Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Il silenzio secolare dell’impero Cinese

Posted by janejacobs su settembre 11, 2008

Deng Xiaoping
Nella maggior parte della sua storia, l’Impero Cinese non forniva valute diverse alle proprie citta’ e pertanto le citta’ Cinesi non avevano alcun meccanismo di controllo dalla valuta unica imperiale. La tradizione Cinese vuole che l’impero Cinese si formo’ da cinquanta cinque province, unite sotto il nome della piu’ importante di esse: Ch’in.
 
Le province, erano a loro volta formate da circa 1,700 citta’ stato o principalita’. Questo dato puo’ essere piu’ o meno attendibile, ma e’ un fatto inconfutabile che una grande unita’ politica sorse da molte piccole citta’.
 
Molto prima che l’impero Cinese diventasse una realta’ solida (ci vollero secoli per unificarlo definitivamente, perche’ molte province continuavano a ribellarsi), tutte le basi culturali della Cina erano gia’ state gettate: lingua, scrittura, letteratura, filosofia, arte, musica, tecnologie, coltura dei bachi da seta, tessitura, varie produzioni artigianali dal vasellame alle ceramiche, prodotti in leghe di metallo sofisticate, navi,carri, mattoni, campane, vino, scacchi, magneti, reti da pesca e tutte le altre produzioni necessarie alla pesca e all’agricoltura, osservazioni astronomiche, codici di leggi, valute, e molto, molto altro ancora. Sotto l’unificazione la Cina non riusci’ mai ad eguagliare le sue fantastiche potenzialita’.
 
E per secoli le sue citta’ sono rimaste stagnanti al punto tale che fino a qualche decennio fa la sua popolazione era per l’80% dedita all’agricoltura e come in tutte le nazioni in cui prevale l’agricoltura, era povera e arretrata. Alla fine possiamo dire che una valuta unica per tutta la Cina non produsse un meccanismo di controllo che fornisse aiuto alle citta’ Cinesi e questa unita’ politica asfissiante e’ stata la causa della lunga decadenza della Cina.
 
Questo duro’ fino a l’urbanissimo Deng Xiaoping, cittadino di Shanghai, non inizio’ a distruggere progressivamente i deliri maoisti e a passare le riforme per dare stimolo alle citta’ cinesi. Tuttavia la valuta rimane un problema per la Cina,  suddivisa com’e’ in un’economia urbana in piena espansione ad Est e in un’economia da terzo mondo, simile a quella della Cina prima che arrivasse Deng Xiaoping, nell’entroterra.

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