Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Citta’ elefante e citta’ pecora

Posted by janejacobs su settembre 4, 2008

Le valute nazionali per un gruppo diversificato di economie cittadine sono come un elefante collegato allo stesso sistema respiratorio di un gregge di pecore. Quale livello di anidride carbonica governera’ il meccanismo di respirazione?

Qualunque citta’ che contribuisca maggiormente alle esportazioni all’estero di una nazione finisce per esere la citta’ i cui bisogni sono serviti meglio dalla valuta nazionale, ovvero la citta’ “elefante”. La citta’ con queste caratteristiche gode di importazioni poco care e ottiene tariffe “automatiche” e sussidi alle esportazioni “automatici” per quanto riguarda il commercio internazionale. Se una citta’ e la sua regione metropolitana hanno tale vantaggio, dobbiamo aspettarci che tale vantaggio rendera’ la sua economia piu’ vigorosa rispetto ad altre citta’ “pecora” citta’ “coniglio” di quella nazione. Una volta che la citta’ elefante avra’ raggiunto tale posizione di vantaggio, questo processo si auto-intensifichera’ e si auto-rinforzera’. Maggiore sara’ successo economico il sucesso economico della citta’ elefante, maggiore sara’ il peso della sua produzione sul totale del commercio internazionale di quella nazione. E maggiore sara’ il peso del commercio internazionale di una citta’ sul totale delle esportazioni di quella nazione, piu’ preciso sara’ il meccanismo di controllo della valuta nazionale per quella citta’. Ma il mecanismo di controllo rappresentato dalle valute non aiutera’ le citta’ piu’ arretrate, anzi, spesso le svantaggera’.

Quando l’Italia aveva ancora la lira, Napoli aveva una scarsa influenza sul commercio internazionale dell’Italia. Milano e la sua area metropolitana aveva una fortissima rilevanza per il peso enorme del commecio internazionale rispetto al resto del Paese. Le fluttuazioni della lira coincidevano piu’ con i bisogni di Milano o di Napoli?

Per la maggior parte, le nazioni con ampi scambi di beni cittadini all’estero vedono il prevalere di una singola area metropolitana anziche’ vedere uno sviluppo armonico di tante citta’. Con il passare del tempo la citta’ “elefante” diventeranno sempre piu’ dominanti dal punto di vista economico e le citta’ “pecora” perderanno sempre piu’ la loro gia’ scarsa importanza. Questa e’ l’anomialia implicita nel meccanismo informativo rappresentato dai tassi di cambio nazionali.

La Gran Bretagna per molti secoli e’ stata l’esempio principale di una nazione che esportava beni e servizi cittadini. Mentre gli scambi commerciali crescevano, Londra e la sua area metropolitana diventavano sempre piu’ importanti dal punti di vista economico, mentre la seconda citta’ della Gran Bretagna, Glasgow, non riusci’ a generare un’area metropolitana di una certa rilevanza e nemmeno vi riusci’ la seconda citta’ dell’Inghilterra, Manchester. Birmingham vi risusci’ in qualche misura, ma in modo non paragonabile a Londra. Le atre citta’ della Gran Bretagna – Liverpool, Bristol, Edinburgo, Cardiff, Newcastle, Belfast – diventarono piu’ passive e piu’ provinciali con il passare del tempo, anche nei momenti in cui il commercio internazionale in beni cittadini della Gran Bretagna fioriva e si espandeva. Il passare del tempo aumento’ la distanza fra Londra e le altre citta’ Britanniche.

In Italia, dai tempi dell’unificazione, la dominanza economica di Milano e’ cresciuta anziche’ ridursi. La stessa Roma ha un’area metropolitana piuttosto piccola che svanisce di colpo nella zona Orientale e Meridionale, dove inizia la povera regione del Mezzogiorno d’Italia.

In Germania, prima della divisione del dopoguerra, Berlino era diventata molto importante. Ma quando la Germania fu divisa tra i vincitori della Guerra, le citta’ della Germania Occidentale si sono sviluppate in maniera armonica in modo simile. Ma con il passare del tempo e con l’unificazione, solo una citta’ possiedera’ un’area metropolitana come Londra sempre in espansione, mentre le altre citta’ diventeranno sempre piu’ provinciali e meno rilevanti.

In Francia, solo Parigi ha un’area metropolitana di rilievo, nonostante i Francesi definiscano aree metropolitane anche le aree attorno a Marsiglia, Lione, Strasburgo, Lilla, Rouen, Brest, Nantes e Bordeaux. Naturalmente l’Euro acuira’ i problemi anziche’ smussarli e portera’ nel giro di qualche decennio all’ uscita di alcuni Paesi o Regioni dall’Unione monetaria Europea o alla decadenza economica di moli Paesi o Regioni dell’Unione Europea.

