Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Posts Tagged ‘innovazione’

L’economia cresce solo grazie all’improvvisazione

Posted by janejacobs su agosto 6, 2008

 

Lo sviluppo economico nelgi Stati Uniti fu rapido rispetto a quello avvenuto in Europa. Lo sviluppo del Giappone avvenne ancora piu’ rapidamente che negli Stati Uniti e quello delle citta’ Asiatiche del Pacifico avvenne ancora piu’ rapidamente. Questo suggerisce forse che molte economie arretrate possono svilupparsi rapidamente se le loro citta’, aziche’ limitarsi a commerciare bilateralmente con citta’ piu’ avanzate usano la molla del commercio per iniziare un processo multilaterale di commercio volatile anche con citta’ arretrate. Ma tale sviluppo si blocca quando le citta’ arretrate o le loro nazioni provano a fare affidamento sul piu’ semplice commercio bilaterale, un commercio senza autentico sviluppo economico.

La seconda caratteristica storica nel processo di sviluppo delle economie arretrate e’ l’improvvisazione. Le citta’ arretrate che sono state in grado si sviluparsi hanno usato una combinazione di imitazione di beni importati da altre citta’ con un modo originale di produrli. Un esempio e’ il modo in cui le imprsese a Tokyo alla fine del secolo svilupparono l’industria delle biciclette. Non solo il Giappone imparo’ a produrre biciclette e sviluppo’ i beni intermedi alla produzione di biciclette, ma acquisto’ anche un metodo imporvvisato di produzione per riprodurre altri beni importati, utilizzando gruppi simbiotici di piccole fabbriche. Tale metodo veniva usato per la manifattura di macchine da cucire, radio e beni elettronici. Un moderno derivato di questo sistema funziona ancora oggi alla Nissan dove i fornitori fanno consegne giornaliere o anche infragiornaliere di cio’ che e’ richiesto per l’assemblaggio in quel particolare giorno o ora del giorno. Gli industriali americani invidiano l’efficienza di tale metodo e non sono ancora riuciti a replicarla.

Nel tempo in cui i Giapponesi sviluppavano il loro modo di prourre biciclette, le biciclette che importavano erano costruite in grandi fabbriche Americane, con grandi macchinari. Se i Giapponesi avessero cercato di importare intere fabbriche per costruire biciclette comprandole in contanti o a credito dagli Americani, essi avrebbero perso per sempre l’opportunita’ di sviluppare i loro originali  metodi di produzione. Inoltre, l’importazione di tutti i macchinari per l’importazione di biciclette sarebbe stata troppo costosa per i Giapponesi. Invece essi usarono il loro commercio con le economie piu’ avanzate come molla per il loro sviluppo originale. Questo vale per le biciclette e per tutti i beni che in seguito i Giapponesi hanno importato e rimpiazzato. 

Le citta’ arretrate dell’Europa Medievale dovevano improvvisare perche’ non avevano molta scelta. Le citta’ arretrate di oggi devono improvvisare perche’ devono mentenere costi piu’ bassi rispetto alle citta’ piu’ avanzate. Devono fare si’ che il prezzo dei beni prodotti sia sufficientemente basso perche’ le popolazioni locali possano permetterseli. Un vantaggio delle economie arretrate e’ che generalmente hanno manodopera a basso costo, ma questo vantaggio e’ davvero tale solo quando e’ necessaria molta forza lavoro e quando non ci sono alternative valide nei prodotti che possono essere fabbricati o forniti da macchinari nelle economie piu’ avanzate. La piccola dimensione delle imprese, come nel caso Giapponese e’ un vantaggio perche’ essere piccoli riduce costi amministrativi e organizzativi rispetto all’essere grandi. I materiali improvvisati spesso riducono i costi perche’ i produttori utilizzano cio’ che hanno facilmente a disposizione o che pagano poco anziche’ imitare i materiali utilizzati dalle economie piu’ ricche. Questo e’ il processo che gli artigiani della Londra Medievale attraversarono quando usavano cuioio Britannico per imitare il cuoio piu’ raffinato proveniente da Cordova. Questo e’ il processo attraversato da Hong Kong quando produceva scarpe di tela imitando le scarpe di cuoio dell’Occidente.

Le tariffe alle importazioni rappresentano il modo piu’ semplice usato dalle economie arretrate per aiutare i propri produttori ad avviare questo processo. Ma le tariffe sono pagate dalle tasche dei consumatori, e c’e’ un limite a quanto i consumatori sono disposti a finanziare i produttori locali come abbiamo visto nel caso dell’Uruguay quando i propri consumatori non sono stati in grado di sopportare le tasse e l’inflazione causate dai sussidi statali per finanziare i produttori.

Oltre ai diretti vantaggi pratici del processo di improvvisazione, la pratica dell’improvvisazione in se’ nutre una forma mentale finalizzata allo sviluppo economico. L’improvvisazione procura una grande soddisfazione quando da’ risultati positivi e porta a provare cose nuove nel caso in cui un’idea non vada in porto; in caso contrario porta generalmente a riprovare e tentare una nuova soluzione. L’invenzione, la capacita’ di risolvere problemi pratici, l’improvvisazione e l’innovazione sono parte dello stesso processo. Tornando alle biciclette Giapponesi, ad esempio, molti processi sono dovuti avvenire in Europa e negli stati Uniti prima che la bicicletta si trasformasse da curioso giocattolo a mezzo di locomozione pratico ed utile. Ognuna di queste improvvisazioni si aggiungeva a qualcosa che era stato raggiunto prima. Gli improvvisatori nel processo di produzione di biciclette con il tempo hanno sviluppato cuscinetti a rullini, cuscinetti a sfera, pneumatici, rulli a ruota dentata per il funzionamento delle catene, cambi differenziali, freni a disco, freni a tamburo, freni a pedale, ed in un certo senso hanno anche reinventato la ruota, dandole una leggerezza mai vista prima e una forza enorme, se paragonata ai materiali utilizzati. Le improvvisazioni sviluppate per la bicicletta si sono ramificate. Esse sono il fondamento per lo sviluppo di trattori, automobili e aeroplani e naturalmente di motorini, moto e scooters. L’improvvisazione nel mondo della bicicletta ha formato nuovi mercati per nuovi tipi di lubrificanti e tipi di acciaio che a loro volta si sono ramificati. Le innovazioni ancora oggi rimangono essenzialmente improvvisazioni, dalle biciclette alle componenti dello space -huttle. Tutte le innovazioni, tutti i nuovi modi di fare economia e trovare risparmi sui materiali, inclusi i risparmi di energia, sono insiemi di improvvisazioni ed esperimenti, alcuni di successo ed altri no. Esse si combinano con imitazioni di cio’ che e’ stato gia’ sperimentato e applicato con successo.

Quindi, per comprare un’economia sviluppata come lo Scia’ o Pietro il Grande tentarono di fare, o come stanno cercando di fare molti paesi della penisola arabica, finiscono per fallire non solo perche’ lo sviluppo avviene altrove, ma perche’ le transazioni denigrano e scoraggiano i creativi  gli imprenditori locali anziche’ nutrire il processo pratico della vera creazione e del vero lavoro creativo. Continua…

Annunci

Posted in j. Perche' le citta' arretrate hanno bisogno le une del | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , | 6 Comments »

Medici con super-poteri

Posted by janejacobs su luglio 23, 2008

 

Grazie alla rappresentazione del corpo umano in tre dimensioni sara’ possible visitare il proprio medico anziche’ con numerose cartelle cliniche con un avatar che cammina, parla e ha una rappresentazione umana del corpo umano.

Il dottore puo’ fare click su una parte specifica del corpo dell’avatar, come ad esempio il cuore, e vedere istantaneamente la storia medica, i test, i risultati delle diagnosi del paziente.

E’ anche possible accedere a visualizzazioni 3D e a registraioni audio del battito cardiaco in una scala e con una risoluzione maggiori a quelle di oggi. Il computer fara’ automaticamente confronti con le visuali e gli audio di centinaia di migliaia di pazienti con simili trascorsi medici, e le diagnosi ed i trattamenti saranno molto pui’ precisi.

L’esplosione di informazioni mediche e l’emergere di tecnologie di visualizzazione che un tempo erano un’esclusiva solo dei piu’ incalliti geni dei computer trasformeranno il modo con cui i medici faranno le loro diagnosi ed effettueranno le cure.

In effetti, i medici avranno dei super-poteri; delle tecnologie che consentiranno loro di avere una vista a raggi x, un udito in grado di ascoltare il battito cardiaco nei minimi dettagli, e modi di organizzare le informazioni su come effettuare i trattamenti e le cure usando il corpo umano come archivio dati.

Fonte: IBM

Posted in tecnologia | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Distributori di idrogeno

Posted by janejacobs su Mag 26, 2008

Mentre in Italia si approva l’introduzione del nucleare, in Germania si sta progettando la costruzione su scala nazionale di una rete di distributori a idrogeno che possano fornire combustibile ad una nuova generazione di autoveicoli non inquinanti. Da qualche mese si è formato in consorzio. Le compagnie coinvolte in questo consorzio sono: Royal Dutch Shell, Linde, Total, RWE, ed E.ON. Se queste stazioni di rifornimento venissero costruite, i produttori di auto tedeschi potrebbero iniziare a costriure automobili alimentate a idrogeno. La tecnologia per costruire le automobili c’è ed è pronta, ma servono infrastrutture capillari. Riusciranno queste cinque multinazionali ad andare d’accordo e a costruire questa infrastruttura?

Continua…

Fonte: Economist

Posted in energia | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Scintille di innovazione da San Francisco

Posted by janejacobs su Mag 9, 2008

 L’innovazione e l’improvvisazione sono le scintille che provocano la crescita tecnologica ed economica delle citta’. Quando gli uomini si ritrovano a vivere, produrre e consumare in economie cittadine vibranti che si sviluppano in maniera armoniosa, spesso riescono a sviluppare nuove idee che, applicate in particolari situazioni, luoghi e tempi, diventano motori di sviluppo economico.

Questo e’ accaduto nel caso di Taiwan negli anni ’60 e nel caso del Nord Est Italiano negli anni ’70. Questo accade ancora oggi nelle dinamiche economie delle citta’ che si affacciano sull’Oceano Pacifico.

Raramente alcuna crescita economica e stata sviluppata da contributi pubblici rivolti a pioggia al mondo della ricerca. In Unione Sovietica, si sono sviluppate straordinarie competenze nel campo della ricerca nucleare, ma tale ricerca e’ andata a rivolgersi  per lo piu’ alla produzione bellica e non si e’ evoluta da essa.

Spesso le innovazioni sono piccole, quasi insignificanti, esse si ritrovano nel mondo della produzione e con essa continuamente interagiscono senza che vi sia il bisogno di un contributo dallo Stato o di un costoso centro di ricerca finanziato da una grande multinazionale.

Non sto dicendo che tali soldi siano sempre spesi male, ma che l’innovazione e l’improvvisazione colgono il loro apice quando sono in parte dettati da necesssita’ produttive contingenti e portate avanti da persone che sanno applicare idee a pratica.

Come fare ad instillare qualche seme di genialita’ applicata? Come spingere le persone ad interessarsi di tecnologia e a “sporcarsi” almeno un po’ le mani attraverso il processo di innovazione e produzione?

San Francisco e la sua area metropolitana hanno generato scintille di innovazione grazie ai suoi improvvisatori e innovatori. Tali imporvvisatori erano in genere ragazzini che provavano nuovi macchinari nel loro garage o dietro i banchi di scuola. E’ il caso di Steve Jobs e di Steve Wozniak che iniziarono la rivoluzione del PC dal loro garage, e di Sergey Brin e Larry Page che hanno ideato gli algoritmi di Google mentre erano ancora a scuola.

A San Francisco si e’ trovata una risposta alla domanda di nuove inventzioni con una fiera chiamata Maker Faire, dove si pagano $25 per partecipare ad un evento di creativita’ di gruppo dove si gioca con micro-chip e transistors per creare nuovi strumenti elettronici. Alcuni di questi strumenti sono poco piu’ che giocattoli, ma altri potrebbero diventare i telefoni cellulari, i PC o i robot del futuro. Il festival è un raduno di “secchioni”, ma in più ha il gusto del “fai da te”, l’aggiunta di scienziati casalinghi, di pensatori, di artisti e di artigiani. Quest’anno i loro progetti elettronici includono robot sputa-fuoco, computers indossabili, stampanti tridimensionali e torte motorizzate (anche se non mi è ben chiaro cosa siano).

 Tutti sono incoraggiati a sporcarsi le mani costruendo i propri circuiti elettrici, creare nuovi articoli tecnologici e lanciare i loro razzi. Questo è il terzo anno della Maker Faire. Lo scorso anno vi parteciparono più di 40,000 persone e più di 20,000 persone hanno partecipato ad un simile evento in Texas.

L’idea di giocare con la tecnologia in un modo così nuovo può sembrare quasi superflua. Ma questo è il sale dell’innovazione, almeno secondo il parere di Tim O’Reilly, fondatore di O’Reilly Media, una società editoriale che pubblica le riviste Make e Craft. O’Reilly è un guru della tecnologia ed e’ stato l’inventore del termine Web 2.0 che cattura la tendenza di creare maggiore interattività, nello scambio di informazioni e nella collaborazione tra Internauti.

I computers, i chip, i sensori e gli altri componenti elettronici non sono mai stati così a buon mercato. Questo significa che i vari gadgets ad alta tecnologia stanno diventando beni usa e getta. Quindi possono essere smontati e riutilizzati per costruire cose nuove. Una vecchia macchina fotografica digitale, ad esempio, può essere collegata ad un aquilone per fare fotografie dall’alto, oppure, se l’aquilone si collega ad un navigatore satellitare ed ad altri dispositivi, si puo’ creare un aquilone automatico, che voli senza il controllo dell’uomo.

Inoltre, Internet sta aiutando persone di tutto il mondo a scambiarsi informazioni sui loro progetti. Siti web come Instructables.com e wiki-How.com sono diventati popolari luoghi di incontro per i nuovi inventori. Essi si fanno portatori dell’ideologia dell’ “open source”, dove il flusso di idee innovative si scambia gratuitamente. Questo modello iniziò per gli sviluppatori di software, ma si sta rapidamente espandendo in altri campi.

Un tipico progetto della fiera è quello di Addie Wagenknecht. Addie ha progettato un tavolo con speciali sensori che funziona come un computer. Questo nuovo tavolo ha simili caratteristiche al nuovo dispositivo di Microsoft chiamato Surface. Ma mentre il dispositivo di Microsoft costa $10,000, il tavolo elettronico progettato da Wagenknecht si puo’ costruire per soli $500 . Secondo Wagenknecht il suo tavolo ha molte più funzionalità di Surface. Dal momento che sia l’hardware che il software sono in open source, ognuno puo’ effettuare piccole modifiche per svolere nuove funzioni.

Come molte altre cose che stanno accadendo a questa Fiera dell’innovazione, incoraggiano a maggiore innovatività. 

Anche se il Maker Faire e’ un evento piu’ diverente che utile, esso permette di instillare il seme dell’innovazione e dell’improvvisazion, che portano crescita e succeso economico; se l’improvvisazione funziona, il motivo del suo successo non e’ teorico, ma pratico. 

 Credo che una Maker Faire che coinvolgesse giovani e inventori di ogni genere avrebbe un notevole successo anche nelle citta’ Italiane. Continua…

Posted in tecnologia | Contrassegnato da tag: , , | 2 Comments »

Povero Sud

Posted by janejacobs su aprile 14, 2008

Povera Georgia

Anche gli Stati Uniti hanno avuto un grande processo di spopolamento al Sud, che fino agli anni ’30 fu la parte piu’ arretrata della nazione. L’ex presidente Jimmy Carter, descrivendo la sua infanzia nella Georgia, diceva: ” la vita dei contadini della Georgia assomigliava piu’ alla vita dei contadini di 2,000 anni fa che alla vita dei contadini di oggi”. Questo potrebbe sembrare un’esagerazione, ma non piu’ di tanto se si pensa ad una fattoria Italiana di 2,000 anni fa. Quello che Carter voleva dire era che quasi tutto il lavoro nella sua giuoventu’ doveva essere svolto da animali e bestie anziche’ da macchinari. Muli, uomini, donne e bambini erano indispensabili. Dal momento che la produttivita’ era bassa, per quanto i contadini lavorassero duramente, rimanevano poveri; e dal momento che erano poveri, non potevano permettersi di aumentare la loro produttivita’.

Per rompere questo circolo vizioso, il governo nazionale forniva denaro e cercava di migliorare i metodi agricoli delle fattorie del Sud. Le citta’ distanti giocarono la loro parte grazie al loro sviluppo economico: esse producevano i macchinari necessari e, grazie alle tasse che pagavano al governo centrale, fornivano il denaro necessario per l’acquisto di tali macchinari. I sussidi a molti beni agricoli, fornirono agli agricoltori del Sud un prezzo minimo a cui vendere i loro raccolti; essi ricevevano sussidi per ridurre i loro raccolti dalle loro terre, ricevevano prestiti a tassi agevolati per installare elettricità’ e assistenza da esperti assunti dallo stato sul controllo dell’erosione dei terreni, sull’erosione e la diversificazione dei raccolti. I sussidi erano automaticamente collegati alla dimensione dei fondi e fornivano maggiori benefici ai grandi proprietari terrieri; questi erano anche gli agricoltori capaci di fare un uso piu’ rapido e piu’ produttivo dei loro fondi, grazie a maggior capitale a loro disposizione che permetteva loro di acquistare moderni macchinari e assumere meno manodopera. Pertanto, i proprietari terrieri, e soprattutto i grandi proprietari terrieri potevano finalmente permettersi i macchinari di cui fino ad ora avevano fatto a meno.

La tecnologia che inizio’ a rivoluzionare la vita contadina per i membri della famiglia del Presidente Carter e per le altre migliaia di braccianti nel Sud non era rivoluzionaria, non era particolarmente innovativa o senza precedenti. Le macchine che permettevano la coltivazione, l’inseminazione, la disinfestazione automatica, le pompe, le seghe meccaniche,  i nastri meccanici, i ventilatori industriali, le gru, i sistemi refrigeranti, i trattori, i camion, le riviste specializzate di agricoltura, e tutti quei piccoli e grandi articoli che trasformarono l’agricoltura del Sud negli anni seguenti consistevano in macchinari, materiali e metodi che erano stati sviluppati prima negli Stati del Nord. Tali strumenti erano gia’ stati estesi alle regioni del Far West, ma nel periodo in cui i coltivatori di grano delle praterie e i coltivatori di frutta e verdura nelle valli del Far West iniziavano a possedere trattori, camion, macchine per l’aratoria e la disinfestazione, le vigorose economie delle citta’ dell’Ovest e del Nord erano in grado di alterare la vita di persone di cui tali regioni  fornitrici di materie prime non avevano bisogno.

Quando infine la tecnologia fu messa al lavoro dell’agricoltura del sud, il rendimento dei raccolti aumento’ prodigiosamente. Certo, anche la produttivita; degli agricoltori e dei loro aiutanti aumento’ prodigiosamente e quindi non c’era piu’ bisogno di molti braccianti. Coloro che lavoravano terre in affitto o che possedevano piccoli appezzamenti furono incorporati dai grandi proprietari terrieri. In Georgia, lo Stato di Henry Grady  e di Jimmy Carter, negli anni 1930 c’erano circa 1.5 milioni di lavoratori agricoli. Cinquant’anni dopo ce n’erano 225 mila e piu’ di 300 mila fattorie si erano consolidate in 70 mila fattorie. L’agricoltura oggi occupa solo il 4% dei lavoratori nello stato della Georgia, mentre ai tempi della Georgia di Carter, ne occupava circa il 50%. Mentre avvenivano questi cambiamenti in Georgia, simili cambiamenti avvenivano in Texas, nella Luisiana, nel Missouri, nell’Arkansas, nel Mississipi, nell’Alabama, nella Florida, nel Tennessee, nel Kentuky nella Carolina e nella Virginia. Su tutti questi territori, i lavoratori agricoli e le loro famiglie venivano spodestati della propria terra per via dell’aumento della produttivita’ dell’agricoltura.

Dove andarono a finire tutte queste famiglie? Dal momento che questo spopolamento era iniziato agli albori della Seconda Guerra Mondiale, i primi ad emigrare erano i primi ad essere assorbiti. I giovani agricoltori che non venivano arruolati nell’esercito trovavano facilmente lavoro nelle industrie della Guerra e nell’industria dei servizi a San Francisco, Oakland, Los Angeles, Chicago, Cleveland, Cincinnati, Pittsburgh, Philadelphia, Baltimora, Detroit, Boston e New Tork.

I lavoratori di colore, che rappresentavano una grossa percentuale dei lavoratori costretti ad emigrare, anche se prima venivano discriminati, venivano assimilati nell’economia della guerra.  Ma quando la Guerra fini’ i nuovi lavori, specialmente quelli dei lavoratori di colore, non aumentarono proporzionalmente ai lavori persi nell’agricoltura; e molti lavoratori che avevano trovato lavoro durante l’economia di Guerra venivano licenziati, specialmente se erano di colore.

Nonostante questo, lo spopolamento delle campagne, non solo continuo’, ma accelero’, particolarmente fra il 1945 ed il 1960. Alcuni di coloro che si ritrovavano senza lavoro rimanevano nel Sud in piccoli appezzamenti di terreno improduttivi in cui riuscivano a sopravvivere solo grazie a sussidi provenienti dal governo centrale. Alcuni trovarono lavori in citta’ del Sud che erano riuscite ad attrare il “trapianto” di fabbriche del Nord al Sud. Ma le fabbriche del Sud non erano in grado di fornire impiego a tutti i lavoratori agricoli che perdevano il lavoro per colpa delle innovazioni tecnologiche nell’agricoltura. Molti di loro continuarono ad emigrare nelle citta’ – e dove altro potevano emigrare? – particolarmente nelle citta’ del Nord e dl Far West che potevano offrire lavoro a nuovi emigrati provenienti dall’America e dall”Estero.

Ma in quel periodo qualcosa di straordinario stava accadendo in America. Le citta’non erano in grado di generare nuovo lavoro sufficiente per le persone che lasciavano le campagne. Anzi, proprio nel momento in cui le campagne Americane si spopolavano, molte citta’ si ritrovavano in stagnazione ed in recessione economica. Pertanto, a tutt’oggi nessun nuovo lavoro si e’ materializzato per i milioni di emigrati provenienti dalle campagne del Sud e per i loro discendenti. Dal loro punto di vista, sono rimasti in disgrazia per generazioni a lavorare duramente, mal pagati e con una agricoltura meccanizzata che non aveva piu’ bisogno di loro. Dal punto di vista delle citta’ in cui cercavano lavoro, gli immigrati rappresentavano un grosso fardello. E’ un fardello trovare per loro case, e’ un fardello educarli, fornire servizi di polizia, di assistenza e di sanita’.

Cio’ che incomincio’ come un miglioramento delle condizioni agricole porto’ ad effetti indesiderati perche’, come nello spopolamento delle Highlands Scozzesi il cambiamento non era correlato alla completo ed armonioso dispiegamento delle cinque forze delle citta’ (link). Invece, alcune forze sbilanciate – la tecnologia delle citta’ accompagnata al capitale – hanno raggiunto zone lontane ed inaspettate. Molta della maggiore produttivita’ e ricchezza provenienti da questa rivoluzione tecnologica si e’ rivelata illusoria a livello nazionale. Il costo dell’avere persone spostate dalle loro terre che sono disoccupate ed improduttive, povere e demoralizzate, violente e drogate, sono impossibili da calcolare, ma sono enormi.

Nel Sud, coloro che lavorano nell’agricoltura mecanizzata, ora stanno molto meglio di prima, cosi’ come gli Scozzesi  rimasti ad allevare pecore Cheviot in Scozia, stavano meglio degli agricoltori Scozzesi prima che le questa nuova razza di pecore fosse importata dall’Inghilterra. Gli agricoltori lavorano meno ore e hanno lavori meno faticosi. La raccolta del cotone e’ un lavoro miserabile, se fatto a mano; guidare una macchina raccoglitrice di cotone, invece, e’ un mestiere molto meno faticoso. Se non fosse per la conseguenza dei molti lavoratori sconfitti dalle nuove tecnologie, questa sarebbe una storia a lieto fine. Ma la rivoluzione tecnologica nell’agricoltura del Sud fu generata dall’esterno e fu vulnerabile a forze esterne che generarono conseguenze impreviste. Continua…

Posted in f. Tecnologia e spopolamento | Contrassegnato da tag: , , , , | 1 Comment »

Le cinque forze della citta’

Posted by janejacobs su aprile 1, 2008

 

Ogni insedimaneto urbano che riesce a rimpiazzare le importazioni diventa una citta’. Ogni citta’ che sperimenta di tanto in tanto episodi di esplosioni di rimpiazzi di importazioni mantiene la propria economia al passo con i tempi e competitiva. Tra un’esplosione di innovazione ed un’altra, la citta’ riuscira’ a mantenere la sua ricchezza attraverso le esportazioni. Ma perche’ parliamo di esplosione e di episodi? Nella vita reale, ogni volta che il rimpazzo delle importazioni avviene, non avviene come in un flusso continuo, ma avviene in maniera episodica ed esplosiva e funziona come una reazione a catena.

Il processo si alimenta da se’ e, una volta innescato, non si estingue fino a che non si realizzano ulteriori rimpiazzi di importazioni.

Quando il rimpiazzo delle importazioni inizia per un prodotto esso stimola altri rimpiazzi. Quando questi episodi terminano, una citta’ dovra’ iniziera’ ad importare nuovi beni da altre citta’ e se la citta’ mantiene la sua vitailta’, ptrea’ sperimentare un’altra esplosione di innovazione. Questo processo allarga le economie cittadine e le diversifica, e fa si che le citta’ crescano in maniera irregolare e – se vogliamo- caotica. Ma la crescita non e’ un processo continuo. Molta parte del processo di rimpiazzo delle importazioni, specialmente nelle grandi citta’, si accompagana alla perdita di posti di lavoro in settori in declino. Le citta’ hanno sempre perso i lavori obsoleti; qualche volta perche’ le loro citta’ clienti si mettono a rimpiazzare le loro esportazioni e diventano piu’ competitivi nel produrre cio’ che prima importavano; qualche volta perche’ imprese di successo, dopo essersi sviluppate nel nido intricato delle citta’, trasportano le loro operazioni in posti piu’ isolati; altre volte perche’ alcuni prodotti ed alcune competenze diventano obsolete.

