Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Posts Tagged ‘globalizzazione’

Lavoratori specializzati internazionali

Posted by janejacobs su luglio 14, 2008

Secondo alcuni accademici, il 70% del capitale delle grandi imprese USA e’ costituito da capitale umano. Saper attrarre e trattenere lavoratori qualificati e’ la principale preoccupazione di molte grandi imprese USA. Il motivo per cui si pone cosi’ tanta attenzione al talento e’ che le economie moderne hanno una componente di conoscenza molto piu grande che in passato; infatti, le tecnologie moderne richiedono lavoratori qualificati. La competizione per il talento ha fatto si’ che i lavoratori qualificati siano piu’ richiesti dei lavoratori non qualificati ed ha portato ad una competizione internazionale per accaparrarsi i migliori lavoratori qualificati.

Quando le multinazionali Occidentali iniziarono ad assumere lavoratori in India o in altri paesi in via di sviluppo, molti ingegneri informatici e altri lavoratori altamente qualificati erano disponibili in India e chiedevano salari molto inferiori a quelli richiesti da persone di simili competenze negli Stati Uniti ed in Europa.

Dal momento che il bisogno di lavoratori qualificati e’ elevatissimo non solo in USA e Europa, ma sempre di piu’ anche in paesi come la Cina e l’India, i salari dei lavoratori qualificati sono aumentati velocemente perche’ anche in quei paesi i lavoratori qualificati, sebbene siano molti di piu’ che in Occidente, cominciano a scarseggiare.

Negli ultimi anni in molti casi il salario di ingegneri informatici e di altri lavoratori specializzati in India e’ salito del 10-15% all’anno. Piu’ e’ facile sostituire un lavoro fra Occidente e Paesi in via di sviluppo, piu’ e’ facile che i salari dei lavoratori specializzati Indiani o Cinesi aumentera’. I lavoratori specializzati Indiani pero’ non sono perfetti sostituti dei lavoratori specializzati Occidentali perche’ resta piu’ semplice addestrare, controllare e comunicare con un lavoratore che lavora nello stesso edificio che con uno che siede a 10,000 chilometri di distanza. Pertanto, i salari dei lavoratori specializzati Indiani non arriveranno mai ad essere uguali a qualli dei lavoratori Occidentali.

Recentemente alcune societa’ di software USA hanno iniziato a chiudere i loro uffici in India perche’ il costo dei dipendenti Indiani e’ aumentato al punto tale da erodere il vantaggio competitivo di operare dall’India.

Un altro fenomeno importante per la competizione del talento e’ l’emigrazione di lavoratori qualificati. I lavoratori con piu’ alto livello di educazione e con maggiori conoscene tecnologiche sono in grado di spostarasi piu’ facilmente in direzione delle citta’ che offrono migliori salari e migliori condizioni di citta’ della stessa nazione e di diverse nazioni.

Naturalmente il movimento di persone qualificate e’ spesso ristretto dai vincoli che generalmente le nazioni piu’ ricche impongono alle nazioni povere. Tuttavia, molti paesi ricchi (Canada, Regno Unito, Australia) hanno reso piu’ facile l’immigrazione a lavoratori qualificati come dottori, professori e altri lavoratori nel mondo dell’alta tecnologia.

Lo spostamento internazionale di molti lavoratori di talento ha anche permesso un aumento della globalizzazione all’interno delle societa’ che li assumono. Nelle societa’ globalizzate capita sempre piu’ spesso che un Francese o un Italiano abbiano un capo Africano, Indiano o Cinese. Infine, la Televisione e Internet hanno omogeneizzato le culture di provenienza molto piu’ di quanto avveniva in passato, rendendo piu’ semplice lavorare insieme a persone provenienti da culture diverse.

