Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

La secessione del Mezzogiorno d’Italia

Posted by janejacobs su luglio 19, 2009

Il 16 Luglio 2009 l’Associazione per lo Sviluppo Industriale del Mezzogiorno (Svimez) ha presentato a Roma il suo ultimo rapporto sull’economia del Sud. Alla presentazione del rapporto erano presenti i governatori Campania e Calabria e autorevoli politici.

Il rapporto descrive con puntualita’ cose gia’ note e ha provocato la reazione del presidente dela Repubblica. I giovani Meridionali che possono emigrano, non c’e’ lavoro, la criminalita’ frena lo sviluppo, il Sud sprofonda nella classifica della ricchezza ed e’ incapace di sfruttare le proprie (numerose) risorse naturali ed umane.

Intanto stanno maturando movimenti politici per una maggiore indipendenza del Sud. Questi articoli su Sardegna, Sicilia e Campania mostrano come stiano emergendo movimenti indipendentisti in regioni fiere e con un passato glorioso trasformate in terzo mondo dalla Storia e dall’Unita’ d’Italia.

Questo blog crede che l’autonomia sia fondamentale per risvegliare l’economia di queste terre. Nella speranza di dare un contributo ai fermenti in corso propongo i link alle lezioni di Jane Jacobs (tradotte qui in Italiano) su secessione, emigrazione, su come gestire il cambiamento e su come evitare il declino economico.

Clicca qui per le mie previsioni sulla ricchezza del Sud da qui al 2030.

Qui sotto alcuni link sul tema:

MPA

Gianfranco Micciche’

Marco Travaglio

Unart Group

Decidiamoinsieme

Rete Sud

Antonio Bassolino

23 Risposte to “La secessione del Mezzogiorno d’Italia”

  1. Arthur II said

    SeceSsione, hai commesso un errore di svista nel titolo.

    Sono d’accordo, quando lo stato centrale non è in grado di provvedere allo sviluppo dei suoi territori, non vedo perchè non lasciare che questi ultimi provino a svilupprsi in modo autonomo nei rispetti dell’uomo.

    Ora ti faccio una domanda più impegnativa: credi che sia possibile per una regione Italiana proclamarsi indipendente nel 2009?

    Saluti

    • janejacobs said

      Arthur, grazie della correzione.

      Per quanto riguarda la tua domanda impegnativa, io credo che non dovrebbero esserci problemi se la Repubblica Italiana e la regione che volesse dichiararsi autonoma collaborano con spirito di reciproco rispetto e fratellanza. Basterebbe un cambiamento della costituzione e la risoluzione di alcuni problemi pratici (polizia, difesa, ecc.).

      In passato pacifiche secessioni sono accadute a Singapore, in Norvegia, in Slovacchia e in molti Paesi Africani e Sud Americani.

    • antonio said

      il diritto internazionale lascia ai popoli il principio dell’autodeterminazione dei popoli, quindi in presenza di una forte maggioranza, (che non e’ emersa finora neanche nel lombardo veneto) sarebbe teoricamente e giuridicamente possibile

  2. Antonio said

    La seccessione é l’unica speranza per il SUD, se questa non viene presa in considerazione o ostacolata, automaticamente si apre la via della rivoluzione armata,é solo questione di tempo.

  3. mitalo said

    La secessione per il sud??? Il sud per mentalità , di incapacità di gentione finanziaria e disinteresse della popolazione non ne verrà mai fuori! e, non venitemi a dire che la Sicilia a statuto autonomo sia il fiore all’acchiello dell’italia, semmai il contrario, un enorme imbuto succhia soldi che sperpera per incapacità gestionale e per mentalità. Questo è solo un esempio e limitiamoci solo a questo poichè il problema è la secessione.
    La secessione porterebbe il sud ad essere come il Kosovo il Montenegro dove il malaffare il contrabbando diventerebbe l’industria del sud, droga, armi e soprattutto simpatia da parte di tutti gli stati canaglia verso il sud come come linea di sfondamento verso l’Europa, come del resto ha fatto Garibaldi e gli stessi americani. La mafia dell’estero userebbe il sud come una portaeri per scambi da mondo arabo e l’america latina e l’europa. Non penso di vedere il sud come lo vedete voi: tutto fiorito con industrie che non inquinano e dove l’economia è talmente florida che basta lavorare poche ore, dove tutti sono dottori avvocati e dentisti. Per creare industria stabile economia stabile ci vogliono parecchi lustri e forse conviene che come al solito vi arrivino i soliti soldi.

