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La Bolla dei Mari del Sud (Parte Seconda)

Posted by janejacobs su aprile 21, 2009

La maggiore fonte di profitti della Compagnia dei Mari del Sud fu la tratta degli schiavi provenienti dall’Africa e la loro vendita nelle Americhe. Grazie al trattato di Utrecht, l’Inghilterra aveva il diritto esclusivo di vendita degli schiavi Africani in America del Sud.

La Compagnia dei Mari del Sud aveva una quota di 4,800 schiavi all’anno e nonostante i suoi problemi finanziari, la Compagnia ebbe un notevole successo nel commercio di schiavi, almeno in confronto a simili compagnie dell’epoca. Nel corso di 96 viaggi in venticinque anni, la Compagnia dei Mari del Sud acquisto’ 34,000 schiavi e riusci’ a trasportarne 30,000 attraverso l’Atlantico a destinazione nelle Americhe. Il tasso di mortalita’ degli schiavi era fra i piu’ bassi dell’epoca. Specialmente se si considera che in quegli anni gli impiegati ed i direttori della Compagnia dovettero fronteggiare due guerre contro la Spagna e lo scoppio della Bolla dei Mari del Sud.

Nel 1719 la Compagnia dei Mari del Sud propose uno schema in cui comperava piu’ della meta’ del debito pubblico Britannico con nuove azioni, e prometteva cedole del 5%. Gli altri detentori del debito Britannico erano la Banca d’Inghilterra e la Compagnia delle Indie. Il resto rimaneva nelle di altri investitori privati piu’ o meno piccoli. L’anno seguente la Compagnia dei Mari del Sud arrivo’ ad acquistare acquistare dagli altri investitori circa l’80% del debito pubblico Inglese.

Dopo questa operazione, la Compagnia si mise a mettere in giro ogni tipo di voci per far aumentare il valore delle proprie azioni. Tali voci vennero inizialmente ascoltate e diedero vita ad una vera e propria mania speculativa. A gennaio del 1720 il prezzo di un’azione della Compagnia era a £125, a Febbraio a £175, a Marzo a £330, a Maggio a £550.

Le azioni della Compagnia venivano “vendute” ai politici al loro prezzo di mercato, tuttavia essi, anziche’ pagare in denaro, le tenevano su un conto e si riservavano il diritto di rivenderle come e quando volevano per poi ricevere i profitti. Questo sistema serviva a convincere i politici piu’ potenti della bonta’ di quell’investimento e ad allineare gli interessi finanziari dei potenti a quelli della Compagnia dei Mari del Sud. I politici, al fine di assicurarsi i profitti, contribuivano a mettere in giro ulteriori voci per farne aumentare il prezzo. Intanto la Compagnia rendeva pubblico il nome degli azionisti piu’ potenti e famosi facendo in modo di cingersi di un’aura di rispettabilita’ che attrasse un numero sempre maggiore di compratori.

Per arginare questa follia speculativa nella Compagnia dei Mari del Sud ed in altre simili Compagnie, il Parlamento Inglese promulgo’ una legge che imponeva il permesso regale per la fondazione di una nuova societa’ per azioni. Questa legge passo’ poi alla storia come “La Legge della Bolla” dopo lo scoppio della Bolla dei Mari del Sud. La Compagnia dei Mari del Sud entro’ in possesso di tale permesso reale, cosa che fece impennare le azioni a £890. Questo apice incoraggio’ numerose persone a vendere le loro azioni. Per controbilanciare queste vendite, i direttori della Compagnia ordinarono ai loro agenti di comprare le azioni, facendo rimbalzare il prezzo a £750.

Il prezzo dell’azione era quasi decuplicato in meno di un anno e la follia della Bolla aveva contagiuato una nazione intera, dai piu’ ricchi ai piu’ poveri. Il prezzo delle azioni della Compagnia raggiunse le mille sterline entro l’Agosto del 1720 e le vendite a quel prezzo furono cosi’ massicce che spinsero il prezzo delle azioni entro la fine dell’anno a £100, causando la bancarotta di tutti coloro che avevano comprato le azioni a credito.

I fallimenti si estesero ai vari prestatori di soldi che non potevano riscuotere i prestiti che concesso a chi si era indebitato per comprare le azioni della Compagnia, e a molti membri dell’aristocrazia che si erano rovinati. Visto l’oltraggio degli investitori, il Parlamento inizio’ un’inchiesta a Dicembre del 1720. L’inchiesta dimostro’ varie frodi da parte dei direttori della Compagnia e vari casi di corruzione nel Governo. Fra gli accusati c’erano il ministro delle finanze ed altri ministri.

Il successivo ministro delle Finanze Robert Walpole,  dovette intrudurre nuove misure legislative per far tornare la fiducia dei citttadini. Sotto la guida di Walpole, il Parlamento tento’ di affrontare la crisi finanziaria. I beni personali dei direttori della Compagnia dei Mari del Sud vennero confiscati e usati per ripagare creditori. Le azioni della Compagnia dei Mari del Sud vennero ripartite fra la Banca d’Inghilterra e la Compagnia delle Indie. Inoltre si propose una risoluzione al Parlamento di legare i banchieri in sacchi pieni di serpenti e di lanciarli nel Tamigi, cosa che non avvenne.

La compagnia continuo’ il suo commercio fino alla fine della guerra dei Sette anni. Tuttavia, la sua funzione rimase la gestione del debito pubblico Britannico, anziche’ il commercio con le colonie Spagnole in Sud America. La Compagnia dei Mari del Sud venne finalmente abolita nel 1850.

 

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Una Risposta to “La Bolla dei Mari del Sud (Parte Seconda)”

  1. Anonimo said

    non è completo il testo perché c’è bisogno anche di uno schema se una persona non capisce bene le parole e di conseguenza il testo
    At

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