Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Archive for 1 agosto 2008

Nuovi impianti nucleri in Europa

Pubblicato da janejacobs su agosto 1, 2008

I Paesi Europei che costruiranno nuovi impianti nucleari sono: Regno Unito, Francia, Finlandia, Svezia, Repubblica Ceca.

I Paesi Europei che non costruiranno nuovi impianti nucleari sono: Belgio e Spagna.

Fonte: platts.com

Pubblicato in: energia | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

La dannazione dello Yemen

Pubblicato da janejacobs su agosto 1, 2008

Sin dalla caduta dell’impero Romano lo Yemen, che un tempo era un regno prospero, sta degradando in una sitazione di perenne e lenta decadenza.

Una pianta chiamata “Catha Edulis” o qat, una sostanza additiva e stimolante, ha preso piede in maniera dirompente in questa poverissima regione della penisola Arabia.

Il Qat produce un effetto lievemente narcotico se consumato in moderazione quando se ne mastica la foglia. Se tale foglia si mastica per periodi prolungati puo’ indurre anche euforia, allucinazioni e costipazione.

Il valore del PIL dello Yemen e’ di circa un terzo di quello della citta’ di Dubai. L’economia della citta’ ha una lista cosi’ lunga di problemi che pare inevitabilmente destnata al disastro.

La popolazione dello Yemen ha in totale 23 milioni di persone ed e’ destinata ad aumentare a 60 milioni entro il 2050, aggiungendo una forte pressione ad una regione poverissima di risorse naturali.

 

Oggi la disoccupazione e l’analfabetismo raggiungono circa il 30% della popolazione.

Le riserve idriche del paese equivalgono ad un quarto di quelle della Somalia, e tuttavia viene consumato circa il 50% in piu’ dell’acqua contenuta nelle riserve, il doppio che nel 1990.

Solo l’8% delle risorse acquifere dello Yemen vengono utilizzate ad uso domestico ed industriale, il settore agricolo (presso cui lavora il 64% della popolazione) utilizza un altro 12% di tali riserve, ma l’agricoltura costituisce una parte piccolissima del PIL dello Yemen.

 

Il principale porto dello Yemen e’ Moka e 400 anni fa era un porto sul Mar Rosso dove si commerciava il caffe’ che finiva sulle tavole degli Inglesi e degli Olandesi

Oggi Moka e’ una cittadina sonnolenta con una sola impresa esportatrice di caffe’ e con infrastrutture fatiscenti

 

Il responsabile di questo decadimento e’ il qat. In una nazione dove circa il 90% della popolazione mastica qat, un’ attivita’ che occupa gli abitanti dello Yemen per otto ore al giorno, la produttivita’ e’ piuttosto lenta.

Gli effetti del qat durao circa 24 ore. La giornata lavorativa termina alle 2 del pomeriggio, quindi la masticazione del qat occupa quasi tutto il resto della giornata.

Oggi il 40% delle risorse idriche dello Yemen vengono utilizzate per la produzione del qat, con una produzione che aumenta del 10% all’anno. Il risutato della cattiva allocazione delle risorse idriche dello Yemen e del collasso delle riserve idriche, hanno portato un ministro dello Yemen a dire che la situazione non puo’ piu’ essere risolta, al massimo si puo’ solo ritardare.

Quest’ erba malefica naturalmente non si puo’ esportare ed ha impedito la coltivazione del caffe’, della frutta e di altre coltivazioni tradizionali.

 

Negli ultimi trent’anni i monarchi dello Yemen sono a capo di uno dei paesi piu’ corrotti al mondo, con il 18% di inflazione, con un sistema legale lentissimo, con forti pressioni del governo sul potere legislativo e con un crescente rischio di terrorismo.

 

Gli altri ricchi Paesi Arabi offrono allo Yemen un po’ di carita’ e un po’ di consulenze sanitarie, ma ogni aiuto e’ insufficiente. Ma la politica dei paesi dell’Unione Araba e’ stata ispirata allo stesso principio che ha applicato all’Iraq: “alte barriere ai confini rendono i vicini buoni”.