  4. Gordon said

    @Mitalo: come pensi che voi “gente rispettabile del nord” abbiate fatto i soldi, chi ha portato avanti le fabbriche col proprio sudore e a volte ( aimè troppe volte ) con il sangue.
    Se la situazione nel nostro bel SUD ( io sono CALABRESE ) fosse un minimo migliore a livello politico-legale e la gente del sud tornasse a casa avreste solo gli estracomunitari da inserire nelle vostre fabbriche ( forse li sfruttereste di +) e in un tale scenario ( con il sud in ripresa ) penso che molti dei cervelli che sono scappati dal sole dal mare e dal vento tornarebbero nelle loro città e nei loro paesi …. Per quanto sono cinico ciò che ho scritto è pura utopia però vorrei apostrofare che non avete il diritto di sentirvi superiori poichè siete voi i primi compratori della coca che arriva nelle coste del sud e siete sempre voi i primi a mandare la vostra me..a tossica al sud … senza di noi siete nulla, niente ….

    Saluti

    Gordon

  5. carlson said

    Gordon, vuoi farci credere che tutto il benessere del nord ci e’ stato concesso dal sud? Non vedo molti operai meridionali nelle piccole imprese bergamasche e venete. Ne vedo molti di piu’ nelle scuole, nei tribunali, nelle forze dell’ordine. Ci avete colonizzato e ci avete portato la vostra mentalita’ levantina, oltre a criminalita’ e disordine. Se volete la secessione il nord pur di darvela dovrebbe accollarsi tutto il debito pubblico italiano.
    Sapete quanto durereste da soli? quanto il battito d’ali di una farfalla.
    Siete cosi’ voi “terroni”, piagnucolosi e sempre attenti a dare a qualcun altro le vostre colpe.

    Carlson

    • janejacobs said

      Il commento di Carlson qui sopra rischia -a mio umile giudizio- di essere interpretato come commento razzista quando parla di mentalita’ levantina, criminalita’ e disordine come di caratteristiche tipiche dei meridionali. Mi pare ancora piu’ razzista quando qualifica i “terroni” come piagnucolosi e sempre attenti a dare a qualcun altro le proprie colpe.

      Spero di sbagliarmi, e Carlson potra’ replicare qui sempre ed in ogni modo.

      Tuttavia, pregherei tutti coloro che interventono ad astenersi da commenti che qualificano una etnia, cultura o razza con caratteristiche ben precise come “innate”.

      Il problema del Sud Italia e’ sentito molto sia al Nord che al Sud, ma atteggiamenti che sconfinano nel razzismo, secondo me, allontano da ogni soluzione positiva.

      In tema di economia e organizzazione della societa’ ci ispiriamo a Jane Jacobs https://janejacobs.wordpress.com/category/duecento-anni-di-teorie-economiche-da-buttare/.

      In tema di atteggiamento verso il prossimo ci ispiriamo a

      * Giovanni 13, 34 http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Gv13%2C34&formato_rif=vp
      e
      * Rousseau http://it.wikipedia.org/wiki/Buon_selvaggio

    • antonio said

      l’antimeridionalismo provochera’ l’antisettentionalismo quello che sinceramente non capisco del popolo settentrionale, in questi anni, e’ la logica suicida (dal punto di vista commerciale) di attaccare il proprio cliente. io sono stato di recente in un piccolo supermercato calabrese: il 75% dei prodotti veniva dal nord ed il 25% dal sud. La diffusione di questi messaggi creera’ nel tempo uno spostamento della domanda verso i prodotti del sud. Il che vorra’ dire non acquistare piu’ prodotti dal nord e pertanto ridimensionamento delle fabbriche ecc. un esempio il Gran Premio di Roma: qulache anno fa nessuno si sarebbe sognato di porre in discussione il gran premio di Monza. Oggi con Monza in piena padania il gran premio d’italia sembra ovviamente giusto farlo a Roma; è logisticamente meglio per il 90% degli italiani. Monza e’ a 30 km dal confine svizzero (patria della megaevasione fiscale del Nord…) e a 1300 da palermo…. e’ questo a quello cui il settentrione punta?
      ma gli conviene veramente? se il lavoratore padano non vende al sud sotto la toscana (ci sono oltre 40 milioni di consumatori li) dove vende? oltr’alpe i prodotti italiani non hanno mai sfondato….

