Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Archive for gennaio 2009

Monete e sovranita’

Posted by janejacobs su gennaio 13, 2009

 
Il fiorino, antica moneta di Firenze

 

Il principale vantaggio, anche se non il solo, della suddivisione di uno stato nazionale in tante citta’-stato sarebbe la moltiplicazioni delle valute. Le difficolta’ tecniche ed i problemi che il moltiplicarsi delle valute comporterebbero sarebbero facilmente risolvibili, grazie ai computer, alle telecomunicazioni, alle carte di credito.

Attraverso la mia carta di credito posso ordinare libri provenienti da Londra, pagarli in sterline, posso ordinare camice da Boston e pagarli in dollari o semi da giardino dal Canada e pagarli in dollari Canadesi con la stessa comodita’ e praticita’.

La moltiplicazione delle valute sarebbe un bene per l’economia perche’ diverse valute rifletterebbero distinte economie. Le valute nazionali (o sovranzaionali di oggi come il mostruoso euro) hanno un valore fissato e mettono assieme mele, arance e cocomeri in un caos senza senso, causando recessioni permanenti e soffocando economie dove vivono milioni di persone.

La difficolta’ della suddivisione in vari stati sovrani risiede nel fatto che una moltepilicita’ di valute implica una molteplicita’ di stati sovrani. Se cosi’ non fosse, la moltiplicazione valutaria sarebbe una presa in giro come nel caso della sterlina Scozzese, che e’ uguale in tutto e per tutto alla sterlina britannica a differenza della raffigurazione sulla banconota.

Questo tipo di discontinuita’ come alternativa ad una transazione del declino avverrebbe a spese dell’unita’ degli stati sovrani. Tale abdicaizone di sovranita’ risolverebbe i problemi di intere societa’, culture, civilizzazioni e citta’ a spese degli stati nazionali.

 

Continua…

 

 
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La vera faccia dell’euro

Posted by janejacobs su gennaio 12, 2009

L’euro e’ una mostruosita’ che non stara’ in piedi a lungo.

Probabilmente l’euro non sopravvivera’ a questa pesante recessione.

Per saperne di piu’ leggete qui

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Robot

Posted by janejacobs su gennaio 11, 2009

Sempre piu’ Robot stanno popolando il nostro pianeta. Al momento ci sono robot che puliscono i pavimenti, uccidono civili in Medio Oriente o esplorano Marte. Il Robot del video qui sotto suona il violino con una precisione davvero impressionante. Buona visione.

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Okkupare Mayfair

Posted by janejacobs su gennaio 10, 2009

Situato fra Oxford Street ed Hyde Park, Mayfair e’ il quartiere piu’ esclusivo di Londra.

Questo articolo racconta di come un gruppo di giovani artisti abbia occupato abusivamente un palazzo di Mayfair per tenere lezioni libere di qualsiasi cosa: dal taglio e cucito all’informatica, dalla crisi economica ed energetica al flauto Indiano, dalle come riparare una bicicletta alla storia Polacca ecc.

Il proprietario del palazzo e’ una societa’ immobiliare che lo mantiene vuoto da piu’ di un anno. Solo lo scorso Dicembre qualcuno si e’ accorto che l’edificio era occupato abusivamente notando le luci di un albero di Natale.

Se da un lato e’ vero che bisogna rispettare la proprieta’ privata, l’utilizzo di questa proprieta’ “dimenticata” per scambiarsi cultura ed educazione tecnica gratuitamente e’ uno splendido segno di vitalita’.

Alla faccia delle societa’ immobiliari, magari con sede alle isole Cayman, che pur di non vendere o affittare proprieta’ sotto costo, lasciano decine e decine di case e palazzi vuoti nel centro delle citta’. Questo fenomeno fa in modo che si tolga vitalita’ al centro delle citta’ e spinga le citta’ ad espandersi inutilmente verso le periferie.

Il sito degli artisti occupanti e’ qui.

L’orario delle lezioni e’ qui.

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Vasco Rossi, Vivere una favola

Posted by janejacobs su gennaio 8, 2009

“Guarda la citta’, macchine veloci, genti piu’ capaci…” cantava Vasco Rossi piu’ di vent’anni fa. Qui sotto un video di una sua recente esibizione dal vivo allo Stadio Olimpico di Roma. Segue il testo.

