Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

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Boston sara’ la nuova Silicon Valley

Posted by janejacobs su settembre 25, 2009

La nuova Silicon Valley sara’ a Boston. Il MIT di Boston ha sfornato per anni scienziati esperti in nanotecnologia.

Questi scienziati si stanno adoperando a mettere a frutto nuove scoperte e nuove ricerche.

Molte di queste ricerche potrebbero garantire in futuro un mondo meno inquinanto e piu’ sicuro.

Fra queste societa’ ci sono:

A123 che produce batterie agli ioni di litio

American Superconductor che produce super cavi per il trasporto dell’energia

1366 Technologies che produce celle al silicio a basso costo

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Rifiorire

Posted by janejacobs su marzo 2, 2009

Flanders e soci

 

Anche se la vita economica sembra scivolare verso il declino, le citta’ spesso riescono a trovare nuove opportunita’ per generare cambiamento e sviluppo. Storicamente, Boston e’ stata una citta’ creativa per almeno due secoli, ma all’inizio del ventesimo secolo era in una fase di stagnazione. Le fortune dei produttori storici di tessuti, calzature e ferrovie erano collegate a fondi che investivano in aziende che ormai producevano in altre citta’ e Boston era divenuta una citta’ che esportava capitali, non una citta’ che utilizzava il proprio capitale per sviluppare la propria produzione locale.

Naturalmente, questo porto’ alla progressiva perdita di lavoro per le esportazioni e non generava nuove esportazioni per compensare quelle che perdeva. Mentre l’economia di Boston si affievoliva e declinava allo stesso modo si affievoliva anche quella della sua area metropolitana. La spiegazione era che le forze economiche in gioco erano fuori il controllo dell’area e della citta’ di Boston: lavoro a basso costo in altre citta’ del Sud degli Stati Uniti, come la Georgia di Henry Grady, la competizione straniera e il declino di particolari settori industriali.

 

Un uomo, tuttavia, era di un’opinione diversa e fortunatamente era nella posizione di poter prendere decisioni utili per la sua citta’. Ralph Flanders riteneva che il problema di Boston fosse il basso tasso di natalita’ di nuove imprese. Egli persuase un gruppo di facoltosi colleghi di accettare il suo punto di vista e nel 1946 essi formarono una societa’ di venture capital per sviluppare nuove imprese. L’obiettivo era di investre in piccole imprese basate a Boston. A questo fine Flanders ed i suoi colleghi raccolsero 4 milioni di dollari, che equivalgono a circa cento milioni di dollari di oggi.

 

Oltre a migliorare il tasso di nascita di nuove imprese a Boston, Flanders ed i suoi colleghi non avevano nessuna idea preconcetta su cio’ che le nuove imprese avrebbero dovuto fare. E l’ultima cosa che avrebbero pensato sarebbe stata quella di creare un polo di alta tecnologia, un concetto che allora non esisteva, ma che finirono per contribuire a creare con il loro fondo. Anche se le universita’ di Boston  producevano una grande quantita’ di scienziati e ingegneri, l’industria dell’area era obsoleta e non aveva posto per gli scienziati, in quanto erano antiquate e arretrate. Inoltre a quel tempo gli scienziati di solito finivano per andare ad insegnare nelle universita’ o venivano impiegati in grandi multinazionali come la Du Pont o la Kodak. Gli scienziati-imprenditori erano estremamente rari, e i banchieri pensavano che gli scienziati fossero bravi a ragionare nelle loro torri d’avorio, ma che non fossero dotati di senso degli affari.

Tuttavia, accadde che le prime risorse del fondo di Flanders andassero proprio a tre scienziati che avevano iniziato una piccola impresa ad alta tecnologia usando i loro risparmi e quelli delle loro famiglie. Essi non potevano continuare la loro impresa senza ulteriori finanziamenti e stavano per chiudere perche’ i banchieri di Boston e di New York non volevano fornire ulteriori capitali. Il gruppo di Flanders, la loro ultima speranza, decise di investire nella loro impresa e in seguito in altre imprese simili nel campo dell’alta tecnologia.

Le imprese che finanziarono iniziarono a moltiplicarsi: vari dipendenti iniziarono a licenziarsi dalle grandi multinazionali e iniziarono a fondare piccole imprese. Da questa base, dopo varie diversificazioni e diramazioni, e dopo che si venne a creare una filiera di materiali, strumenti, attrezzi e servizi che aiutavano lo sviluppo di tali imprese, Boston e la sua economia ne risultarono ringiovanite. Oggi Boston ha una delle economie piu’ floride degli Stati Uniti. Cio’ che accadde a Boston porta con se importanti lezioni.

Primo, le citta’ sono in grado di rifiorire se le loro economie vengono corrette. Raramente la storia ci racconta di citta’ stagnanti in grado di rifiorire; ma questo e’ perche’ le economie raramente vengono corrette in maniera appropriata come e’ accaduto a Boston.

Secondo, le economie cittadine che non si correggono da sole possono esere aiutate se l’aiuto e’ davvero appropriato.

Terzo, una correzione appropriata dipende della creativita’ in qualunque forma possa apparire in una data citta’ in un dato periodo storico o presente. E’ impossibile sapere in anticipo cosa possa accadere in futuro, ma la creativita’ porta con se risposte appropriate oltre che inattese. Un’altra citta’ che tenti di replicare cio’ che Flanders ed il suo gruppo hanno realizzato, paradossalmente non potrebbe duplicarlo oggi perche’ gli eventi a Boston accaddero in passato, in particolari circostanze storiche e sociali e tali circostanze non sono presenti in tutte le citta’ ed in tutte le epoche. Tutto cio’ che si puo’ ripetere e’ il processo di cambiamento aperto, che cerca opportunita’ ovunque esse si possano presentare e ovunque esse portino. Questo cambiamento e’ diametralmente opposto al porre fede in soluzioni pre-confezionate, come fa la gente quando la loro idea di aiutare le economie cittadine e’ quella di attirare trapianti industriali da altre citta’, di attirare contratti militari o di inventarsi progetti solo allo scopo di attirare fondi pubblici. Lo stile o la forma in cui Flanders ed il suo gruppo hanno operato era in parte alla ricerca di risultati sostanziali. 

