Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

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Il futuro della medicina

Posted by janejacobs su aprile 18, 2009

Storicamente l’innovazione tecnologica e la medicina hanno camminato insieme. Nel 2750 a.C. gli antichi Egizi erano gia’ in grado di effettuare operazioni chirurgiche;  i Romani svilupparono apparecchi medici come il forcipe e l’ago da sutura. In tempi piu’ moderni la medicina e’ stata trasformata da ondate di innovazione che hanno generato scoperte come gli antibiotici, i vaccini e l’angioplastica.

Visto il livello di innovazione informatica contemporanea degli ultimi anni, dobbiamo constatare un certo ritardo nel settore della sanita’. Altri settori si sono computerizzati notevolmente a partire dagli anni ’80, mentre il rapporto tra medici e pazienti rimane ancora ancorata all’antico sistema della carta e della penna.

Ma ora la medicina pare stia per cambiare. Essa potrebbe presto essere trasformata dall’introduzione di cartelle mediche digitali che potrebbero essere inserite in grandi banche dati e costituire oggetto di ricerca da parte della comunita’ medica, fornendo una rete per il miglioramento della cura del paziente e per la ricerca farmaceutica. I Paesi in via di sviluppo gia’ stanno utilizzando i telefoni cellulari per mettere il dottore nelle tasche del paziente. Le apparecchiature mediche e la diagnostica si sta digitalizzando, avanzando verso il futuro della telemedicina, di apparecchiature mediche personalizzate per la casa e di pillole intelligenti.

La prima rivoluzione tecnologica della biologia moderna inizio’ con James Watson e Francis Crick che descrissero la struttura del DNA circa cinquant’anni fa. Watson e Crick fondarono il campo della biologia cellulare e molecolare, che permise la nascita dell’industria biotecnologica. Quasi dieci anni fa per la prima volta fu sequenziato il genoma umano gettando le premesse per illuminare una rivoluzione nella scoperta della origini di molte malattie.

Ora ci potrebbe essere una nuova rivoluzione nel mondo della medicina: la convergenza di biologia ed ingegneria. Un recente rapporto del Massachussets Institue of Technology (MIT) sostiene che le scienze sono gia’ state trasformate dall’adozione della tecnologia informatica, dallo studio di materiali avanzati, dalla formazione dell’immagine, dalla nanotecnologia e da modelli e simulazioni sofisticate. Il premio Nobel Phillip Sharp ritiene che queste innovazioni delle scienze presto verranno applicate anche alla medicina.

Robert Langer, un biochimico del MIT che possiede oltre 500 brevetti in biotecnologia e tecnologia medica e ha fatto da consigliere per la creazione di piu’ di 100 nuove imprese in quei campi, ritiene che l’innovazione nel campo della tecnologia medica stia per decollare. Menno Prins della multinazionale olandese Philips, spiegano che come accadde per la chimica oggi sta accadendo nella biologia una rivoluzione dove ci si muove da un mondo basato sull’alchimia e l’ignoranza ad un mondo di scienza ripetibile e prevedibile.” Ajay Royyuru dell’IBM, il gigante dell’informatica, ritiene che oggi sia in corso la trasformazione della biologia in una scienza informatica .”

Una buona parte di tutto questo ottimismo scientifico potrebbe essere fondata. Mentre i Paesi Ricchi invecchiano e si ammalano i Paesi Emergenti si arricchiscono ed ingrassano, il mercato per l’innovazione medica sembra destinato a crescere. Una tecnologia intelligente puo’ aiutare a risolvere i grandi problemi della sanita’: un eccesso di spesa nei Paesi Ricchi e una mancanza di risorse nei Paesi Poveri.

Ma questo processo richiedera’ tempo e sara’ piu’ una riforma che una rivoluzione. I sistemi sanitari dei Paesi Ricchi potrebbero fornire resistenza alle nuove tecnologia ed essere superati dai Paesi Poveri. A causa dell’aumento dei costi della sanita’, i sistemi di sanita’ nazionali e le assicurazioni potrebbero non volere adottare le nuove tecnologia meno che gli inventori dimostrino chiaramente che le nuove tecnologie offrono benefici tangibili e dimostrabili.