 

Lo Yemen sara’ senz’acqua fra circa 15 o 20 anni secondo le stime delle Nazioni Unite, quando la popolazione dovrebbe raggiungere i 36 milioni di abitanti. I paesi del Golfo, che investono triliardi di dollari provenienti dal petrolio si vedranno un flusso enorme di profughi alla ricerca dell’Eldorado.

 

di Sultan Al Qassemi

 

 

Pubblicato in: i. Luoghi esclusi dalla ricchezza | Contrassegnato da tag: , , , , | 2 Comments »

Pendolari del futuro

Pubblicato da janejacobs su agosto 1, 2008

In un futuro non troppo lontano la vita dei pendolari potrebbe migliorare grazie alla tecnologia.

Le nostre auto hanno gia’ molte componenti elettroniche. In futuro i veicoli saranno sempre piu’ connessi anche fra di loro e saranno connessi alle strade, cambiando il modo in qui guidiamo.

Sistemi di traffico intelligente aggiusteranno le illuminazioni stradai ed i segnali in tempo reale controllando la velocita’ delle auto e direzionando il flusso del traffico su strade piu’ libere. Speciali sensori, GPS e speciali satelliti forniranno informazioni agli automobilisti per aiutarli a scegliere le strade migliori in base al traffico in qual particolare momento.

Stoccolma ha gia’ ridotto il picco del traffico del 20%.

Il sistema di predizione di traffico di Singapore e’ preciso nel 90% dei casi. New York dovrebbe incominciare un sistema di gestione satellitare del traffico nei prossimi due anni.

Le automobili avranno speciali sensori per omuniare con altre auto lungo la strada. Esse sarano ingrado di percepire e rispondere a condizioni di pericolo come la scivolosita’ delle strade dovuta ghiaccio e rallentare automaticamente o scegliere strade alternative.

Coloro che si recano al lavoro in treno o in autobus potranno ricevere aggiornamenti in tempo reale sugli arrivi, la disponibilita’ di posti a sedere e le eventuali alternative.

Pubblicato in: Musica di citta' | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Buenos Aires

Pubblicato da janejacobs su agosto 1, 2008

Nonostante Montevideo e Buenos Aires fossero collocate attraverso il Rio de la Plata non hanno mai creato un fiorente commercio fra di loro, ne’ hanno mai cercato di creare una rete con le citta’ circostanti che sorgevano lungo il corso del fiume, ma si sono sempre limitate ad un commercio bilaterale con le economie piu’ avanzate.
Poche’ le due citta’ non si sono sviluppate “l’una sulle spalle dell’altra” non hanno sfruttato il loro potenziale, ma sono sempre state semplici centri di raccolta di materie prime per un commercio bilaterale con citta’ straniere.

Pubblicato in: j. Perche' le citta' arretrate hanno bisogno le une del | Contrassegnato da tag: , | 1 Comment »