La diminuzione del costo dei voli consente a chi lavora all’estero di tornare spesso a casa a rivedere la propria terra d’origine e a visitare la famiglia e i vecchi amici. Inoltre, con l’aumento degli immigrati in una citta’, altri immigrati dello stesso paese di provenienza vorranno provare a sperimentare migliori salari e condizioni di vita e possono aspettarsi di trovare amici di simile provenienza etnica ed esperienze pronti a fornire loro consigli e talvolta aiuti.

Annunci

Posted in tecnologia | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Noi” e “Loro”

Posted by janejacobs su giugno 19, 2008

“NOI”

Fino a qualche anno fa eravamo condizionati dalla dualita’ “Noi” e “Loro“. Noi eravamo i paesi sviluppati Europei e Nord Americani loro erano i poveri residenti dei paesi asiatici e africani. Ma oggi le cose stanno cambiano.

“Noi” sono diventate le persone ben educate e ben posizionate che sono riuscute a trattenere delle rendite dal processo della globalizzazione. “Loro” sono diventate quelle persone meno educate e meno fortunate che hanno visto il loro lavori o i loro redditi depressi dal vantaggio derivante dal flusso della tecnologia innovativa e dalle economie aperte.

“Loro” non sono definiti in base ad una razza, ad una lingua o ad una religione. “Loro” sono ovunque nel mondo, in Medio Oriente come in Brasile, in Canada come in Corea.

“Noi” siamo negli stessi paesi. Ci parliamo nella stessa lingua, capiamo gli stessi concetti, siamo vicini, in un modo o nell’altro alle citta’ e alla nuova tecnologia che da esse e’ emersa e che si propaga.

La risposata dei governi Occidentali per correggere la disperazione dei nuovi “Loro” e’ consistita per lo piu’ al diniego: i nostri politici sembrano dire ” non c’e nulla che si possa fare di fronta alle forze del mercato globale”. L’educazione attiva e le politiche di welfare sono state in tutto deficienti, nel senso latino del termine.

 Come possono i politici spiegare alla maggior parte dei loro elettori che tutti i provvedimenti presi dallo stato sono praticamente inutili perche’ sono in ritardo o comunque insufficienti e che non ci sono tempo e risorse per migliorare le cose?

“LORO”

Posted in h. Capitale in regioni senza citta' | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Globalizzazione nelle citta’ Slovacche

Posted by janejacobs su giugno 6, 2008

 

 Samorin

Dieci anni fa Samorin, una cittadina della Slovacchia, era un buon punto di osservazione per osservare gli effetti della globalizzazione nell’Europa dell’Est. La citta’ era piena di lavoratori qualificati in cerca di lavoro ed il tasso di disoccupazione era del 20%. Gli investitori stranieri arrivarono puntualmente. La Samsonite, un produttore di valigie, trapianto’ uno dei suoi impianti produttivi a Samorin.

Samorin e’ vicina al confine tra Slovacchia, Austria, Ungheria e Repubblica Ceca, e quindi collegata benissimo con le grandi autostrade e con gli aeroporti del Centro Europa.

I lavoratori, i sindacalisti e i politici dell’Europa Occidentale si sono lamentati che la fabbriche si trasferivano ad Est. Ma i burocrati ti Bruxelles, i politici ed i sindacalisti, e sotto sotto anche i lavoratori, hanno sempre saputo che questo sarebbe successo.

Dieci anni dopo, anche se nuovi investimenti e lavori stanno ancora arrivando in Slovacchia, Samorin ha gia’ perso molte delle fabbriche che aveva attratto dieci anni fa. La Samsonite ha chiuso il suo impianto nel 2006 licenziando 350 lavoratori e spostando la sua produzione in Cina.

Gli stipendi dei lavoratori Slovacchi sono cresciuti in fretta e molti sono emigrati in Europa Occidentale. A Samorin, un operaio non specializzato guadagna fra i 380 e i 480 euro al mese. Samorin e’ una triste realta’ di come la globalizzazione abbia frammentato il sistema delle forniture in frazioni sempre piu’ piccole, creando lavori in tutto il mondo, ma castrando il processo di rimpiazzo delle importazioni che permette alle comunita’ locali di creare ricchezza.

