Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

I cicli delle citta’ spiegati con Lao Tzu

Posted by janejacobs su agosto 31, 2008

Lao Tzu, fondatore del Taoismo

Lao Tzu Dopo che una nazione e’ riuscita a sviluppare vigorose economie cittadine o le ha acquisite nel corso di un’unificazione politica o di conquiste militari, i problemi delle valute come meccanismi di controllo erronei non finiscono, ma semplicemente si trasformano. E spesso nemmeno il rimedio delle tariffe diviene piu’ sufficiente. Le citta’ con questi problemi devono semplicemente convivere ed in ultima analisi, morirci. Si potrebbe supporre che la valuta di un paese che ha un grosso commercio internazionale in beni cittadini (e di materie prime) avrebbe una valuta che aiuta le citta’ come nel caso di Hong Kong e di Singapore. La difficolta’ sorge dal fatto che molte citta’ sono come le “creature del mondo” descritte da Lao Tzu duemilacinquecento anni fa: …qualcuno va davanti, qualcuno segue; Qualcuno parla ad alta voce e qualcuno sussurra, Qualcuno si sente baldanzoso quando gli altri si sentono deboli Qualcuno sta caricando mentre qualcuno scarica… Le citta’ hanno le loro tempistiche individuali per rimpiazzare le importazioni e per generare esportazioni innovative. Per sperimentare un episodio significativo di rimpiazzo delle importazioni, le citta’ devono essere prima costruite su una massa critica, una massa instabile di importazioni potenzialmente rimpiazzabili. Il ciclo di una citta’ vigorosa, una che mantiene la sua vitalita’ con il passare delle generazioni, funziona cosi’: prima si ha un periodo in cui genera diverse esportazioni, nel processo di guadagnarsi importazioni crescenti in termini di volumi e di diversificazione; secondo, quando le esportazioni rallentano, si ha un’esplosione significativa di rimpiazzo delle importazioni (ammesso che una massa critica di importazioni rimpiazzabili si sia prima costituita, altrimenti la citta’ semplicemente declina); terzo, si ha un periodo in cui nuove potenziali esportazioni, spesso innovative, sono generate nell’economia cittadina che nel frattempo si e’ allargata e diversificata; quarto un periodo di generazione di esportazioni e di guadagni di nuove importazioni potenzialmente rimpiazzabili, e infine un ritorno alla prima fase del ciclo. In alcune citta’, queste fasi del ciclo si susseguono con grande rapidita’; in altre, le fasi del ciclo si susseguono lentamente; ma indipendentemente dalla velocita’ del ciclo e’ questo il motore che mantiene le economie cittadine in piedi. Le fasi del ciclo in cui le citta’ incominciano ad intraprendere scambi commerciali rischiosi l’una con l’altra non coincidono, ma si intersecano in modo costruttivo e come dice Lao Tzu, alcune “si sentono baldanzose quando altre si sentono deboli”, “qualcuna sta caricando mentre altre scaricano…” se tutte le citta’ di una nazione iniziassero simultaneamente un’esplosione di rimpiazzo delle importazioni, il boom economico sarebbe cosi’ devastante che si soffocherebbe da se’ per mancanza di materie prime, lavoratori e tempo necessario per risolvere problemi pratici prima che diventino irrisolvibili. Ma in ogni caso, questa espansione simultanea e sbilanciata non puo’ accadere perche’ le citta’ attraversano diverse fasi del ciclo sopra descritto quando vengono prese in analisi nel medesimo lasso temporale. Una citta’ che si trova nella fase di generare nuove esportazioni o innovazioni ha bisogno di citta’-clienti che si trovano nella fase di rimpiazzo delle importazioni. perche’ queste citta’ clienti, modificando i loro acquisti di importazioni, riescono a permettersi di importare nuovi beni all’avanguardia e a permettersi di comprare questi nuovi beni relativamente costosi. Le citta’ “potenziali”, cioe’ le citta’ che stavano per nascere, sono sempre state soggette alla dipendenza da citta’ piu’ vecchie in grado di rimpiazzare le importazioni e che spostano i loro acquisti verso beni piu’ esotici o importano beni agricoli da nuove zone dove possano nascere nuove “citta”-magazzino” che forse un giorno possa svilupparsi e fiorire. “…qualcuno va davanti, qualcuno segue”.

Continua…

 

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