Boston come Venezia

Pubblicato da janejacobs su agosto 1, 2008

Il processo di sviluppo dell’Europa fu replicato, in maniera piu’ rapida nella parte Settentrionale degli Stati Uniti iniziando nel periodo coloniale in alcune comunita’ e poi intensificandosi dopo la Rivoluzione Americana. La prima molla fu il commercio bilaterale tra gli avamposti di materie prime Americane con le citta’ piu’ avanzate d’Europa. Boston, che inizio’ ad esportare legno sottoforma di assi semi-lavorate e di pesce, e Filadelfia, che esportava grano erano le prime citta’ Americane che, come Venezia, iniziarono a svilupparsi da un semplice commercio bilaterale con citta’ piu’ avanzate. Anche come citta’ coloniali, esse iniziarono a comportarsi ome citta’ Europee. Cioe’, iniziarono a copiare le loro importazioni piu’ semplici dall’Europa e ad esportarle le une con le altre e con altre citta’ e comunita’ piu’ arretrate, rimpiazzando le improtazioni. Cio’ che una citta’ arretrata puo’ produrre, puo’ essere facilmente riprodotto da un’altra citta’ arretrata. Questo fenomeno annoiava Londra che voleva le sue colonie non solo come esportatori di risorse, ma anche come clienti forzati per le manifatture Inglesi e per i mercanti Inglesi. Al contrario di Boston e Filadelfia, New York era economicamente debole. Immediatamente dopo la Rivoluazione Americana, pero’, New York fu attratta nel vortice della piccola rete di citta’ che commerciavano con Boston e Filadelfia. Dopo la Rivoluzione New York si rivelo’ cosi’ ospitale per gli imprenditori che generavano esportazioni per altre citta’ arretrate, e per quelli he rimpiazzavano da esse le loro importazioni, che in poco piu’ di una generazione la citta’ sviluppo’ una diversita’ di imprese manifatturiere maggiore di quelle di Boston e Filadelfia, e presto anche maggiore dal punto di vista dei volumi.

Nuove citta’ come Cincinnati, Pittsburgh e Chicago si andarono formando ed anch’esse entrarono nella rete del commercio e della volatilita’. Quando la scoperta dell’oro in California risulto’ nella formazione di San Fracisco nel 1849, essa si comporto’ come le citta’ d’Europa e degli Stati Uniti del Nord. San Francisco fu la Venezia del Far West, cosi’ come Boston e Filadelfia erano state la Venezia dell’Est.

Le citta’ del Sud si comportarono in maniera diversa. Charleston, Savannah, Richmond, St. Augustine e Williamsburg, invece di concentrarsi con il commercio le une con le altre, ci abbandonarono esclusivamente al comercio bilaterale dapprima con le citta’ Europee e poi con le piu’ avanzate citta’ del Nord degli Stati Uniti. Esse esportavano essenzialmente beni agricoli in cambio di beni prodotti nelle citta’ e non usavano questo commercio come molla per iniziare un commercio fra citta’ del Sud. Di conseguenza, non sviluparono le proprie economie. Quanto Atlanta crebbe come citta’ deposito per il cotone raccolto nella zona circostante, non c’era una rete di scambi commerciali fra le citta’ nella sua zona geografica. Questa era l’Atlanta di Henry Grady, attraverso cui le importazioni del Nord per il funerale della contea di Pickens erano incanalate ma che non produceva alcuno dei suoi beni da se’.

 Continua…

Pubblicato in: j. Perche' le citta' arretrate hanno bisogno le une del | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

Tokyo Meiji come Venezia

Pubblicato da janejacobs su agosto 1, 2008

Quando il Giappone inizio’ a sviluppare la sua moderna economia nel 1870 le citta’ Giapponesi si comportarono come le citta’ Europee nell’Alto Medio Evo o come le citta’ degli Stati Uniti Settentrionali nel XVIII secolo. Esse usarono il commercio della seta come molla per intensificare e ramificare i loro scambi commerciali.

Tokyo rivesti’ il ruolo di Venezia. Invece di rimanere soddisfatta del suo ruolo di esportatrice di seta e di usare i proventi dell’esportazione di seta per comprare beni da fuori, Tokyo copio’ i beni che importava e li esporto’ in altre citta’ Giapponesi, che a loro volta non rimanevano soddisfatte del ruolo di semplici citta’ consumatrici, ma che si misero a rimpiazzare molti dei nuovi beni importati da Tokyo. Poiche’ le citta’ Giapponesi rimpiazzarono le importazioni le une delle altre -cio’ che una citta’ arretrata puo’ produrre puo’ essere facilmente prodotto da un’altra citta’ arretrata – esse continuarono a fungere da mercati per nuovi prodotti e continuarono ad esportare le une alle altre ed in questo modo si svilupparono le une sulle spalle delle altre.