Se questi ostacoli verranno superati, il piu’ grande vincitore di questa riforma sara’ il paziente. In passato la medicina ha avuto un atteggiamento paternalistico con i medici erano i soli depositari della conoscenza e dispensano tale conoscenza dall’alto. Questo sistema e’ destinato ad essere superato. La digitalizzazione promette di connettere i dottori non solo con tutto cio’ che hanno bisogno di sapere sui loro pazienti, ma anche con altri dottori che hanno curato simili malattie.

La convergenza di biologia ed ingegneria sara’ guidata da nuove tecnologie informatiche, che in medicina significa digitalizzazione delle cartelle mediche e creazione di una rete intelligente e sicura per scambiarsi informazioni basate su banche dati di cartelle mediche. Questa riforma permettera’ ai pazienti di avere a disposizione queste informazioni e di assumere un ruolo piu’ attivo nella gestione della propria salute e delle proprie cure mediche. 

 Continua…

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Indebitarsi

Posted by janejacobs su aprile 3, 2009

Indebitarsi per acquistare beni che non ci si puo’ permettere crea una falsa sensazione di prosperita’.

 

E’ come importare il futuro nel presente. Ma non e’ il futuro vero che si importa, bensi’ una versione grottesca e siliconata di esso.

 

Il debito compra uno sprazzo di prosperita’ che non e’ stata guadagnata.

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Le reti del futuro

Posted by janejacobs su aprile 2, 2009

 

Secondo Nokia il futuro le reti di comunicazione cellulare passera’ attraverso la tecnologia LTE, una tecnologia di onde ratio piu’ veloci e capaci dell’odierna tecnologia 3G. La tecnologia LTE sara’ in grado di comprimere piu’ bit di date all’interno dello stesso spettro delle reti di oggi e sara’ gestita dalle compagnie telefoniche.  Nokia non crede nel WiMax.

  

Intel invece ritiene che la prossima generazione di tecnologia wireless sara’ il Wimax. Tale tecnologia e’ gia’ presente in molte citta’ e fornira’ una rete ubiqua di accesso mobile  a Internet sia ai telefonini che ai computer portatili e ad altri dispositivi elettrocnici per la musica, i video giochi, le matthine fotografiche e le telecamere.

 

 

Chi avra’ ragione?

 

Ma soprattutto, ci saranno alternative?

 

Io mi auguro di vedere molte alternative tecnologiche allo sviluppo di reti cosi’ importanti, magari progettate da imprese locali piu’ piccole che seguano le esigenze delle comunita’ locali, delle varie citta’ e culture nel rispetto delle loro diverse esigenze senza che siano sempre le multinazionali a guidare questi processi.

 

 

 

 

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Futuro di siccita’ e mancanza di energia

Posted by janejacobs su febbraio 20, 2009

Nell’ultimo secolo il consumo di acqua potabile e’ cresciuto ad un tasso di due volte superiore al tasso di crescita della popolazione mondiale. Entro il 2025 secondo le Nazioni Unite, due miliardi di persone vivranno in regioni con scarsita’ d’acqua potabile.

 

L’acqua ricopre i tre quarti della superficie della terra, ma solo il 3% di essa e’ disponibile per l’uso degli esseri umani. L’agricoltura e’ l’utente primario di acqua potabile e rappresenta circa il 70% dell’uso totale. Un altro uso fondamentale dell’acqua e’ l’industria, in particolare l’industria energetica. Oggi il settore energetico usa l’8% dell’acqua potabile e piu’ del 40% dell’acqua potabile usata nei paesi sviluppati. L’energia e’ anche uno dei fattori primari per la catena del valore dell’acqua in quanto contribuisce al movimento dell’energia idrica e al trattamento dell’acqua.

