari al litro.

Riusciranno i governi dei paesi in via di sviluppo a trovare un punto di equilibrio fra la lotta al caro-vita dei loro popoli mantenendo valute forti e prezzi del petrolio bassi? La risposta e’ si’, se tali paesi in via i sviluppo possiedono cittta’ in grado di rimpiazzare le importazioni.

Continua…

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