Lo stabilitmento della Samsonite in Slovacchia era lo specchio dello stabilimento della Samsonite in Belgio, che la Samsonite operava prima di aprire lo stabiimento a Samorin. Se licenziavano 100 dipendenti in Belgio, ne assumevano 100 a Samorin. Ma a Samorin non c’erano problemi con i sindacati, di piu’, non c’erano sindacati. I proprietari della Samsonite non erano persone avide o senza scrupoli. Essi pagavano i loro dipendenti a Samorin piu’ della media. Anche se i costi in Asia erano ancora piu’ bassi, vi era una convenienza geografica nel produrre in Europa perche’ in tal modo si diminuivano i costi di trasporto.  Il ruolo dallo stabilimento della Samsonite a Samorin era di far fronte alla domanda di bagagli di alta fascia, quando  vi erano picchi di domanda nella stagione delle vacanze. Cio’ che ha ucciso l’impianto era l’effetto dei piu’ alti costi di lavoro dei fornitori della Samsonite a Samorin, i quali si erano progressivamente trasferiti in Asia. Alla fine, la fabbrica doveva far arrivare i componenti per i suoi bagagli (cerniere, tessuti, ecc.) dall’Asia con conseguenti forti aumenti delle spese di trasporto.

La Samsonite risiedette in Belgio per 30 anni e solo 9 anni a Samorin. Tutto si sta facendo piu’ veloce.

A Samorin ora arrivano lavoratori dalle parti piu’ orientali della Slovacchia, ma gli abitanti si sentono molto diversi e migliori di loro. Spesso gli immigrati della Slovacchia dell’Est si ubriacano e scatenano risse. Alcuni abitanti danno la colpa agli immigrati per l’aumento di criminalita’ e dei furti. Spesso gli immigrati che arrivano a Samorin lavorano per qualche anno negli stabilimenti rimasti in citta’ e poi partono alla volta della Gran Bretagna o dell’Irlanda dove arrivano a guadagnare fino a tre volte piu’ che a Samorin.

Continua…

Fonte: Economist

Posted in g. Regioni impianto | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Gli impianti industriali del Portorico

Posted by janejacobs su aprile 27, 2008

 

Perche’ nuovi impianti industriali non hanno arricchito il Portorico?

  Il Portorico ha cercato di attrarre impianti da regioni lontane da molto meno tempo della Georgia , ma ha avuto molto piu’ successo. Per quarantacinque anni, il Governo del Portorico ha attratto industrie che richiedessero molta manodopera per fornire lavoro agli abitanti dell’isola e salari alla propria economia. Oltre al basso costo della manodopera, il Portrico poteva offrire porti efficienti, sconti fiscali, corsi di formazione finanziati dal governo e prestiti a tassi agevolati che potessero aiutare le imprese che volessero impiantarsi in Portorico per sopperire ai costi di trasferimento. Il territorio dell’isola ora e’ punteggiato da stabilimenti e fabbriche di grandi multinazionali e di produttori di magliette , giocattoli, microprocessori e altri prodotti dell’industria cosidetta “leggera”.

Ma quando questi impianti lascianorono il Porto Rico in cerca di manodopera ancora meno cara, come hanno fatto all’inizio degli anni ’70, lasciano dietro di se’ il vuoto, cosi’ come lo avevano lasciato in Georgia.

Tale vuoto e’ stato cosi’ descritto dal direttore del direttore del programma antipoverta’ della citta’ Portoricana di Ponce: “Non rimane alcun sistema di relazioni simbiotiche simile a quelli che si sviluppano nelle citta’ e nelle aree metropolitane quando alcune delle loro industrie si impiantano, si trasferiscono in posti lontani come il Portorico”.  Continua…

Posted in g. Regioni impianto | Contrassegnato da tag: , , , , | 1 Comment »