 

Se andremo avanti cosi’ lo stress che subiranno le risorse di acqua potabile si tradurra’ in un bisogno di utilizzare l’acqua in maniera molto piu’ efficiente nella catena del valore dell’energia.

 

Se la paura di avere poca acqua e’ una paura globale, le soluzioni sono locali, poiche’ trasportare acqua per lunghe distanze non e’ economico. Tradurre queste paure globali in soluzioni locali richiede una ottima comprensione della relazione che c’e’ tra acqua ed energia. Nonostante il fatto che diverse tecnologie energetiche consumano diversi ammontari di acqua, nessuna energia e’ di per se’ buona o cattiva dal punto di vista dell’acqua; dipende tutto dal contesto locale. Tuttavia, i problemi dell’acqua impatteranno anche le scelte energetiche del futuro. Le societa’ energetiche dovranno rispondere sempre piu’ a come utilizzano l’acqua.

 

L’intero ciclo dell’energia richiede acqua per l’esrazione, la generazione e per la distribuzione di energia. L’uso di energia e la creazione di rifiuti dall’energia inoltre utilizza e contamina l’acqua. Nei paesi industriali uno deli usi magiori di acqua e’per il raffreddamento degli impianti di generazione elettrica. Con l’aumentare della scarsita’ d’acqua, iniziamo a vedere esempi di limitazione della produzione di energia  dovuta alla mancanza d’acqua. Ad esempio gli impanti nucleari sono stati chiusi varie volte a causa di mancanza d’acqua; ad esempio alcune tecnologie di raffreddamento sono state abbadonate perche’ danneggiavano ecosistemi marini o lacustri.

 

Spesso i legami tra acqua ed energia non sono compresi a sufficienza e sono scarsamente usati nelle politiche locali. Chi amministra le risorse energetiche ed idriche deve imparare a tenere conto della stretta relazione fra queste risorse. Altrmenti avremo sempre piu spesso a che fare con siccita’ e con tagli alla produzione di energia.

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Pendolari del futuro

Posted by janejacobs su agosto 1, 2008

In un futuro non troppo lontano la vita dei pendolari potrebbe migliorare grazie alla tecnologia.

Le nostre auto hanno gia’ molte componenti elettroniche. In futuro i veicoli saranno sempre piu’ connessi anche fra di loro e saranno connessi alle strade, cambiando il modo in qui guidiamo.

Sistemi di traffico intelligente aggiusteranno le illuminazioni stradai ed i segnali in tempo reale controllando la velocita’ delle auto e direzionando il flusso del traffico su strade piu’ libere. Speciali sensori, GPS e speciali satelliti forniranno informazioni agli automobilisti per aiutarli a scegliere le strade migliori in base al traffico in qual particolare momento.

Stoccolma ha gia’ ridotto il picco del traffico del 20%.

Il sistema di predizione di traffico di Singapore e’ preciso nel 90% dei casi. New York dovrebbe incominciare un sistema di gestione satellitare del traffico nei prossimi due anni.

Le automobili avranno speciali sensori per omuniare con altre auto lungo la strada. Esse sarano ingrado di percepire e rispondere a condizioni di pericolo come la scivolosita’ delle strade dovuta ghiaccio e rallentare automaticamente o scegliere strade alternative.

Coloro che si recano al lavoro in treno o in autobus potranno ricevere aggiornamenti in tempo reale sugli arrivi, la disponibilita’ di posti a sedere e le eventuali alternative.

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Batterie del futuro

Posted by janejacobs su luglio 27, 2008

Un atomo di litio

In futuro si potra’ ricaricare il proprio cellulare o computer portatile una volta ogni sei mesi o circolare con un’automobile elettrica ricoprendo centinaia di chilometri senza mai fare benzina e senza emettere gas serra? I ricercatori di mezzo mondo sono disperatamente alla ricerca della nuova pietra filosofale: una tecnologia che permettera’ batterie super potenti. Grazie al prezzo elevato del petrolio e al surriscaldamento del pianeta, sempre piu’ soldi vengono spesi per la ricerca sulle batterie.