Guarda, guarda la’,
guarda la citta’,
quante cose che
sembrano piu’ grandi,
sembrano pesanti
guarda quante verita’,
quante, tutte qua,
quante, quanti che
corrono felici,
guarda nei prati,

cosa non farei,
io non voglio correre
e tu non riderai,
cosa non darei,
per stare su una nuvola.

Grande la citta’, grande,
guarda la.
Grandi novita’
macchine veloci, genti piu’ capaci
guarda quante societa’
quante non si sa
quanti vincono, altri muoiono
io non lo so

cosa non farei
io non voglio perdere
non ridere
cosa non darei
per vivere su un’isola.

Cosa non farei, io non voglio perdere
non ridere
cosa non darei
per vivere una favola.

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Secessione e riproduzione

Posted by janejacobs su gennaio 8, 2009

Esiste qualche tipo di intervento o discontinuita’ o qualche altro tipo di transazione del declino a cui le nazioni possano fare ricorso per arrestare l’inesorabile instabilita’ che contraddistingue le loro economie?

 

Una metafora usata da alcuni matematici per illustrare la il concetto di discontinuita’ e’ quella di un cane che, quando avverte un pericolo, l’unica cosa che non puo’ fare e’ restarsene fermo. Il cane deve fare qualcosa di radicalmente diverso: prepararsi ad attaccare o scappare. In un modo o nell’altro deve creare una discontinuita’.

 

Una nazione disorganica che entra in fasi sempre piu’ prolungate di recessione e cha ha accumulato instabilita’ e stress e’ nella stessa situazione di discontiuita’ del cane in pericolo. La nazione non puo’ stare ferma, deve attaccare il problema creando transazioni del declino, oppure deve fuggire e lasciarsi il pericolo alle spalle.

 

Puo’ la nazione scappare dalle difficolta’ economiche quando esse diventano insolubili? Se si’ come puo’ farlo? E’ possibile che scappando, una nazione risolva le instabilita’ economiche e gli stress che si sono accumulati?

 

Sin da piccoli ci hanno insegnato che fuggire dai problemi non aiuta a risolverli. Tuttavia, nella vita reale talvolta scappare dai problemi e’ una soluzione, sia come suggerisce la metafora del cane che scappa davanti ad un pericolo, sia come spesso ci suggerisce la nostra esperienza di vita. Quante volte abbiamo risolto un problema evadendolo? Quante volte rimpiangiamo di non aver evaso un problema quando eravamo ancora in tempo?

 

L’equivalente della fuga per un’unita’ politica sovrana e’ quello di resistere alla tentazione di iniziare transazioni del declino con sussidi assistenziali e spese militari evitando di mantenere unita la nazione. La discontinuita’ radicale sarebbe la divisione di una singola entita’ nazionale in una famiglia di piccoli stati sovrani, non quando le cose hanno raggiunto uno stato inguaribile di degrado e di discontento, ma prima, quando le cose vanno relativamente bene.

 

In una societa’ nazionale, la moltiplicazione di stati sovrani sarebbe un accompagnamento normale, non traumatico dello sviluppo economico in se’ e aumenterebbe la complessita’ della vita economica e sociale. Alcuni piccoli stati sovrani a loro volta si dividerebbero ulteriormente, si riprodurrebbero allo stesso modo in cui si riproducono le cellule di un organismo.

 

Una nazione che si comporta in questo modo sostituirebbe all’istinto di sopravvivenza della propria entita’, un’altro istinto che e’ presente nel mondo umano e animale: quello della riproduzione. In questa fantasia utopistica, giovani stati sovrani si dividerebbero dalla nazione madre che direbbe loro, come un padre ai suoi figli:

 

“Buona fortuna a te e alla tua indipendenza! Ora vai e fai del tuo meglio per generare o mantenere citta’ e regioni creative e tutti noi staremo meglio. Noi non ti discrimineremo erigendo barriere e tariffe al commercio e anche se tu dovessi erigere barriere al commercio contro di noi, noi tollereremo questo atteggiamento senza rancore.”

