Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Il declino dell’impero Americano

Posted by janejacobs su settembre 14, 2008

Dopo che i Romani iniziarono a controllare sotto il suo impero la maggior parte del mondo a loro conosciuto, il controllo economico centralizzato e rigido dell’impero privava le singole citta’ di un meccanismo automatico di controllo determinato dalla loro moneta. Dopo che l’impero Romano d’Occidente fu disintegrato, l’impero Romano d’Oriente sopravvisse per diversi secoli. Anch’esso era relativamente autosufficiente, a parte gli scambi commerciali con Venezia, che per Bisanzio erano trascurabili (anche se erano vitali per la piccola Venezia embrionale). L’impero Ottomano che conquisto’ Bisanzio e lo rese un’impero ancora piu’ grande e autosufficiente e le sue citta’ ricevevano pochi scambi dall’estero e non ricevevano un controllo economico rappresentato dalle valute. Per usare un eufemismo, la storia ci insegna che grandi imperi unificati non sono molto promettenti.
L’esempio piu’ lampante di impero nel mondo moderno sono gli Stati Uniti che per via di una politica di dazi e tariffe hanno potuto ovviare i problemi della mancanza di valute cittadine. Le fiorenti citta’ del Nord si misero a produrre l’una per l’altra e per le altre regioni degli Stati Uniti che non avevano citta’. La maggior parte delle importazioni dall’estero che arrivava era velocemente rimpiazzata da produzioni locali in questa o quell’altra citta’ e le riproduzioni e gli adattamenti ed i miglioramenti venivano venduti come prodotti domestici. Nel giro di pochi decenni le citta’ Statunitensi erano diventate in grado di esportare all’estero non solo beni cittadini e prodotti manifatturieri, ma anche servizi di ingegneria ed installazione di macchinari. Grazie allo sviluppo industriale e dei servizi, negli Stati Uniti, l’agricoltura inizio’ a rappresentare un’attivita’ poco importante rispetto al commercio complessivo. Le citta’ Americane divennero i principali consumatori di beni agricoli prodotti negli Stati Uniti. Il cotone non veniva esportato piu’ prevalentemente in Europa, ma nelle citta’ del New England e in seguito nei trapianti industriali del Sud. Il tabacco andava a soddisfare i bisogni dei produttori e dei consumatori Americani. La carne ed i prodotti dell’allevamento andavano nei grandi centri di macellazione a Kansas City e Chicago, prevalentemente per il consumo nazionale. Il carbone andava ad alimentare le acciaierie, le industrie, i produttori di macchinari, di auto, di locomotive, di ferrovie, di navi e di costruzioni americani. Il commercio interno rappresentava circa il 95% del commercio totale degli Stati Uniti.
Senza un meccanismo di controllo per l’economia come quello di valute cittadine, le citta’ Americane sono riuscite a fiorire, ma solo fino ad un certo punto. Tutte le citta’ tengono ad avere la loro dose di recessioni economiche per varie ragioni, che vanno dalla cattiva sorte alla miopia, alla follia e all’iper-specializzazione. Inoltre, i prodotti che le citta’ esportano ad altre citta’ con il corso del tempo diminuiscono perche’ vengono rimpiazzati dalle citta’ importatrici, o vengono trapiantati in altre regioni o perche’ cadono in disuso. Una citta’ che perde la propria capacita’ di esportare senza compensare tali perdite e’ una citta’ destinata al declino. Tale citta’ ha seriamente bisogno di aiuto. E nessuna citta’ negli Stati Uniti puo’ ottenere tale aiuto. Anche se le citta’ americane erano in grado di sviluppare la loro economia in modo prodigioso senza un meccanismo di risposte adeguato (ad eccezione delle tariffe), non avevano difese, mezzi per correggersi da se’ ogni volta che perdevano la loro capacita’ di esportare.
Oggi talmente tante citta’ Americane sono stagnanti ed in fase di declino economico che la stagnazione ed il declino sono considerate un problema nazionale. Ma, prese individualmente, le citta’ Americane sono state stagnanti per un periodo piuttosto lungo. La prima citta’ Americana a ristagnare e’ stata probabilmente Pittsburgh all’inizio del secolo scorso. Essa e’ stata seguita da piccole citta’ come Rochester, Utica, Scranton, Akron, Toledo, Wilmington, Camden, poi sono seguite citta’ maggiori come Buffalo, Cleveland, Indianapolis, Seattle, Detroit, New York.
Oggi molte citta’ americane fanno fatica a riparare anche le loro infrastrutture basilari come il sistema dei trasporti pubblici,  gli acquedotti, le strade e i ponti.
Nel frattempo le citta’ del Sud Ovest degli Stati Uniti sono cresciute e questo sarebbe un fatto positivo se non che la maggior parte dell’industria che traina questa regione e’ l’industria militare e l’esportazione di armi e tecnologie militari ai paesi sottosviluppati che sono sempre in guerra. La produzione militare ed il commercio internazionale in beni sofisticati provenienti da economie avanzate verso economie arretrate sono una forma di attivita’ economica a vicolo cieco. Non sono espressione di espansione e sviluppo ma fragili tamponi per arginare il declino economico.
Dal 1960 al 1980 la proporzione di commercio internazionale degli Stati Uniti rispetto al commercio interno e’ cresciuta al 15%. Le esportazioni americane consistono prevalentemente in esportazioni di prodotti agricoli come i semi di soia, il grano, mentre le esportazioni vanno prevalentemente a nazioni clienti in molti casi a credito e sempre di piu’ in beni militari. Le importazioni degli Stati Uniti consistono in beni prodotti in citta’ con cui le citta’ degli Stati Uniti non possono piu’ competere in termini di qualita’ o di prezzo per via della concorrenza asiatica. Per questo periodicamente si invocano nuove misure protezionistiche ai politici americani. Ma le citta’ Americane stanno soffrendo soprattutto per il fatto he non sono in grado di correggere le loro economie e una citta’ dopo l’altra ristagnano.
Si potrebbe dire che le citta’ Americane hanno sofferto per la mancanza di disciplina: la disciplina imposta dalle fluttuazioni dei tassi di cambio e le opportunita’ offerte dai tassi di cambio. Tale fallimento non e’ dovuto alle citta’ al governo o al popolo americano. E’ un problema strutturale che avviene sul territorio. Dobbiamo essere lieti che il governo mondiale e che una valuta mondiale sono solo sogni.
Non voglio dire che le fluttuazioni del tasso di cambio sono le sole determinanti dello sviluppo di una citta’ o di un’area metropolitana. Il fatto che noi dobbiamo inspirare ed espirare l’aria non significa che viviamo di sola aria. Altri fattori sono anch’esi importanti. Ma rimane il fatto che le fluttuazioni dei tassi di cambio sono potenti forze economiche e potenti strumenti di controllo.
Non ci sono rimedi al di fuori della separazione (si veda Singapore) per correggere i problemi che abbiamo visto sul soffocamento che le citta’ elefante come Londra e Parigi stanno assorbendo le energie delle altre citta’ minori delle loro nazioni. Ma questo non vuol dire che le nazioni non stiano provando a far fronte a questi problemi. Anzi, generalmente lavorano duramente per cercare di ovviare a questi problemi. Ma come vedremo, gli sforzi sono inutili perche’ essi rendono ancora piu’ profondo il divario tra le citta’ stagnanti e in declino con le citta’ piu’ dinamiche, aumentando la portata di questi problemi strutturali gia’ inseriti nel sistema.
Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: