Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

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Posts Tagged ‘google’

Google news indagato

Posted by janejacobs su agosto 27, 2009

Google news Italia e’ indagato per abuso di posizione dominante dall’autorita’ anti-trust Italiana.

Possiamo sperare che un bel giorno tale autorita’ si occupi anche della posizione dominante di Publitalia?

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Il piu’ grande nemico di Google

Posted by janejacobs su aprile 7, 2009

Il signor Brewster Kahle vuole creare una biblioteca che raccolga tutto il sapere umano in rete e metterlo gratuitamente a disposzione di tutti. Sembra un lavoro impossibile, ma Kahle sta facendo progressi. Brewster Kahle ha fondato Internet Archive.

Kahle e’ un genio e un miliardario. Dopo aver fondato varie imprese informatiche le ha vendute a colossi di Inernet come America on Line e Amazon. Oggi Kahle ha come principale obiettivo quello di creare un archivio non profit digitale di materiale gratuito – libri, film, concerti eccetera – che rivaleggi con l’antica Biblioteca di Alessandria d’Egitto. Tale obiettivo lo portera’ inevitabilmente a scontrarsi con Google, che ha lo stesso obiettivo, ma che ha intenzione di lucrarci sopra.

Internet Archive fornisce accesso alle pagine web create anche in passato. Oggi questo motore di ricerca riceve cira 500 richieste di ricerca al secondo. Inoltre Internet Archive possiede una libreria audio con piu’ di 300 mila files MP3, un archivio di 150 mila films e video e un archivio con 60 mila concerti. Tutto gratis, tutto legale.

Kahle ha accordi con 135 biblioteche sparse in giro per il mondo per la creazione di un catalogo di ogni libro pubblicato. Internet Archive scannerizza piu’ di mille libri al giorno, per il quale le biblioteche pagano 30 dollari a libro.

Internet Archive ha 200 dipendenti e un budget annuale di circa 14 milioni di dollari. Le spese vengono coperte da donazioni private e dal prezzo che ogni biblioteca paga per scannerizzare i propri libri.

Internet Archive collabora anche con la NASA per rendere pubblici foto e film relativi alla storia dei programme spaziali.

Kahle ha vinto una causa contro il governo Americano accusando gli USA di proteggere troppo i detentori del diritto d’autore e dal momento che – al contrario di Google – Internet Archive non produce utili, le case editrici non possono rivalersi su Internet Archive.

La speranza e’ che grazie a Internet Archive, Goolge non diventi un monopolista del sapere umano.

 

 

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google android paga fino a 10 milioni di dollari

Posted by janejacobs su settembre 18, 2008

 

Fra qualche giorno Google lancera’ in USA il suo nuovo telefono cellulare chiamato Android.

Alcuni esperti della stampa hanno gia’ provato il nuovo telefono e ne indicano come vantaggio principale la maggiore facilita’ di navigazione su Internet grazie alla velocita’ consentita da un piu’ moderno software (che lo rende piu’ veloce di Apple 3G) e grazie ai tasti “Casa”, “Avanti” e “Indietro”.

Inoltre “android” fara’ da telecomando e permettera’ di traferire facilmente video, foto e spettacoli TV da computer a computer. Ma il vantaggio principale di android e’ l’apertura dei suoi codici agli sviluppatori di software che potranno usare questo nuovo software per sviuppare nuove appliazioni e promuovere nuovi servizi. Per i migliori programmatori google ha messo in palio un montepremi di dieci milioni di dollari. Come si puo’ vedere dall’annuncio qui sopra del suo proprietario.

Il costo del telefono sara’ di circa 140 euro.

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Google: il grande fratello

Posted by janejacobs su settembre 4, 2008

Microsoft Explorer ha un costo che e’ incluso nel prezzo dei computer nuovi che compriamo in cui e’ installato Microsoft Windows. Senza Windows, la  maggior parte degli utenti dei computer non puo’ scrivere un documento, compilare una tabella dati o collegarsi su Internet. Ma il costo di Windows consente di mantenere una certa privacy.

Google Chrome  e gli altri programmi di Google sono “gratis”, il suo costo non tocca direttamente il nostro portafoglio, ma la nostra privacy in quanto Google (ma non solo) spia il nostro comportamento su Internet e cerca di venderci i prodotti che “vorremmo” grazie ad un processo di “ottimizzazione” che piazza i suoi annunci pubblicitari su Internet.

Google Chrome e’ un browser come Internt Explorer, ma anche una piattaforma di lavoro simile a Windows che potrebbe presto renderlo obsoleto. Google fornisce gia’ servizi “gratuiti” (ovvero servizi-spia) di e-mail (google mail), nella compilazione di documenti e di tabelle dati (google docs).

La maggior parte delle persone oggi pagano Microsoft per utilizzare i servizi di email (Outlook), documenti (Word) e tabelle dati (Excel). Con Google Chrome invece e’ possibile organizzare tutti questi servizi comodemente in rete senza bisogno di utilizzare la memoria dei nostri computer, ma salvando tutti i nostri dati sui computer di Google sparsi per il mondo. Questo servizio e’ comodo per chi lavora su molti computer (ufficio, casa, o in giro) e vuole sempre essere connesso avendo tutti i dati con se’ in diversi luoghi. E google chrome offre una piattaforma migliore di Microsoft Explorer per gestire tutti questi documenti online.

Ma il prezzo che noi paghiamo usando i prodotto gratuiti di Google e’ la nostra privacy. Infatti se e quando google vorra’, potra’ entrare nel profondo intimo della nostra vita spiando tutti i nostri documenti senza nemmeno aver bisogno di entrare in casa nostra ed ispezionare il nostro computer (come oggi dovrebbe fare ad esempio la polizia con un regolare mandato di cattura). Insomma, google sara’ il nuovo grande fratello a meno che non arrivi presto qualcuno a fermarlo e dargli delle regole molto precise.

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Siamo tutti spiati

Posted by janejacobs su settembre 2, 2008

 

Per chi fosse in vena di emozioni forti, consiglio di provare a cliccare il sito www.networkadvertising.org per vedere quante societa’ di pubblicita’ online vi stanno spiando in questo momento, in ogni momento in cui utilizzate Internet.

www.networkadvertising.org consente di deselezinare i “pubblicitari-spia” che vedono in ogni momento i siti che visitiamo per “ottimizzare” la pubblicita’ che ci viene proposta. E ci presenta quelli che ci stanno attraverso dei piccoli “documenti-spia” che i “programmi-spia” depositano nei nostri computer che si chiamano cookies.

Fra i vari “documenti” spia ci sono quelli della Doubleclick, una societa’ posseduta da Google. Spesso senza saperlo, accettiamo di essere spiati quando accettiamo le condizioni per comprare qualche prodotto su Internet o scaricare qualche programma. I motori di ricerca come Yahoo e Google in particolare consentono di scaricare software “gratis” in cambio del permesso che diamo loro di spiarci (anche se di fatto poche persone si premurano di leggere le condizioni del servizio). Cosi’ ci sembra di uare Internet gratis quando in realta’ vendiamo a Google, Yahoo ecc. un po’ della nostra privacy.

Tuttavia, se disattiviamo tutti i cookies che i “pubblicitari-spia” immettono nei nostri computer, la navigazione su Internet diventa lenta e poco piacevole. La maggior parte dei navigatori ha una vaga idea che esiste una tecnologia in grado di spiare le loro abitudini e ignorano l’invasivita’ di queste tecniche.

Molti blog e molti siti online (in particolare quelli che fanno capo ai grandi gruppi editoriali come RCS, Espresso e il Sole24ore) usano la pubblicita’ per sopravvivere o per fare soldi. Solo pochi servizi sono in grado di sopravvivere attraverso il sistema degli abbonati dal momento che i navigatori sono abituati a “navigare gratis”.

Ma Internet e’ anche un mezzo di comunicazione estremamente frammentato in cui i guadagni derivanti dalla pubblicita’ vanno a pochi siti con un grande numero di utenti come Yahoo o Google. Alcuni siti che sono molto specializzati, come ad esempio quelli sulle automobili, possono avere anch’essi buoni guadagni, ma la maggior parte dei servizi piccoli fa fatica ad attrarre rilevanti guadagni pubblicitari. Se un sito che si occupa di auto riesce ad attrarre qualche migliaio di utenti interessati a comprare un’auto, allora e’ possibile che il proprietario di questo sito riesca a guadagnare un buon reddito, altrimenti e’ molto difficile. Natuarlmente il discorso puo’ valere per altri siti settori specializzati, ma questi rappresentano piu’ un’eccezione che una regola.

Le societa’ di pubblicita’ si mettono d’accordo con i siti Internet di maggior successo e che hanno utenti che sono considerati interessanti perche’ hanno un particolare interesse a comprare certi prodotti e li spiano usando i cookies. I pubblicitari pagano di piu’ per mettere le pubblicita’ di fronte agli utenti che sono gia’ interessati ad un certo argomento e i blogger ed i siti Internet possono raddoppiare o triplicare il prezzo che chiedono alle societa’ che fanno pubblicita’.

Quindi Internet non e’ gratis, e’ finanziato dai “pubblicitari-spia”. Questo genera un problema di privacy. Fra i fornitori di Internet come Telecom Italia (per nominarne uno) ed i motori di ricerca, ogni utente e’ osservato. Quali sono le norme che tutelano gli utenti? Qual’e’ il limite oltre il quale i “pubblicitari-spia” non possono spingersi nell’invasione della nostra privacy?

 

 

 

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