Sin dall’inizio dello sviluppo del moderno Giappone, il commercio fra citta’ Giapponesi e’ stato molto piu’ fiorente che il commercio con le citta’ estere. Questo vale anche ai nostri giorni. Oggi il Giapone e’ il Paese con il maggior rapporto importazioni/esportazioni ad eccezione degli Stati Uniti; un traguardo davvero notevole se si considera che gli Stati Uniti producono beni primari e materie prime mentre il Giappone importa tutte le sue materie prime dall’estero. Questo significa che i beni e sevizi vengono prima prodotti per i produttori e consumatori delle medesime citta’ e delle loro aree metropolitane, poi vengono prodotti per i produttori ed i consumatori di altre citta’ Giapponesi ed infine per le esportazioni fuori dal Giappone. Questa caratteristica dello sviluppo Giapponese e’ continuata dai tempi delle prime imitazioni di prodotti Occidentali ai tempi della rivoluzione Meiji. Oggi allo stesso modo il nuovo Giappone altamente sviluppato e tecnologicamente avanzato sviluppa gli stessi processi con i suoi prodotti innovativi inventati sul luogo.

Continua…

Pubblicato in: j. Perche' le citta' arretrate hanno bisogno le une del | Contrassegnato da tag: , , , , | 1 Comment »

Hong Kong come Venezia

Pubblicato da janejacobs su agosto 1, 2008

 Hong Kong solo due o tre generazioni addietro era un avamposto coloniale piuttosto arretrato. Sebbene fosse una colonia nel nome, dal punto di vista economico non lo era. Hong Kong gioco’ il ruolo di Venezia nel bacino del Pacifico esportando i propri prodotti e servizi a Singapore, Seoul, Taipei, in cambio comprando beni prodotti con manodopera a bassi costi per incorporare i propri proodotti ed esportare i propci contratti, Ma le citta’ del Bacino Pdell’Oceano Pacifico, come le citta’ Europee, non si limitarono al semplice commercio bilaterale, sia che esso fosse con Hong Kong o con altre citta’ piu’ avanzate, ma al contrario crearono una rete di scambi fra citta’ Asiatiche. Ad esempiuo Taipei commerciava molto con Kaoshiung, che a sua volta andava a rimpiazzare le importazioni da Taipei mentre allo steso tempo essa diventava un cliente di Taipei per nuovi e piu’ avanzati prodotti.

Continua…

Pubblicato in: j. Perche' le citta' arretrate hanno bisogno le une del | Contrassegnato da tag: , | 1 Comment »

Venezia embrionale

Pubblicato da janejacobs su agosto 1, 2008

Perche’ nuove citta’ nascano e fioriscano devono eserci mercati di sbocco per il loro lavoro iniziale in citta’ gia’ esistenti. E’ importante che citta’ arretrate confinino con altre citta’ arretrate perche’ tale commercio faccia da “molla” per un positivo tipo di commercio tra di esse. Le citta’ arretrate devono commerciare essenzialmente con altre citta’ arretrate, altrimenti, il divario fra cio’ che importano e cio’ che possono rimpiazzare con le importazioni attraverso la propria produzione e’ troppo grande e non puo’ essere superato. In effetti, questo e’ cio’ che l’amareggiato maestro di Isfahan pensava, ed aveva ragione.

