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Influenza suina, alcune riflessioni

Posted by janejacobs su maggio 6, 2009

Circa ogni cent’anni il genere umano si trova alle prese con una nuova epidemia di influenza. L’ultima grande epidemia di influenza fu la cosiddetta Spagnola che fra il 1918 ed il 1919 infetto’ centinaia di milioni di persone e uccise circa cento milioni di persone. L’influenza Asiatica del 1957 uccise due milioni di persone, mentre quella del 1968 ne uccise un milione. Ci sono stati anche vari falsi allarmi come l’influenza suina del 1976 che netli Stati Uniti porto’ alla vaccinazione di 40 milioni di Americani e alla morte per vaccinazione di 30 persone, piu’ di quelle effettivamente uccise da quell virus.

La recente influenza suina ha mietuto relativamente poche vittime fino ad oggi. Ma e’ troppo presto per cantare vittoria, perche’ questa influenza, come le altre, potrebbe espandersi a fasi alterne e le fasi successive potrebbero essere molto piu’ devastanti di quella attuale. Qualunque sara’ l’esito di questa influenza suina, gli esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’ sono convinti che e’ solo una questione di tempo prima che un’epidemia di influenza di grosse proporzioni colpisca il pianeta.

L’influenza Spagnola del 1918-1919 uccise circa il 3% della popolazione mondiale. Se pensiamo a quanto cara abbiamo la vita dei nostri figli, coniugi, genitori e familiari e che centinaia di milioni di figli, coniugi, genitori e familiari potrebbero morire, il mondo si troverebbe a perdite incalcolabili dal punto di vista economico oltre che affettivo.

Alcuni esperti sostengono che una moderna influenza di portata simile all’influenza Spagnola ucciderebbe meno persone, e che le morti sarebbero concentrate soprattutto nei paesi poveri. Importanti sviluppi nel mondo della medicina potrebbero abbassare il numero di morti. Tuttavia, l’esplosione della popolazione negli ultimi cent’anni, la crescita delle citta’ a spese delle campagne e lo sviluppo degli spostamenti aerei di persone e merci potrebbe facilitare notevolmente la contaminazione.

Per questo si ritiene che non sia possible sbarrare le frontiere o limitare la liberta’ di movimento a merci e persone per arginare l’influenza e che la cura piu’ giusta per evitare un’ecatombe sia la vaccinazione conto i nuovi virus ed il Tamiflu. Naturalmente potrebbero presto emergere nuovi virus contro cui non ci si possa vaccinare o contro cui non si possa usare con efficacia il Tamiflu. Tuttavia le societa’ farmaceutiche in questo momento hanno a disposizione notevoli risorse scientifiche e di capitale umano per studiare velocemente rimedi a queste nuove influenze.

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2 Risposte to “Influenza suina, alcune riflessioni”

  1. Arthur said

    Cioè, dopo che negli ultimi 100 anni le abitudini igieniche sono arrivate a livelli mai raggiunti, quasi compulsive,la sterilizzazzione del cibo a giunta a livelli quasi paradossali tra veleni e raggi gamma, dopo che il bestiame subisce controlli sanitari, e dopo che le salme vengono deposte in ambienti idonei, mi vengono a dire che la probabilità di pandemie è sempre uguale, e quindi bisogna fare ancora riferimento ai dati storici?

    Ah già, i virus mutano.
    Mondo ladro.

  2. Corilo Il Magnifico said

    Eh… E’un casino… Daltronde si evolve l’essere umano, si evolvono anche i virus. Per quanto si possa cercare di scamparne ci si deve rendere conto che altri esseri come noi hanno l’innato bisogno di sopravvivere e procreare, sempre a discapito di altri. L’umano in particolare sta cercando di sottomettere la natura alle sua volontà, ma ciò che non capiamo è che come quando ci sono troppi leoni alla fine non ci sono più gazzelle, i leoni muoiono uno ad uno fino a quando con pochi predatori le gazzelle torneranno in numero, a ristabilizzare l’equilibrio, ugualmente l’essere umano sta consumando tutto ciò che ha a disposizione. Grazie alla sua tecnologia può rimandare la riequilibrizzazione naturale, ma non potrà mai evitarla… E quando avverrà sarà un vero e propio cataclisma, e più la si evita, la si rimanda, più sarà tremenda…

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