Quando una citta’ rimpiazza le importazioni con la propria produzione, altre citta’ subscono perdite nelle loro esportazioni. Tuttavia, altri insediamenti guadagnano un vaolre equivalente di nuovo lavoro dalle esportazioni. Questo perche’ una citta’ che rimpiazza le importazioni non riduce generalmente le importazioni, ma inizia ad acquistare altri e nuovi beni. La vita eonomica nel suo complesso si e’ espansa al punto che le citta’ che rimpiazzano le importazioni hanno tutto quello che avevano prima ed in piu’ hanno altri prodotti a complemento di nuove e differenti importazioni.

Il rimpiazzo delle importazioni e’ la radice dell’espanzione economica.

Per capire i concetti di crescita e declino economico, e’ importante utiizzare un linguaggio piu’ preciso. L’espansione che deriva dal processo di rimpiazzo delle importazioni consiste in cinque specifiche forme di espansione:

(1)  espansione dei mercati cittadini per nuove e diverse importazioni;

(2) espansione delle competenze dei lavoratori;

(3) espansione delle unita’ produttive al di fuori dei confini cittadini;

(4) espansione tecnologica per aumentare produzione e produttivita’;

(5) espansione del capitale

Queste cinque forze esercitano effetti che si riverberano al di fuori e all’interno delle citta’ fino ai posti piu’ remoti come Bardou .

Henry Grady vide gia’ piu’ di un secolo fa che c’era una grossa mancanza nelle economie colpite dalla poverta’ e dall’arretratezza, e cioe’ che non erano in grado di produrre i beni di cui avevano bisogno. Ma non capi’ la connessione fra bisogno di beni e rimpiazzo delle importazioni da parte delle citta’.

A dire il vero, questa connessione non l’avevano capita nemmeno gli esperti dello sviluppo di questo secolo con tutta la loro statistica,  le loro teorie,  i loro grafici e le loro curve . Cio’ che Grady aveva pensato in termini di economie regionali, loro lo pensavano in termini di economie nazionali, commettendo lo stesso errore.

Pensando in termini di economie nazionali, gli economisti ritenevano che il rimpiazzo delle importaizioni coinvolgesse solo paesi stranieri senza capire che la citta’ importano da altre citta’ anche se si trovano negli stessi confini nazionali e sono protette dagli stessi eserciti.

L’economia di una citta’ che non sappia rimpiazzare le importazioni con la propria produzione e’, alla meglio, debole e incapace di uscire dall’arretratezza in cui si trova.

Questo concetto pare misterioso anche se la realta’ dei fatti ce lo presenta davanti agli occhi. Nel normale funzionamento dell’economia di una citta’ non fa nessuna differenza quale delle use importazioni origini nella sua nazione o in altre nazioni, e lo stesso e’ vero per le destinazioni delle esportazioni.Qualunque sia la fonte delle importazioni, la conseguenza di rimpiazzarle che il processo del rimpiazzo genera le cinque grandi forze dell’espansione economica elencate sopra.

Un’altra sfortunata conseguenza della preoccupazione per le economie nazionali e’ che gli esperti di sviluppo non pensano al impiazzo delle importazioni come ad un processo cittadino. Ma pensano che sia un processo a livello nazionale e quindi difendono l’idea che fabbriche e industrie completamente sviluppate siano spostati arbitrariamente in piccole citta’ di campagna, generalmente dove c’e molta disoccupazione.

Tutto questo, sebbene ricada sotto il nome di rimpiazzo delle importazioni, e’ lontano dalla sue realta’; questi schemi hanno portato alla bancarotta di molte nazioni invece di aiutarle a prosperare.  Queste sono conseguenze che ricadono indirettamente anche su di noi che ascoltiamo i consigli di persone intelligenti ed istruite, ma che non non si sono prese la briga di verificare ipotesi che risalgono alla teoria mercantilista e al suo peccato originale, quello di sostenere che le nazioni sono la misura esenziale dell’attivita’ economica.

Posted in b. Ritorno alla realta' | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , | 2 Comments »