Nel 1996 la General Motors lancio’ la EV1, un veicolo che avrebbe dovuto iniziare la produzione in larga scala di automobili elettriche. Ma il progetto si areno’ perche’ il prototipo era in grado di coprire solo 110 chilometri di distanza e perche’ il rifornimento di energia elettrica richiedeva parecchie ore. Oggi circa una dozzina di case automobilistiche lavorano su progetti relativi ad auto elettriche. La Toyota ha lanciato con successo la Prius ibrida e sia la Toyota che la General Motors sperano di poter produrre su larga scala veicoli che si ricarichino ad energia elettrica entro il 2010.

La tecnologia che permette alle batterie di operare sta migliorando rispetto al passato. Batterie ricaricabili al litio-ione simili a quelle dei telefoni cellulari dovrebbero in futuro permettere a varie componenti delle nuove auto, ormai sempre piu’ elettroniche, di ricaricarsi. Le batterie al litio-ione in genere sono molto leggere, non hanno effetti “memoria” (ovvero non soffrono una perdita di capacita’ quando si scaricano completamente, e se prodotte su ampia scala potrebbero essere meno care delle loro rivali operanti a nichel,metallo e idrato che si trovano nella Prius.

Il problema delle batterie al litio-ione e’ che possono diventare instabili se sono in presenza di temperature elevate o se si ricaricano troppo. Due anni fa la Sony dovette ritirare dal mercato molte batterie al litio-ione dai suoi computer portatili perche’ prendevano fuoco a causa di un difetto di produzione. L’esplosione di una batteria al litio-ione nel motore di un’auto in corsa potrebbe fare decine di morti e feriti e causerebbe danni inimmaginabili ai produttori di auto che dovessero mettere in commercio una batteria con simili difetti.

Stupisce che a piu’ di duecento anni dall’invenzione della batteria da parte di Alessandro Volta sul principio di reazioni chimiche fra diversi materiali siano stati fatti cosi’ pochi passi avanti.

Per la maggior parte del ventesimo secolo ad esempio, le batterie ricaricabili usavano prevalentemente la tecnologia al piombo acido (utilizzate prevalentemente nelle automobili) e al nichel cadmio (usate ad esempio nei computer portatili). Questi tipi di batterie non sono particolarmente efficienti, ma costano poco.

Negli ultimi vent’anni sono state inventati due nuovi tipi di batterie ricaricabili: le batterie al nichel metal idrato hanno rimpiazzato le batterie al nichel cadmio. La Toyota ha ripreso queste batterie per la sua auto ibrida. Il secondo tipo di batterie inventato negli ultimi anni sono quelle al litio-ione, un’evoluzione delle batterie al litio precedentemente usate negli orologi e negli impianti acustici. Il pregio principale del litio e’ la sua leggerezza. Le batterie al litio-ione, pero’ non usano la forma metallica del litio per evitare instabilita’  che si creavano durante la ricarica. La Sony mise in commercio le batterie al litio-ione per la prima volta nel 1991. Oggi tali batterie rappresentano circa il 70% del totale del mercato delle batterie per telefonini ed altri apparecchi elettronici portatili.

Oggi i principali centri di ricerca per nuove batterie piu’ efficienti possono essere trovati ai link delle universita’ o imprese qui sotto:

Lawrence Berkeley National Laboratory

Compact Power

University of Texas

Massachusetts Institute of Technology

Johnson Controls

General Motors

Toyota

Se i chip hanno raddoppiato la loro potenza ogni due anni negli ultimi 40 anni, le batterie hanno avuto un progresso piuttosto lento nei loro duecento anni di storia da Alessandro Volta ad oggi. C’e’ da sperare che l’elevato prezzo del petrolio e il cambiamento climatico del pianeta diano una scossa al mondo della ricerca perche’ attragga maggiori investimenti a dare migliori risultati.

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Il futuro della nostra civilta’

Posted by janejacobs su luglio 22, 2008

 

Esiste un futuro per la nostra civilta’ o finiremo per annientarci tra noi? Il fisico Michio Kaku, un brillante divulgatore, prova a spiegarci le sue idee in materia in una brillante intervista che sembra sfociare nella fantascienza, ma che in fondo da un messaggio di pace e tollaranza. Qui sotto il video in Inglese dell’intervista a Kaku, segue la traduzione:

 

 

 

Quando i fisici guardano nello spazio alla ricerca di vita extraterrestre, non cercano piccoli uomini verdi, ma cercano civilta’ di tre tipi:

 

Tipo 1

Tipo 2

Tipo 3

 

Le civilta’ del Tipo 1 hanno raggiunto poteri planetari, controllano terremoti, controllano il clima, i vulcani, hanno citta’ negli oceani, ogni cosa che riguarda il loro pianeta, ce l’hanno sotto cotnrollo.

 

Le civilta’ del Tipo 2 sono stellari, Dopo aver esaurito il potere di un pianeta, prendono l’energia direttamente dalla loro stella madre, ma non usano l’energia solare per abbronzarsi, ma per far funzionare le loro enormi macchine.

 

Quando anche il potere della stella madre si esaurisce, le civilta’ possono diventare del Tipo 3, ovvero galattiche. Esse raccolgono il potere di miliardi di stelle all’interno di una galassia.

 

Ad esempio, il cartone di fantascienza Bud Rogers rappresenta una civilta’ del Tipo 1, una civilta’ planetaria, Star Treck e la confedereazione dei pianeti che hanno colonizzato due sistemi solari, rappresentano una civilta del Tipo 2 e l’Impero di guerre stellari rappresenta una civilta’ del terzo tipo.

 

Quindi, che tipo di civilta’ siamo noi esseri umani nel loro presente stato evolutivo?

 

Noi siamo una civilta’ di tipo zero.

 

Non esistiamo su questa scala. Non prendiamo energia dal nostro pianeta o dalle stelle, ma da piante morte milioni di anni fa sotto forma di petrolio e carbone. Possiamo pero’ calcolare quanto ci vorra’ a diventare una civilta’ del Tipo 1. Piu’ o meno, seguendo gli sviluppi della legge di Moore (vedi questo link) ci vorranno circa 100 anni. Leggendo i giornali appaiono evidenti segnali di transazione da civilta’ del tipo zero e civilta’ del tipo 1. E noi abbiamo il privilegio di essere vivi in questo momento di transizione epocale.

 

L’Unione Europea, il NAFTA e le altre organizzazioni internazionali sono nate sotto la spinta di una visione di un mondo inteso come civilta’ del Tipo 1. La formazione di blocchi regionali come l’Unione Europea, il NAFTA sono il principio della formazione di una societa’ del Tipo 1. E quale sara’ il linguaggio che si parlera’ in questa societa’ del Tipo 1? Ovunque nel mondo ormai le elites parlano inglese come seconda lingua. In futuro tutti sapranno parlare la propria lingua d’origine piu’ una seconda lingua, probabilmente l’Inglese. Ci sara’ anche una cultura del Tipo 1 e un sistema politico del Tipo 1. Oggi si puo’ viaggiare ovunque al mondo e si possono mostrare le fotografie di Madonna e Arnold Schwarzennegger e (quasi) tutti gli abitanti del pianeta sanno riconoscere questi individui. I flim di Hollywood, il rock & roll, il rap, ed i blue jeans sono parte di questa nuova cultura planetaria del pianeta terra.

 

E cos’e’ Internet? Internet e’ il principio di un sistema telefonico di Tipo 1.

Questa transizione e’ la transizione piu’ importante di tutti i tempi e molte persone non la vogliono. Hanno paura di una civilta’ planetaria tollerante di molte culture. Coloro che non vogliono un’integrazione planetaria sono i terroristi.  Questa transizione e’ anche molto importante perche’ non e’ chiaro se ce la faremo.

 

Quando guardiamo all’universo, non vediamo alcuna traccia di civilta’ del tpo 1, 2 o 3 in alcun luogo. La matematica dice che i dovrebbero esser migliaia di civilta’ del tipo 1, 2 o 3 nella nostra galassia, ma noi non le vediamo. Perche’?

 

Perhe’ la transizione da tipo zero a 1 e’ la piu’ delicata e non abbiamo molto tempo. E’ la transizione piu’ pericolosa. E’ una corsa contro il tempo. Da un lato ci sono le fore dell’integrazione, della tolleranza e c’e’ un tessuto multiculturale che sta emergendo davanti ai nostri occhi, d’altra parte ci sono armi di distruzione di massa, armi batteriologiche e nucleari ed il terrorismo internazionale che ostacolano il raggiungimento di una civilta’ del Tipo 1. Quindi molte delle migliaia di civilta’ simili alla nostra forse non sono mai riuscite ad arrivare a visitare altre simili civilta’ perche’ collassate sotto il proprio peso.

Quando poi si diventa civilta’ del tipo 2 si e’ praticamente immortali. Nulla che e’ conosciuto alla scieza puo’ distruggere una civilta’ del tipo 2. Nemmeno una supernova puo’ distruggere una civilta’ del tipo 2, perche’ tale civilta’ sposterebbe il proprio pianeta o fermerebbe l’esplosione dei fuochi nucleari della supernova.

Le societa’ del tipo 3, le societa’ galattiche, potrebbero avere l’abilita’ di controllare il fato della galassia stessa. Una civilta’ del tipo tre non esplorerebbe l’universo mandando in giro per i pianeti e sistemi solari il capitano Kirk sulla sua Enterprise, perche’ questo sistema richiederebbe milioni di anni. Tale civilta’ creerebbe un robot. Tale robot esplorerebbe le costellazioni e sarebbe programmato per costruire una fabbrica dove per replicarsi milioni di volte, perche’ vede che il pianeta e’ stabile. Dopodiche’, da questo pianeta invierebbe altri robot su altri pianeti e ciascuno userebbe la sua fabbrica per replicarsi e per colonizzare poi altri pianeti. In questo modo, attraverso l’invio di un robot, sarebbe possibile colonizzare un’intera galassia in un tempo relativamente ristretto.

Questo sistema e’ stato rappresentato nel film 2001 Odissea nello Spazio, un filme che rappresenta meglio di qualunque altro l’incontro tra una civilta’ del tipo 1 e de tipo 3. Stanley Kubrick intervisto’ molti astronomi e scienziati e decise di creare questo scenario. Purtroppo pero’ taglio’ la scena in cui si invia un robot sulle varie lune che creano una fabbrica che va a colonizzare altre lune ed il film diventa “super-mistico”. Tuttavia, si noti che il monolite e’ il segnale di una civilta’ del tipo 3 che aspetta he una civilta’ tipo zero diventi tipo 1.

Quanto ci vorra’ per avere una societa’ qui da noi in grado di intercettare tale monolite il nostro monolite? Probabimente 100 anni. La generazione in cui viviamo e quella dei nostri nipoti sono le piu’importanti della storia umana perche’ dipendera’ da noi se il pianeta sara’ distrutto dalla nsotra arroganza e intolleranza o se sapremo evolverci e conquistare l’eternita’.

