Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Posts Tagged ‘aiuti’

Assistenzialismo e aridita’

Posted by janejacobs su novembre 6, 2008

Talvolta le citta’ forniscono aiuti spordici ad altre zone in difficolta’; ad esempio, le citta’ ricche spesso aiutano altre citta’ o aree rurali colpite da inondazioni, terremoti, uragani o guerre. In questo caso gli aiuti sono sporadici e non distorcono permanentemente le economie cittadine, non le drenano permanentemente, ne’ le rendendono dipendenti dalla fornitura di beni e servizi per l’aiuto di economie inerti.

I sussidi continui e cospicui sono una transazione del declino e, una volta adottati, la dipendenza da tali sussidi cresce nel tempo come la dipendenza da una droga e la capacita’ locale di generare ricchezza per le popolazioni locali si atrofizza. Quando i sussidi assistenziali ed agricoli sono gestiti da governi responsabili, essi portano benefici. Tuttavia, in un tempo incredibilmente breve – circa in un paio di generaizoni – l’economia di uno stato assistenziale diventa pericolosamente insicura. I programmi assistenziali non possono essere piu’ affrontati nelle dimensioni in cui erano concepiti e possono essere finanziati solo da un aumento del debito pubblico. Questo e’ il motivo per cui le nazioni con generosi programmi assistenziali devono ad un certo punto tagliare la spesa pubblica che un tempo potevano permettersi o fare in modo che sia l’inflazione ad operare questo taglio.

 Non sembra giusto che programmi iniziati con spirito di compassione o per combattere l’ingiustizia della poverta’ in regioni che rimangono ostinatamente povere raggiunga l’effetto opposto di espandere la stagnazione e rendere piu’ intrattabile la poverta’. Ma allo stesso modo si potrebbe dire che non e’ giusto che un terreno fertile diventi arido quando viene sfruttato per sfamare gli affamati. Il suolo non conosce la differenza fra uno scopo piu’ o meno nobile; nemmeno le economie cittadine conoscono tale differenza. I sussidi assistenziali pertanto inaridiscono le fertili economie cittadine per nutrire economie stagnanti. Questo e’ sbagliato perche’ le ecomonime cittadine dovrebbero preservare la loro creativita’ e produttivita’, risorse essenziali per generare, mantenere e diffondere ricchezza.

Inoltre, i programmi assistenziali non sono sempre necessariamente ispirati a principi nobili di solidarieta’. Gli imperi presenti e passati sono pieni di movimenti separatisti che usano sussidi dal governo centrale per placare il discontento locale. I governi centrali usano tali sussidi per mantenere il potere. Gli imperi usano i sussidi per mantenere la lealta’ degli stati clienti e quando e’ necessario per vincere la rivalita’ di altri imperi. I sussidi, proprio perche’ sono transizioni del declinio, sono bombe a orologeria economiche. Aiutano a comprare tranquillita’ fino a quando ce li si puo’ permettere – e poi esplodono nelle mani dei loro creatori. Quando i sussidi devono essere tagliati o quando l’inflazione li rende inutili, sorgono nelle societa’ dipendenti dai sussidi rivolte, guerre intestine e disordini. Quando i governi iniziano ad intraprendere un sistema di sussidi assistenzialisti, i governi sono costretti a mantenerli. L’alternativa diventa la repressione, che ha anch’essa un alto costo, non solo monetario.

 

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I fondi pubblici non creano ricchezza, ma dipendenza

Posted by janejacobs su giugno 24, 2008

Nuovi aiuti economici a Bari arriveranno attraverso il gasdotto proveniente dalla Russia

La storia ci dice che non e’ possibile sviluppare citta’ in grado di rimipazzare le importazioni attraverso l’elargizione di fondi pubblici. Il governo Italiano, a partire dagli anni ’50 ha riversato verso il Sud prestiti, fondi e sussidi per costruire strade, impianti elettrici, scuole, case, per attrarre industrie, fornire sussidi agricoli e cosi’ via. Dal Sud provenivano i protagonisti del film Pane e Cioccolata. In particolare i trapianti industriali si riversarono su Bari, sull’Adriatico e nelle vicinanze di Napoli – alcuni di questi impianti erano finanziati dall’IRI, un istituto governativo con l’intento di fornire aiuti economici a Bari e a Napoli. Lo scopo era quello di pianificare l’economia rurale ed urbana del Sud sul modello del prospero e urbanizzato Nord. Ma nonostannte tutti questi aiuti Napoli e Bari sono rimaste citta’ incapaci di guadagnare i soldi per comprare beni importati se non attraverso trasferimenti pubblici, mentre invece, per ironia della sorte, le citta’ del Nord diventavano ancora piu’ prospere e versatili.

Il giornalista e scrittore Luigi Barzini Jr ha descritto bene i risultati deludenti di queste politiche. Il Mezzogiorno Italiano ha ricevuto importanti benefici dai prestiti, dai sussidi e dai fondi pubblici in quanto e’ riuscito a comprare beni che importava da altre regioni o da altri paesi. Barzini parla di una sconcertante aria fantascientifica che aevano tutti i nuovi progetti per il mezzogiorno, accompagnati da una totale superficialita’ nel metterli in pratica:”…l’antica e disperata poverta, pero’ rimane. In molti villaggi vivono solo sventurati vecchi e bambini. La campagna e’ vuota”. Inoltre, anche se l’edilizia e le industrie trapiantate dalle regioni del Nord portano un po’ di occupazione alle regioni prima non offrivano posti di lavoro, il dislivello eonomico tra la parte ricca e la parte povera del paese non si e’ ridotto. Al contrario, si e’ allargato. Le politiche per il mezzogiorno rappresentano una sonora sconfitta… e, cosa ancor peggiore, un’opportunita’ storica persa per sempre.”

Nel Meridione ci fu un momento di speranza di miglioramento, ma esso fu seguito da una violenta ondata di ritorno alla realta’. Tutti, dice Barzini, inclusi coloro che pianificano gli aiuti per il Mezzogiorno, sono d’accordo sul fatto che la politica di aiuti economici sia stata un disastro. Nel cercare la causa di questo fallimento si discute su come i prestiti, i sussidi e i vari aiuti siano stati erogati e convessi e su come si sarebbero potuti erogare e concedere meglio. Probablimente, tutti i prestiti e i sussidi fecero tutto il bene che un prestito o un sussidio puo’ fare.

Il fatto che siano stato versati l’equivalente di centinaia di milardi di euro in aiuti per il Mezzogiorno e il fatto che dal Mezzogiorno c’e’ ancora forte emigrazione, significa che i due fatti non sono in contradizione, ma sono complementari.

E’ importante capire quello che gli aiuti economici possono produrre e quello che non possono produrre. Gli aiuti economici possono portare in breve tempo cambiamenti di cui c’era bisogno e produrre in breve tempo miglioramenti delle condizioni di vita quando vengono usati bene. Ma gli aiuti sono appunto degli aiuti ed il loro valore non supera mai l’ammontare versato. Il resto e’ un’ondata di ritorno, un “anti-climax”, un’inerzia che genera una profonda e continua dipendenza da forze espansionistiche e quindi inadeguate, da citta’ lontane.

Continua…

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