Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Archive for 31 agosto 2008

Il Professor Lucio Rossi dal CERN

Posted by janejacobs su agosto 31, 2008

Il filmato qui sotto presenta una breve intervista in Francese al Prof. Lucio Rossi, il costruttore dell’accaleratore di particelle del CERN di Ginevra che dovrebbe spiegare l’origine dell’universo.

A questo link e’ possibile vedere una sua intervista in Italiano.

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Il boom delle energie rinnovabili

Posted by janejacobs su agosto 31, 2008

I finanziatori di nuove imprese dopo essersi arricchiti con il boom dei computer negli anni ’80, con il boom di Internet negli anni ’90 e con il boom delle biotecnologie nei primi anni 2000 credono che l’energia sara’ il prossimo boom.

In passato ci sono stati altri boom basati sull’energia: le macchine a vapore alimentate a carbone, la nascita dell’elettricita’. Gli ultimi decenni sono stati piuttosto tranquilli perche’ il prezzo del carbone, del gas naturale e (a parte negli anni ’70) del petrolio sono stati bassi. L’unica novita’, l’energia nucleare, e’ stata un mezzo disastro e quindi gli incentivi a innovare nel campo energetico sono stati bassi.

Ma negli ultimi due anni tutto e’ cambiato. Il petrolio costa caro e ci sono forti timori che il picco della produzione di petrolio sia stato raggiunto vista la continua crescita dei consumi energetici e le crescenti difficolta’ di trovare nuovi giacimenti di petrolio. Il prezzo del gas e’ salito con quello del petrolio e anche se il prezzo del carbone e’ rimasto basso, esso viene usato soprattutto nelle nazioni asiatiche che stanno espandendo la loro produzione industriale.
Ma nei paesi ricchi le cose stanno andando diversamente. Negli Stati Uniti al momento ci sono molti progetti per costruire impianti a carbone, ma la popolazione locale sta diventando sempre piu’ intollerante verso la costruzione di grandi impianti inquinanti. Inoltre, le compagnie elettriche americane hanno paura che se gli Stati Uniti aderiranno al trattato di Kyoto esse dovranno pagare un supplemento sostanzioso e quindi tali impianti a carbone non sarebbero piu’ cosi’ convenienti. Questo fenomeno sta aprendo un’opportunita’ economica enorme per l’energia solare ed eolica. Una volta effettuati gli investimenti necessari in ricerca ed in produzione degli impianti, il costo variabile di tali impianti sara’ zero, in quanto la luce solare ed il vento non costano nulla.
Tuttavia ci potrebbero essere ostacoli materiali allo sviluppo di questo nuovo boom energetico. Il riscaldamento globale potrebbe passare in secondo piano se l’economia entrasse in una forte recessione. Il prezzo del petrolio potrebbe scendere se si trovassero numerosi nuovi giacimenti. Ma e’ improbabile che il prezzo del petrolio scenda di molto sia perche’ la domanda di energia e’ in forte crescita, sia perche’ il petrolio resta prevalentemente nelle mani di governi instabili e caratterizzati da forte rischio politico.
 
 Oggi la popolazione mondiale consuma circa 15 terawatt di energia. (Un terawatt e’ fatto di 1,000 gigawatt, ed un gigawatt equivale alla produzione energetica di un grande impianto a carbone). Questo bisogni si trasforma in un giro d’affari di $6 trilioni, circa un decimo del PIL mondiale annuo. E molti esperti stimano che entro il 2050 il consumo di energia degli esseri umani potrebbe raddoppiare.

 Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, nel mondo di oggi il petrolio rappresenta il 35% del consumo di energia. il carbone il 25%, il gas naturale il 21%, le biomasse il 10%, il nucleare il 6%, le rinnovabili e l’idroelettrica il rimanente 3%.

 Molti avversari delle rinnovabili si lamentano del fatto che le esse sono “drogate” dai sussidi governativi come avviene in Germania, in Spagna ed in Italia. Superficialmente questo e vero, ma se si guada oltre, anche il settore energetico tradizionale riceve molti sussidi espliciti e nascosti, e questi costi non sono tenuti in conto correttamente.

Secondo Boyden Gray, un ex consulente alla Casa Bianca, le compagnie petrolifere Americane ricevono un trattamento preferenziale da parte del governo Americano per un importo totale di $250 miliardi all’anno. E gli esperti di cambiamento climatico delle nazioni unite stimano che se il costo dell’inquinamento del petrolio e dei combustibili fossili fosse tenuto in conto in modo corretto, dovrebbero aggiungersi dai 20 ai 50 dollari per tonnellata di anidride carbonica prodotta.