 

Altri link: Think Quest, Lorenzofb

 

Link al libro di Michio Kaku qui

 

 

 

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Il futuro dei giornali

Posted by janejacobs su luglio 3, 2008

Suggerimenti per l’uso dei giornali in futuro

Il giornale e’ un insieme di prodotti che soddisfano domande diverse. Alcuni consumatori sono interessati ad alcuni prodotti all’interno di un giornale, altri sono interessati ad altri prodotti. Un altro prodotto che e’ un insieme di prodotti e’ il sistema operativo Windows. Aggregare diversi prodotti e’ efficiente se il costo per i consumatori dei diversi prodotti e’ inferiore al risparmio generato dallo scorporo dei diversi prototti. Un lettore di un giornale potrebbe essere interessato alla sezione sportiva di un giornale e alla cronaca, ma se i costi di trasporto sono elevati, il prezzo di consegnare separatamente un giornale che abbia solo sezioni separate potrebbero essere superiori a quelli di un giornale che contenesse solo particolari sezioni, anche nel caso in cui il lettore non sia interessato alle altre sezioni.

Aggregare diversi prodotti diminuisce il rischio che altri concorrenti entrino dnel mercato dei giornali perche’ il costo marginale per i consumatori dei giornali raggruppati di ogni suo componente e’ zero. Il consumatore ottiene gratis la sua sezione sportiva (nel senso che il giornale non gli costerebbe meno se egli buttase via la sezione sportiva senza leggerla) ma dovrebbe pagare un prezzo per comprare un giornale esclusivamente di sport.

Come altri prodotti intellettuali, il giornale ha elevati costi fissi (la sala stampa ecc.) e bassi costi variabili (il costo di stampare e vendetere una o piu’ copie), e quindi c’e’ una tendenza naturale al monopolio nei giornali locali. Tale tendenza monopolistica e’ compensata dalle differenze di contenuti, opinioni e dall’aspetto tra gli altri giornali. I giornali tendono ad essere piuttosto profittevoli con un rapporto tra profitti e ricavi del 17%, un rapporto piu’ elevato rispetto all’industria dei media in generale, perche’ la competizione e’ limitata. I profitti dei giornali spesso si ritiene siano alti perche’  la maggior parte delle informazioni arriva gratis da fonti pubbliche, mentre i giornali hanno a che fare direttamente con il sistema distributivo e quindi possono vendere a prezzi alti tenendo costi bassi. Ma questa ragione non e’ sufficiente, perche’ ci potrebbero essere nuovi concorenti in grado di competere vendendo giornali a prezzi piu’ bassi.

Elevati profitti potrebbero sembrare non coerenti con ricavi decrescenti ma questo forse accade perche’ i produttori di giornali, non vedendo un futuro per la propria industria, smettono di investire nel proprio futuro e tagliano i costi il piu’ possibile. Molti giornali stanno facendo proprio questo. Tuttavia, i profitti dei giornali stanno crollando, e con essi il valore delle loro societa’. Il motivo di questo calo deriva dal calo dei ricavi provenienti dalla pubblicita’. Questi ricavi derivano in parte da una minore vendita di giornali, ma soprattutto dal processo di disaggregazione. Tale processo di disaggregazione e’ la causa sia del calo dei ricavi pubblicitari sia del calo della circolazione.

La rete e’ un sistema di distribuzione gratuita dei prodotti che i giornali aggregano. La distribuzione non solo costa meno, ma e’ anche migliore, perche’ non ha  i limiti di tempo dei giornali che sono distribuiti una volta al giorno e non ha limiti di spazio, perche’ le notizie in rete non sono costrette dallo spazio cartaceo dei giornali. La rete offre notizie su misura che permettono di identificare i gusti personali dei lettori e di soddisfare istantaneamente e senza costi di trasporto la consegna di prodotti rispondenti nel dettaglio al gusto dei lettori.

Un studio della societa’ comscore effettuato nel  marzo di quest’anno ha rilevato che le persone con piu’ di 65 anni hanno una probabilita’ di leggere un quotidiano che e’ sei volte maggiore alla probabilita’ di lettura di un quotidiano da parte delle persone tra i 25 e i 34 anni. Il motivo principale non sta nel fatto che gli anziani hanno piu’ tempo a disposizione dei giovani, ma che i givani sono piu’ a loro agio nel cercare e trovare informazioni in rete degli anziani. I giovani sono cresciuti nel mezzo della rivoluzione elettronca e le loro abitudini non dovrebbero modificarsi con l’eta’.