Nell’Europa tale processo di sviluppo e’ stato inizato dalla citta’ di Venezia, che usava il proprio commercio con Costantinopoli, allora piu’ avanzata di lei, per iniziare nuove imprese. Si crede che i fondatori di Venezia, i Veneti, abbiano costruito palafitte sulla laguna per rifugiarsi dalle invasioni e dalle scorrerie di popoli invasori; ad ogni modo, nel sesto secolo, Venezia esisteva almeno in forma embrionale ed i suoi abitanti usavano la laguna per produrre il sale attraverso il processo di evaporazione nelle secche della laguna. All’inizio probabilmente producevano il sale solo per se stessi, ma il sale era un bene prezioso a quel tempo e a Costantinopoli c’era un ampio mercato di sbocco in quanto Costantinopoli a quel tempo non era solo il centro amministrativo dell’impero romano, ma era un grande centro commerciale ed un grande produttore e distributore di beni prodotti per le esigenze ed i lussi di quel tempo. Cio’ che i Veneti ottenevano in cambio del sale non e’ risaputo; forse tappeti, forse articoli di vetro, forse abiti lussuoisi, gioielli. Quasi certamente compravano arnesi per tagliare il legno, visto che essi erano necessari per costruire navi e per sviluppare un altro elemento di esportazione che Venezia inizio’ ad esportare a Costantinopoli: il legno.

La Venezia embrionale aveva questi beni primari con cui iniziare: aveva risorse naturali da vendere , un mercato cittadino lontano che li comprava e quindi aveva un modo per guadagnarsi le importazioni da un’economia piu’ avanzata. Insomma, aveva esattamente cio’ che ogni regione fornitrice di beni primari ha ora.

Supponiamo che Venezia avesse continuato a concentrarsi su questo semplice commercio con la piu’ avanzata Costantinopoli. In quel caso Venezia non avrebbe svilupato la propria economia. Ogni bene che Venezia avesse prodotto – probabilmente un’imitazione di minore qualita’ dei beni che importava da Costantinopoli – non avrebbe avuto molto interesse per Costantinopoli. Ne’ la Venezia embrionale in queste circostanze, avrebbe rimpiazzato le molte importazioni che importava da Costantinopoli con i suoi prodotti. Il divario fra cio’ che poteva comprare e cio’ che produrre era troppo grande per essere colmato. Cio’ di cui Venezia aveva bisogno era un mercato per i beni prodotti in citta’ che potesse produrre lei stessa. Solo allora avrebbe potuto iniziare a svilupparsi.

Venezia fini’ per svilupparsi: agendo come Costantinopoli senza l’economia di Costantinopoli. Questo puo’ sembrare ridicolo, che un insediamento primitivi di pescatori e produttori di sale e di tagliatori di legna potessero iniziare a comportarsi come i ricchi abitanti di Costantinopoli, la citta’ piu’ grande e piu’ ricca dell’Impero Romano, la sua capitale. Il modo con cui Venezia riusci’ a fare questo fu quello di lanciarsi nel commercio con altre regioni arretrate come lei che avevano bisogno di prodotti a basso costo imitazioni di quelli prodotti a Costantinopoli e che Venezia riusci’ a copiare e a rimpiazzare. Per quegli insediamenti, Venezia rappresentava un mercato di sbocco per i loro beni primari e le loro materie prime proprio come Costantinopoli lo era per Venezia.

Venezia oltre a vendere semplici beni artigianali (o almeno cio’ che oggi consideriamo semplici ma che allora non lo erano affatto), poteva esportare anche alcuni articoli di lusso che comprava da Costantinopoli. I suoi clienti eranoi grandi feudatari arroccati nei castelli e nei manieri di mezza Europa. In cambio di questi beni e prodotti – propri e queli di Costantinopoli- Venezia otteneva prodotti primari come il cuoio, la lana, la latta, il rame, l’ambra e il ferro, cioe’ materiali che poteva incorporare nella propria collezione sempre piu’ diversificata e ramificata di manifatturieri e di imprese produttive.