La rinascita di Boston e’ durata per qualche tempo, me e’ anche limitata in quanto una rinascita puo’ arrestare un declino solo se continua a rigenerarsi. Di volta in volta, gli ingegneri e gli scienziati tengono convegni, spesso a Boston, dove presentano le idee che hanno sviluppato. Spesso tali idee sono appropriate alla risoluzione di problemi pratici. Ma la maggior parte di queste idee non sono mai state provate, ne’ tanto me no iniettate nella vita economica quotidiana. Lo stesso e’ vero per molti progressi che sono gia’ stati provati e messi in produzione, ma che poi non funzionano dal punto di vista economico. Negli Stati Uniti, nuovi tipi di equipaggiamento per proteggere i pompieri da ustioni, dai traumi e dalla morte sono stati a lungo disponibili, ma non sono stati usati. Poche citta’ americane se li potevano permettere. L’America non e’ piu’ un Paese che mette nuovi prodotti come questi in uso non appena arrivano sul mercato. Anche se nuovi prodotti sono sostenibili dal punto di vita economico perche’ ad esempio riducono il numero dei pompieri che servono a spegnere gli incendi, non si mettono in uso perche’ altrimenti non si saprebbe cosa far fare ai pompieri.

Fatti come questi ci dicono che le limitazioni dei casi di rigenerazione economica. Fintanto che si diminuisce il processo di rimpiazzo delle importazioni, il mercato delle innovazioni va in declino ed esse vengono presto dimenticate. Invece di questi mercati, anche le citta’ creative come Boston devono dipendere da transazioni del declino, almeno in parte, Boston, ad esempio, ora dipende in parte dalla produzione militare.

Continua…

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Boston come Venezia

Posted by janejacobs su agosto 1, 2008

Il processo di sviluppo dell’Europa fu replicato, in maniera piu’ rapida nella parte Settentrionale degli Stati Uniti iniziando nel periodo coloniale in alcune comunita’ e poi intensificandosi dopo la Rivoluzione Americana. La prima molla fu il commercio bilaterale tra gli avamposti di materie prime Americane con le citta’ piu’ avanzate d’Europa. Boston, che inizio’ ad esportare legno sottoforma di assi semi-lavorate e di pesce, e Filadelfia, che esportava grano erano le prime citta’ Americane che, come Venezia, iniziarono a svilupparsi da un semplice commercio bilaterale con citta’ piu’ avanzate. Anche come citta’ coloniali, esse iniziarono a comportarsi ome citta’ Europee. Cioe’, iniziarono a copiare le loro importazioni piu’ semplici dall’Europa e ad esportarle le une con le altre e con altre citta’ e comunita’ piu’ arretrate, rimpiazzando le improtazioni. Cio’ che una citta’ arretrata puo’ produrre, puo’ essere facilmente riprodotto da un’altra citta’ arretrata. Questo fenomeno annoiava Londra che voleva le sue colonie non solo come esportatori di risorse, ma anche come clienti forzati per le manifatture Inglesi e per i mercanti Inglesi. Al contrario di Boston e Filadelfia, New York era economicamente debole. Immediatamente dopo la Rivoluazione Americana, pero’, New York fu attratta nel vortice della piccola rete di citta’ che commerciavano con Boston e Filadelfia. Dopo la Rivoluzione New York si rivelo’ cosi’ ospitale per gli imprenditori che generavano esportazioni per altre citta’ arretrate, e per quelli he rimpiazzavano da esse le loro importazioni, che in poco piu’ di una generazione la citta’ sviluppo’ una diversita’ di imprese manifatturiere maggiore di quelle di Boston e Filadelfia, e presto anche maggiore dal punto di vista dei volumi.

Nuove citta’ come Cincinnati, Pittsburgh e Chicago si andarono formando ed anch’esse entrarono nella rete del commercio e della volatilita’. Quando la scoperta dell’oro in California risulto’ nella formazione di San Fracisco nel 1849, essa si comporto’ come le citta’ d’Europa e degli Stati Uniti del Nord. San Francisco fu la Venezia del Far West, cosi’ come Boston e Filadelfia erano state la Venezia dell’Est.

Le citta’ del Sud si comportarono in maniera diversa. Charleston, Savannah, Richmond, St. Augustine e Williamsburg, invece di concentrarsi con il commercio le une con le altre, ci abbandonarono esclusivamente al comercio bilaterale dapprima con le citta’ Europee e poi con le piu’ avanzate citta’ del Nord degli Stati Uniti. Esse esportavano essenzialmente beni agricoli in cambio di beni prodotti nelle citta’ e non usavano questo commercio come molla per iniziare un commercio fra citta’ del Sud. Di conseguenza, non sviluparono le proprie economie. Quanto Atlanta crebbe come citta’ deposito per il cotone raccolto nella zona circostante, non c’era una rete di scambi commerciali fra le citta’ nella sua zona geografica. Questa era l’Atlanta di Henry Grady, attraverso cui le importazioni del Nord per il funerale della contea di Pickens erano incanalate ma che non produceva alcuno dei suoi beni da se’.

 Continua…

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