Se il mondo fosse razionale, si introdurrebbe una tassa per chi produce gas serra – come sta iniziando ad accadere in Europa. Se questo accadesse, l’elettricita’ prodotta dal vento diventerebbe competitiva con i combustibili fossili.  

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I cicli delle citta’ spiegati con Lao Tzu

Posted by janejacobs su agosto 31, 2008

Lao Tzu, fondatore del Taoismo

Lao Tzu Dopo che una nazione e’ riuscita a sviluppare vigorose economie cittadine o le ha acquisite nel corso di un’unificazione politica o di conquiste militari, i problemi delle valute come meccanismi di controllo erronei non finiscono, ma semplicemente si trasformano. E spesso nemmeno il rimedio delle tariffe diviene piu’ sufficiente. Le citta’ con questi problemi devono semplicemente convivere ed in ultima analisi, morirci. Si potrebbe supporre che la valuta di un paese che ha un grosso commercio internazionale in beni cittadini (e di materie prime) avrebbe una valuta che aiuta le citta’ come nel caso di Hong Kong e di Singapore. La difficolta’ sorge dal fatto che molte citta’ sono come le “creature del mondo” descritte da Lao Tzu duemilacinquecento anni fa: …qualcuno va davanti, qualcuno segue; Qualcuno parla ad alta voce e qualcuno sussurra, Qualcuno si sente baldanzoso quando gli altri si sentono deboli Qualcuno sta caricando mentre qualcuno scarica… Le citta’ hanno le loro tempistiche individuali per rimpiazzare le importazioni e per generare esportazioni innovative. Per sperimentare un episodio significativo di rimpiazzo delle importazioni, le citta’ devono essere prima costruite su una massa critica, una massa instabile di importazioni potenzialmente rimpiazzabili. Il ciclo di una citta’ vigorosa, una che mantiene la sua vitalita’ con il passare delle generazioni, funziona cosi’: prima si ha un periodo in cui genera diverse esportazioni, nel processo di guadagnarsi importazioni crescenti in termini di volumi e di diversificazione; secondo, quando le esportazioni rallentano, si ha un’esplosione significativa di rimpiazzo delle importazioni (ammesso che una massa critica di importazioni rimpiazzabili si sia prima costituita, altrimenti la citta’ semplicemente declina); terzo, si ha un periodo in cui nuove potenziali esportazioni, spesso innovative, sono generate nell’economia cittadina che nel frattempo si e’ allargata e diversificata; quarto un periodo di generazione di esportazioni e di guadagni di nuove importazioni potenzialmente rimpiazzabili, e infine un ritorno alla prima fase del ciclo. In alcune citta’, queste fasi del ciclo si susseguono con grande rapidita’; in altre, le fasi del ciclo si susseguono lentamente; ma indipendentemente dalla velocita’ del ciclo e’ questo il motore che mantiene le economie cittadine in piedi. Le fasi del ciclo in cui le citta’ incominciano ad intraprendere scambi commerciali rischiosi l’una con l’altra non coincidono, ma si intersecano in modo costruttivo e come dice Lao Tzu, alcune “si sentono baldanzose quando altre si sentono deboli”, “qualcuna sta caricando mentre altre scaricano…” se tutte le citta’ di una nazione iniziassero simultaneamente un’esplosione di rimpiazzo delle importazioni, il boom economico sarebbe cosi’ devastante che si soffocherebbe da se’ per mancanza di materie prime, lavoratori e tempo necessario per risolvere problemi pratici prima che diventino irrisolvibili. Ma in ogni caso, questa espansione simultanea e sbilanciata non puo’ accadere perche’ le citta’ attraversano diverse fasi del ciclo sopra descritto quando vengono prese in analisi nel medesimo lasso temporale. Una citta’ che si trova nella fase di generare nuove esportazioni o innovazioni ha bisogno di citta’-clienti che si trovano nella fase di rimpiazzo delle importazioni. perche’ queste citta’ clienti, modificando i loro acquisti di importazioni, riescono a permettersi di importare nuovi beni all’avanguardia e a permettersi di comprare questi nuovi beni relativamente costosi. Le citta’ “potenziali”, cioe’ le citta’ che stavano per nascere, sono sempre state soggette alla dipendenza da citta’ piu’ vecchie in grado di rimpiazzare le importazioni e che spostano i loro acquisti verso beni piu’ esotici o importano beni agricoli da nuove zone dove possano nascere nuove “citta”-magazzino” che forse un giorno possa svilupparsi e fiorire. “…qualcuno va davanti, qualcuno segue”.

Continua…

 

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