  6. antonio said

    Due opinioni, una sul partito del sud e uno sulla secessione (fiscale) dal nord
    Se il partito del sud propone programmi e non spartizione di fondi pubblici, puo’ essere una buona opportunita’per creazione reale di ricchezza a vantaggio del sistema Italia.
    es. 1) un indice di borsa regionale darebbe piu’possibilita’ alle imprese del sud di reperire capitali dall’estero, considerando che il sud viene visto solo come un sistema di raccolta e non di erogazione
    2)un maggiore “sentiment” del sud convoglierebbe le scelte dei consumatori verso i prodotti e le produzioni locali ad indubbio vantaggio del sistema economico
    3) ricostruire un sistema bancario che investa sul territorio e che non faccia solo raccolta (ES. le banche di credito cooperativo che istituzionalmente investono nel territorio dove raccolgono)
    4) ricostruire un sistema assicurativo che non faccia pagare premi doppi rispetto al nord
    5) infine se c’e’ una lega nord.. che male c’e’se si crea un partito del sud che risponde punto per punto;altrimenti l’opinione comune si consolida sul sud piagnone sprecone e fannullone; sara’ vero per certi episodi ma non e’ cosi come sistema nel suo complesso. Oggi non e’ questo il messaggio che passa
    6) politiche di agevolazioni (fiscali, cost compensation) per i lavoratori che sono costretti ad affrontare mobilita’ territoriale (emigrazione) per motivi lavorativi, in quanto il costo sociale ed economico da loro sostenuto e’ superiore a chi puo’ lavorare nella propria’ citta di origine.

    inoltre
    Al SUD italia (paese low cost) CONVIENE LA SECESSIONE (almeno quella fiscale) DAL NORD (high cost)
    Oggi dove tutti i paesi EU low cost attirano capitali stranieri E CRESCONO DEL 5% ANNUO, in una ITALIA FEDERALISTA dove ognuno se la deve cavare con le risorse del proprio territorio
    LA SECESSIONE CONVIENE AL SUD.
    Senza la centralizzazione delle direzioni sulla ricca ma strapagata Milano si potrebbero avere di nuovo in uno STATO DEL SUD le sedi centrali di banche e assicurazioni (di una BORSA VALORI…..) e di tutte le imprese che se vogliono vendere ai 20 milioni di sudisti aprono una filiale da Roma o Napoli in giu, con tanto di partita iva e ci lascino anche le tasse sugli utili (oggi contabilizzati quasi sempre al nord), risparmiando anche sul costo del lavoro delle direzioni pagando il management del sud molto meno di quello che paga al Nord

    • janejacobs said

      Antonio, sono d’accordissimo con quanto hai scritto. L’unico problema e’ che per esprimere il LOW COST del Sud e per rilanciare davvero la sua economia, si dovrebbe fare uscire il Mezzogiorno d’Italia dall’area euro.

      Un Sud fuori dall’Euro sarebbe di grandissimo vantaggio per i lavoratori e per le classi produttive meridionali che si vedrebbero inondate di investimenti stranieri. D’altra parte, un Sud indipendente e fuori dall’Eurosvantaggerebbe enormemente i lavoratori e dei ceti produttuvi settentrionali agganciati all’area Euro.

      Un’uscita del Sud dall’area euro andrebbe a svanttaggio dei rentiers meridionali i quali hanno influenza sul Governo e sul Parlamento a Roma. Per questo una secessione del Sud e’ improbabile.

      Concludo limitandomi a sperare che la Signora Poli Bortone ed il popolo del Mezzogiorno trovino un po’ piu’ di grinta e decidano di secedere dal Nord, per sprigionare la loro enorme ricchezza a beneficio di tutti, soprattutto dei tartassati lavoratori (o dei poveri disoccupati) del Mezzogiorno.