Sembra che l’unica speranza per i giornali sia di andare in rete, e praticamente tutti i grionali sono andati in rete ed hanno attratto molti utenti ai loro siti in rete. Ma non sono stati in grado di attrarre ricavi pubblicitari paragonabili ai ricavi che ricevevano per le loro cope cartacee. Il motivo e’ che c’e’ molta piu’ competizione nella pubblicita’ in rete che nella pubblicita’ sui giornali cartacei. Inoltre, i giornali in rete sono ancora prodotti che raggruppano diversi prodotti e la Rete offre molti prodotti simili. I blogs sono anch’essi un fattore importante; in generale i blog non solo sono piu rapidi, ma contengono un ammontare di informazioni molto piu’ specializzate dei giornali tradizionali.

Supponiamo ora che i giornali siano destinati all’estinzione o, piu’ realisticamente, che essi continuino a vedere ridotti i loro ricavi, diventando un prodotto ad uso esclusivo dei penionati o dei gatti come quello della foto qui sopra. Quali sono le conseguenze sociali di questo? Un argomento comune e’ che se le notizie si specializzano ai gusti individuali di ognuno, la gente non sara’ piu’ esposta a visioni coflittuali e che pertanto perderanno ogni impegno civico, ad esempio come elettori. Questa critica non e’ realistica. E’ importante distinguere tra opinioni e fatti. La maggior parte delle persone non vuole mettere in discussione le proprie opinioni. Per cui se sono e’ di destra continuera’ a leggere giornali di destra e se sono di sinistra continuera’ a leggere giornali di sinistra. Ma le persone sono interessate ed influenzate dai fatti, come la caduta del comunismo o l’aumento del prezzo del petrolio e pertanto riceveranno informazioni piu’ in fretta e meglio dalla Rete che dai giornali. Le poche persone che leggono, confrontano e tengono in seria considerazione opinioni politiche opposte continueranno a farlo anche se non compreranno piu’ i giornali cartacei. Inoltre, con l’aumento dei blog, l’ammontare di informazioni ed opinioni disponibili al pubblico e’ molto maggiore rispetto ai tempi d’oro della carta sampata.

Un’altra preoccupazione, di cui la nascita dei blogs rappresenta solo una risposta parziale, e’ che i servizi di aggregazione di notizie come Google news siano dei parassiti dei giornali in quanto si appoggiano al lavoro dei giornali tradizionali, pertanto, se tali servizi manderanno in bancarotta i giornali tradizionali non ci saranno piu’ produttori di notizie a cui potranno attingere. Ma la legge sul diritto di autore non puo’ impedire questo fenomeno, perche’ un giornale puo’ impedire la copiatura integrale di un articolo, ma non la notizia in se’. E non puo’ impedire che un servizio di aggregazione di notizie spedisca una notizia all’utente attraverso un link sulla rete. La preoccupazione, in breve, e’ che la Rete uccidera’ la gallina dalle uova d’oro da cui ha attinto finora. Ma questo e’ improbabile. Se gli utenti della rete vogliono il livello di notizie ed opinioni dei giornalisti della carta stampata, i servizi di notizie della rete assumeranno vari giornalisti compensando il maggior costo con la pubblicita’ in Rete e con i risparmi di spesa dovuti alle minori spese di trasporto. Inoltre, anche quando le principali testate non pubblicheranno piu’ in versione stampata, i loro siti potrebbero comunque rimanere fra i principali siti Internet. Ma il loro numero di opinioni e notizie sara’ probabilmente minore perche’ il processo di disaggregazione eliminera’ i sussidi interni che oggi i giornali generano ad esempio fra le pagine dello sport e quelle della cronaca.

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