Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

L’eredita’ di Firenze

Posted by janejacobs su aprile 18, 2009

Firenze, Palazzo Vecchio visto dagli Uffizi

Fra il tredicesimo ed il sedicesimo secolo Firenze ha dato alla luce una delle piu’ fiorenti economie d’Europa, creata dal genio dei suoi imprenditori, dei suoi banchieri e dei suoi mecenati. Firenze in un certo senso e’ stata una delle culle del capitalismo moderno.

Firenze era diventata una delle citta’ industriali piu’ sviluppate dell’Europa Medievale e Rinascimentale. La sua risorsa naturale principale era il fiume Arno, un fiume che scorreva veloce e che produceva energia ed acqua all’industria e che forniva accesso al commercio con le citta’ costiere.

Ma una risorsa ancora piu’ grande di forza era l’imprenditorialita’ e l’ingegno dei suoi imprenditori che si misero a trasformare la fiorente industria locale della lana in una grossa industria multinazionale che si fondava sull’importazione di lana di migliore qualita’ inizialmente dall’Inghilterra e poi dalla Spagna per fabbricare i tessuti della migliore qualita’ venduti poi a prezzi altissimi in tutta Europa.

Gia’ nel 1340 l’economia era sufficientemente robusta da sopravvivere alla bancarotta dei suoi piu’ grandi banchieri , i Bardi ed i Peruzzi, dopo che il re d’Inghilterra Edoardo III si era rifiutato di ripagare loro i debiti della guerra dei cento anni e a sopravvivere alla terribile epidemia di peste nera che uccise circa un terzo della popolazione Europea e due terzi della popolazione di Firenze.

I Medici, che sono generalmente ricordati come i piu’ grandi banchieri di Firenze in realta’ non erano fondamentali per l’economia della citta’. Infatti, quando la loro banca falli’ nel quindicesimo secolo, la loro bancarotta non ebbe un grande effetto sulle finanze cittadine.

L’industria bancaria si sviluppo’ a Firenze grazie all’invenzione del sistema delle lettere di cambio, un sistema che inizialmente permetteva di pagare le merci senza il rischio (allora elevatissimo) di dover trasportare ingenti quantita’ d’oro, e che in seguito si era trasformato in un metodo per evadere le tasse ecclesiastiche ed era diventato infine una forma di prestito. I mercanti fiorentini avevano esteso i loro traffici dal mercato dei cambi al mercato del credito trasformandosi di fatto nei primi banchieri e capitalisti moderni.

I banchieri fiorentini divennero immensamente ricchi, anche se avevano solo un ruolo minore nell’incanalare investimenti diretti nel sistema produttivo ed industriale di Firenze e preferivano prestare per finanziare le guerre nazionali dei re di mezza Europa. L’industria manifatturiera era prevalentemente autofinanziata; il commercio tessile si fondava su tanti piccole botteghe di tessitura che non richiedevano grandi capitali.

Gli uomini d’affari Fiorentini pero’, non avevano un istinto competitivo ed il loro comportamento in citta’ ed all’estero rivelava un forte spirito corporativo.

Ad essi tuttavia non mancava l’abilita’ di saper spendere le proprie fortune. I ricchi spendevano le loro fortune in beni di lusso per i loro palazzi e si vestivano con i tessuti piu’ pregiati. La ricchezza e l’esibizionismo dei ricchi fiorentini incoraggiarono un’esplosione di talento artistico nella pittura, nella scultura, nell’architettura e nella decorazione. Il mercato dell’arte a Firenze a quel tempo non era grande come quello di Anversa e di Bruges e a Firenze c’erano solo un terzo dei pittori che c’erano a Bruges. Gli artisti Fiorentini erano tuttavia sempre pieni di lavoro per soddisfare le esigenze dei ricchi mercanti locali. I piccoli borghesi invece si dovevano accontentare dell’arte inferiore prodotta dagli artisti Fiamminghi. Giorgio Vasari ricorda che nel sedicesimi secolo non c’era calzolaio a Firenze che non avesse in casa un quadro Fiammingo”.

Entro il diciassettesimo secolo Firenze aveva perso il primato di capitale finanziaria d’Europa a favore di citta’ come Genova e Anversa. E anche se le sue manifatture di lana rimanevano ottime, il mercato era in declino terminale.

La lana e le banche hanno reso Firenze una delle citta’ piu’ ammirate nell’Europa Rinascimentale, ma la riduzione di queste attivita’ non ha cancellato Firenze dalla mappa Europea. La ricchezza di Firenze fu riciclata e investita in capitale umano e trasformata nel patrimonio della sua architettura urbana e in una tradizione artistica e di artigianato ineguagliata in altre citta’.

 Fonte: R. Goldthwaite

Continua…

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Una Risposta to “L’eredita’ di Firenze”

  1. Mi è piaciuta la citazione finale su Genova ed Anversa, 2 città a mio parere molto belle anche se TROPPO diverse da Firenze

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