      • antonio said

        non penso che sia necessario lasciare l’euro anzi.
        il modello irlanda del nord ha dimostrato che basta la fiscalita’ di vantaggio e i fondi europei (bisognerebbe pero’ neutralizzare la criminalita’ organizzata.
        una moneta meridionale sarebbe -by definition- debole in quanto poggierebbe su un capitale di riferimento esiguo: una banca centrale meridionale che garantisca tale valuta non potrebbe avere riserve valutarie infinite. Al primo attacco speculativo il valore della moneta crollerebbe (perche’ durante le crisi valutarie si fugge dalle valute degli stati piccoli e ci si rifugia su euro o dollaro)e poi sono guai …. inoltre chi investirebbe in meridione con il rischio che una parte del patrimonio investito potrebbe andare in fumo in mezza giornata di speculazione? es.io investo un milione di euro in un residence che una volte convertito mi vale un milione di valuta meridionale. Se dopo un anno la nuova valuta vale la meta’ e devo vendere il residence avro’ anche indietro un milione di valuta del sud ma solo mezzo milione di euro dal mio punto di vista –
        Questo e un bel capitolo: e’ il vecchio modo di fare business -tutto italiano- della svalutazione della lira che ha generato solo un incremento dei tassi sul debito pubblico, che stanno pagando tutti gli italiani e maggiori costi per tutte le importazioni (petrolio incluso)
        Cio’ ha generato pero’ tante fortune agli imprenditori del varesotto e dintorni (loro si che ne hanno avuto un bel vantaggio perchè hanno esportato bene scaricando anche a 1400 km di distanza su Palermo il costo del maggior tasso di finanziamento statale e i maggiori costi del petrolio dovuto alla debolezza della vecchia lira….da qui la posizione della lega sul no euro……..) purtroppo essendo il meridione troppo piccola tutta la svalutazione di una nuova valuta si scaricherebbe sui meridionali…..vedi recente caso delle banche islandesi.
        L’economia secondo me insegna meglio puntare sulla fiscalita’ di vantaggio per abbassare il costo di un prodotto locale.

      • janejacobs said

        Antonio, ci sono tanti paesi piccoli con valute indipendenti che non sono soggetti alla speculazione. Norvegia, Singapore, Slovenia, Svizzera, Israele, Repubblica Ceca hanno tutte valute indipendenti relativamente forti. Gli speculatori che attaccano i paesi che non si indebitano troppo sono destinati a perdere i loro quattrini. Si tratterebbe di avere piu’ fiducia nel Sud e nella leva del tasso di cambio, una leva semplice da applicare molto piu’ dei sussidi di cui parli. Se la manodopera al Sud costasse il 60% che nel resto d’Europa ci sarebbero fior di imprese pronte a sbarcare al Sud. Certo, poi il lavoratore meridionale farebbe piu’ fatica a fare le ferie in un paese dell’area euro e a comprare formaggi stranieri, ma forse potrebbe fare piu’ ferie vicino a casa e mangiare molto piu’ formaggio locale. Guarda, la globalizzazione e’ andata troppo lontana e ha creato troppi mostri. E’ora,secondo me, di tornare ad una dimensione piu’ umana e locale. Partendo dalle citta’.

  7. Antonio V. said

    Ognuno se la racconta come vuole,stà di fatto che l’unità d’italia ha ridotto il SUD ad una porcheria economicapolitica.Anche se questa musica non piace alla razza settentrionale, si perchè i settentrionali sono stati gli artefici dell’unità, tutti sanno che hanno invaso, depredato, massacrato, violentato, veri e propi figli di puttana!, questo continua ancora oggi.La mia terra di CALABRIA non ha mai avuto centrali nucleari sul suo territorio eppure si trova circondata da rifiuti di ogni genere di provenienza settentrionale, basta girare sul WEB per capire che dietro questo nostro avvelenamento c’é l’industria settentrionale collusa con i poteri dello stato che a suo tempo é la piu’ grande cupola mafiosa del sistema italia, insieme hanno continuato la mano di sfregio e odio che dal 1861 questa razza perpetua.

    • la prova said

      Veramente la colpa andrebbe tutta(o quasi tutta) ad un solo uomo: Garibaldi.
      Infatti l’Italia unita la voleva solo lui e qualche suo compare, non i Lombardi, i Siciliani, i Veneti e tutte le altre popolazioni che abitano l’italica penisola. Popolazioni che tutte hanno contribuito a dare il mondo un patrimonio letterario, artistico e culinario ma che da sempre sono state profondamente diverse a livello culturale. Sovevano crescere da sole al meglio delle loro possibilità, invece è arrivato Garibaldi, ha unito l’italia e ha scritto una costituzione contronatura (Gli stati cambiano nei decenni spesso, perchè l’Italia non può?)

  8. Piu’ che seccessione del “mezzogiorno d’ Italia” dalla Repubblica Italiana, parlerei di seccessione della Repubblica Italiana dal “Mezzogiorno d’ Italia”.
    La mia e’ una provocazione, ma non sarebbe non plausibile.

