Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Archive for 7 agosto 2008

The Strokes, last nite

Posted by janejacobs su agosto 7, 2008

Canzone ironica, giovane e simpatica degli Strokes, un gruppo New Yorchese che ricorda lo stile punk anni ’70. Bel ritmo e bella la voce del cantante Julian Casablancas. Buon ascolto (segue il testo).

Last night, she said:
“Oh, baby, I feel so down.
Oh it turns me off,
When I feel left out”

So I walked out:
“Oh, baby, don’t care no more
I know this for sure,
I’m walkin’ out that door”

Well, I’ve been in town for just about fifteen minutes now
And Baby, I feel so down
And I don’t know why
I keep walkin’ for miles

See, people they don’t understand
No, girlfriends, they can’t understand
Your Grandsons, they won’t understand
On top of this, I ain’t ever gonna understand…

Last night, she said:
“Oh, baby, don’t feel so down.
Oh, it turns me off,
When I feel left out”

So I, I turn ‘round:
“Oh, baby, gonna be alright”
It was a great big lie
‘Cause I left that night, yeah

Oh, people they don’t understand
No, girlfriends, they won’t understand
Your grandsons, they won’t understand
And me, I ain’t ever gonna understand…

Last night, she said:
“Oh, baby, I feel so down.
See, it turns me off,
When I feel left out”

So I, I turn ‘round:
“Oh, little girl, I don’t care no more.
I know this for sure,
I’m walking out that door,” yeah

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Le case di John Lautner

Posted by janejacobs su agosto 7, 2008

John Lautner e’ uno degli architetti piu’ originali ed interessanti degli anni ’70. Egli ha fatto dell’asimmetria il suo cavallo di battaglia e per molti e’ un precursore di Frank Gehry. John Lautner creo’ le sue case soprattutto in California ed in Messico. Qui sotto ci sono alcune foto delle sue creazioni piu’ belle. Il suo sito e’ qui.

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Senza citta’ le nuove tecnologie sono insostenibili

Posted by janejacobs su agosto 7, 2008

 
Le improvvisazioni di successo implicano che la tecnologia sia appropriata alle circostanze del luogo e del momento storico in cui vengono introdotte. La parola sostenibile e’ oggi molto di moda per definire nuove tecnologie e talvolta indica strumenti che solo i poveri si possono permettere. Sfortunatamente, molte di queste tecnologie si rivelano insostenibili non perche’non funzionano, ma perche’ funzionano troppo bene. Ad esempio, lo sviluppo di un telaio per tessitura azionato dai pedali di una bicicletta era una buona improvvisazione al punto che fu sponsorizzata dal governo Indiano. Essa si rivelo’ un successo nel senso che un solo uomo poteva fare il lavoro di dodici uomini. Ma questo ebbe un effetto devastante sui villaggi Indiani perche’ i mercati cittadini di sbocco per i tessuti provenienti dai villaggi non si espanndevano di dodici volte. Pertanto questa nuova invenzione ha finito per creare disoccupazione ed emigrazione ed il governo Indiano, pur avendo sponsorizzato l’invenzione di questo nuovo telaio, non poteva promuoverne l’uso.
 Anche se molte invenzioni sono insostenibili per la vita agricola dei villaggi dei paesi arretrati, purtroppo si sono spesi molti soldi per sponsorizzarle e per promuoverle. Per molte persone le invenzioni portano in se’ un’aurea di romanticismo, quelle persone spesso le stesse che investono di un’aurea romantica anche la vita di sussistenza dei villaggi (vedi qui). Ma le energie spese per aiutare i villaggi poveri attraverso l’intrduzione di tecnologie troppo avanzate sono energie spese male perche’ mettono il carro davanti ai buoi. Tali energie sono dirette al miglioramento della produttivita’ dei villaggi, ma tale miglioramento non puo’ avvenire se non e’ acompagnato dallo sviluppo di citta’ vicine che accompagni il loro progresso economico.

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70,000 nuove case popolari

Posted by janejacobs su agosto 7, 2008

 

Secondo i miei calcoli (derivati da questo articolo di repubblica) il governo Italiano ha in programma di costruire 70,000 nuovi appartamenti da destinare ai poveri.

 

E’ strano che in un paese come l’Italia in forte calo demografico ci sia bisogno di cosi’ tante case popolari.

 

Piuttosto sembra che in Italia, mentre diminuiscono gli abitanti, c’e’ un aumento dei poveri e ci sono forti migrazioni interne al Paese. I poveri stanno spopolando il Sud e si stanno trasferendo al Centro-Nord come nel dopoguerra. Quindi molte case verranno abbandonate al Sud e molte nuove case dovranno essere costruite al Centro-Nord la’ dove c’e’ piu’ lavoro e dove ci sara’ maggiore urbanizzazione.

 

Sarebbe interessante se il governo provvedesse anche a dare indicuazioni su quali modelli abitativi intende costruire per i nostri poveri nelle aree metropolitane del Centro-Nord.

