Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Fare sistema

Posted by janejacobs su dicembre 30, 2008

Che cosa vuol dire fare sistema? Vuol dire che una nazione si impegna in transazioni del declino, che si  impegna a fare la carita’, come suggerisce l’immagine simbolica riportata qui sopra. Vediamo brevemente qualche esempio nella storia e analizziamo poi il processo di fare sistema.

 

Quando le nazioni sperimentano un rapido sviluppo economico, le fasi di recessione non arrestano il processo di creazione della della ricchezza nel medio e nel lungo periodo. E’ stato cosi’ in Gran Bretagna, ad esempio, durante la sua rapida espansione industriale nel XVII secolo. E’ stato cosi’ anche negli Stati Uniti fino agli anni della Grande Depressione degli anni ’30 del secolo scorso. E’ stato cosi’ anche in Giappone per i trent’anni che fecero seguito alla Seconda Guerra Mondiale. Ed e’ cosi’ oggi per molte piccole nazioni che si affacciano sull’Oceano Pacifico e per la Cina  e per l’India.

 

Se ammettiamo che i cicli economici sono causati dal proesso cittadino di rimpiazzo delle importazioni, allora l’apparire di inarrestabili depressioni a livello nazionale significherebbe che le citta’ di una nazione, prese nel loro insieme diventano deboli e incapaci di rimpiazzare le importazioni simultaneamente; il gruppo perde la sua vitalita’. In questo caso dobbiamo anche aspettarci una stagflazione, quel fenomeno economico caratteristico delle economie povere e arretrate, dal momento che una nazione in cui le economie cittadine si arrestano diviene povera e arretrata.

Profonde ed inarrestabili depressioni internazionali sono  sintomi che le citta’ in molte nazioni perdono vitalita’. Questo e’ un messaggio che riceviamo crescenti riserve di beni agricoli e materie prime che aspettano di essere trasformati e consumati di mercati cittadini; da imprese cittadine insufficienti ad accogliere le domande per nuovi lavoratori provenienti dalle zone arretrate; da lavori cittadini insufficienti per gente che ha abbandonato la terra o che e’ stata cacciata da essa.

 

Le depressioni quindi si aggiungono alle instabilita’ economiche e agli stress accumulati nelle nazioni con il passare del tempo. Se non si fa nulla contro l’accumulazione di instabilita’, e lascia continuamente che il discontento e la rabbia si accumulino, una nazione puo’ soccombere ai questi stress e diverrebbe incapace di gestire una politica unitaria.

Le transazioni del declino sono tipici rimedi a cui una nazione fa ricorso in questi casi. Come tutte le biforcazioni, queste transazioni sono conseguenze di instabilita’ che si sono accumulate in precedenza. Una volta che capiamo questo, possiamo comprendere che le relazioni fra nazioni e le loro citta’ avvengono in due diversi momenti. Nel primo momento, le instabilita’, i fallimenti, le ineguaglianze e le disparita’ gradualmente si accumulano a causa di meccanismi di controllo fornito alle citta’ da parte delle nazioni. In un secondo momento, le transazioni del declino eliminano temporaneamente le instabilita’ accumulatesi. Nel primo momento le nazioni sono ambienti causali per le citta’. Nel secondo momento diventano un ambiente letale.

 

Consideriamo la piaga che questo processo crea per le nazioni e per le citta’. Per svilupparsi e per continuare a crescere, le nazioni hanno bisogno di un numero sufficiente di citta’ in grado di rimpiazzare le importazioni. Non sono sufficienti regioni che producono materie prime, regioni spopolate, regioni che abbondano di manodopera, regioni in cui i trapiantano industrie da citta’ lontane, ne’ artificiali citta’ regione come la TVA, ne’ citta’ con un’economia in stagnazione. Affinche’ le nazioni diventino un sistema, esse devono drenare risorse dalle citta’ in favore di transazioni del declino e devono ridurre il commercio rischioso fra citta’ in favore di insediamenti che forniscano alle citta’ cio’ che esse non riescono a rimpiazzare. In risposta a queste transazioni, le citta’ decadono. La decadenza riduce la ricchezza e la capacita’ di svilupparsi individualmente e come rete di citta’ e come nazione nel suo completo. Alla fine, si le citta’ che la nazione cadono in rovina.

 

Continua…

 

 

2 Risposte to “Fare sistema”

  1. Un “sistema” è un contenitorte neutro rispetto ai contenuti che si vuole creare. Si può fare sistema per fare la carità, ma anche far sistema per risparmiare, fare sistema per vendere, fare sistema per creare nuovi prodotti o servizi, fare sistema per evitare o per fare la guerra e così via.
    “Fare sistema” è una necessità fisiologica dell’uomo che fin dal suo apparire sulla terra si è dovuto unire ad altri uomini e donne per cacciare, per difendersi, per trasmettere la sua cultura alle generazioni successive e così via.
    “Fare sistema” è anche un modo nuovo per lavorare … fra competitori. Nei paesi angolosassoni in cui si fà sistema più spesso per questo motivo, la partnership, l’alleanza strategica fra competitori è una vera e propria rivoluzione.
    “Fare sistema” è un’esigenza del settore turistico, nel settore dell’auto, nell’edilizia, nell’industria della tecnologia e così via così come nella sanità, nella prevenzione antiterrorismo, nell’istruzione, eccetera.
    L’Italia ha tradizioni che risalgono all’epoca dei comuni nel “fare sistema”.
    “Fare sistema” è uno dei campi di ricerca più interdisciplinari che esistano, più nuovi e, a mio avviso più interessanti. l’Italia ha un certo vantaggio conoscitivo in questo campo. Esistono prodotti nuovi nel turismo premiati all’estero come l’Albergo Diffuso, basati sul fare sistema, concetti come vantaggio coopetitivo, come partnering strategico, come posizionamento coopetitivo ed altri che stanno prendendo piede qui più che in altri paesi d’Europa o del Mondo.
    Tutto stà nella nostra capacità di … fare sistema.
    Buona partnership a tutti!

  2. janejacobs said

    Maurizio, grazie del suo commento.
    Abbiamo dato definizioni diverse al termine “fare sistema” e lei ha spiegato con chiarezza la sua. La mia definizione ed i miei esempi si riferiscono piu’ al pericolo che la definizione del termine “fare sistema” sfoci di fatto (soprattutto nel settore pubblico) nel “fare assistenzialismo” o “fare la carita’”, cosa che non genera ricchezza, ma poverta’.

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