Tutto andava piuttosto lentamente. Le economie arretrate con cui Venezia faceva affari stavano iniziando praticamente da zero perche’ sopravvivevano in una difficile vita di sussistenza periodicamente spazzata via da carestie; un’economia senza aratri di ferro, al punto che quando un aratro di ferro potesse essere torvato in qualche mercato, era considerato un tesoro degno di un re. Cio’ nondimeno, grazie al commercio con questi centri abitati molto arretrati dell’Europa Occidentale, Venezia riusci’ entro il decimo secolo ad espandere un’economia cittadina che gradualmente divenne in grado di produrre arnesi e prodotti sofisticati da se’ ed era diventata il piu’ grande mercato dell’Europa Occidentale per le materie prime. Venezia, in qualita’ di mercato cittadino di sbocco principale dell’Europa Occidentale aveva cosi’ traasformato anche alcune parti dell’Europa stagnante in economie di sussistenza in regioni fornitirci di materie prime , proprio come Costantinopoli prima aveva prima trasformato la sussistenza dei Veneti in un’economia in grado di fornire materie prime, una specie di avamposto.

Se gli altri avamposti in Europa con cui Venezia commerciava si fossero accontentati con un semplice commercio bilaterale con Venezia, avrebbero solo avuto economie in grado di fornire materie prime a vicolo chiuso. Ma invece iniziarono a comportarsi come Venezia. Cioe’, usando il loro commercio con Venezia come molla iniziarono a commerciare le une con le altre.

I mercanti di Anversa, oltre a comperare lana e ad incanalarla a Venezia, iniziarono a produrre panni da esportare nelle citta’ arretrate di Londra e Parigi. Londra non aveva molto da offrire a Venezia perche’ il primo bene che Londra aveva da esportare era il pesce essicato con il sale. Ma c’erano altre citta’ all’interno del continente in grado di fornire al pesce salato di Londra mercati liquidi. In seguito Londra sviluppo’ la produzione della lana destinata ai telai delle fiandre. Londra inizio’ a copiare, cioe’ a rimpiazzare alcune delle importazioni; ad esempio, comprando prodotti di cuoio da Cordova, come ad esempio faceva Venezia,  e poi in seguito produceva lei stessa prodotti di cui dapprima con il cuoio proveniente da Cordova, in seguito dal cuoio piu’ rozzo proveniente dall’Inghilterra. Anche se questi beni non erano probabilmente molto interessanti per Venezia, erano considerati di valore a Londra e negli insediamenti allora simili a Londra per livello di sviluppo.

Se queste piccole e fragili citta’ avevano semplicemente prodotto beni da esportare le une per le altre, avrebbero creato sviluppo e avrebbero aumentato la dimensione delle loro economie di molto poco. La chiave per il rafforzamento delle economie di queste citta’, la diversificazione e ramificazione di esse stesse e di altre citta’. Le citta’ potevano operare questo processo perche’ la differenza fra quello che importavano dalle citta’ vicine e quello che potevano produrre da se’ non era insormontabile. Cio’ che una citta’ arretrata puo’ produrre, puo’ essere replicato con relativa facilita’ anche da un’altra citta’ arretrata.

Il mutuo processo di rimpiazzo delle importazioni stimolava anche mercati per le inovazioni cittadine. Quando le citta’ rimpiazzano un ampio spettro delle importazioni con la loro produzione locale non importano meno di quanto potrebbero o vorrebbero; piuttosto spostano la loro importazione invece di produrli localmente.

Inoltre e’ ancora piu’ importante, per quanto riguarda la vita economica, il fatto che le citta’ rimpiazzano e quindi spostino le importazioni per nuovi tipi di beni prodotti in altre citta’. Diventano mercati incredibilmente adatti alle innovazioni perche’ se le possono permettere. In questo modo, le citta’ che rimpiazzano le importazioni possono stimolare le vendite di nuoci tipi di esportazioni piu’ avanzate provenienti da altre citta’. Questo meccanismo e’ il mezzo con cui fiumi di innovazioni vengono introdotte quotidianamente nalla vita economica. Poi a loro volta vengono rimpiazzati con produzioni locali aprendo nuovi mercati cittadini per altre nuove importazioni.

Il commercio fra citta’ con un vigoroso sviluppo economico e’ volatile, cambia continuamente perche’ le citta’ creano nuovi tipi di esportazioni per se’ e per altre citta’ e poi si mettono a rimpiazzare velocemente i beni prodotti dalle altre citta’.

