Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Come liberare le citta’

Posted by janejacobs su settembre 8, 2008

 

Vaclav Havel

 In una nazione di piccole dimensioni, la presenza di una “citta’ elefante”, non e’ sempre distruttiva. Se la nazione e’ piccola, come ad esempio la Danimarca, o se ha una regione urbana dominante, come l’Olanda, la nazione puo’ svilupparsi economicamente come una “citta’-stato”. Ma anche in piccole nazioni, tali caratteristiche hanno i loro lati negativi. In Danimarca, ad esempio, la maggior parte del paese e’ relativemente povera e deve ricevere sussidi da Copenhagen e dalla sua area metropolitana, creando gravi difficolta’. Un altro svantaggio e’ che una nazione che si trasforma in citta’-stato ha quasi tutte le uova nello stesso paniere e tale situazione si acuisce con il passare del tempo. Fino a che  l’area metropolitana di tali citta’-stato ha un forte scambio commerciale di beni cittadini con altre nazioni, tali citta’ restano forti dal punto di vista economico. Le grandi nazioni, invece, diventano “citta’-stato” in modo diverso. Molte citta’ secondarie diventano economicamente sempre piu’ inerti e provinciali con il passare del tempo e non esercitano una spinta economica per la nazione e non sono buoni clienti domestici per le aree metropolitane dominanti. Quando le altre citta’ ristagnano, la citta’ dominante deve fornire alle citta’ provinciali vari sussidi. E se i sussidi non sono guadagnati, non generano crescita sostenibile e continuano a succhiare risorse come parassiti. L’esito di questo processo e’ che la maggior parte di una nazione diviene incapace di sostentarsi dal punto di vista economico.

Molto spesso l’area metropolitana dominante finisce addirittura per creare forte risentimento e odio anche dal punto di vista etnico. Ad esempio, nella Cecoslovacchia pre-Seconda Guerra Mondiale, Praga, la citta’ dei Cechi, dominava e la sua dominanza economica cresceva. Bratislava, la citta’ degli Slovacchi, attribuiva questa differenza ad un favoritismo da parte del governo verso Praga. L’invidia e l’odio aiutarono a dividere la Cecoslovacchia fino ai giorni nostri. Praga era davvero la citta’ piu’ favorita dal punto di vista economico, ma il favoritismo non poteva essere controllato ne’ dai Cechi ne’ dagli Slovacchi, La Cecoslovacchia era semplicemente uno dei tanti esempi di economia nazionale sbilanciata.

Le citta’ all’interno di una grande nazione hanno un meccanismo di controllo valutario appropriato rispetto al loro commercio con le altre citta’ nazionali. Questo significa che in una nazione con poco commercio internazionale le citta’ non ricevono nessuna risposta su come va la loro economia.

Un’analogia con questo fenomeno sarebbe una palla in equilibrio sulla cima di una. Fino a che tale equilibrio e’ industrubato, la palla puo’ rimanere indisturbata nella sua posizione, ma quando perde l’equilibrio, comunque vada finisce per scivolare giu’. Allo stesso modo, quando il una citta’ che non ha risposte sull’andamento della sua economia attraverso i tassi di cambio inizia ad avere difficolta’ economiche, ne segue tipicamente un declino inarrestabile.

Continua…

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