 

I modelli urbanistici piu’ consolidati sono ispirati a due pensatori:

 

1) Le Corbusier

 

2) Jane Jacobs

 

Le Corbusier ha teorizzato un’architettura standardizzata e sintetica priva di estetica, di decorazione e di bellezza. Le Corbusier sta all’architettura come Ford sta all’industria. Tutte le case devono essere uguali come il lavoro nelle catene di montaggio. Gli edifici devono raccogliere quante piu’ persone possibili per lasciare spazio alle strade dove far circolare automobili e costruire parcheggi. Le Corbusier ha ispirato la costruzione delle periferie delle citta’ Italiane a partire dagli anni ’50 fino ad oggi.

 

Jane Jacobs e’ stata la piu’ grande antagonista del modello urbanistico di Le Corbusier ritenendo che i suoi edifici non fossero a misura d’uomo. Secondo Jane Jacobs troppi spazi aperti nelle citta’ inibiscono l’abilita’ della societa’ di governarsi da sola perche’ diminuiscono il numero degli occhi sulla strada. Inoltre le grandi strade urbane stravolgono la societa’ creando ghetti cittadini. Oggi la maggior parte dei quartieri ifici costruiti su modello di Le Corbusier sono zone di poverta’, emarginazione, violenza e criminalita’, mentre i quartieri tradizionali sono generalmente quelli con il prezzo degli immobili piu’ alto.

 

Che fine faranno i nostri nuovi poveri? Che fine faranno le nostre povere citta’?

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Arrivano le auto elettriche!

Posted by janejacobs su agosto 7, 2008

Qualche hanno fa si pensava che se la combustione interna ad un motore fosse stata rimpiazzata da qualcosa di pulito quel qualcosa non sarebbe mai stato la cella a combustibile. La cella a combustibile e’ un sistema che permette una reazione chimica fra idrogeno e ossigeno per la produzione di energia elettrica. La cella a combustibile e’ il precursore della cosidetta economia dell’idrogeno dove questo gas rimpiazzerebbe i combustibili come il petroilo derivanti da foreste morte milioni di anni fa.

Escludiamo per il momento i problemi di trasporto e stoccaggio, la cosa su cui nessuno e’ mai stato chiaro sull’economia all’idrogeno e’ la provenienza dell’idrogeno. L’idrogeno deve essere prodotto da qualcosa come un miscuglio di gas combustibili e acqua (l’acqua viene riscaldata dai gas combustibili) o solo da acqua prodotta grazie al processo di elettrolisi.

Ma perche’ non collegare direttamente la nostra automobile in garage alla presa elettrica e ricaricare il motore?  Una simile vettura sarebbe una nuova vetture ibrida, da non confondere con le ibride di oggi come la Toyota Prius che contiene un motore tradizionale a combustione interna (petrolio) e due motori elettrici che quello a petrolio quando l’auto raggiunge certe velocita’. Nelle ibride di oggi l’energia arriva essenzialmente dal petrolio, ma esse consumano meno.

In questi nuovi motori ibridi l’eletticita’ proverrebbe direttamente collegando una presa dall’auto alla presa della corrente elettrica di casa ed il ruolo del motore a petrolio verrebbe utilizzato solo in casi di emergenza.

Le tecnologia delle batterie oggi non permetterebbe alle auto di avere le stesse prestazioni di una normale auto a petrolio, tuttavia molte auto vengono usate solo per brevi spostamenti. La connessioe dell’auto alla presa dell’elettricita’ di casa ridurrebbe drasticamente le emissioni di gas serra se l’elettricita’ di casa fosse fornita da fonti rinnovabili, ma le ridurrebbe sensibilmente anche se l’energia di casa fosse fornita da impianti a carbone. Ma se questa invenzione prendesse piede non solo il sistema dei trasporti e l’energia del petrolio cambierebbe, ma cambierebbe anche l’industria dell’elettricita’.

Oggi la rete elettrica non sarebbe in grado di fornire elettricita’ ad un grande numero di pendolari che parcheggiano la loro auto in garage e la collegano alla presa elettrica di notte per ricaricarla. Tuttavia, se ci fossero dei timer per cui alcune auto si ricaricassero alle tre di notte, le cose potrebbero funzionare.  Ma la rete elettrica oggi non e’ cosi’ intelligente, per cui occorrerebbero nuove innovazioni tecnologiche.

Nei climi piu’ soleggiati il sole potrebbe aiutare. Presso la Google ci sono gia’ parcheggi fotovoltaici all’aperto che fanno ombra alle auto dei dipendenti e allo stesso tempo le ricaricano. Quest’idea potrebbe prendere piede ad esemprio nei parcheggi dei supermercati o nei parcheggi pubblici all’aperto.

La Tesla produce un’auto sportiva interamente funzionante a batterie a litio ione e raggiunge la velocita’ di 350km all’ora, ma e’ un’auto molto cara.

Altre compagnie che sperano di produrre auto sportive ecologiche sono la Lighting Car Company in Inghiterra e la Fisker Automotive in California.

La produzione in massa di queste nuove auto non dovrebbe essere troppo lontana a causa dell’aumento del prezzo del petrolio . La General Motors e la Toyota che spingono, mentre le Mercedes e la Honda restano orientate alle celle a combustibile.

Ma la vera differenza la faranno le nuove batterie.

 

Per comprendere l’importanza delle batterie per l’ambiente rimando ad un mio precedente post.

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