 

Continua…

 

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Cinesi di campagna, cinesi di citta’

Posted by janejacobs su gennaio 7, 2009

La tabella sottostante mostra alcune differenze di stili di vita tra cinesi di campagna e cinesi di citta’. I dati si riferiscono alla percentuale di case con un computer, un condizionatore, ecc.

  Campagna Citta’
Computer 4% 54%
Condizionatore 9% 95%
Macchina fotografica 4% 45%
Video Registratore 3% 15%
Frigorifero 26% 95%
Telefono cellulare 78% 165%
Stereo Hi Fi 14% 30%
Lavatrice 46% 97%
TV a colori 94% 138%
Telefono fisso 68% 91%
Bisicletta 98% 118%
Ventilatore elettrico 152% 175%
Motocicletta 49% 25%

 

Fonte: Ceic

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Recessione, assistenzialismo e recessione

Posted by janejacobs su gennaio 6, 2009

Le nazioni o gli imperi non recessione per loro scelta. Esistono particolari circostanze che sono intrinseche nei territori e che non possono cambiare, per quanto i governi si oppongano. Il Giappone Centrale deve fornire sussidi assistenziali al Giappone Settentrionale e al Giappone Meridionale perche’ e’ li’ che si sono differenze economiche e perche’ se i Governo Centrale non fornisse sussidi tali differenze aumenterebbero e gli standard di vita ed i servizi pubblici nelle aree arretrate sarebbero cosi’ diversi da diventare politicamente e moralmente inaccettabili. Il Nord Italia fornisce aiuto al Sud perche’ il bisogno del Sud e’ cosi’ grande che lo Stato Italiano deve organizzare tali sussidi per combattere il possibile collasso di una gran parte del Paese. La Germania aiuta le regioni agricole Francesi perche’ se non lo facesse, l’Unione Europea si distruggerebbe e la Francia insiste sui sussidi come condizione della sua appartenenza all’Unione Europea perche’ altrimenti non sarebbe in grado di contenere la rabbia dei suoi contadini o il desiderio di separatismo nel Sud del Paese. Il Canada tiene a bada i separatisti del Quebec attraverso sussidi pubbilci cosi’ come gli Inglesi hanno fatto con gli Scozzesi. I pensionati hanno bisogno delle pensioni; i villaggi economicamente morti e le citta’ stagnanti hanno bisogno di sussidi pubblici. Le citta’ degli Stati Uniti Sud Occidentali hanno prosperato mentre quelle del Nord sono cadute in disgrazia, grazie ai sussidi procurati da continui lavori militari e ad altre forme di sussidi domestici.

Tuttavia, queste transazioni del declino non risolvono nulla, ne’ in Giappone, ne’ in Italia ne’ in Francia, ne’ in Canada ne’ negli Stati Uniti. La mancanza di citta’ in grado di rimpiazzare le importazioni nelle regioni povere di questi paesi e’ la vera causa dell’arretratezza di queste regioni e non esiste al mondo sussidio in grado di ovviare economicamente a questa mancanza.

 

Continua…

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Gas Russo

Posted by janejacobs su gennaio 5, 2009

La tabella qui sotto riassume la dipendenza di gas dei Paesi Europei dalla Russia e mostra la percentuale di consumi energetici provenienti dal gas sul consumo energetico totale. Le unita’ di gas sono espresse in miliardi di metri cubi (mmc).

 

Paese Gas  Consumo totale  % Gas % Gas sul consumo
Russo (mmc) di Gas (mmc)  Russo energetico totale
Austria 6.9 9.4 73% 25%
Belgio 0.6 17 4% 21%
Bulgaria 2.9 3 94% 13%
Rep. Ceca 7.4 8.5 87% 18%
Finlandia 4.3 4.3 100% 14%
Francia 10 45.2 22% 15%
Germania 34.4 87.2 39% 24%
Grecia 2.4 3.2 74% 8%
Ungheria 8.8 12.5 70% 46%
Italia 22.1 77.1 29% 38%
Olanda 3 38.3 8% 37%
Polonia 7.7 13.7 56% 13%
Portogallo 0 4.1 0% 14%
Romania 4 17 23% 39%
Slovacchia 5.5 5.5 100% 28%
Spagna 0 33.4 0% 21%
Svezia 0 0.8 0% 2%
UK  8.7 90.8 10% 36%
Total eEuropa 128.5 470.9 27%
Ucraina 59 80 74% 43%

 

 

Fonte: BP, Gazprom

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Finanza creativa

Posted by janejacobs su gennaio 5, 2009

I giorni della finanza creativa spacciata agli enti locali Italiani come servizi di investimento dai banchieri d’affari di Londra sono finiti.

