Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Lezioni per l’Italia dalla bolla del fotovoltaico Spagnolo

Posted by janejacobs su febbraio 24, 2009

Alcuni esperti del fotovoltaico mettono in guardia dallo scoppio della bolla fotovoltaica in Spagna. Nel 2007-2008 tutti gli indicatori per l’industria fotovoltaica Spagnola erano positivi: era facile ottenere credito, il prezzo del petrolio saliva, l’economia Spagnola era in crescita. Ora l’industria fotovoltaica Spagnola e’ in difficolta’ a causa del basso prezzo del petrolio, della recessione, della difficiolta’ nell’ottenere finanziamenti e, come se non bastasse, la Spagna ha tagliato del 30% gli incentivi all’installazione di pannelli solari. Molte societa’ fotovoltaiche Spagnole hanno percio’ annunciato licenziamenti poiche’ i profitti delle industria fotovoltaica dipendono dagli incentivi governativi e dalla domanda interna. Cio’ che il caso Spagnolo ha mostrato non e’ che bisogna per forza fissare incentivi alti, ma che tali incentivi devono essere stabili nel tempo per garantire una certezza nell’investimento e lo sviluppo di una filiera produttiva locale che rimpiazzi le importazioni dall’esterno in attesa che l’industria fotovoltaica stia in piedi senza sussidi.

 

Oggi gli incentivi piu’ generosi al solare sono concessi dall’Italia (vedi qui), il mercato sta crescendo rapidamente e sta beneficiando di prezzi dei moduli sempre piu’ bassi. Fortunatamente il taglio agli incentivi minacciato dal “nuclearista” Scajola nel decreto milleproroghe non si e’ fatto. L’Italia dovrebbe diventare il secondo mercato per il fotovoltaico entri il 2010 e l’inustria fotovoltaica Itaiana dovrebbe camminare con le sue gambe (senza sussidi pubblici) entro il 2012.

 

 Continua…

 

Una Risposta to “Lezioni per l’Italia dalla bolla del fotovoltaico Spagnolo”

  1. Luca said

    Per capire la levatura morale dell’uomo che vuole tagliare gli incentivi:

    17 agosto 2008
    ROMA — Torna il volo tra Albenga e Roma. La notizia, comparsa su La Stampa e rilanciata da Dagospia, è stata comunicata a Pietro Balestri, presidente della società che gestisce l’aeroporto (Ava) dal gabinetto del ministro Scajola. «Mi ha telefonato Giuseppe Guerrera, il segretario del ministro — ha detto Balestri —, per comunicarmi che, grazie allo stanziamento di un milione di euro, il ripristino del collegamento era cosa fatta. Aveva ricevuto la notizia ufficiale da Silvano Manera, dg dell’Enac».

    Soddisfatto il vicesindaco di Villanova, che ringrazia il ministro Claudio Scajola, che abita nella vicina Imperia, per il milione di euro stanziato per il suo aeroporto: «Spero di poter velocizzare l’iter burocratico in ogni modo», cosicché, «prima di dicembre si torni a decollare verso la capitale». Ma ha senso un collegamento aereo Albenga-Roma? La tratta è stata già inaugurata due volte, nel 2002 e nel 2004 e per due volte soppressa. Ora il finanziamento consente di ripartire. Questa volta però l’Alitalia non c’entra, fanno sapere dall’entourage del ministro, è un finanziamento dato all’aeroporto di Albenga. Tratto dal fondo destinato agli aeroporti in fase di start up. C’è da dire però che il volo Albenga-Fiumicino è già stato ripristinato, con dei Charter, il 14 luglio scorso, assieme a quello per Malpensa, Bastia (Corsica) e Tortolì (Sardegna). Sono Atr da 66 posti che non riscuotono enorme successo. Secondo fonti aeroportuali non sono rari i voli per Fiumicino con 8-10 passeggeri.

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