Questa caratteristica e’ un fenomeno tipicamente nazionale. Ad esempio, la popolazione dei Paesi Scandinavi e’ meno della meta’ di quella della Francia, e poco piu’ di quella della Francia Meridionale che non ha un’area metropolitana. Tuttavia ogni paese Scandinavo -Finlandia, Svezia, Norvegia e Danimarca – ha un’area metropolitana significativa. In queste piccole nazioni, anche se su scala minore, si possono trovare le caratteristiche tipiche delle citta’ elefante delle grandi nazioni.

Ad esempio in Danimarca, durante la creazione del commercio internazionale in beni e servizi cittadini, solo Copenhagen ha generato un’area metropolitana significativa. Odense, Aarhus, Soenderborg, tutte sono provinciali e passive dal punti di vista economico. In Svezia, lo sviluppo di Stoccolma e della sua regioni non e’ stato accompagnato da un simile sviluppo a Gotheborg.

L’Olanda presenta una variazione interessante e fortunata di questa caratteristica. Le sue due maggiori citta’ Amsterdam e Rotterdam, insieme con le citta’ piu’ piccole e con i paesi piu’ piccoli hanno formato un’unica importantissima area metropolitana detta Citta’ Anello, perche’ al centro di questo anello c’e’ un “buco” rappresentato da terreni agricoli e dal mare interno. In parte perce’ le citta’ che si sono inizialmente formate sulla costa ed in altre periferie agricole e in parte perche’ gli Olandesi hanno sempre avuto il buon senso di conservare sempre il loro terreno piu’ fertile per scopi agricoli, le citta’ hanno spinto i loro confini attorno a questo anello agricolo e invece di invaderlo si sono cresciute intersecandosi ai bordi di tali zone agricole. Anche se lo sviluppo regionale delle citta’ e’ ben distribuito, possiamo parlare di citta’ unica anche in Olanda. Tale citta’ unica e’ appunto la citta’ ad anello.

Cio’ che sta accadendo in Olanda o nell’Italia settentrionale sta accadendo anche in Giappone, anche se la configurazione territoriale delle grandi regioni urbanizzate del Giappone, con Tokyo al suo centro, non assomiglia ne’ all’anello Olandese, ne’ alla disordinata massa urbana dell’Italia del Nord, ma piuttosto ad un enorme papillion con il suo nodo nella citta’ di Nagoya. Tokyo e la sua regione sono solo una parte di questa immensa citta’, cosi’ come Amsterdam e’ parte della citta’ Anello e Milano e’ il centro di una vasta regione urbanizzata che comprende tutto il Nord Italia. Potremmo logicamente aspettarci che le citta’ Giapponesi che giacciono al di fuori di questa enorme regione urbana diventeranno economicamente inerti ed economicamente passive con il passare del tempo, anziche’ procedere a svilupparesi in modo vigoroso e di generare aree metropolitane. E ci sono gia’ segni inconfondibili di questo processo. Nella parte centrale dell’isola di Honshu, nelle due isole meridionali di Shinkoku e Kyushu, e nell’isola settentrionale di Hokkaido, i politici stanno gia’ lavorando per pensare a come impiantare impianti industriali provenienti dalle regioni piu’ ricche del Giappone, ma anche da paesi stranieri, come e’ avvenuto per gli Stati Uniti che hanno visto i giovani emigrare dalle aree rurali e di trapianti industriali negli Stati economicamente depressi. In teoria il concetto e’ semplice, ma in pratica dobbiamo chiederci perche’ alcune citta’ non sono in grado di creare vigorose economie cittadine da se’, mentre altre lo sono. Sembra che in nazioni con storie, popolazioni e geografie diverse, alcune forze aiutano a svilupare nazioni con citta’ elefante, cioe’ a stati dominati da una singola area metropolitana. Questa forza, e’ il frutto marcio del meccanismo delle valute nazionali.

 

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Una Risposta to “Citta’ elefante e citta’ pecora”

  1. marco said

    La germania occidentale è una grande area metropolitana, che a nord prosegue nella Ranstad olandese e nelle fiandre, a sud nelle megalopoli svizzere di Ginevra-Losanna e Zurigo-Basilea e nella pianura padana, e a Ovest sconfina in Francia con Strasburgo.

    per la carta completa:

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