Qualcuno ora dovra’ pagare il conto, si parla di un buco di €35 miliardi.

Ecco un resoconto dello scandalo raccontato sulla stampa inglese.

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Richard Florida su Jane Jacobs

Posted by janejacobs su gennaio 3, 2009

Il video qui sotto riporta una lezione di  Richard Florida ai dipendenti di Google qualche mese fa. Il video dura circa uun’ora. Segnalo in particolare a partire dal diciassettesimo minuto il trubuto che Richard Florida offre a Jane Jacobs per aver scritto “Le citta’ sono la ricchezza delle nazioni”. Buona visione.

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Il carico e le capacita’ delle nazioni

Posted by janejacobs su gennaio 2, 2009

Un gruppo di scienziati politici associati con il Centro di Ricerca dell’Universita’ di Princeton sulle Istituzioni Politiche Mondiali ha studiato la dissoluzione o disintegrazione di unita’ politiche sovrane – nazioni, imperi, confederazioni – accaduti in tempi recenti o nel passato.

 

L’oggetto di tale studio era di determinare quali sono le forze comuni, se ce ne sono, che portano alla disintegrazione politica. I ricercatori di Princeton hanno concluso che il “carico” sopportato dalle unita’ politiche fallite e’ aumentato, mentre allo stesso tempo le sue “capacita’” sono diminuite. Ma quali sono il “carico” e le “capacita’” in concreto? 

 

“Eccessivi impegni militari” erano identificati come un fattore che aumentava inevitabilmente il “carico”. I ricercatori hanno definito “eccessivi” gli impegni militari continui e prolungati, sottolineando che storicamente, brevi guerre prese singolarmente, non hanno portato alla dissoluzione politica (anzi al contrario spesso l’espansione territoriale effettuate attraverso brevi guerre di espansione che ha portato all’intensificazione dell’unita’ politica) ma il peso di impegni militari prolungati ha spesso presagito al fallimento politico e alla disintegrazione. Le altre due maggiori componenti di “carico” per le nazioni sono i “sostanziali aumenti della partecipazione politica per conto della popolazione, delle regioni o degli strati sociali che prima erano politicamente passivi” e la consapevolezza politica di “differenziazione etnica o linguistica” fra i gruppi regionali all’interno di una nazione. Ciascuno di questi, naturalmente, porta all’uso di sussidi assistenziali o alle forze che generano il discontento.

 

Per quanto riguarda la riduzione delle “capacita’” che portano alla disgregazione delle nazioni, la principale e’ stata definita come la “prolungata stagnazione economica”. Dobbiamo ricordare che le nazioni o gli imperi si trovano in una situazione di recessione economica per una loro scelta. Esistono particolari circostanze che sono intrinseche nei territori e che non possono essere modificate nemmeno dal piu’ potente degli imperi.

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Shirakawa-go

Posted by janejacobs su gennaio 1, 2009

In questo piccolo paese di montagna Giapponese esiste una particolare tradizione architettonica per cui grandi case vengono costruite in legno con tetti di paglia senza utilizzare nemmeno un chiodo. Questi tetti sono resistenti agli inverni piu’ ventosi e nevosi  e alle estati piu’ calde e umide. Ogni tetto di paglia e’ costruito cosi’ bene che dura circa una generazione e quando va cambiato occorre lo sforzo di tutti gli abitanti del paese per trasportare e collocare in concerto la paglia nello spazio di una giornata. A Shirakawa-go l’unione fa la forza, per tradizione.

Cliccare qui per leggere dello sviluppo di un altro interessante villaggio Giapponese: Shinohata.

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