Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Gli USA si sono sviluppati grazie (anche) ai dazi

Posted by janejacobs su agosto 16, 2008

Boston all’inizio dell’800
I messaggi sbagliati che dicono a una citta‘ che il suo commercio esterno va bene, anche se non e` vero non sono sempre letali come nel caso di Montevideo. Tali messaggi possono spesso essere “corretti” dai dazi, cosa che avvenne nel caso degli Stati Uniti, che nell’ 800 usarono i dazi usarono per evadere i meccanismi di controllo delle loro giovani citta‘.
Quando le colonie americane vinsero la loro indipendenza e per quasi tutto il secolo successivo il commercio internazionale degli Stati Uniti era simile a quello dell’Uruguay – cioe‘ le esportazioni erano prevalentemente agricole. Il Sud contribuiva maggiormente a questo commercio grazie al suo tabacco ed al suo indaco e piu‘ tardi al suo cotone. Ma nel anche Nord degli Stati Uniti le esportazioni internazionali erano principalmente risorse naturali e beni agricoli: pellicce, pesce, legname, grano. Le esportazioni prodotte nelle citta‘ che le piccole citta‘ del Nord degli Stati Uniti producevano l’una per l’altra erano inutili nel commercio internazionale perche‘ le citta‘ del Nord degli Stati Uniti non producevano nulla che le citta‘ Europee non producessero gia‘ da se’ a prezzi piu‘ bassi. In realta‘ le importazioni di prodotti finiti provenienti dalle citta’ Europee erano piu’ convenienti per le citta‘ Americane che la produzione interna grazie al forte potere d’acquisto della forte valuta Americana. Questo non vuol dire che erano cosi’ a buon mercato che tutti gli Americani potessero permettersi beni importati dall’Europa, ma che erano piu‘ a buon mercato dei beni prodotti dagli Americani. Le importazioni sarebbero rimaste relativamente a buon mercato e relativamente abbondanti fino a che gli USA non fossero precipitati in una crisi simile a quella in cui precipito’ l’Uruguay piu‘ di cento anni piu‘ tardi. La crisi per gli USA non arrivo’ perche’ la sua valuta rimase forte. Ma intanto le importazioni entravano negli USA senza che le citta’ Americane riuscissero a rimpiazzarle e le giovani citta‘ Statunitensi avevano raggiunto in poco tempo un punto di non ritorno economico.
La situazione critica di punto di non ritorno non fu percepita per quello che era, cioe‘ per un errore del meccanismo di controllo dei tassi di cambio, ma fu percepita come una piaga dell’industria manifatturiera Americana. Tuttavia, la risposta che gli USA diedero fu pertinente perche‘ annullo’ i messaggi negativi che le citta‘ Americane ricevevano. All‘inizio del 1816, il governo federale inizio’ a metter in atto una serie di tariffe non tanto per aumentare il reddito degli impiegati doganali, ma con lo scopo specifico di rendere le importazioni piu‘ care. In effetti, le tariffe dicevano ai cittadini e ai produttori la nuda verita‘ delle loro economie: siccome non produci abbastanza esportazioni, allora non puoi permetterti tutti i beni che importi. Le tariffe funzionarono. Il fatto che i beni prodotti al’estero erano ora piu‘ cari ci quelli domestici stimolo’ il processo di rimpiazzo delle importazioni e le economie cittadine si svilupparono molto rapidamente invece di vivere dei guadagni delle loro campagne.

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