  9. sandro said

    è il momento di dire basta, io non mi riconoso in questa _Italia, la vorrei buttare
    da popolo di creatori,inventori,menti eccelse sismo diventati le merdelle d’WEurope
    peggio dei paesi usciti da poco dalle dittature, forse la troppa lebertà ci ha rovinati?
    personalmente penso che siamo stati infettati da dentro, la cultrura Meridionale/araba è perdente sempre e dovunque c’è ilrafgionevole dubbio che la gente dosonesta sia molta di più di quella onesta, c’è qualcuno che mi sprega dove è stato lo sbaglio, spero non solo la politica, perchèrappresenta bene il nostro pensiero
    finchè ci sono più scuole di giurisprudenza di di vere professioni, dove andiamo il famoso p-i-l-ovvero i soldi puliti, quelli che creano il cosi detto benessere nnon lo fanno gli avvocati i notaioe tyttala fuffa che ci portimo dietro da oltre 50 anni
    come ha fatto il veneto popoli di emigranti rurale e agricolo a diventarericco e sano non è per caso che ci sono forse li molte persone oneste, altruiste e di qualità meditate gente meditate. avete un altro esempio. secessione subito ed ogniuno faccia il suo percorso senza sfruttare gli altri. dobbiamo sapere dire basta!!!!!!!

  10. universitario_meridionale said

    Il federalismo fiscale è assurdo, vale a dire che ci saranno contrasti regionali soprattutto a Sud su dove piazzare un lavoro.
    Vi ricordate la rivolta di Reggio Calabria?

    Con il federalismo fiscale dettato dal Nord la secessione del Sud unitario è obligatorio!

  11. Giovanni said

    L’indipendenza del Sud da sola non è sufficente. A questa va aggiunta una seria lotta alla criminalità organizzata e per seria intendo pena di morte per mafiosi sequestro di tutti i beni e confino per le loro famiglie. Inoltre, con l’indipendenza saremmo liberi, finalmente, di decidere noi sulla nostra politica economica senza alcun condizionamento di stampo liberal-massonico.
    W il Sud libero e indipendente.

  12. melchiorre donato said

    Si sbaglia di grosso chi dice che il sud da solo non ce la fa. 150 anni di umiliazioni non vi sono ancora bastati? Si sta costituendo un gruppo il cui fine è trasformare il sud in libero stato. il 17 marzo le bandiere del suditalia dovrebbero essere a mezz’asta.

  13. Ludovico said

    Credo che possa essere di Vostro interesse quanto è stato deliberato dal Consigio Provinciale di Genova nell’anno 2002

    http://www.francobampi.it/liguria/rientro/longhi/verbale_cp.htm

  14. Parlare di secessione e’ sbagliato, perche’ la secessione in maniera consensuale non interessa e non giova ai popoli colonizzati, una secessione avviene tra parti equiparabili, no tra colonizzatori e colonizzati, gli ascari vogliono tirare ancora un ultimo colpo contro la Napolitania e la Sicilia concordando una secessione e quindi accollandosi anche una parte del debito pubblico italiano, che certamente non e’ stato speso per i napolitani e siciliani. La lotta da intraprendere e’ quindi indipendentista, rifiutare tutte le collaborazioni politiche con partiti italiani o sindacati o altre associazioni italiane, rifiutare categoricamente lo stato occupante italiano, quindi la non partecipazione alla partitocrazia parlamentare, bisogna quindi una lotta extra-parlamentare, locale, e risvegliare l’antico popolo napolitano, cosi creando un sano sentimento nazionalitario. La Napolitania ha bisogno di una rivoluzione culturale e sociale prima che partitocratica e geo-politica, si deve conquistare il potere economico e questo si fa creando reti di affari sui nostri territori e boicottando l’economia padana. Bisogna liberarsi degli ascari paese per paese e poi una volta unita la Napolitania sotto la stessa bandiera dichiarare l’indipendenza dallo stato occupante. Una colonia interna governata con un sistema particolare in sintasi: miseria, malavita e clientelismo, non puo’ mai liberarsi per via parlamentare, il meridonalismo e’ fallito, autonomismo anche vedi Sicilia e Sardegna, quindi non si deve parlare di secessione ma di lotta per l’indipendenza che ci portera’ alla conquista di tre liberazioni: sociale, culturale e geo-politica.

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