Questo e’ avvenuto per le citta’ arretrate d’Europa nei secoli successivi alla caduta dell’impero Romano d’Occidente. Essi producevano sempre nuove esportazioni: campane, tessuti, lacci, articoli per la tessitura, seghe, medicinali, aratri, forche e articoli per la coltivazione rimpiazzandoli poi con la produzione locale e diventando clienti per altre nuove innovazioni. Si stavano sviluppando gli uni sulle spalle degli altri.

Questo e’ il processo che ha sviluppato le citta’ Europee fino ai tempi in cui Pietro il Grande, e questo processo e’ continuato anche dopo Pietro il Grande anche se Pietro il Grande non capi’ mai che questo processo non si poteva comprare. Fino ad oggi la Russia fa parte di questo processo solo in maniera marginale. Le citta’ Sovietiche hanno prodotto esportazioni le une per le altre, ma non hanno rimpiazzato molti prodotti. Per i governanti che vogliono conoscere nel dettaglio cio’ che sara’ prodotto da qui a cinque anni e dove e come tali beni e servizi saranno prodotti, la volatilita’ dei mercati cittadini rappresenta un caos intollerabile. Naturalmente questo non e’ un caos. E’ una forma complessa di ordine simile alle forme organiche di ordine tipiche di tutte le cose viventi in cui si  generano instabilita’ (in questo caso , fondi di importazioni potenzialmente rimpiazzabili) seguite da correzioni. Tali instabilita’ e correzioni sono una parte essenziale dei processi di vita stessi.

Continua…

Pubblicato in: j. Perche' le citta' arretrate hanno bisogno le une del | Contrassegnato da tag: , , , , , , | Leave a Comment »

Energia dalle onde della Bretagna

Pubblicato da janejacobs su agosto 1, 2008

In Francia, la societa’ elettrica EDF, il piu’ grande costruttore di impianti nucleari al mondo, costruira’ un impianto pilota per produrre elettricita’ dalle onde. Entro il 2011 si costruiranno fino a sei turbine che produrranno dai 4 ai 6 MW in Bretagna.

Lo schema pilota consentira’ di mettere a prova questa tecnologia in condizioni reali.

L’impianto non produrra’ gas serra

Peccato che nel 1980 alle Hawaii un simile impianto era gia’ presente e che si siano persi 28 anni di tempo. (vedi qui)

Pubblicato in: energia | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Paesi Europei con piu’ impianti eolici

Pubblicato da janejacobs su agosto 1, 2008

  Capacita’ impianti eolici nel 2006 (MW)   Capacita’ installata nel 2007 (MW)   Capacita’ impianti eolici nel 2007 (MW)
Germania                    20,622                     1,667                      22,247
Spagna                    11,623                     3,522                      15,145
Danimarca                      3,136                            3                        3,125
Italia                      2,123                        603                        2,726
Francia                      1,567                        888                        2,454
Regno Unito                      1,962                        427                        2,389
Portogallo                      1,716                        434                        2,150
Olanda                      1,558                        210                        1,746
Austria                         965                          20                           982
Grecia                         746                        125                           871
Irlanda                         746                          59                           805
Svezia                         571                        217                           788
Belgio                         194                          93                           287
Polonoa                         153                        123                           276
Repubblica Ceca                           54                          63                           116
Finlandia                           86                          24                           110
Bulgaria                           36                          34                             70
Ungheria                           61                            4                             65
Estonia                           32                          26                             58
Lituania                           48                            7                             50
Lussemburgo                           35                          -                               35
Lettonia                           27                          -                               27
Romania                             3                            5                               8
Slovacchia                             5                          -                                 5
Cipro                            -                            -                                -  
Malta                            -                            -                                -  
Slovenia                            -                            -                                -  
TOTALE                    48,069                     8,554                      56,535

Fonte: ewea .org

Pubblicato in: energia | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

 
Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.